lunedì 26 gennaio 2015

IL PRECIPIZIO

19 commenti:

Anonimo ha detto...

Il mio pensiero, sia nel silenzio che nel frastuono, è un porto sicuro che mi protegge, che alimenta e costruisce la mia forza giorno per giorno . E per fare ciò, il mio pensiero pesca nel pensiero altrui...per imparare e conseguentemente per destreggiarsi nelle scelte della vita. Valutando le conseguenze nella vita reale degli imprinting (specialmente quelli legati alle esperienze dell'infanzia) e delle scelte effettuate dagli altri. Non avendo come punto fermo la considerazione o l'accettazione della mia persona da parte degli altri, ma semplicemente l'accettazione senza ansia dei miei difetti, dei miei limiti, della mia mediocrità umana e dei miei pregi. Partendo dal presupposto che la mia coscienza, o spirito o anima come la si vuol meglio identificare, è un qualcosa di distinto dal cervello (hardware) e dalla mente (software). Se il cervello quindi è un computer biologico, che non presentando danni funzionali, è uguale per tutti....in automatico è la mente elaborante che fa la differenza ...e la differenza è data dagli input e dai programmi inseriti, durante il primo periodo di apprendimento, inizialmente dai genitori ed in seguito da altri. A volte inconsapevolmente o per leggerezza, sia i genitori che altri, inseriscono in bambini programmi che provocano in seguito malfunzionamenti nell'età adulta ...magari perché risultanti essere programmi, facenti parte di loro imprinting, a loro volta errati, o semplicemente a seguito di una elaborazione scorretta del bambino perché durante l'infanzia non si hanno molti parametri per valutare l'informazione dai molteplici lati. Poi c'è la propria coscienza, che quasi sempre viene ignorata a favore di questi programmi impostati. Ritengo invece sia opportuno consultarla ponendosi la domanda ....COSA DESIDERO VERAMENTE? COSA E' MEGLIO PER ME? COME POSSO MUOVERMI PER OTTENERE CIO' CHE E' MEGLIO PER ME? Prima o poi la risposta nasce spontanea. Non sono psicologa Riccardo ...ma in questo tuo racconto io leggo il perché rimani SPETTATORE DEL PROTAGONISMO DI UN ALTRO e non PROTAGONISTA. Sei stato "Spettatore" di fronte alla scena in Ospedale alla nascita del fratello e sei stato "spettatore" anche a 12 anni. Età che, a mio avviso, è troppo precoce per la visione di immagini sessuali che possono essere mal interpretate e possono fissarsi provocando un blocco. Solo tu ...puoi smantellare il blocco.... se lo percepisci come un blocco e soprattutto... se desideri veramente smantellarlo. Certo che quando scrivo sono proprio logorroica ma in caso contrario come si potrebbe spiegare un concetto? Telepaticamente? Ci sto tentando hehehehe... Chicca

attimiespazi ha detto...

@Ricky
nella mia mente sento attimi e spazi..

Gaetano Gigliotti ha detto...

Nel silenzio io sento un fischio assordante, mi distrae continuamente, ho notato che Ella il precipizio lo canta nell'ultimo "end you".

rickyfarina ha detto...

Anche tu soffri di acufene! Terribile!

Gaetano Gigliotti ha detto...

Azz... non sapevo di questa patologia, pensavo fosse "normale!".

Gaetano Gigliotti ha detto...

Azz, non è una patologia, adesso mi informo...

attimiespazi ha detto...

voci insistenti sembrano agganciare l'ipotesi che Raffaele Morelli sia Chicca in mentite spoglie per svolgere suoi studi psicologici sui blog. Il suo agire imita un programma intitolato "Un boss in incognito". non si sa se le indagini su questo strano caso proseguiranno..

(vi abbbiamo trasmesso TGAttimi24)

.attimi

silvia silviaa ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
silvia silviaa ha detto...

Nel silenzio sento una voce che mi ascolta, che purtroppo posso sentire quando il trabusto e stress tace, cioé solo la sera, ma non sono schizzofrenica, sono molto sana. Lo specifico per Chicca che non ho patologia. Cosa significa precipizio.


 

Anonimo ha detto...

Non cercate di identificarmi con una persona nota. Io sono una persona comune, come ho detto senza arte né parte, in mezzo a tante altre persone. L'unica mia falsità è il nomignolo ...per il resto non ho mai mentito. E le osservazioni/studi sulla psicologia mia e degli altri, le faccio in primis per me poi se possono essere utili anche al prossimo ben venga. Propendo per l'egoismo positivo ed indietreggio possibile di fronte all'egoismo negativo. Per quanto concerne sentire le voci ..Circa 20 anni fa in due occasioni diverse, durante delle strane fasi di sonno vigile alterato, ebbi delle allucinazioni uditive e sensoriali. Pensai subito alla schizofrenia ma non ricadevo, con mio grande sospiro di sollievo, negli altri parametri della patologia e comunque non ebbi in seguito strascichi negativi. Però un punto interrogativo su cosa è successo in quelle occasioni mi è rimasto....e per una curiosa come me ..è tutto dire!! Chicca

attimiespazi ha detto...

Buon pomeriggio Chicca,
nelle tue scorribande ti ho identificata anche come Marzullo, ricordi? questo perchè mi piace galoppare con la mente e coinvolgerti bonariamente ..
le tue esperienze affini alla schizofrenia le ho avute anche io ed essendo stati episodi isolati non mi hanno preoccupata più di tanto.. forse questi episodi sono causati da periodi di stress emotivo eccessivo in cui la mente ha bisogno di "scaricare". o fors'anche capita in quei periodi in cui siamo più ricettivi, opsichicamente parlando..
chissà? effettivamente noi viviamo in una dimensione ignorando totalmente le altre, e quando abbiamo esperienze che non rientrano nella cosiddetta norma queste ci appaiono anomale, mentre in realtà, forse, siamo noi che non siamo in grado di attivare correttamente le grandi potenzialità del nostro cervello. Ti dico questo perchè ho avuto anche altre esperienze che non racconto a nessuno perchè altrimenti mi prenderebbero per pazza..ahahhahahah...
argomento comunque affascinante, per me..

ciao Chicca, buon proseguimento.

.attimi

silvia silviaa ha detto...

@Chicca, una cosa é ascoltare altra cosa é sentire, così come si ha un preciso significato per il cervello e ben altra cosa é la mente.

Anonimo ha detto...

L'essere umano, per giustificabile paura, tende ad accantonare, a considerare pazzia, mistero, miracolo, allucinazione, dogma imperscrutabile ...tutto ciò che non è in grado di avere una spiegazione logica, quantificabile numericamente, sperimentabile più volte o che destabilizza dalle certezze acquisite. Questo non vuol dire che l'evento non si verifichi ma semplicemente che non abbiamo i parametri, gli strumenti e forse l'apertura mentale per metterci con tutta coscienza a tentare di dargli una spiegazione. Io invece, fregandomene se mi prendevano per pazza, ne ho parlato con amici, conoscenti ed anche sconosciuti e... sorpresa sorpresa (forse anche per il fatto che non ho mai fatto uso di alcool o droghe ed ho un aspetto rasserenante non pericoloso)...si è aperto il vaso di Pandora. Toh! non ero l'unica allucinata. Chicca

silvia silviaa ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
silvia silviaa ha detto...

@Chicca, ma perché deve svalutare altra forma o conoscenza di sapere che non sia scienza fisica sperimentale. È lei Chicca che ha paura di altre realtà solo perché non possono essere valutate con i metodi scientifici. Apra la sua mente, non solo il cervello che per tutti é limitato, circoscritto in una scatola cranica.

attimiespazi ha detto...

@ Chicca
sì, concordo, mancano gli strumenti per svilupparsi..
se tu hai sentito il bisogno di esternare le tue conoscenze hai fatto bene perchè hai seguito il tuo modo di essere.
io, d'altro canto, tendo a considerare i miei eventi come bagaglio strettamente spirituale all'interno di un dialogo tra me e l'autocoscienza..

.attimi

silvia silviaa ha detto...

@attimiespazi, concordo con i tuoi commenti, non sarei riuscita ad esprimermi meglio e con chiarezza.

attimiespazi ha detto...

ciao ciaoo
Silvia Silviaa

Anonimo ha detto...

Silvia lei prende troppo il pensiero e le opinioni di altri come svalutazione del suo pensiero. Io non svaluto...io valuto e poi elaboro un mio pensiero. Le realtà che non possono essere valutate con metodi scientifici, sono proprio quelle che mi incuriosiscono e non mi fanno assolutamente paura anzi mi stimolano. E le mie eventuali conoscenze non esisterebbero se altri, non condividendo, avessero mantenuto le loro esperienze ed i loro eventi circoscritti e chiusi nel dialogo interiore. Quindi effettivamente è solo un modo diverso di essere e di porsi. Quale è il modo giusto? Quello giusto è quello che ognuno di noi sente giusto per se stesso. Certo che se il proprio modo di essere e porsi poi crea destabilizzazione e ci porta a lamentarci come piagnoni...forse bisognerebbe farsi un esame di coscienza e lavorare per le giuste rettifiche e modifiche. Chicca