venerdì 30 gennaio 2015

SESSO ANALE

CORTESIA CRESCENTE

Il sesso non è altro che una evoluzione della cortesia. Si passa da una
stretta di mano a un pompino per "cortesia crescente". Una cortesia fatta
di reciprocità, e non sarebbe sbagliato chiedere "permesso" prima di
entrare nel corpo di un'altra persona, a costo di suscitare una certa ilarità.
Il pelo è anche un piccolo zerbino ed è buona educazione strofinarsi.
L'amore è cortese o non è amore. Ma non in senso medievale, in senso
cortese. Uomini e donne dovrebbero imparare a godere con garbo, senza
tanti isterismi, senza tante scenate, senza convulsioni disdicevoli. Eleganza, 

stile, senso della misura, affabilità anale, carinerie orali, questo dovrebbe
essere il sesso, non altro, non quella trucida messa in scena che è diventato.

PHILIP ROTH

AMORE CIBO

Stasera parto per il mare con mio fratello, e mare significa mamma, e
mamma significa amore-cibo. Cannibalismo, in sostanza. Ho la febbre,
mal di gola e tosse. Non ho pazienza di asciugarmi i capelli fino alla
fine, così esco con i capelli ancora bagnati e la febbre non tarda mai
a venire, ma avere la febbre mi piace, mi riporta all'infanzia, al bicchiere
di latte caldo e miele che mamma mi portava a letto. Ieri tutto il giorno
a letto a leggere Philip Roth (La mia vita di uomo ), finito ne ho subito
iniziato un altro ( Ho sposato un comunista ). Mi tiene compagnia
questo scrittore. Ormai sono come un drogato. Oggi sono uscito solo
per bere un caffè, meglio non rischiare, dovevo andare in un'edicola
vicino a via De Amicis a ritirare un film che sognavo di vedere da
tempo : Parigi ci appartiene di Rivette. Andrà a prenderlo mio fratello
Roberto, così finalmente riuscirò a vedere questo film nouvelle vague
che manca alla mia collezione mentale, una lacuna perdonabile che
verrà perdonata questo week end. Se non sbaglio è il film che Antoine
va a vedere insieme alla mamma e al "papà" nei 400 colpi...

L'ULTIMO VIAGGIO CON VALERIA

Niente da fare, è lei l'ultima ragazza della mia vita, dopo di lei solo mignotte.
In questo film eravamo agli sgoccioli, alla fine. Tornerò a innamorarmi?
Ormai credo proprio di no.


giovedì 29 gennaio 2015

LA LETTERA DI MAMMA

Febbre, mal di gola, tosse: subito al mare dalla mamma a farsi curare.
A presto.



SOLO TU

mercoledì 28 gennaio 2015

DUE NATURE, FORSE TRE

Ci sono due nature in me, c'è l'uomo uccio uccio che chiama la propria
compagna "tesoruccio", che ama vedere un film alla tv assieme, e poi
andare a letto magari con una tisana, leggere un libro e dormire piedino
piedino con lei, e fare magari una scopatina senza disfare troppo il letto.
Poi c'è un'altra natura: quella notturna e "venerea", diabolica e pericolosa.
Mi sa che c'è anche una terza natura, ma meglio non indagare, meglio.

THE COCK

GLI UOMINI CHE MI FANNO MUMMIFICARE LA PATATA di Chicca

GLI UOMINI CHE MI FANNO MUMMIFICARE LA PATATA - Quelli che camminando si tirano i pantaloni all'altezza del deretano (per la miseria, ma lavatevi meglio!)...Quelli il cui cellulare ti fa vibrare più di loro (mettiti sotto carica!) ...Quelli che all'ennesima eiaculazione precox affermano "scusa non mi era mai successo" (problemi di memoria?) ...Quelli che dichiarano di avere humor ma poi non capiscono l'humor dell'altra (blocco humorale?) ...Quelli che pretendono di ramazzarti con il manico della scopa di mamma (Mamma li ha forse castrati? Che palle il complesso di Edipo) ...Quelli che non si induriscono neanche a -20° (ci sarà speranza col rigor mortis?) ...Quelli che per 10 minuti si trasformano in un perfetto picchio trapanatore (lavora nell'edilizia!) ...Quelli che per 10 minuti si trasformano in un imperfetto e strabico picchio trapanatore (detesto avere un buco extra ..doloreeeeeee!) ...Quelli che pretendono di essere cacati senza accettare che esiste il libero arbitrio rettale (io evacuo a mia "pardon a SUA" discrezione) ...Quelli che credono che un moto di tenerezza/simpatia debba per forza concretizzarsi con un risucchio (sarebbe come farlo ad un bambino, giammai!) ...Quelli che non riescono proprio ad intendere e volere (ahimè l'ultimo neurone è fuoriuscito con l'ultima "manualità")...Quelli che se la (e lo) menano perché insoddisfatti della grandezza dell'arma bianca in dotazione (ampliare le sinapsi neuroniche no?) ...Quelli che pretendono che io finga (non sono un'attrice) ...Quelli che fingono amore solo nel letto (coerenza per Dio, sia dentro che fuori dal letto) ...Quelli che pretendono il tradimento pilotato (decido io eventualmente, quando e con chi...tu intanto rosicchia l'osso bau bau) ....Quelli che non sono disposti ad accettare che esiste anche l'altra metà del cielo ed a fare un minimo passo verso quella metà (questo è un chiaro segno di paura/frustrazione ....e solitudine sia!)

martedì 27 gennaio 2015

IL SEMINARIO DEL POETA

ROY DOLCE ( IL FATTO QUOTIDIANO )

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/27/roy-dolce-il-mio-amico-gigolo/1374927/

LE DONNE CHE DETESTO


LE DONNE CHE DETESTO
Quelle che camminano con i piedi a papera ( chiedo scusa, so che
non è colpa vostra ).
Quelle che rispondono al telefonino quando è in corso una mia
erezione.
Quelle che dicono "un attimino".
Quelle che non hanno il senso del "mio" umorismo.
Quelle che vogliono farsi scopare la testa ( di solito
sono donne con la testa polverosa ).
Quelle che non si bagnano nemmeno sotto la pioggia.
Quelle che non vengono dopo dieci minuti pefetti di
spinte pelviche ( detesto le maratone sessuali ).
Quelle che non vengono dopo dieci minuti imperfetti
di spinte pelviche ( nessuno è perfetto ).
Quelle che amano gli uomini che non le cagano ( io cago
tantissimo se una mi piace, ho l'evacuazione facile ).
Quelle che non mi scopano con la scusa che mi vogliono
bene ( e se mi vuoi bene fammi un pompino no? ).
Quelle che mi capiscono ( non voglio essere capito ma
succhiato ).
Quelle che si sentono imbarazzate di avere le tette grosse
perché si sentono poco eleganti ( ma vai a cagare! ).
Quelle che con me non fingono a letto ( come osi non
fingere con un regista? )
Quelle che con me fingono a letto quando non ho detto
ancora: "ciak, motore, azione!" ( ogni cosa a suo tempo ).
Quelle che non vogliono tradirmi ( la fedeltà lasciamola ai cani ).
Quelle che non mi amano ( non amarmi è un chiaro segno
di demenza congenita ).

PICCOLO PARADOSSO

Ogni volta che cerco di guardare in faccia la realtà mi sembra di averla
dietro le spalle

TOLEDANO (days with my father)




LA BOCCA

Ok, ci siete riuscite, mi è venuto lo stallo psicotico testicolare. 
Non mi interessate più, le vostre mammelle non mi fanno più
effetto, la vongola sgusciata che avete fra le cosce inzia a farmi
un orrore quieto, la vostra bocca, la vostra bocca mi fa...no, la
bocca non mi lascia indifferente mai, cristo! La bocca, le labbra,
la saliva, la lingua, denti, che universo! La bocca delle donne mi 

tormenta. Darei la mia bocca per avere un bacio! E come fare 
altrimenti?

lunedì 26 gennaio 2015

IL PRECIPIZIO

LA VITA DI OGGI

Oggi è venuto mio fratello ad attaccarmi con i chiodi un'asse di legno
che si era staccata dalla porta, non sono bravo con i lavori manuali a
parte la sfera sessuale privata, e poi siamo andati in via Torino a vedere
un bel film dove vedi gli attori invecchiare: Boyhood. Ma prima ci siamo
fatti un cartoccio di Amsterdam Chips e qualche specialità turca.
Non è male avere un fratello e passarci un pomeriggio assieme, la vita
anche quando non è sorprendente ti sorprende con la sua normalità.

SEXY SEXY SEXY

IL MINIMO

Non sono poi così esigente, cerco una donna che faccia scoppiare
i miei testicoli in un applauso "intrascrotale", una specie di ovazione
ghiandolare, deve venire giù il teatro della mia angoscia, la sua bellezza
deve rendermi felice di avere occhi e cazzo, tutto qui, è il minimo.

IL MIO QUOTIDIANO

Leggo i quotidiani sempre più di rado, ma cerco di leggere il mio
quotidiano, quello che mi capita ogni giorno. Mi sento lettore e nello
stesso tempo giornalista dei miei attimi. Cronaca delle mie viscere,
articolo di fondo delle mie elucubrazioni, occhiello delle passeggiate,
pagina degli spettacoli dei piccoli incontri, e delle piccole vertigini.

IL DESPOTA

C'è un despota dentro di me che mi richiama sempre al disordine.

La metà di Riccardo

Quando mi sveglio e non trovo il latte nel frigorifero mi vengono i nervi
e i nervi e i nervi, mi scombussola la mattinata, devo per forza vestirmi
e scendere, senza latte mi sento senza vacca, e senza vacca mi sento
disperato. Di solito faccio colazione e poi mi ributto a letto per iniziare
l'opera di sgranchimento onirico, invece stamattina no, cazzo. Allora,
sono sceso per fare colazione al bar, e mentre faccio la zuppetta del
croissant nel cappuccino entra una mora con due occhi grandi grandi.
La fisso, e mi dico " ora mi guarda, ora si accorge di me, come può
non farlo? Sono tutto vestito di nero, barba sale e pepe e cappello!".
Invece no. Stronza. Lei finisce il suo caffè, saluta Agostino, il barista,
e va alla cassa a pagare, le guardo le gambe e il culo, faccio sempre
così, supera l'esame genital-psichico, mi piace. Finalmente una che
mi piace. Pago anche io. Esco. La vedo che alza la saracinesca di
un negozio: fisioterapia. Rallento il passo, vorrei dirle: " sono tutto
incriccato ". Vorrei fare lo spiritoso, vorrei farla sorridere, invece no,
tiro dritto, sono timido, sono uno stronzo di un timido. Poi vado dalla
mia panettiera che mi chiama sempre "amore" per comprare il latte.
Faccio per pagare e mi ritrovo una banconota da 5 euro a metà, manca
l'altra metà, come nella mia vita affettiva del resto. Ma non sono
il tipo che torna al bar a dire : " mi avete dato una metà di 5 euro".
Mi tengo i 5 euro a metà, non mi piace fare polemiche al mattino.
Comunque riesco a comprare il latte con la moneta spicciola, torno
a casa con il latte ma sempre senza vacca, capite che cosa voglio
dire? Mi manca una vacca, e io adoro le vacche. Anche il mio latte
è a metà come questi 5 euro a metà che ho in tasca. E penso alla
fisioterapista, chissà se anche lei è a metà come me...e ora che
cosa faccio? Mi spoglio e torno a letto o faccio finta di vivere e di
essere sveglio? Sveglio a metà, con i sogni che ancora galleggiano
sugli occhi come piccole meduse ribelli. Ah, Riccardo! Che vita.

domenica 25 gennaio 2015

INSIEME AL VENTO


Mi capita di camminare sul filo del rasoio
con la barba incolta, attraverso la città e
mi fermo ad ascoltare il vento, la sua voce
trasparente fra i rami, e mi commuovo.
Sono un sentimentale, non posso vivere
senza sentimenti. I bambini mi sorridono,
alcuni si spaventano, ma è uno spavento
innocente, puro, senza giudizio. Vivo come
un fantasma, la mia carne è lontana, solo
una carezza lontana, eppure è anche un
morso che fa male. Una carezza e un morso.
Sembra la mia vita, o forse è la vita di un
altro che non conosco ancora. Non ricordo
più il mio nome, e sono felice, cammino
senza nome in questa città straniera.
Dove sono nato? In quale ospedale il mio
pianto ha bagnato la vita? Non lo so, non
so più nulla, e sono felice. Poco più di
un'ombra, leggero, insieme al vento... 

TESORO

LE ATTRICI

Posso dire una cosa senza offendere nessuno? Non voglio offendere
per carità, ma ho notato una cosetta, una cosettina che voglio dirvi.
In questi anni di Facebook alcune donne che dicono di essere attrici
( ne conto almeno 8 ) mi hanno contattato con messaggi privati, non
farò i nomi, ma il tenore dei messaggi era: ti ho sognato, sei entrato
nei miei sogni, e nemmeno ti conosco. Quello che scrivi mi colpisce,
sei speciale. I tuoi film hanno qualcosa di magico, mi fai morire dal
ridere. E cose di questo genere. Una addirittura si è fatta fare un video
ritratto da me e poi mi ha chiesto di levarlo perché la verità di quel
film le avrebbe danneggiato la "carriera". Bene. Altre le ho contattate
io dopo un "mi piace", dopo un primo scambio di simpatia reciproca
si sono tirate indietro. Molte attrici amano Alda Merini e alcune mi
cercano proprio per quel ritratto che feci alla poetessa. Bene. Tutte,
ma dico tutte, si tirano indietro, mi temono, appena cambio marcia,
appena cerco un approccio meno formale con loro e più artistico
si fanno da parte. E queste sarebbero attrici? Una, non dirò il nome,
l'ho vista ballare nella trasmissione della Carlucci! Capite? Ma mi
domando e dico: queste sono persone che amano l'arte? Sapete
che cosa desiderano? Fare serie tv, ospitate televisive, film che
chiamarli film sarebbe indecente, fanno robetta, la robetta che poi
le farà passeggiare su un tappeto rosso e potranno dire qualche
stronzata a una stupida intervistatrice, e poi magari avranno il
brividino di finire dentro un gossip, questo è il loro sogno. Ma con
la robetta forse riescono a pagarsi l'affitto, poverine, le capisco.
Però resta il fatto: tirarsi indietro davanti a uno vero come me
è il segno di un temperamento artistico insignificante. Nullo. Sono
gusci vuoti. Sarcofaghi di palline colorate. Figurine senza anima.
Un bel visetto incorniciato, e basta. Ma non offendetevi care
"attrici", io non sono cattivo, non sono disperato, credo che la
vita possa darvi l'occasione di diventare vere, vere attrici, non
mollate mai, abbiate coraggio, coraggio, senza coraggio resterete
quello che siete: false attrici. E non fate incazzare i poeti.
Meglio Roy, il mio amico gigolò. Tremila volte meglio. Meglio
le puttane, trovo più "arte" nelle puttane che frequento.

sabato 24 gennaio 2015

RICKY STRANGE

LA BACHECA DELLA SOLITUDINE

LA LANCIA SPEZZATA

In quanto "creatore" di questo blog sconclusionato
vorrei spezzare una lancia in favore della nostra Chicca,
la nostra Chicca secondo me non è un troll, i troll sono
maleducati, Chicca forse ridacchia troppo ma non dice
parolacce, è una personcina educata, e la sua curiosità
nei miei confronti è legittima, fare domande anche personali
non è sbagliato, sono un uomo che pubblica la propria personalità,
quindi Chicca è conseguente, è razionale, cerca di capire, indaga.
Per mia formazione psichica sto sempre dalla parte di chi viene
preso di mira, poi lo scambio di punti di vista è sacrosanto,
non ci sono problemi, anche l'uso dell'ironia sferzante va bene,
sempre nel rispetto reciproco. Questo è il mio parere, un parere
come un altro. Quindi la nostra Chicca è sempre la benvenuta,
non si faccia problemi. Un caro saluto.

Ricky Farina

NEMMENO QUESTO VIDEO TI ECCITA CHICCA?

venerdì 23 gennaio 2015

MONOLOGO PER BARBARA SABA


Mi sono innamorata, innamorata di un poeta, un poeta che non riesce
a tradire la propria solitudine, lui scrive : " non esistono donne più belle
della mia solitudine ", però nello stesso tempo si lamenta perché la sua
vita sessuale è allo specchio, sì, il mio poeta si fa le seghe davanti
allo specchio: puro delirio narcisistico. Il mio poeta è in difficoltà, 
i suoi spermatozoi si arrampicano sugli specchi, in senso letterale!
Viene quasi da ridere ma è una cosa seria, il mio poeta soffre molto,
ci resta male quando vede colare il suo sperma sullo specchio. 
Ah, non vi ho ancora detto il suo nome, si chiama Riccardo,
Riccardo. Bel nome vero? Un uomo interessante, alto, moro, due belle
spalle, un uomo che potrebbe piacere alle donne ma è anche un uomo
che fa paura, e fa paura perché è sincero, porta gli occhiali scuri e un
cappello, si camuffa, ma in realtà è nudo, nudo come un verme, nudo
davanti a se stesso e agli altri. Il mio poeta è un bambino, dico il mio poeta, 
ma in realtà non lo conosco, so solo che lo amo, leggo quello che scrive, e
mi fa sorridere, sorrido e nello stesso tempo provo tristezza, una strana
tristezza sorridente. Il mio poeta è molto pigro, detesta ogni forma di
fatica, anche quella sessuale, e lo scrive apertamente, tra l'altro lui non
soffre di eiaculazione precoce, e come potrebbe? lui dice " io godo di
eiaculazione precoce". Vedete? Vedete come è sincero il mio poeta?
Terribilmente sincero, e questo fa paura. Lui sarebbe capace di presentarsi
a una donna e dire " salve, io sono un poeta e godo di eiaculazione
precoce". Questo può scoraggiare una donna, lo capisco, e forse
è per questo che il mio poeta si fa le seghe. Ma io non mi scoraggio.
Mi incuriosisco invece. Dice di avere la sveltina connaturata. E che
male c'è? Sapete quante volte guardo il lampadario con gli uomini
che si vantano di fare le "lunghine". E se non c'è un lampadario guardo
il soffitto o conto le nuvole nel cielo se sono en plein air , e se c'è un cielo 
terso, beh, in quel caso guardo la tersità. Non sempre, a volte partecipo, 
ma la tersità ha un suo perché, come il mio poeta che è terso ma che
soffre di questa tersità. E per questo mi commuove, e lo amo,
o almeno credo, credo di amarlo, in fondo l'amore è un
atto di fede, bisogna crederci. O no? Ma il mio poeta è strano, questo
bisogna dirlo chiaramente, lui cerca una donna particolare, ama
tutto ciò che è particolare, non sarebbe un poeta altrimenti, 
cerca una donna che gli faccia una sega, vuole semplicemente cambiare mano, 
vuole una mano femminile, il suo sogno è una donna che gli faccia una sega
al mattino, prima della colazione, e una sega alla sera, prima della
cena, e per lui sarebbe la felicità, massimo piacere e nessuno
sforzo. Perché faticare? Non ha tutti i torti in fondo, non è poi così
strano il mio poeta se ci pensate bene. Respirare per lui è già una
fatica, una fatica di Sisifo, una fatica senza senso. Poi dice di fumare 
troppo, gli verrebbe il fiatone poverino a stantuffare, stantuffare nel
corpo di una donna che giustamente pretende il proprio piacere.
Ma al mio poeta non interessa ciò che è giusto, a lui interessa
ciò che è comodo. Il comfort, ecco la parola chiave. Tutto ciò
che non è confortevole lo ripugna. Come dargli torto? Perché
prendersi la responsabilità di fare godere una donna? Le responsabilità
implicano impegno, fatica, attenzione. Tutte cose che il mio
poeta odia, lui ama rilassarsi e ama le distrazioni. La sola parola
"prestazione" gli fa venire i brividi. Il mio poeta non si presta,
lui si dona. E il suo dono è la verità del suo essere, il mio poeta
dice : "sono così, se vuoi fammi una sega, e mi farai felice, ma
non chiedermi altro." Dicevo del comfort, che cosa dice il
vocabolario? Andiamo a leggere: comfort o confort: è una
sensazione puramente soggettiva ( sì, il mio poeta è un soggetto,
direi un soggettivista ) dicevamo, una sensazione puramente
soggettiva percepita dall'utente, nell'ambiente di lavoro o
in determinate condizioni di servizio e serve ad indicare
"il livello di benessere" percepito. Viene tenuto in considerazione
nell'ambito della progettazione, nel campo del disegno
industriale da vari tipi di aziende, soprattutto quelle di trasporto
automobilistico, ferroviario, navale ed aereo. Ecco, tutto chiaro no?
Il mio poeta vuole trasportare questo signficato di benessere
aziendale anche nel sesso, non fa una piega, il sesso dovrebbe tendere
al benessere, perché accanirsi contro il mio poeta? Il suo livello
di benessere è una sega, una sega fatta bene, con dolcezza,
con amore, con passione vellutata, una sega confortevole
con schizzo confortevole. Vogliamo condannarlo per questo?
Alcuni di voi potrebbero dire a questo punto: ma ci sono
le puttane, che vada da una puttana se vuole farsi fare una sega.
Già, sarebbe la cosa più logica. Ma il mio poeta non ama
la logica, la trova fastidiosa, anche la logica è fatica per lui.
Lui vuole essere amato in modo illogico, è fatto così, ed è
per questo che lo amo, o almeno credo di amarlo. Ma non
lo fa per cattiveria, il mio poeta è un uomo buono, lo sento,
se potesse farmi godere con un gesto sono sicura che non
si tirerebbe indietro, un gesto, uno solo, il mio poeta è un
uomo generoso, è democratico, non è contro il mio piacere
di donna, è per la parità tra uomo e donna, non è certo
un maschilista, non pensate questo del mio poeta, sarebbe
ingiusto nei suoi confronti, e il mio poeta odia l'ingiustizia,
se potesse farmi venire con un gesto, lo ripeto, lo farebbe,
un gesto non gli costerebbe fatica, e sarebbe un gesto
meraviglioso, ne sono sicura, ma lui odia la
la ripetizione ossessiva dei gesti, e scoparmi a stantuffo o
leccarmi o toccarmi più e più volte per lui sarebbe 
un tormento, sarebbe meccanica, ripetizione coatta,
non sarebbe poesia, un gesto, uno solo, quella sarebbe
poesia! E il mio poeta ama la poesia, altrimenti non sarebbe
un poeta, non fa una piega. Però lui ama le seghe, certo
questo è contraddittorio, c'è qualcosa di più ripetitivo di
una sega? Ma il mio poeta ama anche le eccezioni, in fondo
è un uomo eccezionale, per questo lo amo o credo di amarlo,
la sega è la sua eccezione, ma non è l'eccezione che
conferma la regola, al mio poeta non interessa confermare
un bel nulla, tantomeno le regole, lui odia le regole,
anche quelle grammaticali. Infatti spesso si prende le licenze
poetiche, è un uomo licenzioso il mio poeta.
Le sue eccezioni sono così, eccezionali, come lui. Lo adoro
in fondo, non è adorabile secondo voi? Che cosa chiede
di tanto speciale il mio poeta? Rilassarsi su un divano,
tirare giù la cerniera (ah, non vi ho ancora detto che il mio
poeta non ama spogliarsi, anche quella è una fatica per lui ),
lui vuole tirare solo giù la cerniera, è quella che viene chiamata
" nudità funzionale ", tirare fuori il suo bel pisello e farsi
fare una sega, una semplice, cristallina sega, una sega
dolce, appassionata, amorevole, una sega quasi materna.
Ma certe cose le mamme non possono farle. E le puttane lo
farebbero senza amore, ma il mio poeta vuole l'amore,
ama l'amore, lo ama con tutto se stesso, e per lui l'amore
è una bella sega. Perché giudicarlo male per questo?
Lui non finge, lui è sincero, lui ti dice che cosa vuole.
E sono sicura che il mio poeta ama anche il bacio, baciare
non è faticoso, comunque è una fatica sopportabile,
ecco, penso che una sega baciata sia il suo ideale. E perché
dovrei tirarmi indietro? Lo amo, o almeno credo di amarlo. 
Ho deciso che voglio conoscerlo personalmente, gli scriverò 
poche parole: "sono Barbara, e voglio farti una sega perché ti amo.
E ti capisco. Capisco il tuo bisogno di comfort. Sei un
poeta e ti meriti una sega fatta con amore ". 
Questo scriverò al mio poeta, poche e semplici parole.
E forse il mio poeta bambino si sentirà meno solo.
In questo mondo crudele, spietato, falso, corrotto, in questo mondo
insincero fino al midollo, in questo mondo che ha perso
la sua verità il mio poeta è forse l'unico a non avere paura
di se stesso, a non temere, a non fuggire la propria verità
di uomo, il mio poeta sa di essere un fottuto egoista,
ma non si vergogna, per questo lo amo o almeno credo
di amarlo. In fondo l'amore è un atto di fede.

LA SEGA MALINCONICA

IL CHIARO DI LUNA

Non sono per niente romantico, per un cazzo di niente di un cazzo di
niente, ma proprio per niente. Il chiaro di luna me lo metto nelle mutande.
Uccidiamo il chiaro di luna! Così scriveva un futurista. Aspetta Ricky, non
essere precipitoso come al solito! Non credi che il romanticismo possa
servire per sodomizzare una donna? Voglio dire, tu potresti regalarle
una rosa rossa, portarla a passeggiare al chiaro di luna e poi tirare fuori
la vaselina, no? Ma certo, che stupido, è vero, grazie del suggerimento.
Un tubetto di vaselina al chiaro di luna! Che romantico, mi piace assai.

FAN - FLASH MOB

OGNI TANTO RIVEDO QUESTO FLASH MOB CHE HO FATTO,
MI METTE ALLEGRIA. COME COMPLICARE LA VITA AI
CITTADINI CON UN SORRISO.



giovedì 22 gennaio 2015

L'ESSERE UMANO PERFETTO

IL MIO CANALE YOUTUBE

LA SAGGEZZA DI RENAN

Non conduco la mia vita, è lei a condurmi. Dove? Meglio non fare troppe
domande, come rispondeva Renan, se non ricordo male, a chi gli
chiedeva : " e che cosa faceva Dio prima di creare il mondo?", Renan
replicava ironico: " preparava l'inferno per i curiosi ".

mercoledì 21 gennaio 2015

PRIVATE BANKER - IL FATTO QUOTIDIANO

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/21/ritratto-private-banker/1355175/

I MIEI DISGUSTI - IL MISTERO DEL TEMPO

UN FILM CHE AMO FOLLEMENTE

L'ILLUMINISTA

Se un gatto nero mi attraversa la strada ci passo due o tre volte apposta,
verso il sale sulla tovaglia ogni giorno, fare il letto in tre porta sfortuna?
Ma disfarlo in tre è divertente, se indichi l'arcobaleno con il dito poi il
dito diventa storto? Meglio un dito storto che un arcobaleno ignorato,
detesto ogni forma di superstizione, fare il tredicesimo a tavola è il mio
sport preferito, in casa mia anche se non piove mi diverto ad aprire
l'ombrello, e così via, sono un illuminista, non posso cedere a queste
credenze popolari, solo una cosa non faccio mai: mettere il mio cappello
sul letto. Per un semplice motivo: lo dice Jeanne Moreau in Jules e Jim.

DUE MINUTI CON ME

PUNTO, PUNTINI E INTERROGATIVI

Non credo di avere punti fermi nella mia vita, non ho simpatia per le
cose ferme, a parte le statue (anche se sogno statue epilettiche).
Mia madre sarebbe riduttivo definirla un punto fermo, mia mamma è
dio, con la d minuscola per non essere troppo blasfemi. Al punto
fermo preferisco i puntini di sospensione, li adoro, mi sono sempre
stati simpatici, e amo anche i punti di domanda, sono i cavallucci
marini del pensiero abissale, anche se ci sono domande stupide
tipo : la vita ha senso? La risposta è ovvia: no. Se tutto questo
"orrore simpatico" avesse un senso mi sarei già ucciso da tempo.

martedì 20 gennaio 2015

MAI FATTO

Le cose che non ho mai fatto: non ho mai preso allucinogeni, mai tirato
di coca, mai fatto pompini, mai fatto un'orgia, mai lanciato un calzino
dentro un pozzo, mai picchiato una pianta, mai pescato un pesce, mai
riso a una barzelletta con sincerità, mai stirato bene una camicia, mai
rotto un osso, mai capito la matematica, mai usato una pistola, mai
abbandonato un cane per strada, mai mangiato un coniglio, mai una
lumaca, mai un cavallo, mai un alligatore, tanto sanno di pollo, dicono.

VIA TOLSTOJ

LEZIONE DI POESIA

STRANO SESSO

Mi strimpello il pisello! Mi strimpallo le palle, e che nessuno osi ridere o
deridere la mia sessualità. Ognuno ha la propria avventura genitale.
Mi farò ustionare dalle stelle, ustioni cosmiche, e farò giravolte falliche
fra le orchidee, e se una donna mi dirà "sei matto, sei matto, ti amo", 
io le risponderò " sei matta, matta, ti amo " e voleremo nella carne.

IL VIGILE ARMENO

lunedì 19 gennaio 2015

LIP TUTORIAL

PENTIMENTO


Mi pento, un rimorso doloroso
sale al mio cuore dalle viscere.
E mi piego in una preghiera che
sa di radici e d'erba bagnata.
Mi pento e mi dolgo con tutta
l'anima di avere lasciato fuggire
l'amore nei boschi assassini
dove trova rifugio la bestia. 
Mi pento di avere sepolto il cielo
in una ferita oscura, e provo
pietà per questo corpo malsano.
Mi pento di ogni carezza non
data, di ogni bacio lasciato sulla
graticola dell'addio, mi pento
di averti detto - ti amo - solo
quando eri lontana e non potevi
più sentirmi, avvolta nel vento di
un sogno dolente. Mi pento e
mi dolgo con tutto il cuore dei
miei peccati impeccabili, tersi
ed eleganti come l'assoluto.
E merito il castigo dello specchio.
Mi pento della mia fede nella
polvere, del mio timore per le
nuvole disincarnate, del mio
vagare nei labirinti ardenti,
della mia adorazione per il fuoco
dei sensi, mi pento di questa
vertigine pietrificata che chiamo
accidia, e mi pento e mi dolgo
di questa debolezza che non
riesce a uccidere il pentimento
ma che ancora vuole peccare.