mercoledì 31 maggio 2017

LA SIGNORA ENIGMISTICA

Mi passa avanti una signora dal fruttivendolo. Piccolina di statura e tarchiatella, ma ha un viso
simpatico da anzianotta curiosa e allegra. Quindi lascio che si faccia servire per prima senza
protestare. Non sono un amante delle proteste, di solito protesto col mio cervello quando lo
sento ossessionato dalle idee fisse. Mi guardo in giro, cerco l'aceto balsamico e la carta
igienica, e due birre Menabrea (ottima marca), anche una confezione di latte. Intanto la
signora mi sbircia incuriosita e mi dice: "Guardi che ho quasi finito", rispondo "Non si
preoccupi signora, per fortuna non sono uno che ha fretta nella vita". Mi vede simpatico
e ne approfitta per dirmi che sono un tipo cinematografico. "Per via del cappello?" chiedo,
"No, nell'insieme". Sono lusingato, perché negarlo? Le dico che in parte ci ha azzeccato.
E lei tutta contenta mi dice che questo suo intuito è frutto di anni e anni di settimana
enigmistica. Poi mi cita Gesù, e io le cito Newton. Aldo, il fruttivendolo, ci guarda
incuriosito, e poi interviene anche lui dicendo che non lascia mai un cruciverba
irrisolto, che è un tipo testardo. Io non ho mai fatto un cruciverba in vita mia, all'enigmistica
preferisco gli enigmi. Il mistero è il mio passatempo preferito. Saluto la signora che se
ne va contenta, allegra, e forse leggermente innamorata di me. Perché negarlo?

martedì 30 maggio 2017

A SILVIA

Non è una poesia. Torna su questo blog come Silvia, lascia perdere l'anonimato.
Non parlare di ironia, l'ironia dovrebbe fare sorridere, le tue battute erano solo
disturbanti e disturbate. Zero ironia. Solo volgarità. E Maude non ti risponde
solo per dignità. Ma non stuzzicarla troppo, Maude quando vuole sa essere
molto pungente. Come Silvia avrai tutto il mio rispetto, e anche una buona
dose di simpatia e affetto. Torna in te. Quindi. Così ci aiuti a capire chi sono
questi anonimi saccenti che trattano male le mie affezionate lettrici. Al saccente
dico di moderarsi, di sforzarsi di essere gentile, mantenendo il suo spirito
polemico che non guasta. Su questo blog non amiamo gli antipatici antipatici.
Ci sono simpatici solo gli antipatici simpatici. Fosca è un caso a parte.
Fosca non è simpatico nè antipatico, è un grullo delirante con momenti di
lucidità, anche se preferisce le nebbie dell'alcol. Tutto sommato sono felice
dei miei picchiatelli, i seguaci di questo blog. Fate come volete. Siate liberi
di essere voi stessi, si spera nel rispetto reciproco, altrimenti sbrigatevela tra
di voi, a me non interessa più, a me interessa provare a fare poesia quando
posso, quando l'ispirazione mi sostiene, quando la vita mi morde il collo.  

FIAMMA ROSSA - IL FATTO QUOTIDIANO

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/30/un-video-ritratto-per-conservare-viva-la-nostra-fiamma/3618790/

domenica 28 maggio 2017

DIALOGO CON ROBERTA

CHE BUFFI CHE SIETE!

Vorrei ringraziarvi. I vostri commenti mi tengono compagnia e mi fanno divertire.
Sapete? Schubert è morto a 31 anni. Che cazzo ci faccio ancora al mondo?
Ancora qualche giro di giostra, in fondo sono rimasto un bambino. Vorrei farvi
notare una cosa buffa. Il post Le piazze di Milano è senza commenti. Mentre
quello sulla fine della mia carriera di censore è pieno di commenti. Secondo
voi perché? Ve lo spiego io? Quanti di voi sono su questo blog perché sinceramente
interessati a quello che faccio? L'Italia è una repubblica fondata sul pettegolezzo.
Me ne rendo conto, è più divertente spettegolare. Anche il mio blog sul Fatto
subisce la stessa sorte, quando parlo di cazzi piccoli mi chiamano per farmi
interviste alla radio e il post ha molte condivisioni facebook, quando metto
film profondi e poetici (secondo il mio gusto) c'è quasi il deserto. Perché?
Perché viviamo in una società malata di superficialità e di protagonismo becero.
Ecco perché!

  

sabato 27 maggio 2017

CARRIERA DI CENSORE FINITA

Basta. Per un attimo ho sognato di diventare un censore. Dopo l'iniziale libidine mi sono ricreduto,
è comunque una forma di castrazione. E di oppressione. I censori non mi sono mai piaciuti.
Le dittature vivono e prosperano sulla censura. Questo non sarà mai il blog di un
dittatore o di un censore. Ognuno, se vuole, parteciperà col suo stile. A ognuno il suo stile.
Va bene così. Il mondo è vario e avariato. I bambini verranno protetti da chi li ha messi al mondo.
Io ho messo al mondo solo me stesso. Vegliate su di loro. Internet è una cloaca.
Che cosa farete con i siti porno per esempio? Se crescete con amore e intelligenza
i vostri figli tutto andrà per il meglio. Sapranno distinguere e avranno gli strumenti per capire.
In fondo sono un ottimista. Freddy ce lo teniamo così. E voi siete adulti abbastanza
per sapere gestire gli insulti. Questo è un sito di poesia, anche. Il mio contributo
cerco di darlo ogni giorno. Non mi rompete più. Poi è troppo faticoso censurare, la pigrizia mi salva.
Ecco. Inizio io oggi: Freddy? Ciao. Ti inculo con una pinza. E mentre ti inculo
ti cavo un dente. So che ti piace. Vero? Vedete? Sono solo parole. Freddy fa sempre l'amore.
L'amore è turpiloquio. Non è una luna piena per innamorati fradici. L'amore è un cazzo in culo spinto
fino alle stelle. Oh, mi sono sfogato. Chi mi ama mi seguirà.
Chi non mi ama: affanculo!

giovedì 25 maggio 2017

MAUDE

Maude è il mio amore. Maude viene da un film che le ho regalato e che lei ama molto: Harold e Maude.
Lei non si chiama Maude. Ma in questo blog è Maude. Con Maude sono felice. Mi innamoro di lei ogni
giorno. E ogni giorno è sempre più intenso. Lei ha questo di speciale: mi ama. E amare un simpatico
fannullone come me non è facile. Ci amiamo. Insieme ridiamo. Insieme balliamo il girotondo ascoltando
Life is life degli Opus. Insieme progettiamo i nostri attimi. La mia carne senza di lei è un deserto.
La notte la stringo e le bacio il collo e le spalle. A lei piace sentire la mia bocca sulla sua pelle.
A me piace sentire la sua pelle sulla mia bocca. Quando facciamo l'amore ci guardiamo negli occhi.
Maude ha gli occhi anche di dietro, a volte. Quando facciamo l'amore siamo felici. A lei manca
il respiro quando mi guarda. A me manca l'universo quando parte e mi lascia. Ma poi ritorna, ed è
meraviglioso il suo ritorno. Ci portiamo la colazione a letto, lei mette il miele nel caffè, io lo zucchero.
La nostra intimità è solo nostra, e parlarne è solo un gioco. Io e Maude giochiamo, sempre.

UN PESCATORE SOLITARIO

mercoledì 24 maggio 2017

OGGI

Oggi mi hanno intervistato, una trasmissione radiofonica che si chiama LA PECORA NEL BOSCO, una radio romana,
e mi hanno messo su DAGOSPIA, tutto questo perché? Perché ho parlato di cazzi piccoli sul Fatto Quotidiano.

lunedì 22 maggio 2017

L'ELIMINATORE

Finalmente ho capito come eliminare i commenti sgradevoli e disgustosi!
Che bello! Troppo divertente. Un nuovo giochino per me. Aveva ragione
Attimi, un blog deve mantenere un certo tono, e qualche forma di rispetto.
Le critiche sono sempre le benvenute, non mi piace essere incensato.
Verranno eliminati solo i commenti che a mio insindacabile parere
saranno lesivi della dignità della persona, o offensivi, o troppo volgari.
Per ora sono stati eliminati i commenti indecorosi di Anonimo e uno
di quel pirlacchione del Fosca, c'è un limite a tutto, anche se ci è simpatico.
Quindi da adesso tutti in riga! Grazie Attimuccia. Avevi ragione tu.
Magari quando ho tempo faccio anche un salto nel passato a eliminare
certe cosette. Mi diverto troppo! Uno spasso. Vi elimino quando voglio!

domenica 21 maggio 2017

BRIATORE - IL FATTO QUOTIDIANO

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/20/lo-confesso-come-si-fa-a-non-amare-flavio-briatore/3599079/

venerdì 19 maggio 2017

UN PESCATORE SOLITARIO

Sono al mare da mamma. Mamma e il mare, connubio assoluto. Stamattina sono stato
in spiaggia, sotto un cielo minaccioso, con la mia videocamera, e ho ripreso un pescatore
solitario sul molo del Cinquale, qui in Versilia. Ogni volta che riprendo la realtà
che entra nel campo visivo del mio obiettivo cerco sempre di riprenderla come se
fosse la prima volta. Era l'insegnamento di Flaubert al giovane Maupassant, lo portava
davanti a un albero e gli diceva di fissarlo per due ore di seguito e poi di iniziare
a descriverlo. Descriverlo dopo avere purificato dal proprio sguardo tutti gli
elementi estranei alla visione, tutti i pensieri stratificati, tutte le parole sentite
sugli alberi, e rivederlo per la prima volta, in una accecante nudità di sguardo,
in una purezza battesimale. Si tratta in sostanza di una prefigurazione letteraria
di quello che in filosofia sarà l'approccio fenomenologico di Husserl, andare cioè
"alle cose stesse", mettendo tra parentesi il giudizio, l'incrostazione mentale,
qualsiasi cosa si frapponga tra me e l'oggetto, per coglierlo nella sua purezza,
nella sua violenta contingenza. Brutalmente. Si tratta di un esercizio liberatorio.
Come spiegò Sartre, giovane seguace del metodo fenomenologico, non si tratta
più di digerire la realtà con lo stomaco della mente, ma di schizzarsi fuori, di
eiacularsi nel mondo, Bresson parla della "forza eiaculatrice dell'occhio".
Ed è quello che cerco di fare ogni volta che riprendo il mondo e le cose del
mondo, i suoi abitanti. Quindi quando tornerò a Milano monterò il mio pescatore
fenomenologico! A un certo punto, mentre riprendevo, ho sentito alle mie
spalle un vociare di bambini, era una scolaresca in giro, e ovviamente sono
entrati nel mio film, come personaggi evocati dalla mia semplice apertura
al mondo, è come se il mio sguardo chiamasse a sé le cose, gli esseri, in una
sorta di magnetismo filmico. E mi sono detto: "Ricky, questo è il significato
profondo di quello che fai, ti muovi sulla superficie del mondo, sei uno
specchio che riflette, in ogni senso, e riflettere significa scavare, e si scava
sempre sulla superficie delle cose, ogni superficie è sintesi di abissi, ed
è la pelle la cosa più profonda che abbiamo, come ci ricordano i poeti".
Sono un poeta dello sguardo. O almeno ci provo. Tra i prossimi ritratti
che ho in mente ci sono Giuseppe D'Ambrosio Angelillo, uno scrittore
ed editore indipendente, grande amico di Alda Merini, e anche un ritratto
a Bernardo Bertolucci, ma su Bertolucci la vedo più dura, non è semplice
avvicinarlo. Comunque la Chisciotte è sempre "al lavoro" per voi e per
la storia! Nonostante spesso ci siano commenti indecenti su questo blog,
fatti da persone indecenti che meriterebbero una sfilza di calci in culo,
calci in culo fenomenologici, s'intende. La filosofia ci insegna a lottare.
E lottate anche voi per migliorarvi, è un consiglio spassionato.

domenica 14 maggio 2017

Il sarto

Dio è un sarto: ci ha cuciti sull'orlo del precipizio.

sabato 13 maggio 2017

VEDENTE

Ci sono due forme di cecità: la prima forma è la cecità di chi è cieco.
La seconda è la cecità di chi non crede ai propri occhi.

C'è anche una terza forma, a dire il vero.
La cecità di chi ignora di avere l'occhio della mente.

Ed è per questo che è così difficile trovare dei vedenti sulla terra.
Seguire la segnaletica non è vedere, ma è quello che fanno tutti.

Di me posso dire questo: sono un vedente.

UN VERSO RIVERSO

Non riesco. Non riesco a scrivere un verso, nemmeno un verso riverso.
Non sono un poeta e non lo sarò mai. Sono solo uno che si spilla le
parole dalla gola. Oggi ci sei e domani non ci sei più, prendo questa
piccola verità insignificante e la poso sul comodino. Non so se aprire
le finestre, a volte sento il bisogno di chiudermi, di sigillarmi nella
mia mortalità. Penso a lei che gode, ai suoi capelli arruffati, al suo
sorriso che affresca il mio cuore, penso al suo corpo maturo di donna,
vorrei vederla godere con tutti gli uomini del mondo per conoscerla
meglio, per soppesare ogni suo gemito nel mio tormento visionario.
C'è una crepa nel mio corpo. Forse non so amare solo con la mia carne.
Ho bisogno della carne del mondo. Della carne di tutti. E della sua.

giovedì 11 maggio 2017

INTERVISTA A UNA CAPA FRESCA

LUI, LEI E BRUNO


Lui: Mi sento parte di me quando sono con te.
Lei: In che senso?
Lui: Nel senso che l'altra parte di me sei tu.
Lei: Ma è stupendo!
Lui: Sì, è bello dire cose stupende.
Lei: No, è stupendo dire cose stupende!
Lui: Sei stupenda, sei una sorgente di emozioni ed erezioni.
Lei: E io mi bagno come una lumaca quando mi sfiori.
Lui: Oddio, che cosa meravigliosa!
Lei: Puoi ben dirlo cazzone mio.
Lui: Sei la mia macedonia, i tuoi seni sono pere, le tue chiappe sono mele,
i tuoi capezzoli sono ciliegie, la tua fica è una susina.
Lei: E tu sei il mio cetriolo!
Lui: Ti amo con il cuore, il cazzo e l'anima.
Lei : Anche io, con il cuore, la fica e l'anima.
Lui: Siamo stupendi!
Lei: No, siamo una meraviglia meravigliosa!
Lui: Tu sei vegetariana, io sono un porco.
Lei: Ti mangio tutto, non butto via nulla di te.
Lui: Mi perdo nei tuoi occhi.
Lei: I miei occhi sono sentieri solo per i tuoi passi.
Lui: Siamo così poetici!
Lei: Sì, e anche perversi!
Lui: La mia carne senza di te è solo un deserto.
Lei: Sono il tuo miraggio.
Lui: Un miraggio che disseta.
Lei: La mia passera senza di te è solitaria.
Lui: Come sei leopardiana!
Lei: Amo la poesia del tuo cazzo.
Lui: Il mio cazzo è tuo.
Lei: La mia fica porta le tue iniziali.
Lui: Tu sei il mio inizio e la mia fine.
Lei: Siamo l'alfa e l'omega dell'universo.
Lui: Sento pulsare il tuo culo.
Lei: E io sento tremare le tue palle.
Lui: Tremano di desiderio.
Lei: Sei fantastico.
Lui: Siamo fantastici.
Lei: Devo dirti una cosa amore.
Lui: Che cosa?
Lei: Ieri ho fatto un pompino a Bruno e altre cosette.
Lui: Chi è Bruno?
Lei: Bruno è Bruno.
Lui: Sei una puttana!
Lei: No, amo i cazzi perché mi ricordano il tuo.
Lui: Scusa?
Lei: Gli altri cazzi sono fatti a immagine e somiglianza del tuo.
Lui: Quindi?
Lei: Quindi ieri c'è stato Bruno, e domani forse Filippo.
Lui: Ma tu mi ami?
Lei: Non solo, ti adoro.
Lui: Parlami di questo Bruno.
Lei: Alto, forte, muscoloso e con lo sperma meno salato del tuo.
Lui: Ma tesoro!
Lei: Dimmi amore mio.
Lui: A me questo Bruno sta sul cazzo.
Lei: Ieri anche io stavo sul suo cazzo.
Lui: E hai goduto?
Lei: Almeno tre volte, e tutte nel culo.
Lui: Pietà!
Lei: Amore, perché stai piangendo?
Lui: Sono geloso!
Lei: Sei geloso di un cazzo? Suvvia.
Lui: Per te è solo un cazzo?
Lei: Ma certo, tu sei tutto, lui è solo un cazzo.
Lui: Mi sento preso per il culo.
Lei: Anche io mi sento presa per il culo quando sono con Bruno.
Lui: Amore, sei perfida.
Lei: No, sono solo una donna aperta.
Lui: Spalancata, direi!
Lei: Le donne chiuse fanno la muffa.
Lui: Dio, ti amo!
Lei: Vero?
Lui: Sì, e ti dirò di più.
Lei: Dimmi di più.
Lui: Amo anche Bruno!
Lei: Bravo amore, bravo cornutello mio!
Lui: Siamo fantastici!
Lei: No, siamo una meraviglia!
Lui: Una meraviglia meravigliosa!
Lei: Domani ti faccio conoscere Bruno.
Lui: Grazie.
Lei: Prego.
Lui: Amore, amore, ci amiamo così tanto che dentro il nostro amore
possono entrare tutti i Bruno di questo mondo!
Lei: L'amore è una cosa meravigliosa!
Lui: L'amore è accoglienza!
Lei: Ti amo fottutamente.
Lui: E anche io!
Lei: Amore!
Lui: Amore, amore mio!
Lei: Tuo e...di Bruno!


mercoledì 10 maggio 2017

NEL GIARDINETTO

Quante storie si nascondono in un giardinetto?


SPIRITO

Quando non ti scopo soffro di percezioni extracorporee,
nel senso che mi sento fuori dal mio corpo quando non
sono nel tuo corpo, ti è chiaro amore mio? Ho appena
finito di leggere Spirito di Théophile Gautier, bel libro.
Quasi quasi anche io mi converto allo spiritismo e al
misticismo, perché alla fine credo che la ragione sia
solo un trampolino per tuffarsi nell'Assoluto. E un mondo
governato dalla sola Ragione mi sembrerebbe un mondo
stitico, esangue e senza profondità. Ho anche letto
Il dizionario della stupidità di Odifreddi, ma non mi
ha convinto. Cerca di fare lo spiritoso con magri
risultati, forse per lui sarebbe meglio passare dall'essere
spiritoso all'essere spirituale. Certo quando ho mal
di denti esigo razionalità, logica e professionalità
dal mio dentista, ma quando mi sento sull'orlo di
abissi e tempeste non ho più bisogno di dentisti ma
di poeti, anche pazzi, o di filosofi che perdono la
ragione perché vedono un animale soffrire per la
crudeltà dell'uomo. Insomma, alla fine una seduta
spiritica alla settimana toglie la ragione di torno.
E poi diciamolo chiaramente: avere torto è molto
più divertente. Chi segue le istruzioni si ritrova in
un labirinto, chi sogna vola verso il sole, anche se
poi precipita. E precipitare è un volo radicale.

martedì 9 maggio 2017

KANTIPUR ASTRALE

222 EURO

RICKY FARINA

Ricky Farina. Uno degli esseri umani più originali dell'universo.
Può fare sesso tre volte in un giorno senza bisogno di pillole.
Gli bastano le immagini che ha nella testa per eccitarsi.
Dal punto di vista psicologico è un Narciso che contempla
il proprio volto nel volto degli altri. Filosoficamente è un
"trafficante di attimi" con tendenze esistenzialiste, ma senza
alcuna morbosa nausea al proprio desco. Sessualmente è un
eterosessuale diurno, ma di notte potrebbe prenderlo nel
sedere, la luna gli ispira dilatazioni anali e baci imprevedibili.
Ricky ha una eleganza quasi estrema, come quella dei morti.
Un estremista dello stile. Dallo stile inconfondibile.
Potrebbe finire in una fossa comune senza avere nulla in
comune con gli altri cadaveri. Si considera un poeta solo
quando lo insultano, ha bisogno degli insulti come del pane.
Ma guai a non fargli complimenti. Si arrabbia molto.
Si dona agli altri con oscena sincerità. Una porno sincerità.
Le donne gli scrivono TI AMO con la lingua sulla fronte.

TI AVVICINI AL TUO VOLTO

Una bambina parla di un amore che si attorciglia nel vento.
Un luogo comune profuma d'ignoto. Il mattino ti offre una
giornata di sole e tu per sdebitarti giochi con la luce.
L'incanto di ciò che hai perduto. L'estasi di una tasca scucita.
Passeggi sulla terra con la leggerezza di un colosso in frantumi.
Nascondi sotto le palpebre qualche sogno ribelle.
Ti avvicini al tuo volto per pronunciare parole senza inganni.
E ti ritrovi solo tra gli uomini. Come un camaleonte sospeso
nel vuoto che sogna una foglia verde. E s'illumina il senso.


lunedì 8 maggio 2017

I MIEI DOGMI

Credo in un solo Dio: mia madre.
Credo in chi mi dà nutrimento.
Credo nelle vertigini orizzontali di Cocteau.
Credo a tutto ciò che è incredibile.
Credo nei farmaci contro l'emicrania.
Credo a ogni bugia detta con amore.
Credo che l'amore sia una bugia
alla quale è bello credere.
Credo in ogni passo di statua.
Credo che i terremoti facciano danzare i morti.
Credo nelle solitudini fiorite.
Credo che ogni sentiero sia giusto.
Anche quelli sbagliati.

NEL MIO CUORE BAMBINO

domenica 7 maggio 2017

LOTTA


Un incendio che brucia solo per illuminare la notte.
Un piromane che incendia le foreste solo per tramutare
la terra in una stella, nella sua folle fame di purezza.
Tutto è impuro per gli impuri. E anche in questa
tragica verità che diventa cenere si manifesta il sorriso
lieve delle cose, l'intatta forma della simmetria
divina.Da un lato il senso, dall'altro l'insensatezza.
In un perfetto equilibrio la natura incontra
la devastante lucidità dello sguardo libero, i morti
si rivoltano nella tomba solo per stare più comodi,
senza rabbia, tutto è quiete di tempesta, ossimoro
fluente delle percezioni nude, ed è vasta la mente
che pulsa sugli scogli, tra flutti e segreti annegati.
Non c'è pace. E chi la vuole? Il cuore è lotta.  

sabato 6 maggio 2017

NESSUNA VIPERA

Nessuna vipera sotto i miei sassi. Il veleno dell'universo lo porto nel cuore.
Intreccio i miei sentieri sull'abisso delle margherite. Ogni passo è fioritura.
Oscuro splendore. Il vento è l'unico nutrimento. Mi perdo per toccarti.

MONICA - IL FATTO QUOTIDIANO

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/06/videoritratto-rubato-a-monica-quello-che-mi-muove-e-solamente-amore/3541974/

giovedì 4 maggio 2017

CONFESSIONE DI UN BLOGGER PERVERSO

Prima di tutto: ho molta stima di tutti voi. Se tutti i generali fossero come Giulio sarei
un militarista. Mi sono divertito a prenderlo in giro, ma era solo un gioco. Rispetto molto
la sua sensibilità e le sue idee, e anche quelle di Chicca che è una cha ha il cervello sempre
acceso. Ed è umana. Per non parlare della sensibilità di Attimi e di tutti gli altri.
Per natura difendo sempre chi è sotto attacco, come ho fatto con Freddy Fosca.
Nel caso di Diego si aggiunge l'amicizia. Quando in quei tristi giorni leggevo
titoli come "Professore pedofilo arrestato" mi venivano i brividi d'orrore. Diego
non è e non sarà mai un pedofilo. Ha sbagliato, ha pagato. Ora è innamorato di
una bellissima ragazza maggiorenne, e forse si sposeranno, gli auguro tanta felicità.
In tutta questa storia anche io ho rischiato. Ho avuto la Finanza in casa con un
mandato di perquisizione. Credevano fossi un regista porno che filmava minorenni
perché Diego telefonava spesso anche a me, ed eravamo sotto intercettazione.
Per gioco, un gioco forse demente ma che ci divertiva, le nostre telefonate erano
piene di oscenità. E si era anche ventilata l'ipotesi di un filmino. Nella mia
ingenuità, nel mio fosco candore, mi immaginavo di filmare Diego e la ragazza,
e mi dicevo: potrei farne un capolavoro di poesia, tutto quello che filmo diventa
poesia, non temo l'argomento osceno. Se l'avessi fatto ora sarei in carcere.
Non l'ho fatto. Ma...chissà. Se fossero venuti a casa mia quel giorno, chissà.
Fatto sta che mi sono trovato tre finanzieri in casa con la pistola, molto gentili
ma armati. Hanno rovistato in ogni angolo. Mi hanno sequestrato cassette e
computer. A un certo punto trovano una cassetta con la scritta POMPA.
"E questa signor Farina?". "Questa è una cassetta dove ci sono le immagini
di un poeta che di cognome fa Pompa!". Ci hanno creduto, anche se poi
hanno controllato. Sapete come è finita l'ispezione? Con Ricky Farina che
autografava tre suoi libri di poesia(fatti stampare a spese di papà) ai tre
finanzieri. Mi guardavano incuriositi. Veramente incuriositi. Quasi affascinati.
Guardavano tutti i miei libri e sicuramente pensavano "Ma con tutti i libri
che questo ha letto non si è reso conto che stava rischiando il culo?".
Ho rischiato grosso, e immagino i titoli dei giornali: REGISTA PEDOFILO
ARRESTATO, DA ALDA MERINI AI FILM PORNO CON LE BAMBINE.
Ecco perché l'argomento mi tocca così da vicino. Mi metterò al servizio
del mio amico Diego, gli farò un film, non per riabilitarlo, ma per dire
che non si tratta di pedofilia, per chiarire le cose. L'amicizia per me è
un valore altissimo. Se vi ho deluso vi chiedo scusa, non amo deludere.
Un abbraccio.









LOLLY, RICKY E IL POMPINO

Ricky e Lolly sono seduti sul letto. Stanno festeggiando il compleanno di Lolly.
Lolly ha appena compiuto 14 anni.

Ricky: Forza Lolly, soffia sulle candeline ed esprimi un desiderio!
Lolly: Posso dirtelo poi il desiderio?
Ricky: Lolly, non si dovrebbe ma fai come credi.

Lolly soffia sulle 14 candeline chiudendo gli occhi.
Poi infila un dito nella crema e lo mette in bocca a Ricky.
Ricky succhia il dito di Lolly.

Lolly: Ecco, anche io vorrei succhiare qualcosa.
Ricky: Che cosa?
Lolly: Il tuo cazzo.
Ricky: Ma potresti essere mia nipote Lolly!
Lolly: Ma non lo sono, e sono legale.
Ricky: Ma non sei morale?
Lolly: Secondo quale morale?

E Lolly facendo questa domanda mette una mano
sulla patta ormai rigonfia di Ricky.
E nel contempo gli ficca una lingua nell'orecchio.

Entra Giulio in uniforme da generale.

Giulio: Attenti!
Ricky si alza subito dal letto e si mette sull'attenti.

Giulio: Ma no, che cosa fai Ricky? Volevo dirvi solo
attenti a non fare cazzate. Non è lecito quello che stai
facendo Ricky, ricordati della mela in vetrina.

Lolly: Ma che cosa sta dicendo questo signore in uniforme?
Ricky: Dice che non sei lecita, anche se sei legale.
Lolly: Signore in uniforme, ho voglia di fare un pompino
al qui presente Ricky, perché non è lecito?
Giulio: Signorina, nel tempo potrebbe pentirsi di questo
atto sconsiderato e provare turbamento, mi creda,
bevetevi una bottiglia di prosecco e salutatevi.
Lolly: Turbamento? Ricky, ma che cosa sta dicendo?
Ricky: Vedi Lolly, l'uniforme che vedi non è l'unica
che ha, c'è anche una uniforme nella testa, ma non è
una persona cattiva, il contrario, è un generale molto
tenero, pensa che quasi si vergognava a dare gli ordini,
trattalo con dolcezza.
Lolly: Va bene signor generale, ci berremo il prosecco
con la torta, ne vuole un pezzo?
Giulio: Bravi, no grazie, il colesterolo, poi adesso devo
invadere la Corea del Nord, non ho tempo.
Ricky: Ciao Giulio, buona fortuna.
Lolly: Auguri generale, e siate lievi con le atomiche!

Lolly: Finalmente soli, dove eravamo rimasti?
Ricky: Al fatto che volevi farmi un pompino!
Lolly: Giusto! Lecito perché mi va.

Entra Chicca con i capelli arruffati e un ferro da stiro in mano,
ha anche delle ciabatte rosse a pois bianchi.

Chicca: Che cosa stai facendo? Predatore di primizie!
Egoista! Maschilista! eheheh
Lolly: E questa matta chi è?
Ricky: No, ehm, aiuto.
Chicca: E tu, innocente creatura, che cosa ti salta in testa?
Lolly: Scusi? Ricky, ma è pericolosa con quel ferro in mano?
Ricky: Ma no, urla, sbraita, ma alla fine...certo Chicca, si, vedi,
in realtà sto dando ripetizioni a Lolly di filosofia.
Chicca: Mi meni per il naso?ehehehe
Ricky: Ma no Chicca, no. Eravamo appena passati alla
fenomenologia della suzione.
Lolly: Ma perché ride sempre questa?
Ricky: Poi ti spiego.
Chicca: Fenomenologia della suzione, furbacchiotto!
Ricky: Chicca, lasciaci soli, vai a stirare ora!
Chicca: Va bene, va bene. Ma non fare il porco!
Ricky: Ok, ok.

E Chicca se ne va ciabattando e ridendo ehehehehehe.

Lolly: Ricky, ne conosci di matti tu, eh?
Ricky: Una lunga storia, poi ti spiego.

Lolly tira giù la cerniera a Ricky ma in quel frangente
entra Attimi.

Attimi: Ciao Ricky, ciao Lolly.
Lolly: Ah, questa sembra normale.
Ricky: Aspetta a parlare e vedrai.
Attimi: Addio.
Lolly: Ma perché ci dice addio se è appena entrata?
Ricky: Aspetta e vedrai.
Attimi: Avverto una atmosfera di poca serenità, sono turbata.
Me ne vado. Addio. Scusate se vi ho ferito.
Lolly: Ma?
Ricky: Aspetta, ti ho detto.

Attimi esce dalla camera da letto e dopo un secondo ritorna.

Attimi: Ciao Lolly, ciao Ricky.
Ricky: Ciao Attimi, siediti pure su quella sedia se sei curiosa.
Lolly ride.
Attimi: Addio. Grazie Ricky, quella sedia in fondo?
Ricky: Sì, Attimi.
Lolly: questa è troppo forte, mi è simpatica.
Ricky. Sì, è una donna dolcissima, ha solo il vizio di dire addio.
Lei sarà qui con noi, ti turba?
Lolly: Per niente, allora iniziamo, ho voglia del tuo cazzo.

Entra Gae con una zappa in mano.

Gae: Ricky, dove hai messo i sacchi di terra?
Ricky: Gae, torna in giardino, non fare il furbo, sai benissimo
che i sacchi di terra li tengo giù.
Gae: Scusa, mi perdoni?
Ricky: Perdonato! Ora torna a lavorare la terra.
Lolly: Questo ha una faccia simpatica.
Ricky: Sì, è un grande, ha una famiglia bellissima,
ha anche due figlie, una è più piccola di te.
Lolly: Ah, si sarà turbato a vederci in intimità?
Ricky: Ma no, è uno tranquillo. Ama la musica.
E tra di noi c'è musica non trovi Lolly?
Lolly: Sì, quindi: ritmo! Tiralo fuori!

Entra Farinomane.

Farinomane: Ricky, non c'è armonia, non c'è naturalezza
in quello che sta accadendo. Segui le parole di Agosti.
Ricky: Ciao Farinomane.
Lolly: Che belle gambe ha questa Farinomane!
Ricky: Sì, è una bella donna, anche molto spiritosa.
Lolly: Dici che ci farà problemi?
Ricky: Ma no.
Lolly: Signora Farinomane, lei mi è molto simpatica, non so
chi sia Agosti ma le posso assicurare che in questo momento
per me è molto naturale fare un pompino a Ricky.
Farinomane: In questo caso mi defilo, ciao Ricky e ciao
Lolly, Ricky...no niente, ciao.
Ricky: Ciao Farinomane, e non sparire più.
Farinomane: Sai che ti seguo sempre, no?
Ricky: Lo so, lo so.

Lolly finalmente riesce a prendere in mano il cazzo di
Ricky...dal fondo della stanza si sente "addio"... ma è
solo Attimi che stava per uscire dalla stanza e poi ci
ha ripensato e infatti si sente "ciao Ricky, ciao Lolly"

Entrano due anonimi.

Primo anonimo: Ricky il bamboccione si sta facendo fare
il pompinone!

Secondo anonimo: Lei sta commettendo un atto disdicevole,
legale, ma disdicevole, e me lo lasci dire: questa è violenza.

Lolly: E questi due matti chi sono?
Ricky: Anonimi.
Lolly: E che cosa vogliono da noi?
Ricky: Nulla. Non esistono.
Lolly: Ah. Allora, tesoro, la bocca mi brucia.
Ricky: Senti Lolly, vuoi sapere la verità? Mi è passata
la voglia, scusa ma rimetto il cazzo nelle mutande.
Lolly: Nooooooo.
Ricky: Ma ho una sorpresa per te, voglio farti conoscere
il mio maggiordomo.

Ricky chiama Freddy.

Entra Freddy con una birra in mano, e la pancia di fuori.

Freddy: Padron Ricky ha chiamato?
Ricky: Sì Freddy, come va? Tutto ok?
Freddy: Si, stavo leggendo un trattato di semantica,
con il permesso di padron Ricky.
Ricky: Certo Freddy, fai bene, senti una cosa...
Freddy: Mi dica padron Ricky.
Ricky: Perché non fai vedere a Lolly il tatuaggio di Padre Pio
che hai sul cazzo?
Freddy: subito padron Ricky.

Freddy tira fuori il cazzo, il cazzo si indurisce poco a poco e
il volto di Padre Pio prende forma.

Lolly e Ricky ridono come due matti.

Lolly: Troppo fico questo tuo maggiordomo!
Ricky: Ahahha. Ora puoi tornare al tuo trattato di semantica
Freddy, ciao, e non scolarti tutta la cassa di birre.

Ricky bacia sul volto Lolly.

Ricky: Mi spiace piccola che il tuo desiderio di farmi un pompino
sia svanito così.
Lolly: Non importa Ricky, avremo altre occasioni.

Si sente la parola "addio" dall'ombra.
Attimi fa per uscire, poi ci ripensa.

Ricky accende la radio. "Appena bombardata la Corea del Nord
con bombe atomiche di ultima generazione".

Lolly: Ricky, siamo in guerra?
Ricky: Siamo sempre in guerra piccola.

Addio.
E'finita la storia?
No, è solo Attimi.

Paoly: Un attimo, io sono Paoly.
Non mi hai citata!

Ricky: Paoly, è vero. Scusa.
Paoly: Per me potevi fartelo fare questo benedetto pompino!
In fondo che cosa c'è di male?

Lolly: Urrà per Paoly!

FINE



martedì 2 maggio 2017

SEDUTO AL TAVOLINO DI UN BAR

Sono seduto al tavolino di un bar e mi godo il sole. Davanti a me c'è un ragazzo di colore in attesa di una elemosina passeggera.
Al mio fianco una vecchia signora spinge il suo sguardo verso lontananze solo a lei conosciute. Un altro signore legge il suo
giornale con compiaciuta serenità. Dietro di me due uomini con giacca e cravatta parlano di business plan. Osservo il ragazzo
di colore, osservo il suo sguardo, è uno sguardo che indaga la realtà, uno sguardo che si posa sui volti per cercare di carpire
un moto di simpatia, e ogni tanto alza gli occhi al cielo e sfiora le nuvole. Mi sento in debito verso questo sguardo libero e
così aderente alla luce. La vecchia è persa nei suoi ricordi, il signore con il quotidiano legge le notizie, gli uomini d'affari
si guardano negli occhi con lo scopo di costruire un profitto, solo il ragazzo ha uno sguardo libero, e forse nemmeno lui sa
che questa è la più profonda e vitale delle ricchezze. Mi alzo, preparo 1 euro, mi avvicino al ragazzo di colore, gli auguro
buona giornata e lascio cadere il mio piccolo obolo nel suo cappellino, lui si inchina come se fossi un principe, mentre sono
solo un uomo che si è messo ad ascoltare la realtà, quella che noi chiamiamo realtà, una chimera suscettibile di infinite
interpretazioni, per questo sfuggente e inafferrabile in modo definitivo. Mi giro e il ragazzo di colore mi sorride.