giovedì 27 febbraio 2014

PISELLONI SI NASCE

VOX

YAHOO CONGO

Disgustosa scoperta nella torta. Costantino rinnega Maria e 
Costanzo. L'auto più veloce del mondo. Queste sono tre "notizie"
estrapolate dalla pagina web di Yahoo Italia. Che cosa significa?
Vermi probabilmente, scazzi tra personaggi tv e velocità.
Che cosa significa tutto questo? Aiuto, che brividi, che gelo.
Nel vuoto mentale dilagante queste tre notizie si sono guadagnate
la pagina web di Yahoo Italia, forse su Yahoo Congo ci sono
notizie più interessanti. Esiste Yahoo Congo? Speriamo di sì.

CARTA VELINA

Anche stamattina mi sono svegliato, sembra facile, sembra una
cosa naturale, ma riflettiamo: ho chiuso gli occhi in quella morte
di carta velina che è il sonno, ho lottato contro draghi che 
sputavano fuoco nella mia anima, ho mangiato precipizi e vomitato
stupore, ho fatto sesso con anatre selvatiche, mi sono tuffato
nel mare mosso, e nel rimosso, che è il mare inconscio, ho tirato
le orecchie a Cristo sulla croce, e dopo affanni meravigliosi e
pericoli lucenti come comete ho aperto gli occhi, il sipario delle
palpebre si è alzato ancora una volta, in una resurrezione di carta
velina, in una resurrezione fragile, fragilissima, e incantata.

Ricky Farina

mercoledì 26 febbraio 2014

MI SENTO, NON MI SENTO.

TUTTA LA NOTTE

Abbiamo a disposizione tutta la notte per confondere le nostre
ombre, per miscelare le nostre inquietudini nel puro canto, per
esondare nell'arcano fremito dell'universo, abbiamo tutta la notte,
tutte le stelle, per colonizzare le distanze e ritrovarci a respirare
per fare un torto alla morte, solo per questo, tutta la notte dentro
di noi e fuori la limpida, immensa cecità del Creato.

R.F.

L'UOMO PENSANTE

Mi piace pensare, pensare di pensare di essere un uomo pensante.
Fare scivolare un granello di fosforo nel cuore della pietra, addolcire
il quarzo, creare densità di cristallo nella notte, smuovere montagne
per sradicare un fiore innocente, questo è pensare per me.

R.F.

PAROLA DI MAMMA

martedì 25 febbraio 2014

FARMACIA NOTTURNA

QUIETE DI NEONATO

Le donne hanno le tette. Certe banalità sono rassicuranti.
Sarà per questo che mi piacciono le vacche? Una donna 
elegante la lascio volentieri nel suo salotto, datemi due
mammelle oscillanti, tatuate, anche finte, non importa,
e mi darete un senso di quiete profonda, e il neonato che
è in me esulterà, sì, le voglio vacche, vacche, vacche!

R.F.

LA FINE DEL MISTERO

Che fine ha fatto il mistero? Ci resta il codice segreto del bancomat,
qualche password, e una settimana enigmistica sul davanzale.

R.F.

FORTE E BELLO

Sono forte e bello, scavalco l'azzurro e imparo dalle lucertole a
godermi il sole, forse sono eccessivamente bello, e per bello
intendo mostruoso, sì, sono un mostro, e so accarezzare la
polvere, e mi inginocchio solo per raccogliere le briciole di un
amore affamato, sono l'addio capovolto, e immagino foreste
nel candore dei miei cuscini, vivo nell'ipnosi della veglia, i miei
sogni hanno sempre gli occhi aperti perché amano la luce.

R.F.

lunedì 24 febbraio 2014

CAPOTE E COLETTE

L'INGANNO


Tu cerchi l'anima gemella
per eludere la tirannia
dello specchio, forse sogni
di scavalcare l'orizzonte che
si è fatto cicatrice, ti illudi.
Hai un addio fra le mani
e vorresti tramutarlo in
una colomba, un gioco di
prestigio del cuore, ma non
sai più nulla di te stesso,
sei un vago tremore nella
notte, hai l'affanno della
fuga che è diventata pietra,
non sai più essere felice,
e sei vertigine di radici e
sposti la tua ombra ancora
un poco, ma per ingannare
le ferite non basta, ci vuole
altro, per trovare il cielo
sotto i sassi, per donare
la tua sete alle sorgenti
ci vuole altro: la coscienza
e la libertà. La coscienza
di essere solo e la libertà
di tradire ciò che sei senza
paura, inizia a fare finta
di essere felice, e l'inganno
diventerà verità. 

ATTIMI E SPAZI

FIABA FEROCE

IO E IL SESSO

PRONTUARIO DELLA SEGA


Molte donne non sanno fare le seghe. E questo non è bene.
E questo non è giusto. E questo non è divertente.
Uno dei compiti principali della donna è quello di riuscire
a fare una bella sega al proprio uomo, e anche agli altri.
Non si tratta di maschilismo ma di semplice buon senso.

BREVI CENNI STORICI. 

La sega nacque tantissimi anni fa.
L'inventore della sega fu un certo Adamo, si trovava in
un giardino bellissimo e profumato, il senso innato della
competizione spinse il nostro Adamo a sfidare la rugiada
del mattino che bagnava i fiori del suo giardino. Prese in
mano il suo cazzo e vide che era cosa buona e giusta.
Agitò il suo cazzo e anche questa era una cosa buona e
giusta. Eiaculò e pensò che fosse addirittura geniale.
Lo sperma si posò sopra una rosa canina: bau bau.  
Passò del tempo, una fetta di eternità non quantificabile, e 
Adamo iniziò a sentirsi solo. Sentiva che gli mancava 
qualcosa ma non sapeva precisamente che cosa.
Farsi le seghe era divertente ma non così divertente
come all'inizio, diventava ogni giorno più nervoso,
sempre più nervoso, poi rabbioso, e in un momento
di disperazione disse "puttana Eva!". Ma chi era Eva? 
Che cosa era Eva? Perché aveva detto "puttana Eva"?
Un mattino Adamo si svegliò e vide una donna al suo 
fianco: era Eva. E Adamo vide che era una cosa buona
e giusta. Quasi geniale come l'eiaculazione. Ed è proprio
ora che inizia il nostro prontuario della sega.
Ci sono tanti modi per fare una sega ma solo uno è 
quello giusto. Di seguito un elenco dei modi sbagliati:

LA SEGA SALTERINA: la mano fa un movimento a
"salto di ranocchio", e questo rende gli uomini nervosi.

LA SEGA INVIDIOSA: la mano, vittima dell'invidia del
pene, stringe il cazzo con troppa forza, il cazzo
diventa cianotico, e questo rende gli uomini rabbiosi.

LA SEGA SPLEEN : la mano ha un movimento uniforme,
senza variazioni di ritmo, e questo rende gli uomini
annoiati.

LA SEGA AMUCHINA : la mano è impacciata, ha il terrore
di sporcarsi, nel momento topico si sottrae, e questo
rende gli uomini nervosi, alcuni si incazzano proprio.    

LA SEGA EGOCENTRATA : la mano pensa a se stessa, allo
smalto sulle unghie, non si concentra sul partner, e questo
rende gli uomini nervosi, molti nervosi, alcuni nervosissimi.   

LA SEGA TURBO: la mano va così veloce che supera il muro
del suono, e questo rende gli uomini sordi (al piacere).

LA SEGA FEMMINISTA : la mano si interrompe e reclama,
pretende lo stesso trattamento, vuole la parità del piacere,
e questo rende gli uomini altruisti o puttanieri.

LA SEGA ZOMBIE : la mano è una mano morta, eppur si
muove, e questo rende gli uomini folli, folli, folli.

LA SEGA SO TUTTO IO: la mano non ascolta le indicazioni
e i suggerimenti, e questo rende gli uomini depressi.

LA SEGA SPAZIENTITA: la mano è nervosa, come se dovesse
sbrigare una pratica burocratica, e questo rende gli uomini
tristi, molto tristi, alcuni pensano al suicidio o a un'altra mano.

LA SEGA INTERLOCUTORIA : la mano pensa di essere provvisoria,
non si rende conto di essere fine a se stessa e assoluta, e questo
rende gli uomini filosofi, alcuni addirittura metafisici.

LA SEGA AMAZZONICA: la mano abbatte il cazzo e crea una
sorta di disboscamento della libido, e questo rende gli uomini
ambientalisti, ecologici e incazzati, molto incazzati.

LA SEGA TAUTOLOGICA: la mano crede che la sega sia solo
una sega, e questo rende gli uomini metaforici.

LA SEGA FRU FRU: la mano non si prende sul serio, pensa che
sia tutto un gioco, non si rende conto della serietà dell'atto,
della sua complessità organico-strutturale, e questo rende
gli uomini didattici, e naturalmente nervosi, molto nervosi.  

LA SEGA MIOPE : la mano non va oltre, non "vede" i testicoli,
non apre orizzonti, e questo rende gli uomini oculisti, alcuni
oculati, altri diventano froci.

LA SEGA SOCRATICA: la mano non si limita a fare una sega
fatta bene ma pretende di dialogare col cazzo, pone delle
domande, cerca di conoscere se stessa, e questo rende
gli uomini intellettuali, e quindi lo fa ammosciare.

LA SEGA EUCLIDEA: la mano segue geometrie rigide, pensa
che il cazzo e il piacere siano due parallele, e non ha istinti
iperbolici o ellittici, e questo rende gli uomini non euclidei.

LA SEGA TELOFONINO : la mano risponde al telefonino, 
è la sega peggiore, e questo rende gli uomini assassini
e fa porre domande del tipo : "perché non hai usato
l'altra mano per rispondere?". Poi avviene il delitto.

Ecco, questo è un elenco necessariamente sommario perché
sono infiniti i modi di sbagliare una sega, ma veniamo all'unico
modo giusto:

LA SEGA INNAMORATA : a libera interpretazione, ma con amore.
E questo rende gli uomini felici.    

domenica 23 febbraio 2014

MI LASCIO ANDARE


Mi lascio andare, a volte mi lascio andare.
Dico cose che non dovrei dire, faccio cose
che non dovrei fare. Ho un'insegna al neon
nella mente che lampeggia e mi tiene
compagnia. La parola che lampeggia è
"godi, godi, godi, godi". Godi prima che
sia troppo tardi, prima che lo scheletro
faccia la sua apparizione GODI. E allora
mi lascio andare. Sblocco il freno a mano
e metto "in folle". Non rispetto la segnaletica
della decenza, e imbocco i sensi unici
della mia libidine. A volte le mie eiaculazioni
superano il limite di velocità e le donne
mi multano...è divertente, almeno per me.
Mi lascio andare, non so trattenermi, sono
spontaneo, passionale: viscere e brillanti.
Sangue e rubini sull'orlo di un burrone.
Precipitare sulle nuvole è il mio mestiere.
Vorrei sapere giocare a scacchi con la mia
carne, con il mio desiderio, vorrei essere
azzimato e riflessivo, invece mi esce fuori
il cazzo dalle mutande e tiro giù la cerniera
davanti all'ignoto. Sono un esibizionista
in un deserto. E i miraggi diventano rossi.
Sono fatto così. Mi lascio andare.     

venerdì 21 febbraio 2014

giovedì 20 febbraio 2014

VASTO

TALMENTE

Sono talmente affascinante che al mio passaggio sento arricciarsi
il clitoride delle donne, e mi guardano con quella bava intima che
sembra una supplica di cazzo, ma io avanzo implacabile e folle.

I FALSI POETI

I falsi poeti abusano della parola "mistero", un mistero-prezzemolo 
che mettono in ogni piatto, anche quando basterebbe solo qualche
granello di chiarezza, una semplice, ovvia, banalissima chiarezza.

R.F.

LA BOMBA

Non sopporto più l'espressione "così è la vita, che vuoi farci?".
Che voglio farci? Voglio fare brillare una bomba in ogni anfratto, 
in ogni buca d'angoscia, e contemplare le macerie del senso.

R.F.

ANCHE

C'è anche la felicità delle cose strappate, l'addio stravolto che si
compiace del proprio rossore, il filo spinato che incontra la rosa.

R.F

LA PASSEGGIATA

Quando senti che la vita è dolore, quando senti che la tua mente
è una ferita senza pace, quando hai una fitta al cuore dell'universo,
quando ti si aprono orizzonti solo su orizzonti.com allora è giunto
il momento di farti una passeggiata sull'orlo di un vulcano.

R.F.

mercoledì 19 febbraio 2014

MARCOLINO

LA SCIANTOSA

MEDEA


Non tradire mai il mare": Vittorio mi disse così un giorno d'estate, mentre assieme fumavamo l'ultima sigaretta, tra una lettura e l'altra, davanti ai seni nudi della donna che amava sdraiata sulla spiaggia davanti a noi. Ho prestato fede a quel consiglio. Non l'ho mai dimenticato. 
Un giorno, poi, quand'era inverno, Dio, passando qui per caso, ha rimproverato il mio lamento. Era un lamento d'amore. Era -forse- il canto del cigno.
Il mare ha ricompensato il rimprovero di Dio alla sua strega: ha mostrato il suo volto migliore, quello dei misteri. Quello che più somiglia all'abisso. Il volto che più permette a Dio di specchiarsi nel mare. Forse persino di ingannarlo. I colori, il vento. I respiri. Ora affannati. Ora taciti. Ora blasfemi. Perchè l'alito del mare è simile a sacrilega bestemmia: è un peccato di inebriante catarsi. La bestemmia del mare è sempre il ritorno. Scandito dai continui naufragi sferici. Dal furibondo culto dei morti prigionieri di irrevocabili dissidi delle aurore. Dio davanti al mare è l'epopea della Bellezza. Osservarli da lontano, l'uno dinanzi all'altro, è stato perdermi. Rischiare di non ritrovarmi. Lo smarrimento era già un pallido ricordo: è stato varcare soglie di insondabile chimera, presa per la coda e tenuta stretta tra le mani nude. E' stato come un salto nel vuoto: Dio davanti al mare è trafiggere le caviglie ai buchi neri; è strappare la luce alla medusa. E' godere dell'amplesso degli amanti, delle loro bizzarrie selvagge e mal riposte. 
Vedermi osservata da Dio è tra i miei tabù di pudicizia. All'improvviso mi sento piena di ogni nudità. Posso persino toccare Dio, star dinanzi a lui, godere dei suoi serissimi capricci: ma, quando lui mi guarda, io mi sento nuda, come le radici dell'agave che piange quando è l'ora del tramonto; mi sento nuda come la verità che lui mi strappa, dolcemente, come una carezza alla quale nemmeno il destino, austero e ineluttabile, saprebbe rinunciare. Mi sento una pitonessa smembrata dai suoi veleni migliori.
C'è la non accettazione.Il peccato del rigetto. Il continuo vomitarsi. Il perpetuo ricorrere ai passi falsi di inutili giustificazioni che soccombono dinanzi al minimo barlume del senso di colpa. C'è il cercare i ritorni. C'è il congelamento dell'addio. C'è la sublime vergogna delle contraddizioni. 
C'è che poi ci si vede senza difese, pronta a lottare, in fondo, per non difendere il proprio mare. Ci sono i nascondimenti variopinti delle lacrime entro le stanze ove la musica si insuperbisce e vince la tempesta, la disperazione e ciò che induce a rassegnarsi. 
C'è un uomo che è un grande segreto, il più monumentale dei misteri che io abbia avuto modo di contemplare, e mi osserva, con le pupille gustative che amano le superfici, i graffi, gli incubi e le nature vive.
C'è un uomo che voleva portarmi via il sole. E lui non sa che possiede molto più della stella che è precipitata. E' l'unico che possiede l'incanto che non ho mai inventato. E' l'unico depositario di un margine di corallo sopra il cuore: nessuno può inciderlo mai. Nessuno può strapparlo. Neanche il virtuosismo demoniaco delle follie volgari.
Nelle plurali mie deformità, per una frazione di secondo, forse ho saputo scorgere, mediante gli occhi tuoi, il flebile ricordo di una bellezza antica. Quella che esisteva prima della caduta. Prima che le madri capovolgessero i figli come aborti e patetici sbadigli di un sorriso. E ti devo ringraziare. Goffamente. Come una fanciulla senza modi che è prigioniera della delinquenza di veli e delle notti insonni.

martedì 11 febbraio 2014

UN GIOCO SERIO

Per avere un'erezione mi basta andare allo specchio, ho l'erezione
facile e l'eiaculazione facilissima! Tutto mi viene naturale nel sesso.
Ho decifrato l'enigma di innumerevoli donne, sono rebus a due
zampe ma tutte vogliono una cosa sola: godere come matte!
Nulla di più facile: munitevi di un vibratore a tripla velocità e non
scordatevi mai di avere una scorta di pile. Avere fantasia è una
cosa essenziale. Inventate nuove correnti erotiche, il superomismo
schizzoide o lo "Sturm und Gland", ma se volete giocare, se volete
giocare al paziente e all'infermiera dovete essere molto, molto seri,
col sesso non si scherza: dovete essere disposti a morire.


Ricky Farina

FESTINA LENTE

UN UOMO MERAVIGLIOSO

Sono un uomo meraviglioso e vi spiego il perché.
Non parlo mica a vanvera, parlo a ragion veduta.
Io sono meraviglioso, voi no. Non arrabbiatevi, e
non prendetemi per un presuntuoso, e siate umili!
Prima di tutto faccio l'amore vestito, mentre voi
fate l'amore nudi, nudi come vermi, mi sbaglio?
Poi ho la fantasia sfrenata, nella mia mente vagano
struzzi volanti, e ci sono crateri pieni di arachidi.
Nella vostra mente no, non imbrogliate, non avete
mai pensato a un cratere pieno di arachidi, forse
lo struzzo volante, forse, ma tenderei a escluderlo.
Poi posso inventare parole come "scaccatrullo" e
"pippopuppo" e voi no, voi non avete mai detto a
nessuno "sei un pippopuppo e levati subito dal mio
scaccatrullo", vero? Non mentite, non siete in grado.
Punto e basta. Non cercate di fare i meravigliosi
con me! Non abbocco. Per essere meravigliosi si
deve avere la tecnica, lo stile, il ritmo, l'audacia.
Magari siete in grado di costruire elicotteri e di
aprire il cranio alle persone, siete in grado di fare
un origami e di dipingere un'alba ma, ma, ma non
siete in grado di dilaniare gli attimi, di smembrare
il cielo o di coltivare patate narcolettiche, e sapete
perché non potete farlo? Semplice, perché io sono
meraviglioso e voi no. Chiaro? Avete mai sentito
parlare di innata superiorità ontologica? Di sublime
senso dell'evanescenza elastica? Vi siete mai fatti
una domanda senza preservativo? No, la risposta
è no. Io mi faccio un sacco di domande, e amo solo
le domande con le tette grosse. Questa riuscite a
perdonarmela? Mi è venuta così. Non ci riuscite?
Vedete? Vedete che non siete meravigliosi come
il sottoscritto? Che cosa devo fare per farvelo
capire? Devo danzare sull'orlo di un sarto? Devo
inventare un addio "a salve"? Che cosa devo fare
per convincervi? Volete capirlo o no che sono
un uomo meraviglioso? M-e-r-a-v-i-g-l-i-o-s-o.

lunedì 10 febbraio 2014

L'ILLUMINATO

Sono un illuminato, non si discute.
Non mi è capitato sulla via di Damasco.
Ero in un vicolo, un vicolo cieco.
A un tratto il mistero della vita si è
rivelato alla mia coscienza turbata.
Ho visto in faccia la verità.
Per onestà intellettuale devo dirvi
che la verità assomiglia a una talpa.
La verità è una talpa. Ho voluto dare
un nome a questa talpa, l'ho chiamata
Moffy. La verità è Moffy.
Moffy scava, scava, scava, ed è cieca.
Cieca come una talpa.
Come se stessa.
La verità crea tunnel.
Ma in fondo al tunnel non c'è una luce.
C'è un'altra talpa.
Un'altra verità.
Un'altra Moffy.
Le verità sono due, ecco la verità.
La prima scava.
E si chiama Moffy.
La seconda attende.
Anche lei si chiama Moffy.
Avete capito?
Che cosa accade quando due verità
si incontrano?
Non lo so.
"Signorina Moffy mi scusi, signorina
Moffy, vorrei farle una domanda..."
Cristo, è pure sorda!

MAGICHE SCIOCCHEZZE

Sto cercando di rifarmi una vita ma mi viene il fiatone,
due di seguito non riesco più, maledizione.

*

Era una vecchia molto cattiva: aveva la dentiera avvelenata.

*

Nella vita si è sinceri una volta sola: quando si muore.
Il resto è una simpatica bugia.

*

Se le donne non mi cagano significa che non sono un cesso!
Evviva!

*

Vivere non mi ha mai convinto fino in fondo.
Ma forse la vita non vuole convincermi, forse
vuole solo uccidermi, che bella prospettiva.

*

Non riesco a capacitarmi di essere così intelligente.
Non è giusto, io amo la stupidità, e amo lo stupore.

*

Datemi un punto d'appoggio e starò più comodo.
Sollevare il mondo è da fessi.

*

Una volta ho fatto l'amore con due donne, e due volte
con una. Poi ho scoperto i legumi. Che buoni.

giovedì 6 febbraio 2014

TAC TIC TAC TOC

Fece una TAC, in bocca aveva un tic tac, andò a trovare un amico,
bussò e fece toc toc, l'amico gli offrì uno spumante e dei Tuc, notò
il bellissimo tavolo in teak, l'orologio faceva tic tac, e in bocca
sempre un tic tac anche se aveva finito tutti i Tuc sopra il tavolo
in teak non dimenticando mia la TAC. Si ricordò che doveva fare
un ricorso al TAR, salutò l'amico, ma in strada venne investito
da un tir, proprio sotto il manifesto dell'ultimo film su Thor.
Morì con il tic tac in bocca, sotto un tir, vicino a Thor, prima
di arrivare al TAR, mentre l'orologio faceva tic tac e qualcuno
faceva toc toc a una porta sconosciuta. E l'esito della TAC?
Non è importante viste le circostanze. Tic tac: il tempo vola.

mercoledì 5 febbraio 2014

INEZIA


Inezia. Tu sei un'inezia nella mia vita.
Una cosa da nulla. Nulla di nulla.
Sei un microbo. E quindi puoi essere
anche la morte. Appunto: un nulla.
Ma puoi essere anche malattia, puoi
essere lotta per la sopravvivenza,
quindi amore. Quindi tutto. Vedi?
Da un'inezia sei diventata tutto. Ridi?
Ti diverti? Sei l'inezia di un tormento.
E l'estasi. Sei la vita. E che cos'è la vita?
Un'inezia. Vedi? Sei tornata microbo.
Un microbo che può infettare l'universo.
Inezia. Amore. Vita. Lotta. Nulla. 

IL PLATANO DI CAMUS E UNA POESIA

lunedì 3 febbraio 2014

LE PICCOLE COSE

Le piccole cose che rendono la vita sopportabile: una tazzina di 
caffè al mattino, una sigaretta sul balcone, un appuntamento.

SOLI

Gli extraterrestri sono soli nell'universo. Come noi.

R.F.

CRISALIDI

La invitai nel mio scannatoio a vedere la mia collezione di
crisalidi: se ne andò quando l'ultima farfalla prese il volo.

R.F.

SOTTOFONDO

QUANDO

Amo quando una donna intelligente ha la pelle d'oca.

TI AMO

Ti amo. Ti amo più della tua vita.

R.F.

SE

Se incontro un ostacolo lo saluto sempre.

R.F.

domenica 2 febbraio 2014

LE PATATINE DEL SINGLE

LA RAGAZZA CON L'APPARECCHIO

PICCOLE AGONIE


La vita è costellata di piccole agonie,
agonie infinitesimali, piccole agonie che
sembrano delle attese. Sono spasmi,
vibrazioni inquiete, sfaldamenti del senso,
polvere di vetro sulla lingua, agonie di
primavere inattese che ci sorprendono
sul cammino, ed è l'incanto di ciò che
perdiamo, di ciò che cogliamo e perdiamo
nell'attimo stesso del cogliere. Santa,
santa brevità della vita, fugace eternità.
Ti ho vista morire su un cuscino, gridare
aiuto sopra le piume, era l'agonia madre,
implacabile, ma nemmeno la morte è
riuscita a toglierti quel rosario di piccole
agonie che stringevi fra le dita.

PENSIERI INCANTATI


Chopin soffriva di cuore, e non poteva essere altrimenti.
La sua musica corre sul filo di uno scompenso cardiaco,
per questo ci tocca il cuore, l'arte non è mai sana.

*

Quando muore un salutista viene sempre da sorridere.

*

Quell'uomo si è fatto in quattro per restare da solo.
Merita il nostro rispetto.

*

L'ultimo film di Melville, Un flic, inizia con una
rapina a una banca vicino a un mare in tempesta.
I rapinatori entrano, uno a uno, nella banca.
Si percepisce la loro tensione, e sentiamo sempre
il rumore del mare, un rumore assordante, il
crimine e l'abisso si fondono in una scena 
memorabile. Un poliziesco che è pura poesia.

*

Il cinema non è fatto solo di scene ma di attimi,
ci sono attimi che non dimentico, magari anche
solo un gesto, uno sguardo distratto, un'inquadratura
sporca, forse involontaria, una sbavatura.
Le chiamo "emozioni interstiziali", sono le mie
emozioni preferite, brividi a bordo campo. 
Sono spiragli, fessure, e vi è una luce segreta,
la stessa luce che cerco disperatamente nella vita.

*

Tutto nasce da un brodo primordiale, siamo tutti
figli del dado Knorr. Dobbiamo accettarlo con calma.
Senza isterismi. E non sarà mai una vita insipida.  

*

Ho scavato dentro un addio e ho trovato un arrivederci.