mercoledì 31 agosto 2011

PENSIERI IMPENSABILI


Oggi sotto la tenda al mare abbiamo parlato di morte.
Non fa paura la morte quando sei steso a prendere il sole
e c'è un cameriere che ti serve uno spumantino fresco.
La morte sembra quasi un pettegolezzo, uno scherzo
da spiaggia, un velo di sale sulla pelle abbronzata.

*

Amo le persone superficiali, mi viene desiderio
di accarezzarle, le persone profonde invece mi
disturbano, vogliono farmi precipitare, sono
abissi spalancati pronti a ingoiarti, c'è una sorta
di maleducazione ontologica in ogni profondità.

*

Nella vita bisogna fare di tutto per arrivare a essere
un puro nulla, chi non ci riesce ha fallito.

*

Un uomo insicuro mi emoziona perché sento che è vicino
alla verità, un uomo sicuro invece mi annoia subito.

*

Ho una infelicità panoramica, ma mi basta concentrarmi
su un dettaglio, per esempio l'unghia del pollice, e la mia
infelicità diventa subito inadeguata, allenta la presa, sconfitta
da una piccola lamina cornea, sconfitta da un'unghia. 

*

Mi capita di sedermi a fianco di me stesso, e di sentire
che nella vita c'è sempre un posto vuoto, un invitato che
abbiamo dimenticato, la parte più vera di noi stessi.

lunedì 29 agosto 2011

CURE MEDICHE

Quando sei solo andare dal medico è un conforto.
Sembra essere l'unico a interessarsi del tuo cuore,
e si preoccupa anche dei tuoi riflessi, delle tue piccole
amnesie, persino dei tuoi problemi di stomaco.
Il tuo corpo trova un rifugio nelle sue attenzioni.
Oggi sono andato dal dentista, doveva devitalizzarmi
un dente, povero dente, ma con quale grazia mi
ha fatto l'anestesia per neutralizzare il dolore di un
nervo scoperto! Che amabile cortesia, mi sono
sentito amato, mi ha lasciato a bocca aperta. Il mio
dentista è gay, ha gli occhi azzurri, e alleva levrieri
afgani, ha vinto anche una gara canina a Francoforte.
Mi sono commosso. La solitudine mi fa questo strano
effetto, mi porta ad amare i miei aguzzini, quasi
benedico la carie, il demone che scava nella mia bocca,
essere malati è bello se qualcuno ti cura con perizia.
E se mi capiterà di sentirmi ancora più solo forse una
ernia al disco o una lieve labirintite verranno a salvarmi,
ma nulla di più grave, vi prego, che la solitudine in fondo
non è poi così brutta, anche se incurabile.

sabato 27 agosto 2011

AFORISMA DEL GIORNO


Volgarità estive.

Usare la luce di una stella per abbronzarsi il culo.

Ricky Farina

mercoledì 24 agosto 2011

AFORISMA DEL GIORNO


Mi presento: sono un uomo all'antica, prima di penetrare una donna
devo almeno averla vista respirare. Ho erezioni metaprostatiche, e
un desiderio che fa rima con climaterio, l'età avanza, il seme pure,
ho gusti sessuali da camionista, mi piacciono le donne fatte, anche
quelle rifatte, quando vedo un chirurgo plastico mi eccito, amo le
rondini che non fanno primavera perché mi fanno tenerezza. Eccomi. 

Ricky Farina

martedì 23 agosto 2011

AFORISMA DEL GIORNO


L'esperienza non mi ha insegnato nulla, ogni mattina precipito
sul mondo, non sono nato per imparare ma per vivere, a scuola
quando la maestra mi mandava dietro la lavagna spiavo dalla
fessura i suoi polpacci, sono nato per guardare, e non voglio
capire, non voglio capire nulla, tutto deve essere un mistero,
anche un gessetto sulla lavagna, immaginare è un delitto di lesa
realtà, l'unico delitto che accolgo in me con purezza d'asino.

Ricky Farina   

sabato 20 agosto 2011

MONICA PINNA

PENSIERI DI FINE ESTATE



Confucio diceva: non mi preoccupa non essere conosciuto
dagli uomini, mi preoccupa non conoscere gli uomini.
Una vera pillola di saggezza orientale che dovrebbe fare
vergognare tutto questo popolo di imbesuiti che cerca la fama
di un rutto o di una scoreggia in televisione.

*

Mi sento l'angoscia nelle vene, è rossa, scorre, e mi
fa rizzare il cazzo, ho l'angoscia sexy.

*

O l'arte o la vita tranquilla, questo è uno stereotipo,
uno dei peggiori che ci siano. Ho conosciuto artisti
incarnati nelle loro pantofole, con la pipa in bocca.


venerdì 19 agosto 2011

AGOSTO NEL CERVELLO

LA MIA DOCCIA

VALERIA

Pensavo di essere un uomo irresistibile ieri sera.
Ero abbronzato, magro e con una maglietta nera
di Armani che fasciava il mio petto. Invece ho
scoperto di essere un uomo resistibile, peccato.

Lei è venuta a cena, le ho preparato un filetto
al pepe verde con panna, senape e brandy.
Ho messo nell'olio bollente anche qualche patata
surgelata, e sfrigolavano che era un piacere.

Lei era irresistibile, con quel suo sorriso che
sfascia la luna e corrompe le stelle, il tempo
la tratta male, la ignora, ma lei teme di invecchiare,
ogni mattina attende il verdetto dello specchio.

Al quarto bicchiere di spumante ho tentato
di baciarla, e lei ha detto una semplice parola,
un monosillabo che detesto, ha detto: no.
Un monosillabo grande come una scogliera.

Avrei voluto togliermi la maglietta di Armani,
mostrarle il mio petto abbronzato e dirle: ma
come? Rinunci a tutto questo ben di dio?
Ma una sorta di stupido pudore mi ha frenato.

In fondo anche il suo no è una forma di amore,
un tesoro nascosto, lo terrò con me nelle mie
notti insonni, e lo farò lievitare sotto le coperte,
diventarà un sì, solo mio, un sì irresistibile.

giovedì 18 agosto 2011

IL VALORE DELLA SPENSIERATEZZA

DIALOGO TRA SASSI


Primo sasso. Che vita monotona!
Secondo sasso. Quando sei un sasso non hai molte possibilità.
Primo sasso. Siamo amorfi.
Secondo sasso. Almeno non siamo porfidi.
Primo sasso. Quanto sono perfidi i porfidi, non me ne parlare.
Secondo sasso. Sante parole.
Primo sasso. Siamo semplici sassi. Che tristezza.
Secondo sasso. Se almeno ci fosse una roccina magmatica tra noi.
Primo sasso. Le roccine magmatiche sono tutte stronzette.
Secondo sasso. Dici?
Primo sasso. Certo, quello non vengono con noi.
Secondo sasso. E con chi vanno?
Primo sasso. Vanno con i basalti, quei bastardi dei basalti!
Secondo sasso. I basalti hanno tutte le fortune.
Primo sasso. Hai mai pomiciato con una pomice?
Secondo sasso. No.
Primo sasso. Non ti sei perso nulla, sono banali.
Secondo sasso. Lo immaginavo.
Primo sasso. Che noia.
Secondo sasso. Mi farei pure un sassolino!
Primo sasso. No, lascia perdere, si va in galera, è pedofilia.
Secondo sasso. Mi sento immobile.
Primo sasso. Nessuno ci scaglia più.
Secondo sasso. Se almeno fossimo dei sassi iraniani!
Primo sasso. Le lapidazioni non fanno per me.
Secondo sasso. Hai ragione, troppo cruente.
Primo sasso. Chi è senza peccato scagli la prima pietra.
Secondo sasso. Che dici?
Primo sasso. Nulla, vaneggiavo.
Secondo sasso. Mi sento depresso.
Primo sasso. Consolati, siamo due sassi. Non è poco.
Secondo sasso. Dici bene, l'anonimato della ghiaia deve essere tremendo.
Primo sasso. Ma che faremo tutto il giorno?
Secondo sasso. Aspetteremo la pioggia.
Primo sasso. Che bella la pioggia!
Secondo sasso. In fondo non è una vita da buttare via.
Primo sasso. No, hai ragione, esiste anche la felicità dei sassi.
Secondo sasso. Sì, siamo felici.

mercoledì 17 agosto 2011

DIALOGO TRA I SESSI

Lei. Tu hai il peggior difetto che un uomo possa avere.
Lui. Vale a dire?
Lei. Sei un bugiardo.
Lui. Ma le mie bugie sono così profonde che sfiorano la verità.
Lei. Tu vuoi solo una cosa da me, ragioni con il tuo pisello, e basta.
Lui. Ti assicuro che se il mio pisello potesse ragionare sarei un genio.
Lei. Tu sei infedele, sei un traditore.
Lui. Amare le donne non è da traditori, la fedeltà lasciamola ai cani.
Lei. Le donne vogliono l'unicità.
Lui. Io sono unico.
Lei. Non hai mai saputo toccarmi nel punto giusto.
Lui. Hai la clitoride scivolosa. Cambia posizione.
Lei. Sei egoista, terribilmente egoista, pensi solo al tuo piacere.
Lui. Non riesco a fare due cose alla volta.
Lei. Ti odio, non chiamarmi più, ho bisogno di un uomo
che si prenda cura di me.
Lui. Sei malata?

Le cose che non farò mai


Non regalerò mai naftalina a un petroliere.
Non mi farò mai una pedicure.
Non stringerò mai la mano a un dittatore.
Non farò mai sesso con una donna più alta di me.
Le donne più alte di me mi fanno incazzare.
Non metterò mai una donna sopra un piedistallo.
Al limite posso metterla sopra un cuscino.
Non mancherò mai di rispetto alla mia ombra.
E nemmeno alle ombre degli altri.
Non risolverò mai una equazione di secondo grado.
Non mangerò mai un coniglio o un cavallo.
Non andrò mai a letto senza una scorta di sogni.
Non scalerò mai una montagna sacra.
Non metterò mai la fede al dito.
Non analizzerò mai la struttura cellulare di un lombrico.
Non andrò mai sulla luna.
Non amo calpestare il cuore degli innamorati.
Non capirò mai l'ora legale.
Non calzerò mai dei sandali.
Non avrò mai un principale, è una questione di principio.
Non avrò mai un posto al sole.
Amo la tempesta, nel mio giardino ho un orto di fulmini.
Non comprerò mai un libro in un supermercato.
Non toglierò mai una curiosità.
E soprattutto: non morirò senza prima avere vissuto.

AFORISMA DEL GIORNO


In un mondo fatto di percorsi Ikea il vero lusso
è avere ancora un sentiero che incontri la nostra
libertà, un sentiero personale, il contrario di morto
non è vivo ma viandante, non dimenticarlo.


Ricky Farina 

martedì 16 agosto 2011

L'UOMO SOSPESO

IL POMPINO BRANCUSIANO

AFORISMA DEL GIORNO



Non ho mai inseguito i sogni, i sogni hanno sempre
inseguito me, con il coltello tra i denti.
I miei sogni vogliono farmi la pelle.


Ricky Farina

giovedì 11 agosto 2011

L'IMPOSTORE


Io guardo il mondo con gli occhi di un impostore.
Il cielo è una noia azzurra che mi soffoca, il mio
cuore pulsa dentro una caverna, ed è felice.

Ho sotterrato molti angeli nella terra fresca delle
notti senza sonno, ho perduto il senno sugli argini
di un desiderio disseccato, arido è il mio sangue.

Il sangue degli uomini soli circola nel vuoto,
impetuoso, sedizioso sangue, immolato su nuovi
altari blasfemi, alla ricerca di una ferita ribelle.

mercoledì 10 agosto 2011

AFORISMA DEL GIORNO



Sto facendo la cura del sonno, poi farò la cura della veglia,
poi quella del dormiveglia, e poi mi sa che mi ucciderò.

Ricky Farina

martedì 9 agosto 2011

NELL'ATTESA

Con i fili del cervello scoperti
annuso il cielo come un cane
fedele all'assoluto, mentre il mondo
vomita le sue iniquità, e si aprono
ferite antiche, lamenti freschi
di giornata, al mercato del dolore.

" La terra è un uomo " diceva
un filosofo, ma ha il volto sfigurato,
humus/homo, affinità elettive
di un suono, precipizio della speranza,
un morso incastonato in un grido,
antipasto di tenebra.

In un cataclisma di leggerezza,
lontano da ogni forma che non sia
anche sostanza, in ritardo su tutti
i miei possibili appuntamenti con la
Verità, oso dire: è tempo di vegliare
sulle ombre, nell'infernale quiete

dell'attesa.

AFORISMA DEL GIORNO


Sono un criminale del desiderio, torno sempre
sul luogo del diletto.

Ricky Farina

domenica 7 agosto 2011

PENSIERI DI UN CERVELLO ASCELLARE

Mia adorata, i tuoi ragionamenti non fanno una piega.
Hai un cervello da stiratrice.

*

La vita è uno scherzo, ed è bella perché lo scherzo
dura poco.

*

Perché desiderare la vita eterna? Si tratta di una sepoltura,
una sepoltura celeste, ma sempre una sepoltura.

*

Era un pescatore, si fece seppellire con la canna, la lenza,
e tutto il resto. Tranne i vermi. Quelli arrivarono presto per
vendicarsi...

*

Non amo i cadaveri, non hanno il senso dell'umorismo,
e nemmeno il senso del tatto, e nemmeno gli altri sensi,
forse hanno solo il senso della vita, ma quello è un controsenso.

*

La mia stima nei confronti dei necrofili è assoluta. Provare
desiderio per un  morto è segno di grande sensibilità.
Di solito i viventi schifano i morti, e questo non è bello.

venerdì 5 agosto 2011

IDENTIKIT TEMPORANEO

Sono psicoinfantile. E ho una sessualità neonatale.
Mi piace spruzzarmi la cappella col borotalco.
E se sodomizzo una donna nella vasca prima
devo giocare con le paperelle, altrimenti mi cala
l'erezione. Che volete farci? Sono vittima di una
nascita protratta nel tempo. Adoro le donne che
mi cantano la ninnananna, e mi accarezzano.
Per me il sesso è una contrazione della maternità.
E succhiare i capezzoli è sempre una delusione
dal punto di vista nutrizionale. Non amo l'angoscia.
Non amo i cocomeri, soprattutto i cocomeri che
esplodono nell'oscurità. Sono ipersensibile, se vedo
un cadavere divento triste. Mi piace la luna.
Tutto ciò che è craterico mi emoziona. Sono un
nostalgico. Conservo il cordone ombelicale
nel congelatore. Una notte di molti anni fa ho
scopato una donna mestruata, dopo ho aperto
un vasetto di miele e l'ho versato fuori dalla
finestra. Faccio cose strane, sono strano.
Non amo le responsabilità. Anzi, mi fanno
schifo. Mi piacerebbe fare l'amore con una
negromante in Svezia. E poi uccidere un salmone.
Sogno di uccidere salmoni. Non so perché.
Si tratta di un sogno ricorrente. Ho l'inconscio
che puzza di pesce. Il mio inconscio è una
pescheria. Chi dorme non piglia pesci?. Bho.
Non è il mio caso. Sono bello. Di una bellezza
imbarazzante. L'argento degli specchi trema.
Ogni volta che mi trovo in un vicolo faccio
finta di essere cieco. Detesto la morte. Mi
sembra una vertigine di nervi recisi.
Non amo i muri, anche se sposerei subito
una miss muretto qualunque. Non riesco
a pregare se prima non ho fatto colazione,
per me Dio è il corollario di un cappuccino.
Sono un uomo allegro. Una volta ho bevuto
una limonata durante un temporale e per
un attimo sono stato felice.

giovedì 4 agosto 2011

D DI REPUBBLICA INTERVISTA RICKY FARINA

Ricky Farina, poeta, filosofo, regista, eiaculatore.

A 13 anni che cosa voleva fare?
Il tredicenne.

Se la sua vita fosse un film chi sarebbe il regista?
Dio

All'inferno la obbligano a leggere sempre un libro: quale?
La Bibbia.

Nel migliore dei mondi possibili dovrebbe essere abolita la parola...?
Vivisezione.

Chi inviterebbe alla cena dei suoi sogni?
Una puttana.

Oggi che cosa è tabù?
I film di Murnau.

Come si immagina il paradiso?
Un inferno.

Ha il potere assoluto per un giorno: la prima cosa che fa?
Metto tutti i potenti in una porcilaia.

Il vero lusso è...?
Camminare in un cimitero.

Che cosa è più importante dell'amore?
Nulla.

Che cosa ha imparato dall'amore?
Nulla.

Che cosa la fa ridere di più?
La morte.

Il suo più grande fallimento?
La vita.

Il suo maggiore successo?
Avere fecondato mia madre.

Una cosa che voleva e non ha avuto?
Una passante.

Tre cose che ama, tre cose che odia.
Amo la musica, la musica e la musica.
Odio il rumore, il rumore e il rumore.

lunedì 1 agosto 2011

IL SOLITO

Tutto mi fa orrore. E mi spaventa.
La paura è come una pellicola che
riveste il Creato. Un filo d'erba mi
gela il sangue nelle vene, e un fiore
mi spappola il cranio. La vita mi è
estranea, ma scorre implacabile
nelle mie vene. E mi trascina nel
vortice dello stupore. Nascere è
solo la complicazione di un coito.
La speranza morirà per ultima,
quindi morirà sola, la speranza
è disperata, e ha ragione. I morti
vomitano orizzonti. Ricerchiamo
la felicità perché il dolore ci trova
subito, appena nati. Non c'è rifugio.
La verità è così pura che schianta
il respiro. La verità genera mostri.
Tutto frana. Eppure c'è una musica
in tutto questo. Una segreta armonia
della riconciliazione. Nel fondo di
ogni cosa si cela un sorriso.
Un sorriso bianco come la morte.
Ma allora, se tutto è orrore e musica
dell'orrore perché continuo a
respirare? L'organismo è sordo.
E la mia oliva nel Martini mi fa
compagnia. Un aperitivo, ancora
un aperitivo. Il solito.