mercoledì 30 giugno 2010

ISTRUZIONI PER MORIRE IN MODO PICCANTE


Questo meraviglioso video mostra la cucina texana,
cucina spauracchio di emorroidi, cucina di un rozzo
superlativo, che si porta dietro tutta la rude forza
di questo paese immenso, altro che nouvelle cuisine,
roba per rammoliti raffinati decadenti, la cucina
texana è infernale, sfida il Diavolo, ti mette sull'orlo
della morte dandoti una scarica ustionante di vita,
e se sopravvivi puoi conquistare il mondo, cavalcare
puledri impazziti, stroncare montoni con un super
peto alla paprika, dio mio, che forza, che vigore!
Per non parlare della voce del commentatore, una
voce che forse non ha mai pronunciato la parola
"fenomenologia", ma che importa? La cultura è anche
un chili piccante, con buona pace di Husserl.



FUNNY SPOT

PENSIERI DELL'ATTIMO SOSPESO


Breve è il tempo che ci è concesso, breve se non sai
pensare, se sai pensare diventa eterno, una eternità
che si duplica, e diventa eco di se stessa nella mente.

*

Mille vertigini e un solo burrone dove precipitare.

*

Ogni volta che guardo l'ombelico di mia madre penso
che sono stato dietro le quinte di quell'ombelico...

*

Nascere non è un atto involontario, nascere è pura
volontà che si rinnova a ogni respiro.

*

Amo così tanto mio figlio che non l'ho messo al mondo.

*

Qualcuno ha scritto "ogni atto di bontà è un atto di potere".
C'è qualcosa di vero se l'atto viene dall'alto, se poi si crea un
legame di riconoscenza, ma se agisci senza aspettarti nulla e
se la tua bontà è pura, umile, e viene dal basso, allora ogni
atto di bontà è solo un piccolo tentativo di rendere più gradevole
questo mondo assurdo e crudele, un tentativo disperato.

AFORISMA DEL GIORNO


Un cervello non basta, almeno al sottoscritto, per questo
sto cercando di trapiantare dei neuroni nella mia cappella,
è un esperimento mai tentato prima, c'è il rischio di diventare
una vera testa di cazzo, ma è un pericolo che voglio correre.

Ricky Farina

martedì 29 giugno 2010

HO APPENA UCCISO



















Ho appena ucciso un insetto grosso, sembrava una cosa
a metà tra un ragno e una zanzara. Ho preso il giornale
di ieri e ho colpito ripetutamente, non voleva morire e
io evidentemente non sono un killer di professione.
Mi sono accanito fino a quando non si è più mosso.
Se ne stava tranquillo sul lavabo della cucina e io l'ho
tolto dal mondo senza pietà, ma ora il suo fantasma è
entrato nella mia testa, lo sento che si muove nel mio
cervello e con la sua vocina d'insetto mi chiede "perché?".
Quante paranoie, in fondo sono un carnivoro, mangio
tutti i tipi di prosciutto, anche quelli blu. Eppure mi
sento in colpa, non mi aveva fatto nulla, niente di male.
Avrei potuto studiarne la morfologia, avrei potuto farmi
una cultura, e diventare un entomologo tardivo, iniziare
una nuova professione, invece sono solo un volgare assassino,
uno che ha scelto la violenza e non l'amore, ma io odio,
odio tutto ciò che assomiglia anche vagamente a una
zanzara, io odio le zanzare, le odierò sempre, e quindi
odio anche le quasi-zanzare, e tu insetto, smettila di
strisciare nella mia mente, altrimenti mi spacco la testa
per ucciderti ancora una volta, hai capito?

AFORISMA DEL GIORNO


Non devi avere fiducia in te stesso, devi avere molto
di più: fede in te stesso. Tu sei il tuo dio, la tua chiesa,
sei la riforma e la controriforma, l'eresia e l'amore.

Ricky Farina

lunedì 28 giugno 2010

AFORISMI CONTRO I MORTI
















Non sopporto i morti, li trovo stupidissimi, e secondo me
hanno l'elettroencefalogramma piatto. Poi puzzano, molto
più dei vivi, e sono di cattivo gusto, una volta ne ho assaggiato
uno, che schifo! Indigesto, carne stopposa, un vomito.

*

I morti sono inespressivi, con il volto ridotto a una maschera
congelata. Cerco un morto espressionista.

*

Darei la vita per non morire.

*

I morti sono stucchevoli e ripetitivi, ne vedi uno e ne
hai visti mille, sono tutti uguali, fanno le stesse cose,
e poi sono indifferenti a tutto, e non ridono mai.

*

I cadaveri sono escrementi, buoni per fertilizzare il nulla.

*

I morti sono bugiardi, vogliono farci credere che esiste
la morte, mentre la morte non esiste, il nulla non può
esistere, semmai la morte persiste, ma è cosa diversa.

*

La pace dei sensi, dio mio, che orrore, meglio la rivolta
dei sensi, meglio l'insensato, odio i morti!

*

Mi stanno sulle palle anche quelli che risorgono, sono in
pochi, lo ammetto, ma li odio ugualmente, li odio tanto
quanto i morti. Chi risorge si porta dietro la puzza per
sempre. La puzza di essere stato un morto. Un orrido nulla.


A FAVORE DEL BAVAGLIO

















Prendo posizione politica, mi piace, mi eccita, ogni tanto.
Sono assolutamente a favore del bavaglio all'informazione.
In quanto cittadino voglio avere il diritto di non sapere
nulla di quello che tramano i potenti, anche perché è il
segreto di Pulcinella:parlano di sesso, di denaro e di potere.
Le solite cose, nauseanti. E vederle pubblicate ogni giorno
sui giornali le rende semplicemente innocue. Come le
tragedie che a furia di ripetersi diventano una sorta di
soap tragica a puntate. Invece non solo il silenzio è d'oro
ma il silenzio è rivelatore, e il silenzio avrebbe un effetto
dirompente, sarebbe la vera notizia perpetua, eterna, il
silenzio, il destino di ogni uomo. Mi spingo oltre, sono
a favore della soppressione della stampa, i giornali sono
i bordelli del pensiero, scriveva qualcuno. L'uomo con
meno quotidiani si aprirebbe all'Eterno, incontrerebbe
l'Assoluto, suo malgrado. I giornali fanno male, meglio
gli "eternali", salverei solo le pagine culturali, ci pensate
che bello? Leggere solo di Dante o Montale, e non sapere
più nulla di Gasparri o Berlusconi! Che sollievo sarebbe!
E un cittadino informato non è un cittadino pericoloso
per il Potere, questa è una grande balla, il cittadino
informato è solo un cittadino frustrato, e impotente.
Al massimo i movimenti di opinione sono riusciti a
cambiare solo le figurine del Potere, ma la sostanza
del Potere non cambia, mai. E allora che fare? Nulla
di meglio che diventare "impotenti e disinformati".
Una nuova forma di libertà, che pochi eletti capiscono.

CORTOMETRAGGIO

AFORISMA DEL GIORNO


Il ricatto è l'essenza della vita. Vuoi respirare? Bene,
ma allora dovrai crepare prima o poi.

Ricky Farina

I PROSSIMI VIDEO RITRATTI


Ieri a Milano, giornata di sole devastante, ho girato un video
ritratto, lo monterò e per metà luglio dovrebbe essere pronto.
Si tratta di "Stefano, ritratto di un uomo inquietante". Siamo
andati al parchetto di via Sthendal, Stefano si è portato dietro
la maschera di un mostro, una coppia si è fermata a parlare
con noi, lui sulla sedia a rotelle per un tentato suicidio, lei una
bergamasca piena di vita che lo ha aiutato a venirne fuori.
Si sono aperti senza reticenze, lui ci ha raccontato della sua
depressione, in ospedale ha anche mangiato il termometro,
voleva proprio farla finita, ma grazie a Milena, la bergamasca
dal sorriso solare, si è ristabilito, e ora è sereno e felice
insieme al suo "fiore senza trucco e senza inganno", al suo
amore. Stefano ascoltava con la maschera del mostro sul viso
e una parrucca in testa, e questo ha stemperato il tono
drammatico delle riprese. Poi Stefano mi ha raccontato alcuni
episodi della sua vita veramente inquietanti. I primi di luglio
invece dovrei girare il ritratto a mia cugina che si chiamerà
"Monica, ritratto di una poliglotta diabetica", e vi devo dire
che mia cugina è proprio un personaggio, insomma, per chi
ama i miei video ritrtatti si prospetta un periodo interessante.
Un caro saluto.


domenica 27 giugno 2010

PENSIERI CAPOVOLTI


José Bergamìn scrive: "e un popolo, come un uomo, non esiste
che quando pensa". Quindi mi viene da dire che il popolo
italiano non esiste, perché è chiaro che il popolo italiano non
pensa, è impensabile che il popolo italiano pensi! O no?

*

Almeno nella caverna di Platone l'uomo si ingannava con
qualcosa di reale: le ombre. Ora non ci sono più nemmeno
le ombre ma i pixel. Un'esistenza digitale fatta di nulla.

*

Per onestà, non intellettuale ma ontologica, dovremmo
farci tutti seppellire con il telecomando in mano.
Il digitale terrestre merita il morso dei vermi proprio
perché è terrestre. Ma sarà difficile cambiare canale.

*

In Shakespeare ho trovato questo concetto esaltante e
sconvolgente:uccidersi per legittima difesa!
Ognuno di noi è il peggior nemico di se stesso.
Chi leva la mano su stesso dunque abbatte un nemico.

*

Huizinga scrive che "la cultura deve avere un indirizzo
metafisico o non è cultura". Ma l'osso spolpato di una
bella bistecca si può considerare metafisica? Per me la
risposta è affermativa, tutto ciò che è spolpato fa parte
della metafisica, la metafisica è per sua essenza carnivora.

*

Il tempo sfigura i mediocri, ma trasfigura gli spiriti eletti.

*

Ci siamo ridotti a essere appendici di carne di un
elettrodomestico. Il televisore è un'evoluzione
dell'aspirapolvere: aspira la mente e lo spirito.

*

Che cosa è veramente vivere? Un trailer della morte?
Una sintesi di polvere, macerie e musica?
Un interrogativo sul ciglio di un burrone dove ogni
risposta non può che precipitare?

venerdì 25 giugno 2010

POESIA DELL'UBRIACO


Sono ubriaco, ora, in questo momento,
scrivo sotto dettatura alcolica.

Mi hanno accompagnato a casa con
una macchina decappottabile.

Dopo 25 anni ci siamo rivisti, eravamo
compagni di scuola alle medie.

Uno fa l'architetto, uno gestisce una SPA,
uno ha una farmacia, un altro ha cinque figli...

Io non gestisco nulla, non ho figli, non ho
una farmacia, e ho bevuto molto.

C'era la luna piena. Abbiamo mangiato salmone
e tagliata di carne al ristorante della SPA.

Abbiamo fumato, bevuto e ricordato i vecchi
tempi. Pensavo fosse una cosa triste.

Tutto sommato è bello ritrovarci vivi, qualcuno
ha ancora un sogno nel cassetto.

Qualcuno è morto, ma è una cosa che capita
solitamente a chi è vivo, va bene così.

Ora sono solo, ubriaco, davanti al computer,
sono in vena di bilanci esistenziali.

Che cosa ho combinato nella vita? Qualche
filmetto, due o tre poesie, e poi?

Mi sa che è meglio andare a letto e dormire.
Non pensare, dormire.

Nel sonno il tempo si scioglie, il presente si
dilata, e l'eternità ti congela.

Non c'è scampo, non c'è scampo, ma va bene
così, è una cosa che capita a chi è vivo.

Buonanotte.

THOMAS BERNARD

AMLETO : LA TRAGEDIA DELLO SGUARDO



















Appena finito di rileggere Amleto, è il sublime tentativo
di un poeta di opporsi alla nudità della morte
attraverso il rivestimento dell'arte, non mi ricordavo
tutta la macabra ironia che pervade l'opera, il gioco
costante della simulazione, come se l'inganno o la capacità
che l'uomo ha di ingannare se stesso e gli altri fosse
l'unica salvezza possibile in questo mondo fatto di
polvere e caducità, e il famoso monologo "essere o
non essere" è un monologo spiato, Amleto lo pronuncia
mentre viene spiato e Ofelia fa finta di leggere un
libro, c'è sempre l'idea del trabocchetto, della trappola
anche nel cuore di una verità pulsante...tragedia
ossimorica fatta di fantasmi e di ossa prosciugate,
dove si sente la presenza dell'occhio umano che scruta,
che spia, e cerca di cogliere la forma evanescente
del mistero, un fiore finto che sanguina luce nel buio.

AFORISMA DEL GIORNO


Sono sempre più attratto dal mio apparato genitale,
una sorta di omosessualità intransitiva. A volte nei
momenti di autoestasi riflessiva mi palpo il culo.

Ricky Farina


giovedì 24 giugno 2010

GAYTORADE

AFORISMA DEL GIORNO


Insegui i tuoi sogni oltre la notte, stanali nelle pieghe
dell'alba, scava nel cuscino, tirali fuori dalle coperte,
costringili a guardare la luce del sole, quelli che non
si tramutano in polvere saranno i tuoi veri sogni...

Ricky Farina

mercoledì 23 giugno 2010

CODICI SEGRETI


Digito il codice segreto della ricarica Vodafone
davanti a un mazzo di girasoli appassiti.

Oggi è un giorno importante.

Mi è arrivata anche la nuova carta Libramat
con Pin nazionale e Pin internazionale.

Verifico che l'etichetta non sia stata manomessa.
Senso di sollievo : nessuna manomissione.

Stacco l'etichetta e la posiziono nell'area
tratteggiata. Un benessere profondo.

Leggo il codice segreto e lo memorizzo, ma
prima chiudo le tapparelle per evitare

sguardi indiscreti.

Operazione compiuta, sono felice.
Sono un uomo felice.

E i girasoli appassiti mi fanno una grande
tenerezza.

Poveri girasoli, non conoscerò mai il codice
segreto della vostra morente bellezza.

Ma che importa, io sono un uomo felice,
un uomo pieno di codici segreti.

martedì 22 giugno 2010

CARO GUIDO


Caro Guido, ho trovato queste "matte" su Internet,
potresti tradurmi la sostanza del discorso?
Che cosa dicono sull'emancipazione della donna?
Sono curioso, ti ringrazio molto.

CONSIGLI PER CHI VUOLE FARLA FINITA



















Se non ce la fai più, se sei al limite della sopportazione,
ucciditi pure per carità, non ti dico di non farlo, ma non
puoi cadere nel banale, devi ucciderti un attimo prima
di morire, so che non è facile, ma la tua vita merita almeno
un'uscita di scena degna della posta in gioco, quindi devi
trovare il modo di morire prima della morte, non è un
paradosso, non ti sto prendendo in giro, so per certo
che c'è il modo di attuare quanto ti dico, ci deve essere
il modo di morire prima della morte, anche se sei in piena
angoscia, pressato dai tuoi limiti, non puoi andartene senza
prima avere trovato la soluzione a questa aporia logica,
devi fare in modo che la morte diventi pleonastica, un
optional ontologico, mi capisci? Un falso storico.
La morte ti deve trovare già morto, e allora forse ho la
soluzione per te, voglio aiutarti, inizia a morire dentro,
estirpa dal tuo spirito ogni curiosità, ma non puoi fare
fuori la curiosità in blocco, devi vagliare tutte le curiosità
che hai, prenderle singolarmente, e assassinarle con
metodo, perizia, una dopo l'altra, ti ci vorrà tutta la vita,
lo so, non è così semplice uccidersi, ma se non vuoi essere
un banale suicida, devi farlo, devi impegnarti, lo devi a te
stesso, alla tua angoscia che è preziosa, e come tutte le cose
preziose merita il tempo che tu dedicherai a questo
compito. In sostanza devi toglierti di mezzo un pezzo alla
volta, devi scomporti, decostruirti, e per farlo devi vivere,
vivere, vivere, mi capisci? Quindi ucciditi pure, ma alla
fine. Morire non è da tutti, bisogna essere professionisti.
Promesso? Se sei un uomo ti consiglio di impiccarti, lo
fa diventare duro, se sei una donna i barbiturici sono sempre
la soluzione migliore, le pillole sono così graziose...

PENSIERI APPENA NATI



Ogni giorno cerca di aiutare qualcuno, anche te stesso
in mancanza di meglio. E goditi la varietà multicolore
della disperazione degli uomini, è uno spettacolo.

*

Tutti gli uomini sono geniali, molti non ne sono
consapevoli, bisogna essere geniali per soffrire
in un mondo rigoglioso di fiori, stelle e profumi.
Con il catrame o lo sterco si possono plasmare
forme bellissime, tutto è bellezza, anche il dolore.

*

E se una malattia gravissima ti riduce a un rantolo
purissimo d'agonia? Ebbene, anche nell'agonia c'è
un rivolo cristallino di sete sorgiva, c'è qualcosa di
misterioso che non viene intaccato, nemmeno la lebbra
può toglierti la mistica del gesto, la danza macabra.

*

Nella vita ho avuto tutto, è stato un momento, un attimo,
ho avuto tutto quando sono nato, e poi l'ho dimenticato.
Ecco perché bisogna continuare a nascere, nascere è un
compito, un dovere, una necessità, una fatale condanna.

*

Allenta la redini del tuo pensiero, lasciati disarcionare
dall'imprevisto, devi premeditare solo l'ignoto.

MANO NELLA MANO


Mano nella mano, la tua, la mia, e il fuoco
di un angelo nel cuore.

Il tramonto sotto le scarpe, i gabbiani sulle
nostre scapole.

L'orizzonte come una cicatrice sul mare,
sopra i tuoi capelli le nuvole.

Bianche, bianche come
la morte.

Mano nella mano, la tua, la mia, e il vento
sulla nostra pelle.

Sulla nostra pelle appena nata.

Una poesia romantica non è nulla,
ma la nostra vita è tutto.

Mano nella mano,
la mia,

la tua.

lunedì 21 giugno 2010

METAMORFOSI DELL'ADDIO


Prendi un addio qualunque.
Scavaci dentro. E troverai
un arrivederci sul fondale.

Lei ti lascia. Con implacabile
determinazione taglia i polsi
del tuo amore, e tu sanguini.

Adotta un cratere lunare per
fare precipitare gli innamorati.
Non avere pietà per loro.

Vendicati della felicità altrui.
Nascondi lamette nelle carezze
e seduci la prima che ti sfiora.

Siediti sulle panchine appena
verniciate, tu non temi il colore,
e mediti crimini contro il nulla.

Scrivi una lettera d'odio, inocula
veleno in ogni parola, e poi vai
alle Poste con passo di danza.

Non ti renderanno felice questi
gesti disperati, ma sentirai una
pace sadica irrorarti il cuore.

Ama, ama teneramente questa
tua rabbia disincantata, e nutri
il gorgo di piacere che nasce in te.

PENSIERI DELLA RIVOLTELLA



Mi sento carico come una rivoltella, ma non a salve.
Ogni colpo è un addio bruciante.

*

I volti sono enigmi, ma avere un'espressione è sempre
più difficile, viviamo nel livellamento generale, ci stanno
togliendo "il carisma teatrale", dobbiamo tornare a
recitare per tornare a essere veri, maschere pulsanti.

*

Amore è ciò che ci fa odiare la morte. Odiala questa
fucina di polvere e addio. Ma quando arriverà a fermare
i tuoi passi, a ghermire i tuoi sogni, accoglila come la
tua ultima amante, e donale un mazzo di orizzonti recisi.

*

Un deserto senza allucinazioni è inumano. Per questo
la natura ha creato l'uomo, per popolare l'universo di
allucinazioni, per sentire il solletico della nostra piccola
disperazione, alla natura piace illuderci, si diverte da morire.

*

Costellazioni dell'insensato, galassie dell'inesprimibile,
e noi, creature mortali, chiuse nell'infinito, a cercare
di dire la verità, proprio quando la verità ci lascia senza
parole, e ci sospinge sul baratro di un silenzio stupefatto.

domenica 20 giugno 2010

POESIA NOTEVOLMENTE STRANA


Pompa luccicante del desiderio.

Lucido scantinato dove l'ombra
si tinge d'oro, e vomita luce.

Destrieri del subconscio in corsa
su praterie allucinate e metalliche.

Corpi smembrati in cerca di un
orgasmo-puzzle contro l'angoscia.

Fremito di scimmia sulla carne,
gioconda e disinvolta agonia.

L'orizzonte perpetuo e il sogno
di approdare su lidi sconosciuti.

Ma niente, niente da fare, il rullo
compressore del Reale ci schiaccia.

E tu che hai un battito d'ali fra le mani
che fai? Precipiti, senza paura.

Ma lacerendo la stoffa di ogni addio per
ritrovare un ultimo anelito

d'amore.


AFORISMA DEL GIORNO


Spesso riguardo a chi si toglie la vita si usa l'espressione
"il folle gesto " di tizio o di caio, non si vuole accettare
l'idea che un suicidio possa essere razionale, e quindi
"normale", il gesto di chi si sopprime va etichettato come
folle, forse per non perdere quella risibile convinzione
che la vita di per sé sia qualcosa di buono e di bello.
E se la follia invece si annidasse in questa pervicace
smania di vivere che ci porta a desiderare l'eternità?

Ricky Farina

sabato 19 giugno 2010

IL MIO CALENDARIO


Non ho un buon rapporto con il calendario.
Resta appeso al muro, non lo degno di uno
sguardo. L'eternità mi trasfigura, e forse mi
sfigura. Credo all'attimo. Alla sua fugace
energia di sogno. Il mio calendario è la carne.
La mia carne. Che vive, soffre, si ammala.
E gode. Non ho altro da donare ai miei giorni.

PENSIERI DISARTICOLATI


Mi sembra triste fare l'amore quando si ha voglia, è un seguire
passivamente la natura, l'impulso, molto meglio fare l'amore
per dovere, come obbligo, regola, imposizione, è divertente
essere costretti a fare l'amore, i legami vanno rispettati, e in
un legame la libertà è intollerabile, la libertà è fuori luogo.
I doveri coniugali, che espressione sublime, è poesia pura.

*

Il sesso è l'unica realtà, tutto il resto è pallido sembiante
del vuoto, mimica del nulla.

*

Il denaro è magico, è uno strumento che trasforma il mondo.
Un vile pezzetto di carta può tramutarsi in un corpo di donna,
in una bistecca alla brace, in un cappuccino fumante, in una
vacanza in un resort, in un libro. Fare denaro è la vera missione
della vita di un uomo, chi non vive per il denaro è incivile.
Io sono incivile. Il mio conto in banca soffre di vertigini.

*

I sentimenti sono sopravvalutati, quello che veramente è
essenziale sono le apparizioni pure dell'Essere, bisogna
aderire al mondo, senza inibizioni, purificati da noi stessi.

*

La vita è un bluff. Ma a volte i bluff riescono bene.

*

Dire che non siamo soli nell'universo solo perché è
statisticamente probabile che ci siano altre forme di
vita è sciocco, veramente sciocco. L'universo può
essere anche pieno di presenze ma questo non cambia
il fatto che siamo soli, perdutamente soli, sempre soli.
Soli con il nostro corpo, sorgente pura di ogni agonia.

*

Non guardare dentro l'abisso, non ci troverai nulla che
valga la pena di essere guardato, goditi la superficie, le
sue molteplici apparizioni, mastica vento e sputa libertà.

*

Ogni mattina sorgi. E insorgi. Aprire gli occhi deve essere
un atto rivoluzionario.


venerdì 18 giugno 2010

CORSO SALANI


Ci ha lasciati Corso Salani, un regista e un attore che
apprezzo molto, il suo cuore ha ceduto mentre
camminava insieme alla moglie Margherita sul
lido di Ostia, "una morte di confine", tra la terra e
il mare, e il confine era un tema cardine della sua
opera, quella che si dice una morte perfetta, pur nella
sua tragica apparizione. La vita non smette mai di
ricordarci che ci può abbandonare in ogni istante,
mentre facciamo le cose più semplici : camminare,
bere, mangiare, fare l'amore, o cucire uno strappo.
Ho visto Corso Salani solo una volta, al festival
di Bellaria, camminava lungo il corso, elegante,
silenzioso, in compagnia di se stesso, ci siamo guardati
un attimo e ci siamo donati un sorriso per una
simpatia istintiva, immediata, reciproca.
Pur non conoscendolo personalmente posso dire
che Corso era sicuramente un uomo buono, di una
bontà mai stucchevole, ma sempre ironica, vedendo
le sue opere lo si capisce, e voglio ricordarlo con
questo frammento tratto da Imatra, dove Corso
analizza, e direi "anatomizza" una storia d'amore
finita, con ossessivi primi piani sul volto della sua
ex-compagna, quasi a cercare di trattenere una
emozione ormai irrimediabilmente perduta...
Si tratta di una sorta di falso documentario, dove
realtà e finzione si confondono, dove appunto "il confine"
tra ciò che è vero e ciò che è falso è labile, e
ci sfugge continuamente, come ci sfugge l'amore,
l'amore che è vero quando ci fa soffrire, che è
falso quando ci rende felici, e viceversa. Non ho
parole per esprimere la mia tristezza per la morte
di Corso Salani, ora che ha varcato l'estremo
confine ripenso al suo sorriso e lo saluto con affetto
dal mio fragile confine di uomo...



giovedì 17 giugno 2010

PENSIERI TRAGICOMICI


Una sola grande afflizione nella mia vita: non essere un negro.
Essere privo di quel ritmo tribale che sgancia dai vapori
malsani della mente, non avere la giuste dimensioni per creare
emorragie vaginali, in sostanza : essere solo un pallido amante.

*

La solitudine è femmina, e per sua stessa natura non può
tradirti con nessuno. Non ti tradirà mai, fino alla fine.

*

Sono un seduttore subliminale, le donne mi cascano ai piedi
solo quando mi diverto a fare la verticale.

*

La invitai a vedere la mia collezione di francobolli, volle
leccare tutta la collezione, mi eccitai, ma arrivati al dunque
aveva finito la saliva, e fu il pompino più arido della mia vita.

*

Ho visto un uomo sorridere sul letto di morte.
Questo rende unico l'uomo : donare un sorriso anche
alla morte. Niente di più umano, niente di più bello.

*

L'universo mi è indifferente, lo ricambio con la stessa
moneta. Sono così frivole le galassie...

*

In fondo la morte è un servizio igienico permanente,
l'uomo sporca il mondo e merita di finire nel cesso.

*

Non penso abbastanza ai lobi delle mie orecchie,
perchè? Non è giusto. Poi mi dico che non si può
pensare a tutto, che nella vita ci sono pensieri più
profondi e meritevoli di attenzione, ma se il segreto
della vita fosse nei lobi delle orecchie?

NORI A LEVANTO


Un'altra buona notizia, Nori, il ritratto a Onorina Brambilla
Pesce, è stato selezionato al Laura Film Festival, a Levanto.
Il festival è in memoria di Laura, moglie del grande critico
cinematografico Morando Morandini.

BOARINO A ROMA


Fa piacere che il proprio lavoro venga riconosciuto.
Boarino, il video ritratto che ho dedicato a un ragazzo
disabile( non sa cucinarsi due uova ma sa parlare
di cose importanti e profonde ) verrà proiettato
al festival ALTRO CORTO, all'interno dell'Estate
Romana, se non sbaglio il 21 giugno. Grazie.

http://laltrocorto.wordpress.com/


ILLESO


Illeso il mattino

Piccola resurrezione
Degli sciocchi

Avanspettacolo delle
Tenebre

ARCANA MISURA


Arcana misura è la notte.

Ma non ti parlo della notte
folgorata di stelle.

Non è la notte dove friggono
due cuori al chiaro di luna.

Quella non è la notte ma una
proiezione degli innamorati.

La notte, quella vera, è un rantolo
sul tuo cuscino.

Un buco nero nei tuoi sogni.
Un gelido schianto.

E si nutre delle tue feroci paure,
divora e moltiplica il delirio.

La notte che amo impasta il respiro
e lo fa lievitare nell'ignoto.

Ed è così bella e atroce che non
lascia alcuna speranza.

Da questa notte non si risorge
alle chiare geometrie del mattino.

Ma si sprofonda sempre di più
verso l'implacabile.

Quando incontrerai questa notte
forse non sarai più un uomo.

Forse nulla avrà più senso, nemmeno
la lunetta delle tue unghie.

Eppure, ti assicuro, è una notte
magica che non lascia scampo.


mercoledì 16 giugno 2010

TRE PICCOLE POESIE



In queste tenebre limpide
in questa torrida frescura

dove il sangue esulta e le ferite
sono amiche del sangue

essere vivi è proprio un
lampo di genio

*

Se ti trovi in un bosco
anche se oscuro

non pensare a morire

pensa alla vita
e ai suoi frutti

memento more
e mirtilli

*

Non lasciarti sedurre dal saggio
e dalla sua malata filosofia

imparare a morire è da stolti

lascia scavare le fosse agli afflitti
lascia la quiete ai morti

tu vivi nel turbine e nell'affanno
e fai del tuo dolore un vessillo

della tua angoscia un canto
della tua condanna un furore

non pregare nelle notti solitarie
ma segui il tuo respiro fino in fondo

fino al dirupo di ogni gioia possibile


DOVE CI PORTA LA SALUTE?

PENSIERI DI UN UOMO EUFORICO


Trovo ridicola l'espressione "siamo tutti di passaggio a
questo mondo", ha il sapore dell'alibi. Non mi sento di
passaggio, anzi, sono radicato come una quercia alla terra.
Non credo alla morte e non credo alla polvere, credo
solo alla vita, con le sue turbolenze eccentriche e le sue
spirali evolutive. Nulla che possa distruggere la gioia.

*

Tutto è caso, e molti si chiedono "che caso ci faccio a
questo mondo?". Ecco, la risposta è nel fare, poi la
vita si occuperà di disfare, ma con lentezza inesauribile.

*

Ho un buon rapporto interpersonale con me stesso,
mi dico sempre la verità, ma le mie verità splendono
sul crinale dell'abisso, e mi lasciano vertigini pure.

*

Mi ramifico nella vita come un delirio ad alto voltaggio.
Spavento la normalità e mi diverto.

*

L'uomo non riesce mai ad andare oltre il capezzolo,
tutta la realtà è qualcosa da succhiare fino in fondo, ma
a volte l'essenziale è vomitare e tornare a essere puri.

*

Il mio sangue aderisce alle ferite, il dolore è perfetto.
Soffrire è una variante dell'eleganza.

*

Sbatto la testa contro il muro, si aprono crepe nel mio
cranio, e dalle crepe esce una bava azzurra che corrode
il muro, è il mio liquido cerebrale, acido mistico.

*

Facevo l'amore con i pugni chiusi, ma era una lotta estenuante,
ora faccio l'amore con le mani aperte, ho scelto di donare
la mia fragilità alla carne dell'altro, e godo il doppio.

*

Strindberg sosteneva che "la vita è un lugubre scherzo",
per me la vita è un meraviglioso scherzo, e quindi sono
sempre disposto a sorriderle con compiacenza...


martedì 15 giugno 2010

AFORISMA DEL GIORNO


Ci sono cervelli rustici, patinati, autoreferenziali, cervelli

pericolosi, eleganti, smaltati, divorati, elicoidali, brumosi,
luminosi, cervelli a fil di lama, cervelli sbarrati, altri aperti,
cervelli che vomitano Dio in continuazione o cervelli al limite,
e poi c'è il mio cervello, un cervello alieno che sa di lava e
di pera cotta, un cervello cerebrale, distaccato, ironico.

Ricky Farina

domenica 13 giugno 2010

GIORNATA DI UN SALUTISTA APPARENTE


Basta, a parte le sigarette sto conducendo una vita sana, sono in
Versilia, mi sveglio presto, colazione leggera, prendo la bicicletta e
pedalo lungo il mare, arrivo all'edicola, compro il giornale, un
caffé con dolcificante al bar, sfoglio le notizie, torno a casa, prendo
il sole, mi spalmo di latte solare al carotene, pranzo lieve come
una piuma, vado in spiaggia, nuoto con bracciate psichedeliche,
fingo di graffiare l'abisso, mi faccio una bella doccia tonificante,
mi sdraio sul lettino con una limonata fresca, tengo a bada le
erezioni sanguigne, resto in spiaggia sino al tramonto, torno a
casa sempre in bicicletta, getto un'occhiata distratta alle donne
che conficcano come un pugnale dorato la loro abbronzatura nel
mio ventre, salgo le scale di casa, mi aspetta la mamma con una
cenetta a base di pesce, un vinello fresco e frizzante per non
dimenticare Bacco, potrebbe offendersi, poi esco in balcone e mi
fumo una sigaretta, un'altra, un'altra ancora, e appena spunta
la prima stella vado a letto, leggo le ultime pagine di Mademoiselle
de Maupin, di Gautier, e alla fine chiudo gli occhi accerchiato
dall'universo, con un senso di benessere allucinato e illusorio...

venerdì 11 giugno 2010

LA CICATRICE


Posso fare a meno delle statue carnivore, quelle
che nelle piazze notturne ti mangiano e poi sputano
la tua ombra sul selciato, lasciandoti una strana
sensazione di benessere, disincarnato e lieve.

Posso fare a meno delle voci infantili che la mattina
scardinano le finestre, e gettano semi celesti
sulla mia pelle fertile, sciogliendo gli oscuri grovigli
di un'anima dedita all'agonia circolare del vuoto.

Posso fare a meno delle preghiere, degli specchi che
riflettono solo l'assenza, posso anche fare a meno di
questo presente, così isterico e lancinante, ma solo se
tu sei al mio fianco, come una cicatrice vivente che

non ha bisogno della memoria per essere un ricordo.

AFORISMA DEL GIORNO


Quando la tua vita sembra incrinarsi e sul punto di
spezzarsi in due, ricorda che in due si sta meglio, e
che due pezzi di vita sono meglio di uno, consolati.

Ricky Farina

MATTEO BRUNO

giovedì 10 giugno 2010

MI ACCADE


Mi accade, mi accade una cosa stranissima.
Mi prende alla gola, è anche un fremito, un
sussulto, una piccola voragine di stupore.

Sento i miei sogni urlare, e sento i miei urli
diventare sogni. Tutto si confonde. La pietra
e il cielo, la lacrima e l'istinto, l'oro e la febbre.

Ci sono nuove stanchezze che scendono nel mio
sangue quasi a dirmi "arrenditi", e so che al vincitore
non è concessa la gioia dell'abbandono.

Trovare quiete nella propria sconfitta forse è
la suprema forma di saggezza, capire che questa
cosa stranissima che mi accade è la vita...


PENSIERI DI UN UOMO GENITALE



Passato tutto il giorno a leggere e rileggere "Il pomeriggio
di un fauno" di Mallarmè, ascoltando la composizione di
Debussy. Sensazioni celestiali e carnali. La vera poesia fa
venire voglia di fare l'amore. La cultura è amore.

*

A volte ho come l'impressione che tutto l'universo sia
un immenso testicolo pulsante. E io mi sento un piccolo
spermatozoo pronto per schizzare nell'Ignoto.

*

Ogni erezione è una ricerca dell'Assoluto, il cazzo stanco
di guardare per terra si alza verso il cielo. E anche in un
rapporto anale non si cerca il fango escrementizio ma
il mistero intimo della digestione, metafora delle nostre
metamorfosi continue. Il sesso scava i corpi per andare
oltre la vita, e forse anche oltre la morte.

*

Se metti una donna su un piedistallo diventerà fredda
come una statua. L'ideale è sempre un errore, è la vita
che devi cercare in una donna, con il suo fango e i suoi
fiori. Irriga il tuo desiderio, e non tradirlo mai.

*

Sono un uomo sereno, ma la mia serenità è convulsa,
epilettica, e mi fa tremare in un verminaio di stelle.

*

Se non desideri sei poco più di un cadavere, ma forse
anche i cadaveri hanno un desiderio:dissolversi.

*

Il paradiso non è in cielo ma sulla bocca della persona
amata, così scriveva Gautier. Come dargli torto?
Non è romanticismo, è la vita che ci reclama, e in
fondo: paradiso o inferno che differenza fa?

*

Ascolta il tuo cuore, la sua musica è rozza, primitiva,
senza armonia, è puro ritmo bestiale. Diventa la bestia
cardiaca di questo universo così freddo e distante.

*

Non essere superficiale ma non disdegnare la superficie,
anche la superficie è abisso, un abisso mosso dal vento.


mercoledì 9 giugno 2010

PENSIERI DELLA TIGRE IRCANA



Certe mattine ti svegli con la bocca amara, e la tua vita
ti sembra insostenibile, metti tre zollette di zucchero nel
caffé e tutto ritorna normale, disperatamente sostenibile.

*

Con le persone mi fido solo dell'ultima impressione, la
prima è sempre ingannevole.

*

Ho gettato un arrivederci dalla finestra e precipitando
si è trasformato in un addio.

*

Prima o poi dovremo fare i conti con l'Incalcolabile.

*

Avere una percezione così lucida e violenta dell'esistenza
da tremare per ogni respiro.

*

Era una persona talmente seria che avrebbe venduto
la madre per diventare una persona tragica.

*

Sono feroce e nello stesso tempo lentissimo, sbrano
i corpi che amo nel tempo, bacio dopo bacio.

*

Quando ti svegli apri la finestra della tua mente, c'è sempre
un pensiero che vola nel cielo e vuole entrare in te.

*

Non si può essere felici senza essere anche sadici, è bello
torturare gli altri con la nostra spensieratezza.

*

Mi cerco nell'immobilità. Solo pietrificandomi posso
cogliere il mio segreto. Estasi della stasi.

*

Consacrare la propria vita a tutto ciò che è profano,
ma senza profanare nulla, rispettando il mistero.

*

Ieri ho sognato di fare l'amore con una suora di clausura
in mezzo a un prato, sotto un cielo azzurro e violento, ma
lei era cieca, sprofondata nella propria intima clausura.

martedì 8 giugno 2010

RITRATTO DI UNA FAMIGLIA FELICE


Il film è leggermente fuori sinc per un fermo immagine che
YouTube non riesce a leggere.

PENSIERI DEL CERVELLO SBUCCIATO



La morte ci aiuta a fare a meno dell'universo, rende
superfluo l'universo.

*

Mi tengo in tasca delle chiavi che non appartengono
più a nessuna serratura, mi aiuta a ricordare che nella
vita c'è sempre una porta che resterà chiusa.

*

C'è sempre un motivo per fare l'amore, la morte per
esempio è un ottimo motivo. Anche la vita.

*

Le donne hanno ragione, per questo sono
interessanti solo quando sbagliano.

*

Lasciare un buon ricordo, questo è un ottimo compito
per la vita, ma anche lasciare un'amnesia non è male.

*

Non mi sono mai fatto leggere la mano da una chiromante,
preferisco che la mia mano resti un mistero prensile.

*

Ho sogni al vetriolo, quando mi sveglio i cuscini sono
rovinati, e la mia vita sorride solo alle tenebre.

*

Tutto ciò che è naturale mi turba, anche un'umile margherita
di campo ha il potere di sconvolgermi la mente.

*

Mi piaccio così tanto che spesso eiaculo davanti allo specchio
per autocombustione.

*

Alle donne non piacciono gli uomini malinconici, diffidano
di chi si trastulla con il vuoto, vogliono uomini energici
e volitivi, davanti al mistero della profondità le donne
si ritraggono, il loro istinto naturale per la vita le salva
ma le rende superficiali, e meravigliosamente banali.


lunedì 7 giugno 2010

AFORISMA DEL GIORNO


Ogni giorno cambia una piccola parte di te stesso,
così alla fine sarà un altro a morire al tuo posto.

Ricky Farina

SHORT

domenica 6 giugno 2010

PENSIERI SUL CAMMINO DIRUPATO


Sono una persona cattiva, in vita mia ho fatto male a
tantissime mosche.

*

Soffri quando senti il tuo essere che ristagna, la felicità
è movimento, e la quiete è solo disperazione svigorita.

*

Avere torto rende fertili e produttivi, mentre la ragione
è uno sterilizzante.

*

Pensa all'universo. Poi pensa alla tua pelle. Un neo
ti fa tremare più di una stella che esplode. Aderisci
a te stesso e lascia la vastità agli sciocchi o a Dio.

*

Una vita senza senso è accettabile, spiega ogni cosa, ma
se la vita avesse un senso tutto sarebbe insopportabile.

*

Anche da morto aveva un'espressione diffidente, dava
l'impressione di stare sempre "sul chi vive".

*

Tieniti sempre a un passo da stesso, così avrai modo
di continuare a inseguirti.

AFORISMA DEL GIORNO


La comunicazione non deve mai tradire la vita, deve
essere fluida, creativa, sorgiva, altrimenti non si tratta
di comunicazione ma solo di uno schema che si ripete.

Ricky Farina

venerdì 4 giugno 2010

AFORISMA DEL GIORNO


Sono un eiaculatore onirico, le polluzioni sono la mia
specialità, feconderò la mia donna nel sogno...

Ricky Farina

giovedì 3 giugno 2010

AFORISMA DEL GIORNO


" Nella vita ha sempre faticato ", questo vorrei che si dicesse
al mio funerale, faticato a respirare, faticato a vivere, faticato
ad amare, faticato a essere felice, faticato a non fare nulla.

Ricky Farina

ARAKI, FOTOGRAFO PURO


















































































Ho appena visto un bellissimo documentario su questo
straordinario fotografo giapponese : Arakimentari, di
Travis Klose. Araki trasmette una vitalità senza freno,
liberatoria, è un ometto dalla simpatia travolgente che
sfida continuamente la vita, l'esuberanza della vita, e
cerca di catturarla, di congelarla nei suoi scatti, consapevole
però che la vita per sua essenza è ciò che ci sfugge.

Le sue "donne legate", che tanto hanno fatto arrabbiare
un facile femminismo di maniera, sono in realtà un'esplicita
denuncia di una società giapponese che mortifica il corpo
della donna, che lo imprigiona in stereotipi e stilemi, una
società che sterilizza il corpo femminile, e lo neutralizza,
deprivandolo di tutta la sua carica eversiva ed espressiva.
Ma è proprio dal corpo della donna che nasce la vita, la
vita che non si lascia imbrigliare, e dal corpo della donna
nasce anche la nostra facoltà di vedere il mondo, non a
caso una suo foto raffigura proprio questo nesso di fica-
occhio, è dall'umore della fica che nasce l'umore del
nostro occhio, gettandoci nell'umore del Creato che
"oscenamente" si concede alla nostra inestinguibile sete.

Vita e fotografia sono indissolubilmente legate in questo
artista. In " Sentimental journey " Araki fotografa sua
moglie durante la luna di miele, foto in bianco e nero che
rivelano un " percorso verso la morte", come dice lo stesso
Araki, perché dove la vita è più acuta anche il senso della
morte si fa più acuto e pressante. Si tratta di una luna di
miele ma la moglie è fotografata in tutta la sua solitudine,
in posizione fetale, mentre si lava i denti, oppure seduta
su un letto disfatto, dove il disfacimento del letto è l'unico
segno della presenza dell'Altro: il marito, l'artista, il fotografo
che crea la distanza giusta per avvicinarsi al mistero della
presenza, una presenza che ha sempre come sfondo costante
l'insorgere lento e inesorabile dell'assenza.

Mentre in "Winter journey" Araki fotografa gli ultimi
istanti di vita di sua moglie, morta per un cancro alle oavaie.
Una foto giustamente famosa è quella del fotografo che
tiene per mano la moglie sul letto di ospedale. Araki
con disperata semplicità ci mostra che cos'è l'amore: tenersi
per mano in questo viaggio meraviglioso e crudele che
è la vita. Tenersi per mano fino alla fine. Quanto coraggio
in questo fotografo! Creare la distanza anche in un momento
terribile, nel momento del distacco, distanziarsi con un solo
fine : quello di avvicinarsi il più possibile, di essere ancora
più vicino, con la proria arte, all'amore della sua vita, in
"un addio di luce" che la macchina fortografica tenta di eternare.
E ci riesce. Per sempre.

mercoledì 2 giugno 2010

IL DIARIO DEI GONCOURT











Appena finito di leggere il famoso Journal dei fratelli
Goncourt, fonte assai preziosa per conoscere nei dettagli
più intimi la vita letteraria del secolo romantico.
Una lettura appassionante, una sorta di Novella Duemila
dell'epoca, ai massimi livelli, il gossip che diventa arte,
ritratti impietosi, grandi scrittori e poeti colti nelle loro
piccole idiosincrasie, nei loro tic, nelle loro meschinerie,
descritti con pochi tratti di penna implacabili, con uno
stile inesorabile, snob, aristocratico, freddo, quasi glaciale.
Da Gautier a Saint Beuve, da Zola a Flaubert, passando
per Victor Hugo e Baudelaire, Verlaine e Rimbaud, sfilano
tutti i principali personaggi della cultura del tempo, e
non solo, abbiamo anche deliziose descrizione di cenette
in ristoranti lussuosi, di feste galanti, di principesse e
cortigiane, la sensazione è di potere quasi toccare i corpi,
messi in rilievo con sapienza dalla scrittura dei Goncourt,
e di entrare direttamente nella vita intima degli scrittori,
in modo da sentirli più vicini a noi, più umani, liberati da
quella patina di polvere delle antologie scolastiche.
Apprendiamo che Zola aveva una paura tremenda dei
temporali, che Flaubert era un conversatore infantile, e
in fondo un provinciale, che Saint Beuve era angustiato
dal fatto di non essere un uomo di bella presenza, che
Maupassant aveva una verga indefettibile e uno spirito
satiresco con lampi di follia, che Dumas padre non faceva
che parlare di se stesso, che Baudelaire era un dandy sadico,
e via di questo passo, tutto filatrato dalla lente spietata
di questi due fratelli, veri e propri entomologi della
letteratura francese. Si possono non condividere certi
loro giudizi al vetriolo, specialmente su Verlaine, descritto
come un pederasta assassino, ma è certo che questo
Journal ha il pregio di restituire intatta l'atmosfera di
un'epoca. Il rigore e la lucidità dell'analisi non vengono
mai meno, anche quando Edmond descrive l'agonia del
fratello Jules, morto a 39 anni per una digregazione del
cervello. In sostanza questo Diario è un'opera irrinunciabile
per chi ama la letteratura, per chi è divorato dalla
curiosità di conoscere non solo i testi ma anche le manie
e la personalità degli scrittori, una fonte inesauribile
di pettegolezzi-capolavoro che elevano il "gossip" a forma
purissima di conoscenza, lasciandoci il retrogusto amaro
del tempo che fugge inesorabilmente, di tutto ciò che
abbiamo perduto ora che il pettegolezzo non è più Flaubert
ma un qualsiasi Corona con la sua bella Belen.
Sic transit gloria mundi.

POESIA CHE RESPIRA


Mi sono immerso in fiumi fluenti, e in fiumi ininfluenti,
ho rubato pietre preziose per lapidazioni di lusso,
ho speso il patrimono dei miei attimi per piccole variazioni
sull'eternità, mi sono accanito nella mia solitudine,
ho trafugato dal mio sangue ferite abissali, mi sono
fatto il nodo alla cravatta durante tempeste immortali,
ho infranto tutti gli specchi che non riflettevano i miei
sogni, mi è venuta l'ulcera a furia di essere lieve, ho
capito il mistero dell'esistenza e l'ho dimenticato subito,
ho perso tempo perché mi piace perdere, la vittoria
l'ho lasciata agli sciocchi di ogni età, ho sbriciolato
i gessetti della mia follia sulla lavagna delle tenebre,
ho moltiplicato il baratro delle banalità per meglio
sentire le sevizie dell'infinito, ho respirato sempre
a margine di soffocamenti, e ti ho amata, amata come
può amare un mortale, con la vita che brucia le mani.

martedì 1 giugno 2010

AFORISMA DEL GIORNO


Eiaculare dentro di te è come eiaculare en plein air,
sei il mio cielo intimo, amore, e quando mi sorridi
apri squarci d'azzurro nella mia carne martoriata...

Ricky Farina

FLOWER FILM FESTIVAL

"Vietato Respirare", questo piccolo documentario
indipendente, girato col cuore e solo con quello, anche
perché i soldi latitano dalle nostre parti( la mia casa
di produzione Chisciotte sembra essere eurorepellente),
continua a darci piccole grandi soddisfazioni, è infatti
stato selezionato al Flower Film Festival che si terrà
a luglio nella deliziosa città umbra di Assisi, la città
di San Francesco e Santa Chiara, all'insegna della buona
musica, della buona cucina e di una cultura vissuta
con gioia, perché la cultura è felicità o non è cultura.