mercoledì 8 aprile 2020

La felicità sull'erba

COMPLETATO

Oggi ho ascoltato il consiglio del mio amico Marietto,
mi sono completato, con profumazione. Vale a dire che
mi sono fatto la doccia e vestito, per sentirmi meglio,
per infrangere l'incantesimo di questa "domenica feriale".
Ho buttato la spazzatura: un sacchetto azzurro e uno
giallo. Ho visto Alla, la portinaia ucraina, fumare al
sole, tra l'altro mi ha detto che in Canada hanno
deciso di chiudere le scuole fino al prossimo anno.
Poi mi sono girato verso destra e ho fatto tre passi
di numero verso il panificio che ora è in mano a
Omar l'egiziano, ha preso l'abitudine di chiamarmi
"zio", cazzo, detesto quelli che mi chiamano zio, che
cosa vogliono farmi notare? Che sono più vecchio
di loro? Se sapessero quante seghe mi faccio al giorno!
Ma se mi sono simpatici, posso anche perdonarli se
mi chiamano zio. C'è la fila, quattro persone, tutti
diligenti con guanti e mascherine, a me mancano i
guanti, e mi sento come a scuola quando non avevo
fatto i compiti. C'è un sole felice, prendo il sole con
la mascherina, mi godo questa coda, e il venticello,
l'azzurro del cielo mi cade nelle tasche della giacca
bianca che risplende su questo mondo contaminato.
Chi l'avrebbe detto? Provare l'estasi di essere in coda
per prendere due michette e un litro di latte scremato.

TROVATO

Trovato per caso stamattina questo personaggio,
sulle orme di Erich Muhsam, totale assenza di talento ma
basta poco: un corpo, un volto strano e un berretto,
e si forma una strana alchimia che eccede il talento
vero e proprio, e come per incanto questa pessima
interpretazione diventa indimenticabile. Chissà perché...

per vederlo bisogna cliccare direttamente su YouTube.

POESIA SUFI

Nasciamo senza portare
nulla, moriamo senza poter
portare nulla, ed in mezzo,
nell'eterno che si
ricongiunge nel breve
battito delle
ciglia, litighiamo per
possedere qualcosa.

N.Nur-ad-Din

martedì 7 aprile 2020

ERICH

Il prigioniero
Non ho imparato per tutta la mia vita
a piegarmi ad una costrizione estranea.
Adesso mi hanno incarcerato
allontanato da moglie e opera.
Ma anche se mi ammazzano:
Piegarsi vuol dire
mentire!
Io dovrei? Io devo? – ma non voglio
seguire i piaceri di quei signori.
Non faccio ciò che dice un maggiordomo.
Ribelli conoscono un dovere migliore
che piegarsi sotto il giogo.
Piegarsi vuol dire
mentire!
Lo stato, che mi tolse la libertà,
che continua a fregarmi
nel carcere e senza pudore.
Dovrei piegarmi ai paragrafi anche
in catene.
Piegarsi vuol dire
mentire!
Allora mettete l’empio al muro!
Così siete contenti.
Perché prima si secchi la mia mano
che io mi pieghi alla frusta
nell’ignoranza di uno schiavo.
Piegarsi vuol dire
mentire!
Ma se un giorno la catena si spezzerà
posso a pieni polmoni respirare il sole – tirannia!
Lo griderò in mezzo al popolo: Sii libero!
Disimpara a piegarti!
Piegarsi vuol dire
mentire!
Erich Mühsam

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