venerdì 20 ottobre 2017

Che si dice?

Ero dal fruttivendolo, entra un cliente e
il fruttivendolo gli rivolge la parola con
un bellissimo e banalissimo: "Che si dice?".
Quante cose si possono nascondere in
un semplice -che si dice-? Preferisco
un semplice "che si dice" a tutto l'essere
per la morte della filosofia, preferisco la
chiacchiera da bar o da fruttivendolo
al logos, al Verbo. Bisogna riabilitare la
chiacchiera del più e del meno, nel più
ci può essere l'amore e nel meno la morte,
o forse il contrario. La chiacchiera è così
rassicurante, così umana, così pura.
Siamo nati e moriremo, tutto qui, non c'è
altro, e nell'attesa c'è un -che si dice?-.

mercoledì 18 ottobre 2017

QUELLO CHE PENSA IL BLOGGER

Il blogger pensa questo: mi sono stufato delle vostre chiacchiere.
Il blogger continuerà a tenere questo blog solo per se stesso.
Non parteciperò più alla zona commenti perché non ve lo meritate.
Vi frega cazzo di me e dei miei contenuti, siete solo dediti a
farvi le vostre seghe (che non sono nemmeno mentali).
Vi lascio tra di voi. Io continuerò a fare quello che devo e quello
che sento. Ormai siete partiti per la tangente, non vi reggo più,
siete sterili, siete più soli di me, più disperati di me, e non avete
nemmeno la poesia per sentirvi meno soli e meno disperati.
Un branco di bla bla bla, mi annoiate a morte, e non mi amate.
Tornerò a parlarvi e a interagire con voi solo quando vedrò
un cambiamento, quando sentirò attenzione per il mio lavoro,
attenzione che per ora solo Medea mi dona con la sua bellissima
intelligenza e con il suo cuore profondo come il mare. Quindi
vi beccate la mia bacchetta magica sulle mani, come direbbe
Troisi, una bella bacchetta magica sulle mani, Ricky si ama
senza se e senza ma, Ricky si segue per quello che fa e
che scrive, non per fare salotto di chiacchiere inutili e petulanti.
Petulanti!

GRAZIE MEDEA

Grazie di cuore Medea per tutto il tuo amore. Grazie Nicolino, senza di te la mia vita
sarebbe stata più povera, ma non solo: infinitamente più noiosa.

http://rickyfarina.wixsite.com/rickyfarina/ricky-e-nicolino-sodalizio-tra-poet

TEORIA DELL'INSULTO CANGURO

Nel mio sito wix.com creato da Medea le ho chiesto di aprire una porta del dissenso
che ospitasse le critiche negative al mio lavoro, e le ho chiesto di iniziare con un suo
contributo personale, le ho proposto il gioco di immaginarsi insofferente alla mia
persona e alla mia produzione, e ci è riuscita benissimo. La porta del dissenso esiste
proprio perché le critiche sono preziosissime e sono terreno di confronto e di crescita
personale. Avendo studiato bene o male filosofia so che il dialogo è la colonna
portante di ogni atteggiamento filosofico verso la vita. E veniamo all'insulto.
Insultare significa etimologicamente "saltare contro", quindi l'insulto è proprio
dei canguri, e un tipo particolare di canguri: i canguri incazzati. Ogni uomo prima
o poi diventa un canguro o sente l'irresistibile richiamo del canguro incazzato.
Solo che c'è canguro e canguro. Ci sono canguri simpaticamente incazzati che
attraverso l'insulto creano vortici di riflessione e di reazione, sono canguri che
mettono in movimento un ingranaggio, e da un insulto può nascere anche una
bella amicizia perché è un modo spiccio per avvicinarsi all'altro. Sono insulti
che provengono da canguri umani e di spirito. Poi ci sono i canguri antipatici
che fanno insulti odiosi, canguri che saltano solo con l'obiettivo di calpestarti.
Questi sono insulti inumani. Il migliore modo di reagire a questi insulti sono
i cazzotti, ma essendoci spesso una distanza digitale tra l'insultatore e l'insultato,
è difficile mettere in pratica la risposta del cazzotto. Allora si può reagire con
l'indifferenza, una elegante indifferenza, oppure sradicando l'insulto dallo
spazio digitale in cui si è manifestato. La simpatia o l'antipatia del canguro
è stabilita dal carattere e dallo stile di chi viene insultato, Freddy è un canguro
simpatico spesso, poche volte un canguro odioso, ma nessuno è perfetto.
A ognuno le proprie simpatie o antipatie. Quando l'insulto va a colpire
persone che per un motivo o per l'altro sono indifese, questo tipo di insulto
è sempre volgare e inaccettabile. Io non prenderei mai a cazzotti uno più
basso e fragile di me, bisogna insultare chi può reagire, questa è eleganza e
nobiltà. Ho sempre considerato Attimi una donna in grado di reagire, una
donna con il cervello affilato. Prendo le difese di chi è impossibilitato alla
risposta, alla giusta reazione. Noi esseri umani siamo tutti dei canguri
incazzati, soprattutto nel traffico cittadino. Bisogna fare i conti con i canguri,
e quindi con noi stessi, con il canguro che è in noi. Ed ora, amici miei,
saltate pure, anche alle conclusioni se ne avete voglia. Buon salto a tutti.