lunedì 20 novembre 2017

SCIROPPO

Una volta ho vomitato 
sciroppo 
d'anima e 
mi sono trovato 
prosciugato 
di me stesso,
una cosa tra altre cose.
Un ferro da stiro era al
mio stesso livello,
anche una noce
spaccata dal mio
pugno,
in questa nuova
forma di vita
Dio era assente,
o almeno
così sembrava,
una candela
in una chiesa aveva
la stessa consistenza
dei miei sogni
liquefatti, e infinite
sorgenti
guizzavano
nell'universo
senza essere contaminate
dalla sete umana.
Vivere senza
anima
rendeva tutto puro,
innocente e
quasi perfetto.
Anche le ombre
erano solo
ombre.
Solo una cosa
non
quadrava: il sapore
inatteso
delle mie lacrime
ribelli.

INTERVISTA A UN EGOLATRA

domenica 19 novembre 2017

I CALZINI

Può capitare di avere i calzini allentati.
Ogni passo una discesa agli inferi delle caviglie.
Una tragedia elastica, sottile sottile.

L'universo è una macchina che produce
assenze, entropia del disincanto.
E un calzino si fa simbolo innocente.

Vivo nella clausura del mio io, voragine
di simmetrie tenui, l'amore cova un addio
senza rancore, la musica crea orizzonti.

E un calzino ribelle mi riconsegna alla
terra, sprofondo nella misera dolcezza
dell'ineluttabile, e amo la vita come un

folle.

sabato 18 novembre 2017

IL VERO SCANDALO - IL FATTO QUOTIDIANO

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/18/il-vero-scandalo-nel-cinema-non-e-il-caso-weinstein/3986426/

venerdì 17 novembre 2017

LUI ERA UNO APERTO

Lui era uno aperto. Raccontava tutto di sé.
Tranne una cosa. Aveva sempre camicie stirate,
polsini inamidati e palle depilate. Ci teneva
molto alle sue palle depilate. Aveva una mente
fresca come una mentina. Gli piacevano
i vicoli ciechi, anche quelli metaforici.
Era un uomo dall'aspetto gradevole e con
una non banale capacità di commuoversi.
Ma non era romantico, al chiaro di luna
preferiva i vibratori con movimento elicoidale.
Aveva numerose spasimanti, molte avventure,
ogni tanto andava anche con gli uomini
seguendo questo paralogismo: se io sono
un uomo non posso schifare gli uomini,
altrimenti schiferei anche me stesso.
In base a questo ragionamento lo prese
nel culo almeno 13 volte. Era fatto così.
Con i suoi pregi orribili e i suoi difetti
fantastici.  Era elegante come un ribes
sopra un cioccolatino. Aveva sentimenti
azzurri e un segreto nel taschino della
sua anima. Per via di quel segreto che
si portò nella tomba, fu da tutti pianto
come un uomo aperto ma enigmatico.
Sulla sua lapide fece incidere questo
pensiero: non posso più fare la pipì.
Così finisce questa storia e la sua vita.

MINI DIALOGO CON AGOSTINO AL BAR

Ricky -Ago, dimmi una cosa bella-
Agostino -Quanto tempo hai Ricky?-
Ricky -Ah, quindi sei pieno di cose belle!-
Agostino -Il contrario, dovrei sforzarmi
di trovarne una-
Ricky -E'così difficile?-
Agostino -Qui è dura Ricky, non so quanti
caffè faccio al giorno, la notte prima di
addormentarmi cerco una soluzione ma...-
Ricky -Tu prima di addormentarti cerchi
una soluzione, io una carezza-
E così finisce tutto in una risata, io torno a casa
a fare "l'artista" e Agostino continua a fare caffè.
Sarò uno scansafatiche ma sono un
cliente simpatico.

ORGANISMO

La domanda "quanti libri leggi in un anno?" è senza senso. 
Basterebbe anche solo un libro, forse anche solo una frase,
del tipo: "Onora il padre e la madre". Quello che conta sul
serio è vestirsi di un pensiero, dare un corpo alle parole.
La cultura è un organismo vivente e ha bisogno d'aria.