Ho nostalgia di tutti gli ostacoli che ho superato.
Un giorno tornerò indietro.
Ricky Farina
martedì 20 marzo 2012
ATROCE
Atroce è morire quando hai un libro aperto sul comodino.
Quando hai un'attesa ancora fresca nel cuore.
Quando la primavera spettina i capelli di una donna.
Quando un fiore ha giurato vendetta al tuo amore.
Atroce è morire quando hai un appuntamento con un segreto.
Quando i bambini giocano per strada sotto le nuvole.
Quando vorresti ricordare ma la memoria si nasconde.
Quando non hai tempo da perdere, quando vuoi vivere.
Atroce è morire, sempre, anche nel sonno, fra i tuoi sogni.
Anche nel dolore, anche nella disperazione, anche ora.
E se morire è atroce significa che vivere è una meraviglia.
Quando hai un'attesa ancora fresca nel cuore.
Quando la primavera spettina i capelli di una donna.
Quando un fiore ha giurato vendetta al tuo amore.
Atroce è morire quando hai un appuntamento con un segreto.
Quando i bambini giocano per strada sotto le nuvole.
Quando vorresti ricordare ma la memoria si nasconde.
Quando non hai tempo da perdere, quando vuoi vivere.
Atroce è morire, sempre, anche nel sonno, fra i tuoi sogni.
Anche nel dolore, anche nella disperazione, anche ora.
E se morire è atroce significa che vivere è una meraviglia.
AFORISMA DEL GIORNO
La vita mi fa venire il mal di mare, si agita, ondeggia, trema, annega,
scorre, travolge. In fondo moriamo per approdare alla terraferma.
Ricky Farina
scorre, travolge. In fondo moriamo per approdare alla terraferma.
Ricky Farina
lunedì 19 marzo 2012
FARE DI TUTTO PER AMORE
Lei disse a lui.
" Faresti di tutto per me?"
Lui rispose a lei.
" E tu? Faresti di tutto per me?".
E lei disse.
"Se tu fai la tua parte io faccio la mia".
E lui disse.
" Se io faccio la mia parte non posso fare di tutto"
E lei rispose.
" Se uniamo le nostre parti facciamo un tutto".
E lui che era un tipo logico disse.
" Sì, facciamo un tutto ma non di tutto".
E lei quasi irata disse.
"Quindi?".
E lui che era calmo disse.
"Solo Dio può fare di tutto per amore, noi
dobbiamo accontentarci della nostra parte".
E lei che era isterica disse.
"Ma tu da che parte stai?"
E lui che era un filosofo rispose.
"Sto dalla mia parte, quindi dalla tua".
E lei che era una donna urlò.
"Scopami allora!".
E lui che era un uomo disse.
"Da che parte?".
" Faresti di tutto per me?"
Lui rispose a lei.
" E tu? Faresti di tutto per me?".
E lei disse.
"Se tu fai la tua parte io faccio la mia".
E lui disse.
" Se io faccio la mia parte non posso fare di tutto"
E lei rispose.
" Se uniamo le nostre parti facciamo un tutto".
E lui che era un tipo logico disse.
" Sì, facciamo un tutto ma non di tutto".
E lei quasi irata disse.
"Quindi?".
E lui che era calmo disse.
"Solo Dio può fare di tutto per amore, noi
dobbiamo accontentarci della nostra parte".
E lei che era isterica disse.
"Ma tu da che parte stai?"
E lui che era un filosofo rispose.
"Sto dalla mia parte, quindi dalla tua".
E lei che era una donna urlò.
"Scopami allora!".
E lui che era un uomo disse.
"Da che parte?".
L'UOMO BIPOLARE
Sono bipolare. E non sono mai stato al polo nord.
E nemmeno al polo sud. Eppure sono bipolare.
Sono un bipolare casalingo. Un bipolare in pigiama.
Sono affetto da iperfagia onirica, divoro i miei sogni
e i sogni degli altri, mastico anche gli incubi.
Ho l'ipersonnia stellare, dormo così tanto da fare
tremare le stelle, e creo sensi di colpa alla morte.
Ho episodi maniacali spontanei, soprattutto quando
mi mastrubo, eiaculo spesso sulle radici degli alberi,
mi sento un vegetale amazzonico, ho lo sperma verde.
Sono bipolare. Che volete farci? In fondo è divertente.
Malinconie inabissate, e feroci slanci di gioia alterano
la mia stabilità psichica. Ho sbalzi di umore e balzi di
amore, sono un canguro plastico del coito, nella mia mente
ci sono talpe assassine che uccidono candidi gabbiani.
Nei cimiteri ho crisi di autostima ipertrofica, mi basta
respirare per sentirmi grandioso, e seducente, ma di notte
sento la luna fuori fase, e mi riempio di crateri interni.
Divento così piccolo a volte che sono l'astronauta di un
granello di polvere, e lotto contro l'acaro-leviatano.
Ho anomalie nei livelli di energia, quindi le mie bollette
sono sempre indecifrabili, un giorno ho accusato Dio di
avere un delirio di onnipotenza, ma non mi ha denunciato.
Ho il dono dell'ubiquità irrisolta, la fuga delle idee, e quando
vedo l'ombelico di mia madre mi scappa sempre da ridere.
E nemmeno al polo sud. Eppure sono bipolare.
Sono un bipolare casalingo. Un bipolare in pigiama.
Sono affetto da iperfagia onirica, divoro i miei sogni
e i sogni degli altri, mastico anche gli incubi.
Ho l'ipersonnia stellare, dormo così tanto da fare
tremare le stelle, e creo sensi di colpa alla morte.
Ho episodi maniacali spontanei, soprattutto quando
mi mastrubo, eiaculo spesso sulle radici degli alberi,
mi sento un vegetale amazzonico, ho lo sperma verde.
Sono bipolare. Che volete farci? In fondo è divertente.
Malinconie inabissate, e feroci slanci di gioia alterano
la mia stabilità psichica. Ho sbalzi di umore e balzi di
amore, sono un canguro plastico del coito, nella mia mente
ci sono talpe assassine che uccidono candidi gabbiani.
Nei cimiteri ho crisi di autostima ipertrofica, mi basta
respirare per sentirmi grandioso, e seducente, ma di notte
sento la luna fuori fase, e mi riempio di crateri interni.
Divento così piccolo a volte che sono l'astronauta di un
granello di polvere, e lotto contro l'acaro-leviatano.
Ho anomalie nei livelli di energia, quindi le mie bollette
sono sempre indecifrabili, un giorno ho accusato Dio di
avere un delirio di onnipotenza, ma non mi ha denunciato.
Ho il dono dell'ubiquità irrisolta, la fuga delle idee, e quando
vedo l'ombelico di mia madre mi scappa sempre da ridere.
domenica 18 marzo 2012
PENSIERI
Certe persone sono così volgari che non dovrebbero mai morire,
l'eleganza della morte bisogna meritarsela.
La vita non va presa sul serio, la vita è tragica, va presa sul tragico.
Bisogna ridere di tutto, anche delle dentiere.
Una volta ho fatto i conti con il mio passato ma il risultato non è stato
il presente.
Quando sono da solo in un ascensore non so mai di che cosa parlare.
l'eleganza della morte bisogna meritarsela.
La vita non va presa sul serio, la vita è tragica, va presa sul tragico.
Bisogna ridere di tutto, anche delle dentiere.
Una volta ho fatto i conti con il mio passato ma il risultato non è stato
il presente.
Quando sono da solo in un ascensore non so mai di che cosa parlare.
TANTO PER CAMBIARE
Ora scrivo una poesia, tanto per cambiare.
Voglio confondere il lettore, voglio scrivere
una poesia piatta, ho notato che uso spesso
termini come "voragine" o "vertigine", basta,
voglio usare parole piatte, senza spessore.
Non ho mai usato la parola "scodella", perché?
Perché sono così stronzo? Che cosa mi avranno
mai fatto le scodelle per meritare tanta
indifferenza? Anche "asciugamano" latita nei
miei versi, per non parlare di "capretto" o
"verruca" o "milza", ho sempre scritto "cuore",
"ventre", "occhio", c'è tutta una anatomia
che viene ignorata dalla mia ispirazione, e
questo non è giusto, e non è democratico.
Sì, oggi tanto per cambiare scriverò una poesia
scema, ne sarò capace? Una poesia idiota.
Una poesia felice. Sì, oggi sono felice. Ecco.
Voglio confondere il lettore, voglio scrivere
una poesia piatta, ho notato che uso spesso
termini come "voragine" o "vertigine", basta,
voglio usare parole piatte, senza spessore.
Non ho mai usato la parola "scodella", perché?
Perché sono così stronzo? Che cosa mi avranno
mai fatto le scodelle per meritare tanta
indifferenza? Anche "asciugamano" latita nei
miei versi, per non parlare di "capretto" o
"verruca" o "milza", ho sempre scritto "cuore",
"ventre", "occhio", c'è tutta una anatomia
che viene ignorata dalla mia ispirazione, e
questo non è giusto, e non è democratico.
Sì, oggi tanto per cambiare scriverò una poesia
scema, ne sarò capace? Una poesia idiota.
Una poesia felice. Sì, oggi sono felice. Ecco.
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