sabato 31 marzo 2012

UN INTESTINO PROFUMATO

Intestino tenue, intestino cieco, quanta poesia
si cela nel nostro intestino. E poi arriva quello
crasso a rovinare tutto. Non si può mai stare
tranquilli. Eppure, lottare per avere un intestino
purificato, questo dovrebbe essere il nostro
compito sulla terra. Non avere paura di nulla.
Andare in paradiso a srotolare il nostro intestino
davanti a Dio, senza vergogna, avendo digerito
tutto, anche la morte. Un intestino profumato.

giovedì 29 marzo 2012

IL MISANTROPO CON LA CAMICIA

UN UOMO VIOLENTO

Sono un uomo violento, ma di una violenza minimale.
Per esempio sono a favore della lapidazione, una
lapidazione fatta con la ghiaia e solo per pochi secondi.
Come non essere a favore della tortura chiedendo scusa
al nostro Cesare Beccaria? Nella tortura la natura sadica
dell'uomo trova la sua più perfetta espressione. Ma nel
mio Stato ideale la tortura consiste nel legare un uomo
con lacci di seta e fargli il solletico sopra un letto di rose.
Nella mia Utopia le prigioni sono dotate di tutti i comfort,
televisori al plasma, divani in pelle, e piscine fresche
nei giardini fioriti, se togli la libertà a un uomo hai il
dovere di farlo stare nel lusso, alla mensa del carcere
caviale, champagne, e filetto al pepe verde cucinato
dai migliori cuochi del mondo, a rotazione. Le pene
inflitte non possono durare di più di due giorni. Infatti
l'ergastolo si traduce in pena detentiva del week-end.
Nel mio paradiso in terra gli assassini hanno tutti gli
occhi azzurri e le vittime fanno finta di morire, i pedofili
hanno tutti un'età che varia dai 5 ai 9 anni, non di più.
Le guerre si combattono con le cerbottane e le munizioni
sono fatte di molliche di pane, ma solo se il pane è sulle
tavole di tutte le famiglie. Sono un uomo violento, quindi
credo nell'amore. Gli addii durano pochi attimi. Giusto
il tempo per emettere un sospiro, e tornare a sorridere.
E la morte, la morte non è altro che un'occasione per
approfondire la natura degli svenimenti occasionali.

mercoledì 28 marzo 2012

AFORISMA DEL GIORNO

Mi sento come se avessi il dono della puntualità e nessun appuntamento.

Ricky Farina

martedì 27 marzo 2012

TRA LE ALTRE COSE

Tra le altre cose ci sei tu. Non sei mai scontata.
Ti ho sempre pagata a caro prezzo. E non mi sono
mai pentito. Non mi sono mai annoiato. Quando
non facevamo l'amore facevamo la guerra, ed era
la stessa cosa: un campo di battaglia e di affanno.

Tra le altre cose ci sei tu. Fresca vertigine delle mie
giornate. Non so dire "eri" perché tu sei sempre
vicina, impasto di ombra, silenzio e tremore. Ci sei
anche nell'assenza. Eco fantastica, sogno inesausto.
E solo la notte conosce il segreto dei nostri respiri.

Tra le altre cose ci sei tu. Non sarai mai un ricordo.
Mai. Perché sei cicatrice. E non hai bisogno della
truffa della memoria per esistere. Sei la sorgente di
ogni verità che valga la pena di essere scoperta, e
sono quelle verità che ti restano addosso per sempre.

Tra le altre cose, le altre cose, le altre cose che non
ricordo, ci sei tu. Mi hai dato un colore: il rosso. Mi
hai dato una fede: l'amore. Foresta vergine che sa
essere deserto, cataclisma delle mie immobilità,
ordigno di gioia nascosto nelle mie profonde attese.

AFORISMA DEL GIORNO

Una notte ho sorpreso un ladro nel mio appartamento, nel senso che
gli ho detto: ruba tutto quello che desideri, rendimi più leggero.

Ricky Farina

lunedì 26 marzo 2012

AFORISMA DEL GIORNO

Non voglio imparare dai miei errori, voglio imparare dalle poche
cose giuste che ho fatto nella mia vita.

Ricky Farina

STRAMILANO

L'ADDOLORATO

Mi addolora la luce, il vento e la felicità
delle piccole cose. Mi addolora l'universo.
E i sentieri che ho solo immaginato.
Mi addolora amare. Mi addolora la mia
preghiera che mi resta tra i denti e non
arriva mai al cielo. Mi addolora stare bene.
Mi addolora la mia velenosa serenità.
E i sorrisi dei bambini che giocano nel sole
della loro infanzia. Mi addolora la carne.
I baci e le carezze. I morsi innocenti e le
oscenità del desiderio. Mi addolora godere,
vivere. Mi addolora che i vecchi siano
ancora vivi. E mi addolora il fanciullo che
salta il fosso. Mi addolora la pace. E mi
addolora chi riesce a dare un senso alla
vita. Solo vedere un cadavere e mangiare
una pera non mi addolora, solo questo.

sabato 24 marzo 2012

IL RUBINO CARTESIANO

Paura di essere vetro che va in frantumi
in questa notte senza di te, dove ogni orma
che hai lasciato è precipizio, paura e non
solo paura, amore nascosto nella luce,
amore che si schiude nella tempesta come
un fiore che non teme vento e pioggia.

Un segreto dilaniato rivela la sua feroce
nudità: una limpida assenza. La vita nulla
ha di misterioso, il mistero è la suprema
impostura dei poeti, l'addio è un condensato
di logica, puro cristallo cardiaco, rubino
cartesiano: non ci sei, quindi non sono.

AFORISMI IN EREZIONE

La donna è l'altra metà del cielo, ma le donne celesti non sono
la mia passione, io amo cogliere fiori e baciare quelle donne che
conoscono il sapore della terra, e lasciare il mio seme nella loro
bocca. Io non fecondo il ventre di una donna, fecondo la parola.

*

Non ho mai conosciuto una donna, le donne sono inconoscibili.
Sono dei segreti in amore. E un segreto puoi solo sfiorarlo.

*

Puoi avermi solo per una notte, ma in una notte ci sono tutte
le stelle dell'universo, saremo l'incontro di due comete.

*

Ogni solitudine è uno scrigno nascosto, l'amore è un ladro
che fruga dentro di te, ti ruba tutto, ma ti lascia la cosa più
preziosa: la luce di un ricordo in una memoria di diamanti.

*

Una donna è tutto. Ed è anche il resto.

*

Se ti sodomizzo è solo per contare i nei sulla tua schiena.
Se non hai nei ne inventeremo uno per l'occasione.

AFORISMA DEL GIORNO

Ho erezioni panteistiche, sento il profumo di un fiore e mi diventa
duro, osservo in cielo la forma di una nuvola in fuga ed eiaculo.
In fondo le donne sono un optional della mia sessualità cangiante.

Ricky Farina

venerdì 23 marzo 2012

AFORISMA DEL GIORNO

Farsi una doccia, e asciugarsi. La pulizia è semplice. La vita è semplice.
Anche se la tua doccia è stonata. La vita è pulizia, pulizia che finisce
nella polvere. E' tutto così semplice, chiaro, definitivo.


Ricky Farina

CORPO MASTINO

Corpo mastino, anche tu, anche tu sarai polvere,
figlio del vento, orfano dei morsi, un giorno.
Sulla soglia del tuo respiro c'è scritto Attenti
all'Ignoto. Corpo mastino, come guinzaglio hai
una nuvola, come padrone il desiderio. Sei fedele.
Fedele alla tua ombra. Corpo mastino, fragile è
la tua rabbia, inesplorata la tua tenerezza. Non fai
paura a nessuno, mastino di cartavelina, corpo,
corpo mastino, abbaiare all'invisibile è il tuo destino.
Accoppiati con tutte le cagne che scodinzolano sul
tuo muso, godi di questo odore osceno, essere in
calore è divertente, corpo mastino, prima che sia
tardi, prima che sia polvere, prima delle nuvole.

LA CARPA

Ieri passeggiando per Milano in attesa di un appuntamento
ho lasciato vagare il mio sguardo sul retro di un'edicola, ho
scoperto che ci sono molte riviste di pesca, e tante sono dedicate
alla carpa. A me delle carpe non frega assolutamente nulla.
E ci sono rimasto male con me stesso. Mi è quasi venuta voglia
di fondare una rivista di pesca dedicata alla carpa. Sono tornato
a casa, mi sono informato su questo pesce, ci sono carpe selvatiche,
carpe cuoio, carpe regina e carpe specchi. Sono anche vanitose
queste carpe. Ho letto che sono onnivore, i pescatori usano 
dei pezzi di patata come esca. Possono raggiungere i 35 kg.
E hanno qualcosa del maiale perché grufolano nel fango dei
fondali. D'inverno il metabolismo rallenta e sono quasi immobili.
Insomma, continuo a provare un forte disinteresse per le carpe.
E sento che non è giusto, non è bello, fanno parte del Creato.
Un giorno andrò a pescare, un giorno fisserò una carpa negli occhi.
Forse la carpa è Dio, tutto è possibile quando sei un poeta.

giovedì 22 marzo 2012

SECONDO AFORISMA DEL GIORNO

Tutte le mie amnesie sono indimenticabili.

Ricky Farina

CHE COSA MI ECCITA IN UNA DONNA?

Che cosa mi eccita in una donna?
L'andatura sicuramente, il ritmo del
suo passo, deve essere cadenzato e
onirico, se ha un passo indaffarato,
veloce, nulla da fare. Non deve ridere
in modo sguaiato, non deve raccontare
barzellette, non deve avere strappi
nelle calze. Non deve essere astemia.
Anche perché per dimenticarmi dovrà
stappare molte bottiglie di champagne.
La voglio sensuale, con una apertura
alare di cosce generosa, la voglio violabile,
leggera, densa, misteriosa, carnale e
celeste. Deve baciarmi il collo, deve
frustarmi se voglio essere frustato, e
schiaffeggiarmi se non riesco a farla
godere. La voglio rabbiosa e tenera.
Voglio che sia stanca dell'universo, che
sia disperata con stile, elegante nel dolore,
pronta a partire per l'ignoto, deve tessere
lontananze sulla mia pelle, farmi sentire
uno straniero, un fuggiasco, un ribelle,
e deve avere una lingua commestibile.
Voglio che sia musicale nel silenzio, che
parli solo per tuffarsi in un gemito oscuro.
E tanti altri particolari: deve masturbarmi
nei musei, amare i cani, farmi venire i brividi
quando mi fa un pompino, e ridere quando
non c'è proprio nulla da ridere.

AFORISMA DEL GIORNO

Spesso sento dire : se non ami te stesso gli altri non ti ameranno, se non ti accetti
gli altri non ti accetteranno. Quando sento questi ragionamenti mi viene da pensare
a quanto siano stronzi gli altri. Preferisco odiarmi.

Ricky Farina

mercoledì 21 marzo 2012

ELENA, RITRATTO DI UNA PIANISTA

AFORISMA DEL GIORNO

Una allucinazione al giorno non leva la realtà di torno,
ma aiuta a sopportarla.

Ricky Farina

martedì 20 marzo 2012

SECONDO AFORISMA DEL GIORNO

Ho nostalgia di tutti gli ostacoli che ho superato.
Un giorno tornerò indietro.

Ricky Farina

ATROCE

Atroce è morire quando hai un libro aperto sul comodino.
Quando hai un'attesa ancora fresca nel cuore.
Quando la primavera spettina i capelli di una donna.
Quando un fiore ha giurato vendetta al tuo amore.
Atroce è morire quando hai un appuntamento con un segreto.
Quando i bambini giocano per strada sotto le nuvole.
Quando vorresti ricordare ma la memoria si nasconde.
Quando non hai tempo da perdere, quando vuoi vivere.
Atroce è morire, sempre, anche nel sonno, fra i tuoi sogni.
Anche nel dolore, anche nella disperazione, anche ora.
E se morire è atroce significa che vivere è una meraviglia.

AFORISMA DEL GIORNO

La vita mi fa venire il mal di mare, si agita, ondeggia, trema, annega,
scorre, travolge. In fondo moriamo per approdare alla terraferma.

Ricky Farina

lunedì 19 marzo 2012

FARE DI TUTTO PER AMORE

Lei disse a lui.
" Faresti di tutto per me?"
Lui rispose a lei.
" E tu? Faresti di tutto per me?".
E lei disse.
"Se tu fai la tua parte io faccio la mia".
E lui disse.
" Se io faccio la mia parte non posso fare di tutto"
E lei rispose.
" Se uniamo le nostre parti facciamo un tutto".
E lui che era un tipo logico disse.
" Sì, facciamo un tutto ma non di tutto".
E lei quasi irata disse.
"Quindi?".
E lui che era calmo disse.
"Solo Dio può fare di tutto per amore, noi
dobbiamo accontentarci della nostra parte".
E lei che era isterica disse.
"Ma tu da che parte stai?"
E lui che era un filosofo rispose.
"Sto dalla mia parte, quindi dalla tua".
E lei che era una donna urlò.
"Scopami allora!".
E lui che era un uomo disse.
"Da che parte?".

L'UOMO BIPOLARE

Sono bipolare. E non sono mai stato al polo nord.
E nemmeno al polo sud. Eppure sono bipolare.
Sono un bipolare casalingo. Un bipolare in pigiama.
Sono affetto da iperfagia onirica, divoro i miei sogni
e i sogni degli altri, mastico anche gli incubi.

Ho l'ipersonnia stellare, dormo così tanto da fare
tremare le stelle, e creo sensi di colpa alla morte.
Ho episodi maniacali spontanei, soprattutto quando
mi mastrubo, eiaculo spesso sulle radici degli alberi,
mi sento un vegetale amazzonico, ho lo sperma verde.

Sono bipolare. Che volete farci? In fondo è divertente.
Malinconie inabissate, e feroci slanci di gioia alterano
la mia stabilità psichica. Ho sbalzi di umore e balzi di
amore, sono un canguro plastico del coito, nella mia mente
ci sono talpe assassine che uccidono candidi gabbiani.

Nei cimiteri ho crisi di autostima ipertrofica, mi basta
respirare per sentirmi grandioso, e seducente, ma di notte
sento la luna fuori fase, e mi riempio di crateri interni.
Divento così piccolo a volte che sono l'astronauta di un
granello di polvere, e lotto contro l'acaro-leviatano.

Ho anomalie nei livelli di energia, quindi le mie bollette
sono sempre indecifrabili, un giorno ho accusato Dio di
avere un delirio di onnipotenza, ma non mi ha denunciato.
Ho il dono dell'ubiquità irrisolta, la fuga delle idee, e quando
vedo l'ombelico di mia madre mi scappa sempre da ridere.

domenica 18 marzo 2012

PENSIERI

Certe persone sono così volgari che non dovrebbero mai morire,
l'eleganza della morte bisogna meritarsela.

La vita non va presa sul serio, la vita è tragica, va presa sul tragico.

Bisogna ridere di tutto, anche delle dentiere.

Una volta ho fatto i conti con il mio passato ma il risultato non è stato
il presente.

Quando sono da solo in un ascensore non so mai di che cosa parlare.

TANTO PER CAMBIARE

Ora scrivo una poesia, tanto per cambiare.
Voglio confondere il lettore, voglio scrivere
una poesia piatta, ho notato che uso spesso
termini come "voragine" o "vertigine", basta,
voglio usare parole piatte, senza spessore.
Non ho mai usato la parola "scodella", perché?
Perché sono così stronzo? Che cosa mi avranno
mai fatto le scodelle per meritare tanta
indifferenza? Anche "asciugamano" latita nei
miei versi, per non parlare di "capretto" o
"verruca" o "milza", ho sempre scritto "cuore",
"ventre", "occhio", c'è tutta una anatomia
che viene ignorata dalla mia ispirazione, e
questo non è giusto, e non è democratico.
Sì, oggi tanto per cambiare scriverò una poesia
scema, ne sarò capace? Una poesia idiota.
Una poesia felice. Sì, oggi sono felice. Ecco.

EPITAFFI

Ecco un cimiterio immaginario.
Leggo alcuni epitaffi che trovo
sul mio cammino immaginario.

No comment.

Ho sete.

Sono occupato.

La morte non ha tatto. Toccatevi finché siete in tempo.

Che tempo fa?

Una rondine fa primavera.

Mi manco.

E non ditemi più che sono inconcludente!

A che ora è la Resurrezione?

Morire è un attimo che ha smesso di fuggire.

sabato 17 marzo 2012

X

Arpionato dall'ignoto ogni santo giorno
agonizzo come un grosso pesce che
sanguina nella luce dei propri risvegli.

Io non scrivo, io boccheggio.

AFORISMA DEL GIORNO

Ho così tanti lati oscuri che il perimetro della mia angoscia è
impossibile da calcolare.

Ricky Farina

giovedì 15 marzo 2012

GUARDARSI DENTRO

Mi guardo dentro solo quando voglio aprire gli occhi.
Temporali sommersi, alluvioni di sogni, parole di fango.
Trema il paesaggio dell'anima. La paura è il suo segno.
Madri dissanguate e ventri vuoti. Ebbro sentiero della
rivolta. La cieca felicità di toccarsi nell'intimo. Specchiarsi
nell'ignoto. Cercare come un pazzo il volto perduto.
Tenebre di formicai deliranti, la realtà diventa polvere.
Un macigno è cielo. L'aurora è buio disfatto. La morte.
La morte è sentiero divorato. La vita è cicatrice d'aria.
Mi guardo dentro per ingannare la primavera. Questo
soffio che fa germogliare l'incanto del Creato. Sangue
celeste nella mia gola, non si può sfuggire alla bellezza.
Oltre le costellazioni dei miei occhi il fuoco purissimo
dell'Origine reclama un testimone. Allora guardo fuori.
E un brivido sconosciuto mi dice che sono ancora vivo.
Ed è voragine di lontananze, gioia che devo accogliere.
Per farlo basta il lievito del coraggio: un respiro libero.

SOGNA E CREDE DI ESSERE FOLLE

Lei sogna serpenti che entrano nella sua bocca.
Serpenti che strisciano nelle sue viscere.
E che risalgono alla gola per soffocarla.
"Dalla mia bocca usciva carne viva che sfilavo
con le mani come una matassa. E mentre lo facevo
dovevo nascondermi in una stanza bianca.
Sono pazza". No, non sei pazza. I sogni sono
pazzi. Sono mostri dalle mille teste. Sono esche
gettate nei nostri abissi congelati. E anche
quando sono incubi, gridi conficcati nella carne,
i sogni sono solo sogni. Ombre che si perdono
nella notte dell'universo, nella notte dei nostri
fragili risvegli. E quella stanza bianca che è il tuo
ultimo rifugio, il telo innocente dove proietti
le tue paure ancestrali, i tuoi desideri viventi,
non è che il simbolo intatto di una purezza che
non vuole morire, che non vuole lasciare
l'ultima parola al silenzio. Non sei pazza.
Sei viva. E non è un sogno. La vita è la sorgente.
Dalla sua bocca sgorgano tutti i sogni.
E tu hai ancora sete.

Pensieri sulla verità

Quelli che vogliono la verità a tutti i costi forse non sanno che
la verità è gratis.

La verità è sola, per farle compagnia dobbiamo morire.

La verità non fa male, fa bene, ci aiuta ad amare le illusioni.

Chi non sa dire le bugie non è detto che sappia dire la verità.

La verità è indecente, è un atto osceno in luogo intimo.

La verità è mutevole, è come una nuvola che abbiamo sotto gli occhi.

Dio non è onnipotente, non può vivere senza verità.

Non amo la verità, ma sono un uomo dai segreti trasparenti.

La verità non puoi leggerla né scriverla, è il patrimonio degli analfabeti.

lunedì 5 marzo 2012

QUARTO AFORISMA DEL GIORNO

Vivere è infantile. Lacrime e lamenti. Si cresce solo dopo la morte.


Ricky Farina

TERZO AFORISMA DEL GIORNO

Sono un uomo sospettoso, ogni mattina al risveglio metto un dito
nelle ferite dei miei sogni, e dopo mi concedo di risorgere.

Ricky Farina

SECONDO AFORISMA DEL GIORNO

Nella vita bisogna vivere. Nella morte morire. Nel sonno dormire.
Nell'amore amare. Nell'odio amare.


Ricky Farina

L'INCONVENIENTE

Tramonto. Gabbiani.
Mare. Un chiodo nella sabbia.
Tetano in agguato.
Anche nella più banale
delle poesie.

AFORISMA DEL GIORNO

Era un uomo meraviglioso, aveva un problema per tutte
le soluzioni.

Ricky Farina

venerdì 2 marzo 2012

CUORE DI PAPÀ

OSHO E LE PECORELLE

Ho sempre avuto una forte diffidenza verso i "maestri spirituali".
Dopo avere visto il documentario del mio amico Silvano Agosti su Osho
la diffidenza è notevolmente aumentata. Lasciamo perdere
che questo guru spirituale andasse in Rolls Royce, non è questo
il punto, non mi disturba più di tanto, anche se avrei preferito una
Topolino amaranto. Quello che mi ha sconcertato è la parabola
del cucciolo di tigre allevato tra le pecore. Il tigrotto diventa vegetariano,
e si comporta come una pecora, è convinto di essere una pecora.
Poi un giorno una vecchia tigre lo porta vicino a uno specchio
d'acqua e gli rivela la sua natura, gli fa mangiare la carne, e il tigrotto
sente nascere in sé un ruggito liberatorio. Morale della favola?
Osho è la vecchia tigre e i suoi discepoli sono ancora i tigrotti che
si sentono pecorelle, che non sanno d'essere tigri e di avere dentro
un ruggito. Mah. Non ho mai avuto nulla contro le pecore. Anzi.
Una tigre che si mette a belare mi è simpatica, la trovo straordinaria. 
Andare contronatura è meraviglioso oltre che umano. In un'altra
scena del documentario Osho massaggia la fronte dei giovani con
un dito e questi in estasi arrivano a provare un orgasmo indotto.
Sono convinto che Osho non usasse solo il dito, ma il documentario
si ferma al dito. Anche i guru hanno le mutande. Forse fermarsi al
dito è sciocco, bisognerebbe guardare la luna che il dito indica.
Ma in questo caso la luna ha una faccia oscura che è meglio lasciare
perdere. Non voglio ridicolizzare tutti quei giovani che cercavano
una guida spirituale, ognuno cerca dove preferisce. Certo io non mi
farei mai massaggiare la fronte con un dito da un guru, preferisco
le tette di qualsiasi ragazza che incontro per strada. Sono dannatamente
normale, lo so. Meglio così. Comunque il documentario di Silvano
è istruttivo, la colonna sonora fa da contrappunto, se non sbaglio
sono i Goblin, quelli di Profondo Rosso, in effetti c'è qualcosa di
inquietante nelle immagini di tutti quei giovani seminudi che si lasciano
andare in danze mistiche ( e sono tutti antipaticamente magri, nemmeno
un ciccione), e mi è venuto naturale rivalutare la figura del bancario.
Un bel bancario cicciottello. Insomma, alle tigri di Osho preferisco
le pecore, e anche la categoria spirituale del "pecoreccio".
Un pernacchio, di quelli sonori alla Eduardo De Filippo, è sempre
pronto a risuonare nella mia mente quando vedo questi santoni.
Osho, per carità.

AFORISMA DEL GIORNO



Sono passato davanti a una macelleria equina, e ho sentito
galoppare in me una sorta di nausea sconfinata, come si fa
a macellare un cavallo? E a mangiarlo? In me si ribella non
il vegetariano (amo troppo i prosciutti) ma il cinefilo! Chi ama
il western non può mangiare cavalli, ombre rosse forever!


Ricky Farina 

giovedì 1 marzo 2012

TREMO E TU SORRIDI

Tremo. Tremo d'angoscia.
Una finestra nella carne.
Mi butto e precipito dentro
di me. I ricordi mangiati.
Dai topi. Le dita spezzate.
In preghiere senza nome.

Una favola accartocciata.
Nel buio. Cuore di bimbo.
In rivolta. E lacrime nere.
Sul volto. Oltre il volto.
Chiodi musicali. Grido e
luce. Mio infinito. Nulla.

Tremo. E tu sorridi.

NATURA NON FACIT SALTUS?

LA VITA VA AVANTI

La vita va avanti, e ti senti un traditore.
La vita va avanti, e perché? Perché alla
vita non frega nulla di noi, ecco perché.

La vita va avanti, anche quella dei gamberi.
Macina orizzonti la vita, colleziona spaventi
e orrori, la vita va avanti dopo il coito.

E va avanti anche dopo un funerale.
Ci sono sempre crostatine alle more che
ci aspettano: memento more! Non era così?

Forse no, ma che importa? La vita va avanti
lo stesso, ha una sua grammatica ignota,
ha un suo Verbo, un suo alfabeto d'ombra.

La vita non ne può più: vuole solo il silenzio.

AFORISMA DEL GIORNO



C'è chi apre orfanotrofi in Cambogia e chi pensa solo al sesso.
Io penso solo al sesso, non sono particolarmente originale.
Che ci posso fare? La vita me lo fa diventare duro, mi eccita.
E una bella erezione mi sembra uno sberleffo alla morte.


Ricky Farina