mercoledì 31 dicembre 2008

CONOSCO IL MIO DOLORE

Conosco il mio dolore, solo il mio dolore.
Non fa male, assomiglia alla felicità.
Vasto come il cielo e il mare, il mio dolore
si perde in se stesso, annega e vola.

Conosco il mio dolore, solo il mio dolore.
E tu perdonami se sorrido delle tue lacrime.
Non è cattivera amore mio. Non è nulla.
Siamo sulla terra, e un giorno saremo ombre.

Qualcuno raccoglierà i nostri ricordi, e li
sfoglierà in una stanza vuota di noi.
Non ho paura. Questo dolore non fa paura.
C'è una gioia segreta nell'assenza...

AFORISMA DEL GIORNO

Cerca sempre di conoscere i tuoi limiti, e poi
ripudiali, vai oltre, in cerca di altri confini.


Ricky Farina

EPIGRAMMA DI MARZIALE

"Domani" tu dici sempre, Postumo, "domani vivrò veramente".
Ma dimmi, Postumo, quando viene questo domani? Come è
distante questo domani? Dov'è? Dove dobbiamo cercarlo?
Sta nascosto presso i Parti o gli Armeni? Questo domani è
già vecchio come Priamo o Nestore. A che prezzo, dimmi, si
sarebbe potuto comprare questo domani? Vivrai domani?
Vivere oggi, Postumo, è già tardi: è saggio, Postumo, chi è
già vissuto ieri.

IL SENSO DELL'ASSURDO

Uno dei compiti della filosofia è quello di chiarire il pensiero.
Per usare una terminologia televisiva è "un pensiero in chiaro".
Chiaro che più chiaro non si può, fino all'assurdo, all'enigma.

Una chiarezza che si raggiunge attraverso un uso consapevole
del linguaggio. La parola "assurdo" per esempio viene usata
in modo improprio dal linguaggio comune.

Nel linguaggio comune "assurdo" significa "senza senso". Ma in
filosofia non è così. L'assurdo è ciò che non si può ridurre
alla ragione, l'assurdo è il limite della ragione stessa.

Kierkegaard dice che l'assurdo è un concetto negativo.
Un concetto inconcepibile dalla ragione, quindi negativo.
Non esiste una ragione assoluta, non si comprende tutto.

L'assurdo non è altro che la consapevolezza che non
si può comprendere tutto, che ci sarà sempre un enigma,
un lato oscuro della ragione, questo è il senso dell'assurdo!

Non so se sono stato chiaro, se sono stato filosofo, ma
è importante sapere che la filosofia non è aria fritta,
è anzi la parte più nobile e vera del nostro pensiero.

lunedì 29 dicembre 2008

UNA POESIA DIVERSA

Voglio scrivere una poesia diversa.
Non voglio usare termini come oblio,
tempesta, cristallo, amore, odio.

Voglio una poesia diversa.
Nel vocabolario hanno diritto
di cittadinanza tutte le parole.

Parole come "mortadella", oppure
"silicone" o anche "gestione
aziendale". Una poesia diversa.

Non finirà nelle antologie, non
sarà recitata nei teatri, la mia poesia
si potrà leggere al cesso.

Una poesia digestiva, fatta di versi
e controversi, una poesia per il nostro
intestino, lontana dal cuore.

Un sospiro di clistere, un clisma
opaco, un'ampolla anale, e un addio
di fogna per tutti noi.

AFORISMA DEL GIORNO

Impiegare il tempo è segno di una volgarità spirituale.
Chi ama lascia il tempo libero.


Ricky Farina

MALEDETTE CONVERSIONI:CLAUDIA KOLL

Fondamentale premessa: Claudia Koll merita ogni rispetto, in
un momento di dolore e disperazione, in un momento in cui stava
per perdersi, in cui si sentiva smarrita, ha trovato la pace. Poi lei
questa pace la chiama grazia, la chiama Dio. Questione di fede.

Eppure, in quanto mistico della masturbazione, non posso non
provare una pena infinita nel vederla ridotta a una santina.
Non è mai stata così nuda come in questo filmato che riporto.
Ma è una nudità che non eccita le parti basse del corpo.

Tra i grandi orrori della Chiesa c'è anche questa sua capacità
di insinuarsi nelle pieghe della sensualità, di instillare
nell'animo umano sensi di colpa che non hanno ragione di
esistere, di chiamare peccato ciò che dovrebbe essere gioia.

Claudia Koll, perdonami.



La Claudia della Chiesa.



La "mia" Claudia

domenica 28 dicembre 2008

VISIONI SULLA PELLE:TAKASHI MIIKE.

Un regista sorprendente questo Takashi Miike quando riesce
a mantenere il controllo sulle proprie eiaculazioni visive e si
destreggia con equilibrismo delirante negli inferi psichici.

Tra Godard e Jodorowsky, con retrogusto alla Lynch, e una
spruzzatina di Walt Disney.





OMAGGIO AL GENIO MASSIMO BUCCHI

Un piccolo omaggio a un genio della vignetta,
un vignettista-filosofo.


QUANDO LA MUSICA E' BUONA

QUELLA CALZA SIMBOLICA

Berlusconi. Quando ho girato "Radio Foppa" , il cortometraggio
con il quale Piero Ricca inaugurava la sua lotta "mediatica"
(con una telecamerina, un megafono e il balconcino di casa)
a Silvio Berlusconi, ho potuto vivere in diretta un raduno di Forza
Italia, e fu un'esperienza sconcertante.

Mi sono reso conto di assistere a un rituale, il rituale di una setta,
la setta dei teledipendenti. Era un circo pieno di scimmiette
ammaestrate che sventolavano bandierine e cantavano in coro
l'inno più scemo ed efficace della storia italiana recente.
Due ore di attesa prima dell'apparizione dell'ammaestratore.
Mi sono divertito a riprendere i volti senz'anima della folla adorante.
Uno spettacolo osceno.

La scomparsa dell'essere umano, la cancellazione dell'individuo.
Fantocci vuoti, segatura cerebrale, "la terra desolata" preconizzata
da T. S. Eliot., il Grande Fratello di Orwell servito su un piatto
di plastica. Una nausea infinita nel mio cuore, e un morso allo
stomaco. Populismo, demagogia, e migliaia di ritardati che però
erano puntuali nella propria demenza elettorale e psichica.

Un lavoro perfetto quello di Berlusconi, iniziato con il cemento
a presa rapida di Milano 2 e Milano 3, campi di concentramento
edilizi che fingono di essere oasi di tranquillità, creando
l'illusione di una distanza dalla città, con alberelli e laghetti
finti. Tutto artificiale, una suburra senza odori e senza sangue.
Plastificazione urbana. Fatta per animali plastificati.

Poi l'impero televisivo, ottenuto con gli appoggi politici, e
la conseguente plastificazione dei cervelli. Lo spirito
critico annullato dalle tette, dai culi e dai quiz. Un lavoro
perfetto. Il televisore trasformato in una ghigliottina
casalinga. Una ghigliottina asettica, senza spargimento
di sangue. Una ghigliottina "liberale". La nuova rivoluzione.

E infine, dopo avere ghigliottinato il pensiero, avendo
creato una informe marmellata mentale, la discesa
in campo, la presa del potere politico, il famoso discorso
ripreso da una telecamera velata da una calza. Quella
calza è il simbolo del berlusconismo. I nuovi briganti non
hanno più bisogno di mettersi una calza sul volto per
rapinare il prossimo, la calza la mettono sulla telecamera.






sabato 27 dicembre 2008

SIMPATICO CORTO

IL MITO DELL'ONESTA'

Al bar il barista mi dice:" a me non interessa destra o sinistra,
voglio solo che chi fa politica sia una persona onesta".

Certo l'onestà è una bella cosa, quindi chiedo al barista di
specificarmi se desidera un'onestà di destra o di sinistra.

Mi guarda attonito, non si aspettava questa domanda.
La politica non si può ridurre al mito dell'onestà.

Preferirò sempre un disonesto di sinistra a un onesto
di destra, sono un uomo di parte, e ne sono felice.

AFORISMA DEL GIORNO

Era un uomo senza ombre, non aveva spessore, e nelle giornate
di canicola non potevi trovare riparo al suo fianco.


Ricky Farina

QUELLI CHE HANNO FRETTA

C'è una categoria di persone che mi è odiosa:quelli che hanno fretta.
Questo isterismo della temporalità è segno di egoismo.
Sono persone tristi che non sanno gustare l'imprevisto e l'attesa.
Devono seguire la loro tabella di marcia e tutto è un ostacolo.
Che cosa avranno mai da fare? A conoscerli meglio si scoprirebbe
che la loro urgenza è condita di meschinità. Solo le autoambulanze
hanno diritto alla fretta. In fondo l'esistenza è un'immensa sala
d'attesa, e chi non sa vivere nell'attesa non sa vivere nella vita.
Perché mi strombazzate appena scatta il verde del semaforo?
Concedetevi il lusso di sorridere alle "sfumature di verde".

venerdì 26 dicembre 2008

NOI CHE AMIAMO LA POESIA

Noi che amiamo la poesia e non ci vergognamo.
Noi che amiamo la poesia e non ci sentiamo per questo superiori.
Noi che amiamo la poesia perché siamo uomini.
Noi, con tutte le nostre debolezze, amiamo la poesia.
Noi, con tutte le nostre viltà, amiamo la poesia.
Noi che amiamo la poesia perché ci infonda coraggio.
Noi che amiamo la poesia per necessità e urgenza.
Noi che amiamo la poesia perché abbiamo un corpo.
Un corpo di luce, di polvere, di schianto e tremito.
Noi che amiamo la poesia perché è esilarante.
Noi che sfidiamo il nulla, e soccombiamo amando.

IN UN LENTO AVVICINARSI

In un lento avvicinarsi, universo
di sfere, e questo piccolo nido di
noia e paura, insidiato dal volo.

Incedevi maestosa nel mio sonno
indicibile, e per poco non fu gioia
di risveglio, tremito di palpebra.

UNA POESIA DI MARIO LUZI

Cara, in una lacuna del dolore,
in un forame della nostra pena,
quel gaudio luminoso
del silenzio delle cose,
quella radiosità inattesa
dell'aria, della pietra
e dell'assenza di fogliame...
Sì, quella passeggiata in paradiso
che per grazia ci fu data
qui e assieme...

Su lei cadde la scure
della temporalità impietosa,
pure non ne troncò alcuna cima,
non ne decapitò la luce.

Luce era,
di tutto unico seme.

Luce è ancora,
e per questo inarrestabile.

L'UOMO CHE TREMA

Masticando addii e sputando scienza e velocità,
filamento nervoso dell'essenza, moltiplico le mie
volontà nel recinto del possibile.

Mi scavo una fossa elettrica nel cielo in tempesta,
affluente di me stesso,
imbevuto d'ignoto,
calibro vertigini.

Masticando polpa di cuore e sputando sangue,
geometrie fluide m'inseguono, tra l'aurora e la
tenebra, vado a infoltire il raccolto della memoria.

Come statua delirante scivolo
sulla sabbia indurita
dalle maree dell'abbandono,
evito impatti crudeli.

Equilibrista della speranza,
sono l'uomo che trema.

mercoledì 24 dicembre 2008

AFORISMA DEL GIORNO

L'orizzonte è la cicatrice del visibile.


Ricky Farina

martedì 23 dicembre 2008

REGALO DI NATALE

INTERVISTA NATALIZIA A RICKY FARINA

-Fra poco è Natale, che rapporto ha con questa festa dei consumi?-

-Il consumismo è una religione, unisce tutti noi, quindi il Natale
è a pieno diritto una festa religiosa-

-Preferisce il Natale o la Pasqua?-

-Certamente il Natale, alla Pasqua cristiana preferisco
quella ebraica, che è una Pasqua di liberazione dalla schiavitù,
mentre nella Pasqua cristiana vedo soltanto un sepolcro vuoto,
la presunta resurrezione è un abbandono di Dio,
se ne torna in cielo, col suo corpo taroccato-

-Ma il passaggio dalla morte alla vita non le pare importante?-

-No, non mi interessa, depriva la morte delle sue prerogative,
la morte deve restare morte e la vita vita, ognuno faccia il suo
mestiere, a me interessa il passaggio dalla vita alla morte e non
il suo contrario, che trovo indecente, immorale e frivolo-

-Secondo lei è una frivolezza aspirare alla vita eterna?-

-Certamente, una frivolezza degna di spiriti frivoli-

-Lei è violentemente umano-

-No, sono radicalmente umano-

-Tornando al Natale, lei crede alla immacolata concezione?-

-Ovviamente sì, ogni rapporto sessuale è immacolato,
credo alla purezza dello sperma-

-Quindi Maria era vergine?-

-Extra vergine, dato che Cristo è l'Unto-

-Faccia un augurio sincero ai suoi lettori-

-Buoni fasti a tutti-

lunedì 22 dicembre 2008

IN ME

In me c'è qualcosa che perdura, lo sento.
Qualcosa che va oltre il limite di tenebra.

Non so che cosa sia, e non oso pronunciare
la parola - anima -. Ma un mistero esiste.

Non è il gioco fragile dei respiri che resterà
come polvere dorata sulla lapide di marmo.

Non è il battito di un cuore instabile che
supererà il morso devastante del tempo.

Non è il coro trasparente dei ricordi che
volerà sullo scoglio frantumato del silenzio.

Non è nulla di tutto questo, ma una resina
celeste resterà a fermentare nell'ombra.

AFORISMI NATURALI

La natura non mi ha mai convinto, del resto il suo scopo
non è convincermi ma uccidermi.

*

E diciamolo chiaramente una volta per tutte:gli alberi
sono stupidi, sono dei vegetali.

*

Vivere secondo natura è pura aberrazione, per fortuna
non capita quasi più agli esseri umani.

*

Che cosa è l'uomo? L'unico animale in grado di andare
contro natura. Naturale nell'uomo l'innaturale.

Provate a mettere un preservativo sopra una margherita
e sarete vicini a ciò che siamo.

*

Siamo figli dell'universo? No, siamo insetti, pulviscolo
in grado di partorire il sole atomico. Insetti assassini.

*

Tutta la foresta Amazzonica non vale un verso di Baudelaire.
Meglio restare senza respiro che senza poesia.

*

Tutto ciò che è natura mi annoia dopo due secondi, forse tre.

Mentre lo spettacolo della stupidità umana è fonte di perenne
divertimento, interesse, curiosità.

*

Cogliere un fiore è un atto di crudeltà infinita.
Un atto così umano. Sradico, quindi sono.

CONOSCERE FRANCO PIAVOLI




UNA POESIA DI MARIO LUZI

ONDE

Qui è la lotta con se stesso del mare
che nelle cale livide si torce,
si svelle dalla sua continuità,
s'innalza, manda un fremito e ricade.
il mare, sai, mi associa al suo tormento,
il mare viene, volge in fuga, viene,
coniuga tempo e spazio in questa voce
che soffre e prega rotta alle scogliere.

domenica 21 dicembre 2008

IN UN NUOVO DOLORE

In un nuovo dolore troverai pace.
Nessuna lacrima, nessuna rabbia.

Solo splendore che sgrana gli occhi.
Polle d'acqua sorgiva a dissetarti.

A dissetare l'oscuro che in te trema.
Nessuna paura, nessun rimorso.

Un addio lentissimo sarà il mattino.

PENSIERI AUTOCELEBRATIVI

Da non crederci:per molti sono solo un uomo super intelligente e
non un genio. Che gente stupida c'è al mondo!

*

Sono molto sensuale, specialmente quando esco sul mio
balconcino del settimo piano a fumarmi una sigaretta.C'è
sempre una nonnetta che mi spia e si masturba. Il mio
carisma erotico va oltre la menopausa.

*

Posso scrivere venti aforismi interessanti al giorno.
Chi di voi potrebbe farlo?

*

Sono un essere superiore, come le scimmie che stanno
sugli alberi, io sto sull'albero della mia fantasia.

*

Non ho mai capito chi non si innamora di me, e solitamente
le persone che non mi amano sono mediocri.

*

Sono nobile, ho un'eleganza abissale, e quando bevo
champagne le stelle sorridono.

*

Posso fare l'amore anche sette volte in sette minuti.

*

Nessuna donna si è mai lamentata col sottoscritto.
Intendo "lamenti di piacere".

*

Sono talmente vivo che mi sento il piatto prelibato
della morte.

AFORISMA DEL GIORNO

L'idealista è uno che vive nella realtà senza lasciarsi
soffocare dalla realtà, l'ideale è un supplemento
d'ossigeno, una bombola che prima o poi esplode.

E resta solo la realtà.


Ricky Farina

venerdì 19 dicembre 2008

CONTRO IL MURO

Sbatto la testa contro il muro. E sento le nuvole ridere
fuori dalla finestra. Allora la natura non è indifferente.
La natura gode della mia disperazione. Sbatto la testa.
Sanguino. Anche il muro sanguina. Ho la testa dura.

Un ruscello di malinconia, fiori di carne, vermi rossi e
l'impassibile geometrie delle stanze. Questo respiro che
mi allarga i polmoni come una tortura, agonia della
trasparenza, sciolgo dalla memoria il laccio dei ricordi.

Ora sono solo un corpo nell'attimo crudele, un corpo
leggero, senza le ferite del passato, un corpo purificato.
E che cosa farò di tutta questa leggerezza? Uscirò fuori.
Camminerò fra la gente, con il mio segreto lieve...

AFORISMA DEL GIORNO

Sono nato di notte mentre mia madre dormiva.
Un parto onirico, non per nulla sono un sognatore.


Ricky Farina

FOOD FIGHT

Geniale cortometraggio.


giovedì 18 dicembre 2008

AFORISMA DEL GIORNO

Una nudità fredda, di rivoltella, nel mio cervello
caricato.



Ricky Farina

LA POESIA DI OLEG POPOV

Basta poco per fare poesia:un occhio di bue, un pezzo di pane
e una bottiglia di latte.

Nonostante l'occhio di bue questo filmato
è consigliato anche ai vegetariani.



mercoledì 17 dicembre 2008

TRAUM L'ILLUSIONISTA

Un film di Ricky Farina e Valentino Murgese.
Anno di produzione 2003.

Prima parte



Seconda parte

GASTONE E IL MASCELLONE

L'antifascismo si può dimostrare in mille modi.

Petrolini dopo avere ricevuto una medaglia dal
mascellone Mussolini disse: "e io me ne fregio!"

Benito Mussolini ed Ettore Petrolini: due commedianti.
Il primo detestabile, il secondo adorabile.





DEXTER

Dexter è la serie televisiva più interessante degli ultimi anni.
Naturalmente di produzione statunitense. Il protagonista è
Dexter Morgan, serial killer di serial killer, ma anche esperto
di macchie di sangue sulla scena del crimine, arruolato nella
polizia di Miami. Girato in modo impeccabile, scritto benissimo,
visionario e ironico, interpretato dal protagonista con una
naturalezza disarmante. Per rendersi conto della elevata
qualità del "prodotto" è sufficiente vedere la sigla iniziale.
I gesti minimali della routine giornaliera, ripresi in macro,
a distanza ravvicinata, diventano potenziali crimini, così
un filo interdentale, una rasatura, un'arancia divisa in due
da un coltello, le stringhe delle scarpe, assumono un valore
inquietante, ma nello stesso tempo ironico e catartico.

GROCK E L'AGILITA'

Questo breve filmato del famoso clown Grock ci rivela quanto
sia importante l'agilità, e come l'agilità non sia necessariamente
legata a una corpuratura leggera, Grock infatti è decisamente
robusto, in questo caso l'agilità è quasi un istinto, una reazione
davanti all'imprevisto, è quello che dobbiamo fare se non
vogliamo precipitare nel vuoto della disperazione, un clown
ci insegna a non abbatterci, consapevole che la sua ilarità
è solo una maschera, ma è una maschera necessaria. Fuori
dallo spazio magico del circo la vita ci aspetta, ci metterà alla
prova quando meno ce lo aspettiamo, e noi che abbiamo visto
Grock, che abbiamo assimilato la sua lezione, dovremo essere
agili, agili per non morire, agili per continuare a vivere...

AFORISMA DEL GIORNO

La vita si dischiude solo a chi le dà fiducia.


Robert Walser

martedì 16 dicembre 2008

SIMPATICO CARTONE ANIMATO

A MARGINE DELLA LETTERA DI SILVANO

Il pensiero di Silvano è sempre stimolante ed è un piacere
e un privilegio confrontarsi con lui. Si sente l'afflato di un
uomo che è vicino all'umanità intera. Si può non essere
d'accordo sulla sua visione bucolica della natura, la natura
viene definita il regno della vita e della libertà, per me la
natura è anche indifferenza e costrizione e gli alberi
per esempio non sono liberi di non essere alberi, ma a
parte queste disquisizionI filosofiche, non si può non
amare il suo pensiero proprio perché è
un pensiero d'amore.

RISPOSTA DI SILVANO AGOSTI

Riporto la risposta di Silvano Agosti a una mia lettera aperta.
Silvano risponde punto per punto con amicizia, amore e cristallina
intelligenza, certo quando amorevolmente mi dà del "nazista"
forse finge di non capire la mia frase provocatoria"non voglio
un mondo di esseri umani, ma di geometri, ragionieri, etc", la
frase significava che il "concetto di essere umano" mi sembra
di una nudità scandalosa, e sento personalmente il bisogno di
rivestirlo. A parte questo appunto come si fa a non amare la
sua risposta? Grazie Silvano, a presto.

Le parti virgolettate sono brani della mia lettera.


Anch’io ti rispondo a getto.

"Caro Silvano,

quando parli viene voglia di abbracciarti, e non solo, viene voglia
anche di abbracciare se stessi, la propria vita, darle un volto finalmente.
Un volto umano. Sono tuo amico, e lo sarò sempre.
Questa era la premessa essenziale. Ora però concedimi il lusso,
la libertà e il divertimento di criticarti."

Carissimo Ricky,
è solo in una cultura servile che la critica viene considerata un fattore negativo, per quanto mi riguarda l’analisi critica appartiene al territorio dell’amore. Quindi…risponderò punto per punto alla tua cara lettera.

"Tu dici che la guerra ti ha fatto il dono di distruggere le scuole,
questo ti ha permesso un'infanzia libera da costrizioni,
sei rimasto un essere umano perché la scuola non ha potuto
corromperti, non ha potuto prosciugare in te la linfa vitale,
la naturale predisposizione dell'uomo alla felicità."

E’ vero, lo dico e lo penso.

"Io non ho avuto questa fortuna, sono nato in un periodo
di "pace": il 1969. Ho fatto tutto il percorso scolastico
fino a quel foglio di carta che chiamano laurea. Sono dottore.
Dottore in filosofia, quindi permettimi di "curarti".
La scuola, con tuttte le sue pecche, è stata per me un
grande insegnamento. Che cosa mi ha insegnato?"

Non è sufficiente il fatto che tu sia dottore per far scattare i meccanismi della cura. E’ necessario anche che io sia malato o mi consideri tale.
Ma poiché sei dottore in filosofia sottopongo volentieri il mio pensiero alle tue “cure”.

"Mi ha insegnato a conoscere meglio gli esseri umani,
è stato un luogo privilegiato di osservazione, c'era il
secchione, il delatore, l'arrivista, il lecchino, la racchia,
l'ignorante, la più bella della classe, e così via.
C'era il professore giusto, e quello ingiusto, c'era
il professore noioso, ma anche quello brillante che
sapeva appassionarti alla sua materia di insegnamento."

Pensa se invece di trascorrere quelle interminabili ore tra i banchi delle scuole medie inferiori tu avessi potuto giocare nei parchi, insieme a miriadi di altri ragazzi come te (come avviene in Kirghisia) e pensa se invece di stare ad ascoltare un sapere omologato per ben cinque anni
Tu avessi potuto confrontarti con migliaia di persone su questo o quell’argomento, in una comunità umana capace di relazionarsi e appassionata alla ricerca delle verità elementari. Ora sapresti tutto sul funzionamento del tuo corpo, sapresti come e a quale velocità ruotano gli astri e avresti negli occhi le bellezze reali del mondo se solo ti fosse stato consentito di viaggiare, invece che startene seduto ad ammuffire o a tormentare i banchi della scuola. Anche le galere sono luoghi privilegiati di osservazione, anche lì, guarda caso ci sono i delatori, i lecchini e gli arrivisti.

"Gli esseri umani sono così:alcuni deludenti, altri sono
perenne fonte di stupore. Non tutti sono capolavori.
Non tutti vogliono essere felici, c'è anche un diritto
alla tristezza, all'insoddisfazione. Al rimpianto. E al
rimorso. E anche la tristezza può essere un capolavoro."

Gli esseri umani per me non sono mai deludenti e ognuno di essi, per uno sguardo capace di amare è fonte di perenne stupore. Tutti sono all’origine dei capolavori ma poi molti nella trascuratezza e nella ferocia dell’omologazione vengono dannegguati, alcuni anche gravemente.
Ma un occhio capace davvero di amare anche da un frammento rimasto puo’ e sa risalire al capolavoro.
La massima eresia la pronunci, per fortuna inconsapevolmente, quando affermi che “Non tutti vogliono essere felici”.
La verità tragica dell’occidente è molto semplice. Anche se nessuno lo sa, il benessere dell’occidente ha come prezzo il malessere di interi popoli in agonia.
Il benessere dell’occidente ha come prezzo ogni giorno la morte di 35.000 bambini di fame. E cio’ fa sì che, anche se nessuno lo sa, tutti non osino neppure pronunciare la parola felicità sull’oceano di dolore che li circonda.

"La tua Utopia prevede un'organizzazione sociale
dove l'uomo sia libero, libero di soddisfare i bisogni
primari per dedicarsi a quelli secondari (che sono
i veri bisogni essenziali) come l'arte e il gioco.
Ma l'arte e il gioco hanno valore proprio perché
si contrappongono all'attuale struttura sociale,
ne svelano l'inganno, mettono alla berlina le sue
ipocrisie, le sue malformazioni, le sue disfunzioni,
ribaltano la tavola dei valori condivisi, l'arte e il
gioco ci aiutano a vivere il tempo in modo diverso,
un tempo fatto di attese, sospensioni liriche,
libertà espressive, e non più e non solo il tempo
industriale, dominato dallo spettro dell'utilità,
dove ogni gesto deve avere per forza uno scopo.
L'arte e il gioco ci donano il mistero della presenza.
Essere presenti, anche a un appello scolastico,
inseriti in un registro, è sempre un'emozione."

Il fatto che tu ritenga la liberta’ un’utopia ti può suggerire quanto sei lontano da te stesso, visto che la libertà è il respiro della creatività e che la libertà, come insegnano gli animali, gli alberi e i fiorellini è l’abito naturale di ogni cosa. Soddisfare i bisogni primari non appartiene alla libertà ma al diritto che ogni essere umano ha di nutrirsi senza eccessivi sacrifici, per poter poi spiccare il volo nello spazio della creatività e della vita.
Il luogo comune che “senza lotta non si conquista la libertà” è un vecchio slogan piccolo borghese per far credere che la libertà non sia un diritto elementare ma un premio per chissa’ quali vittorie. Nessun animale deve lottare per liberarsi da una corda che lo tiene legato se nessuno lo lega.
Certo essere “esistenti” anche in una società che nega la vita è qualcosa rispetto all’essere già morti, ma pensa come è più emozionante essere presenti a un gioco nel verde del parco piuttosto che essere presenti all’appello pseudomilitaresco dell’aula.
Certo mi piacerebbe tingerti lo sguardo di amore perché tu potessi “vedere” nelle tue parole lo stigma e le ferite a volte quasi mortali che ti hanno lasciato le tue esperienze scolastiche, fino a farti ritenere con orgoglio il beneficio di essere inserito in un registro scolastico, paurosamente simile alle famigerate liste di proscrizione.

"Questa è la vera Utopia :lottare per preservare
in noi il senso ineffabile della presenza.
Ma senza lotta non c'è libertà, la libertà è
una conquista, anche feroce, e ha sempre
bisogno di un nemico, di un oppositore, di un
avversario, e quindi io spero che la tua Kirghisia ,
la tua Utopia, non si realizzi mai, perché
l'Utopia dever restare un non-luogo, una
terra promessa, un sogno verso cui tendere.
L'inferno riscalda il cuore. Il paradiso lo gela."

Io non credo né all’inferno né al paradiso, ma penso che questi due luoghi simbolici ben esprimano gli stati dell’animo nel corso della vita.
Credo che inferno e paradiso non siano separati ma che siano profondamente comunicanti e che ognuno sia semplicemente premiato o punito per ciò che sceglie di essere, insomma per cio’ che è.

"Non voglio un mondo di esseri umani, voglio
un mondo di ragionieri, architetti, medici, fabbri,
infermieri, registi, idraulici, attori, e chi più ne ha
più ne metta, voglio che il talento e le inclinazioni
di ognuno siano presenti nel mio quotidiano."

Questa frase che, solo perché sono certo di amarti, posso definire per cio’ che è, ovvero un pensiero perfettamente nazista mi dimostra la tua innocenza. Pensa “Non voglio un mondo di esseri umani…” (GHOEBBELS si dev’essere assestato nella tomba quando hai scritto queste parole)
Io le attribuisco, come il fumo di chi fuma, semplicemente all’ignoranza e amandoti, aggiungo, a una ignoranza innocente.

"L'essere umano di per sé non significa nulla.
L'essere umano si declina secondo le sue aspirazioni.
I suoi limiti, le sue qualità."

Ho proprio in questi giorni fatto domanda ufficiale alle Nazioni Unite perché l’essere umano (intendo ogni e qualsiasi essere umano) venga proclamato “Patrimonio dell’Umanità”. I capolavori non si declinano, si contemplano.

"L'essere umano è un progetto, un tentativo.
Forse è l'Irrealizzabile, ma proprio per questo
prezioso, e degno di essere perseguito.
La vita non è né bella né brutta:è originale.
Così diceva Italo Svevo."

La vita, per quanto credo di aver capito, è un mistero, un sublime mistero e dire che un mistero è originale puo’ anche significare non conoscere
la vastità del mistero o l’esigua misura dell’originalità.

"Caro Silvano, lotteremo assieme contro chi vuole
sottomettere l'uomo, la sua verità, contro chi
vuole ingannarlo, deprivarlo, sterilizzarlo, ma
dobbiamo essere consapevoli che la nostra
presenza al mondo è gratuita, senza significato,
paradossale, assurda. Siamo organismi deliranti.
Animali eretici, anche il solo fatto di interrogarsi
sul senso della vita è di per sé uno scandalo.
Un fiore, una pietra, non si pongono domande.
La nobiltà dell'uomo consiste in questa sua
disperata ricerca di una risposta che non arriverà
mai. Se mai ci sarà una società più giusta
dove tutti potranno nutrirsi, avere un tetto e
giocare e fare l'amore liberamente, se mai questo
accadrà che cosa resterà dell'essere umano?"

Finalmente nel finale riemerge il tuo forte temperamento poetico. Ma poi subito punisci la tua grandezza chiedendoti cosa accadrebbe dell’essere umano se avesse garantita una risposta ai suoi bisogni elementari. Gli resterebbe di incominciare finalmente a vivere, caro Ricky e non confondere mai più la vita con la semplice, tribolata esistenza.

"Resterà la sua pura presenza al mondo, una
nudità senza scampo, una trasparenza così
crudele che pochi la sopporteranno, perché l'utopia
in realtà è il regno del "libero suicidio".

Il fatto è che noi siamo oggi circondati e anche gradevolmente da innumerevoli ex-utopie, senza la realizzazione delle quali anche tu saresti in forte disagio. Te ne dico alcune? La luce elettrica, l’aereo, la possibilità di parlarsi a migliaia di chilometri di distanza… etc.
Una sana utopia è quella che contiene i germi della propria realizzazione ed è il regno della vita. Altrimenti un’utopia irrealizzabile è,come dici bene tu, il regno del “libero suicidio”.

"Con infinita amicizia,"

Con infinito amore,

lunedì 15 dicembre 2008

FORTE DI NATURA

Sono forte di natura come il bagnoschiuma Pino Silvestre.
Non ho paura di nulla, e questo dovrebbe spaventarmi.
Sono l'uomo che non deve chiedere mai, e le mie lacrime
alimentano il fuoco, sciolgono la carne, divampano nella
notte dei respiri trafugati alla morte. Sono l'alfa e l'omega
del mio silenzio. Sono bianco che più bianco non si può.
Più della luna. Più delle nuvole in agosto. Più del sale.
Non mi lecco le ferite perché mi piace bruciare. Non è
vero che il tempo passa per tutti, per me no. Sono quello
di sempre e sempre lo sarò. Amo i corpi, anche i cadaveri.
L'universo mi eccita, me lo fa diventare duro come il
diamante. Sono puro. Non temo la tempesta. I fulmini
illuminano le mie folli risate. Gusto la cenere e la trovo
dolce come il miele. Posso pensare controvento. Dio mi
ammira, altrimenti non mi avrebbe dato la parola.
Ai funerali mangio bistecche di dolore, e i fiori me li tengo
fra i denti, io sono un poeta. E che mi legge trema.

ANTOLOGIA PER ROBYSAN

Robysan è un affezionato lettore di questo blog, mi è simpatico,
è intelligente e ironico, gli dedico una antologia di miei aforismi.



La donna è l'unico enigma penetrabile.

*

Se un amico gay ti volta le spalle non offenderti:è una
richiesta d'amore.

*

Godo di eiaculazione precoce, soffrirne mi sembrerebbe
pura ipocrisia.

*

Era talmente bella che i miei testicoli scoppiarono
in un applauso.

*

Le avventure dell'eiaculatore precoce.

Su e giù.
su e giù.
Su e già.

*

Le avventure dell'eiaculatore precoce 2.

In un'orgia mi sento sempre il primo venuto.

*

Se metti una donna su un piedistallo prima o poi
ti cadrà sulle palle.

*

Difesa della necrofilia.

Chi tace acconsente.

*

Tradimento, che parola melodrammatica. Perché invece
non parliamo di slittamenti genitali?

*

Non ho mai amato la matematica, nemmeno quando ti dicono
"amatevi e moltiplicatevi".

*

Qualcuno ha detto:"lascio le donne belle agli uomini privi
di fantasia". Bene, questo è l'unico caso in cui metto volentieri
il mio cervello in un taschino.

*

Fellatio benedettina.

Oral et labora.

SPOT

SHORT

AFORISMI DELICATI E FEROCI

Se la vita ti sembra una somma di ingiustizie
disimpara a contare e vivrai meglio.

*

Quando tutto ti sembra tenebra imita il sasso.
I sassi non hanno paura del buio.

*

Respirare è un atto di coraggio involontario?
No:è volontà allo stato puro.

*

Essere superficiali è il lusso degli uomini profondi.

*

Il mare non si è mai fatto una domanda, eppure è
profondissimo.

*

Se il mistero ti circonda vivi in modo girevole.
Come una trottola.

*

Ogni scusa è valida per continuare a vivere, alzarsi
dal letto per lavarsi i denti è già un ottimo motivo
per stare al mondo e inziare al giornata con un sorriso.

*

La vita è tragica, ed è questo il lato divertente.

*

Pensa questo:la morte ha i giorni contati. Prima o poi
la vita sparirà dall'universo. Sii felice.

*

Solo le domande che non hanno risposta sono
domande sensate. Il resto è vanità.

*

Vivi sul precipizio della memoria, ogni ricordo
è una vertigine.

RISPOSTA A LUCA

Caro Luca, voglio rendere pubblico il nostro confronto
sul senso della vita, mi sembra intressante.

Luca mi ha scritto:

La vita e' un intervallo che separa l'inizio dalla fine.
Capire il perche' dell'inizio e il perche' della fine e' capire
il senso della vita.
Il durante e' solo una pausa che magari muta ogni mattina
ma che e' piuttosto insignificante.

L

Voglio risponderti.

Tu scrivi " la vita è un intervallo che separa l'inizio dalla fine".
Diamo per buona la tua definizione(anche se è arduo definire
la vita), ti rispondo:in questo intervallo ci sei tu.

Ma non solo: ci sono anche gli altri, le stelle, le donne, il mare e le
cotolette impanate. Ti sembra poco?

Tu scrivi:"capire il perché dell'inizio e il perché della fine è capire
il senso della vita".

Sarò presuntuoso, non è difficile capire queste due estremità.

Tu sei iniziato perché qualcuno ha fatto l'amore alle tue spalle,
e finirai per lo stesso motivo:perché sei vivo.

Capire "il durante" della vita in realtà è la vera sfida.

Anche se non darei così tanta importanza al "capire",
meglio "sentire" in certi casi.

Tu scrivi:"Il durante è solo una pausa che magari muta ogni mattina
ma che è piuttosto insignificante"

Come puoi scrivere questo? Ciò che chiami insignificante ti porterà alla morte.

Morire non capita tutti i giorni, mentre vivere sì.

La vita è un viaggio, in un viaggio incontri persone, paesaggi,
culture, odori, sensazioni.

Alla fine del viaggio c'è un porto freddo e silenzioso.

Ma la vita non tradisce se abbiamo avuto
il coraggio di amare

Non disprezzarlo, è l'unica cosa che hai.
E' l'unica cosa che sei.


domenica 14 dicembre 2008

AFORISMA DEL GIORNO

Non lo scheletro ma la musica è il sostegno del mio corpo.
Senza musica mi affloscerei come un sacco di patate.


Ricky Farina

FLAUTO CONTRO DOLORE

Nei luoghi di sofferenza come ospedali, centri di igiene mentale,
camere ardenti, obitori, sale d'attesa con grido e ospizi, dovrebbe
esserci la magica presenza del flauto, così la vita sarebbe meno
atroce. Il suono del flauto rende dolci anche gli uragani.






sabato 13 dicembre 2008

AFORISMA DEL GIORNO

Ho tendenze sessuali antropomorfiche, tutto ciò che è umano
mi eccita. Anche se una volta allo zoo di Lisbona una elegante
e giovane giraffa me lo ha fatto diventare duro.


Ricky Farina

venerdì 12 dicembre 2008

OPPURE NO

Questa sera a cena da me c'era Gianmaria, un bambino di due anni,
il figlio dei miei vicini di pianerottolo.

A un certo punto gli ho chiesto:"Gianmaria posso farti una domanda?".
Lui mi ha risposto di sì.

"Secondo te la vita ha un senso oppure no?".

"Oppure no" mi ha risposto.

A PROPOSITO DI STRONZI

Una poesia profondissima e viscerale.

IL DOLORE DI UN CANE

Sono appena rientrato a casa, davanti alla portineria c'era
del sangue e la cagnolina Freccia che si leccava la zampina
rimasta chiusa nel portone. Sangue rosso come il mio.

Mi è venuto in mente Saba e il dolore universale che ci
accomuna a tutti gli esseri viventi. Ho provato una segreta
felicità di appartenere al mondo organico e pulsante.

SGRIDARE LA BELLEZZA

In questo video un padre sgrida la figlia esibizionista,
e commette un gravissimo errore, invece avrebbe dovuto
premiare la carne della sua carne, perché se sei bella
e non sei esibizionista sei una stronza, quindi il padre
degenere sta inculcando nella figlia "il gene della
stronzeità", speriamo che questo tipo di educazione
susciti una giusta forma di ribellione:la prostituzione.

A PROPOSITO DI MARIONETTE

E che cosa è un direttore d'orchestra se non una marionetta
nelle mani della musica?

SULLE NOTE DI GOUNOD

"La marcia funebre per una marionetta" di Charles Gounod
è uno dei capolavori della musica, su queste note vorrei
entrare in paradiso, ma anche all'inferno, non avrei paura
di nulla, il compositore francese con lo spirito divorato da
crisi religiose è riuscito a partorire un motivetto in grado
di alterare la percezione del dolore, e di sconfiggere il male.




AFORISMA DEL GIORNO

Vivere è una caduta orizzontale.


Jean Cocteau

giovedì 11 dicembre 2008

POESIA INVENTATA

Misi un sogno nel cassetto. Poi misi un grido.
Ma il grido si mangiò il sogno. Alzando gli occhi vidi
una vipera verde smeraldo che pendeva dal mio lampadario
di cristallo. Non gridai perché il grido era nel cassetto.

Non ricordo bene:il cassetto si aprì da solo oppure
fu il grido ad aprirlo? Di notte sentii sibilare sul cuscino,
era la vipera, mi morse la palpebra, ma non gridai.
Un terrore muto, una cecità velenosa mi scese dentro.

Il cassetto era vuoto come la memoria dei morti.
Mi alzai dal letto brancolando nell'oscurità silente,
calpestai una cosa viscida, e così scivolai, ma
anche questa volta non gridai, la luna era polvere.

Il grido si tramutò in morso richiudendosi su se stesso.
Non c'era più speranza nel mio cuore vacillante. Una luce.
In fondo alla mia mente. Una luce mi bruciava i ricordi.
E venne l'alba a stendere un cadavere di vertebre sonore.

IL PUDORE DI ORSON

Meglio non incontrare mai dal vivo gli autori che amiamo,
potremmo sorprenderli a starnutire, a soffiarsi il naso in
modo grottesco, potremmo non amare l'odore della loro
casa o della loro pelle, o potremmo provare schifo per
come trangugiano ali di pollo fritte e unte, no, meglio che
restino nelle nostre librerie, perfetti e rilegati, con un po'
di polvere magari, ma pronti ad aprirsi al nostro desiderio.

AFORISMI SUPERFICIALI

La profondità non è altro che il disvelamento
delle superfici sottostanti.

*

Un poeta ha detto che la pelle è la cosa più profonda
che abbiamo, è vero, sulla pelle si precipita.

*

L'universo è intimo.

*

Se vedi una persona che soffre ignorala, ti sarà grata di non averle
reso ancora più amare le sue lacrime con la tua pietà.

*

Chi non offende il prossimo non conoscerà mai il prossimo.

*

Senza le ferite il sangue non vedrebbe mai la luce.

*

Stavo guardando nel mio abisso, ma ha suonato il citofono,
questo è il rischio degli indagatori casalinghi.

*

La musica ha bisogno del silenzio come l'amore ha bisogno
della carne. Senza musica c'è solo il deserto.

AFORISMA DEL GIORNO

Sono fermamente convinta che la vita sia bellissima,
ricca e grande: sì, ne sarei convinta anche se dovessi
morire di peste in un letamaio.


Karen Blixen

mercoledì 10 dicembre 2008

THE LAMP

ALL'ASCENSORE

Amo gli ascensori, sono una filiazione meccanica
dell'ascetismo. L'elevatore eleva. A volte si blocca.
Restare bloccati in ascensore è l'esperienza più
vicina alla sepoltura prematura, l'incubo di ogni
essere vivente. Un incubo che può trasformarsi
in sogno se resti bloccato con Monica Bellucci.

Luogo di fornicazione adulterina l'ascensore
ha un carisma erotico, ed è anche il posto
più adatto per la rivelazione dell'impotenza
del linguaggio davanti alla solitudine, in
ascensore non si sa mai che cosa dire, e si
finisce per parlare del più e del meno...del
nulla. In ascensore solo la carne ha un senso.

Rendiamo grazie all'Ascensore.

AFORISMA DEL GIORNO

Ho erezioni stupefacenti ed eiaculazioni che bruciano in
partenza l'avversario:la donna.


Ricky Farina

L'ADDIO DI SARA

Ho trovato questo "addio rinascita" in rete, una ragazza di 17 anni,
poetessa in erba profumata, che lascia il suo blog con le
seguenti parole. Mi sono piaciute. Sono parole carnali. E bruciano.



Lascio il blog.

Lascio Voi.

Lascio ricordi, in questa bottega profumata, in questo giaciglio di panna, lascio gocce di Stefano, gocce di Judith, gocce di Valentina, gocce di Antonio, di Gabriele, di Nicola, di Daniele, gocce di mia mamma, di vita e di morte. Gocce di salvezza, di discordia, di speranza, freschezza, febbre, nostalgia, bestemmie, sofferenze, giubili. Gocce di me, di tutto. Lascio quello che ho appuntato perchè sono la mia ombra. Lascio parte di me, per sempre, perchè per sempre io continui il mio lavoro di cesellatrice. Il mio essere mare che abbraccia e ingloba in se tutto quello che trova sul torace gravido della spiaggia. Catrame, legni, conchiglie.

Dico solo che ho deciso di svoltare. Di prendere a schiaffi me stessa e poi correre a consolarmi con coccole come ho sempre fatto. Ma, ora, per un motivo diverso. Mi schiaffeggerò non per punirmi, perchè ormai ho già sentito troppo male e le mie guance sono insensibili, ma per svegliarmi dal nostalgico torpore degli avvenimenti. da questa enorme trapunta di cenere che mi agguanta dalle caviglie sino alla gola. E poi mi coccolerò per ricordarmi che ho bisogno di me stessa e degli altri. Per ricordarmi di investire sulle persone che amo e non sulle mie paure.

Ormai cosa mi è rimasto se non le mie mani e i miei occhi? Se non questi fiori notturni ed artigliati e queste bocche vulcaniche dove vampa l'incandescenza del mio dolore passato? Presente. E futuro.

Mi è rimasta l'idea che sono una persona forte. Che sono stupenda e sono me stessa. Mi è rimasto l'assoluto controllo sulle mie cose. Mi è rimasta la mia arte. Mi sono rimasti i miei difetti. E se tutte queste splendide cose non bastassero c'è da aggiungere il fatto che sbattendo la testa trilioni di volte sulle fondamenta solide della mia ignoranza, ho ereditato l'assoluta certezza che sono troppo piccola e polverosa per essere meglio o peggio di altri.

Così le mie mani ora sono capaci di graffiare gli altri come graffiavano la mia polpa; le mie dita morbide conforteranno anche le mie spalle e non solo quelle dei miei amici. E come guarderò me stessa allo specchio sarà con la stessa sensuale ammirazione che per la persona che più desidero al mondo. E tenterò di osservare la gente con lo stesso occhio pietoso, con lo stesso disprezzo o compassione con cui mi osservarvo allo specchio.

E' nata una nuova me, ieri sera. Una nuova me che chiude i battenti del blog, del mio AMORE MORTALE, per alzare le freschissime tapparelle smaltate di novità della mia nuova bottega profumata, del mio nuovo essere ME, lontana da alienzazioni e tristezze.

Ciao, sono Sara.

martedì 9 dicembre 2008

QUELLO CHE HO CAPITO DELLA VITA

Ho capito alcune cose della vita. Le ho capite male
perché vivo male. Ho capito che non si vive una volta
sola, sarebbe troppo semplice. Si vive tante volte
fino a non poterne più. Fino a chiudere gli occhi.

Ho capito che la salute non conta nulla, una vita salutare
è una vita idiota, meschina, macrobiotica. Conta invece
il piacere, il godimento, il sovvertimento dei sensi, l'estasi.
Corteggiare la cenere per scoprire il fuoco più amaro.

Ho capito che l'amore è solo una scusa per rovistare
nella carne degli altri, per scambiarsi le temperature,
una variante in attesa dell'ombra, sul limitare di un
abisso che inghiotte se stesso per vomitare aurore.

Ho capito che mettere al mondo un figlio è da pazzi,
un crimine contro l'universo, perché l'estinzione della
razza umana è il più bel regalo che si possa fare al
cielo, alla terra, al mare, e alla vita, questo ho capito.

L'ARTE MALATA

Ci sono malattie che hanno una rilevanza artistica e non solo
biologica. La tubercolosi è una di queste. L'emottisi in pittura
si può dire che abbia creato l'espressionismo, il cielo di sangue
nell'urlo di Munch è un "residuo memoriale" degli sbocchi
di sangue della sorella e della madre del pittore norvegese.

AFORISMA DEL GIORNO

Nella vita l'importante non è lasciare un segno,
che è alla portata di chiunque, ma continuare
a essere se stessi anche dopo la morte.


Max Aub

DINO FORMAGGIO

E'morto Dino Formaggio, il filosofo operaio. Mi correggo:
non è morto, è meglio dire che la sua vita si è compiuta.

Non dovete mai credere a chi dice che gli uomini sono tutti uguali.
Questa è una falsità. Gli uomini sono diversi.

Non tutti amano la libertà di pensiero, non tutti si sono battuti
per difendere questa libertà.

La libertà è un rischio, e per difenderla bisogna rischiare, così
fece Dino Formaggio durante la Resistenza.

La libertà senza rigore è caos, Dino Formaggio era un uomo
rigoroso. L'arte è dare una forma alla libertà.

Dino Formaggio è riuscito nell'impresa di dare al suo
buffo cognome un'aura di rispetto e ammirazione.

Ho avuto l'onore di parlare al telefono con lui, cercava
mio fratello Roberto, voleva fargli i complimenti.

Aveva letto un saggio di Roberto su Giandante X, e
ne era rimasto profondamente colpito.

Dino Formaggio era un uomo coraggioso, e come ogni
uomo coraggioso amava incoraggiare il prossimo.

Anche un grande poeta non è tanto colui che è ispirato
quanto colui che ispira gli altri.

Ci mancherà, uomini così non "muoiono" tutti i giorni.
Stendiamo il tappeto rosso della memoria.


lunedì 8 dicembre 2008

NULLA DI VIRTUALE

Non c'è nulla di virtuale in questa ragazza.
La sento così vicina, così amica.

Virtuale è la donna che sta al nostro fianco
come un'ombra.

UN ALLUCE ALLUCINANTE

La mia prima raccolta di versi
"Un alluce allucinante", 1994.


Coltivo l'oblio nel sangue.

Un giorno anche i miei ricordi
mi dimenticheranno.

*

Un corpo.Tormento di gioia.
Destino di polvere.

Memoria e gesto.

Un corpo incompatibile con
l'Eterno.

Perché nulla è più surreale
della carne.

*

Quando ti bacio
avverto l'odio profondo
della tua gola
sepolta.

*

E se la mia gola
s'arrampicasse
sino al cervello
per inghiottirlo?

*

L'ateo è come una formica
che si affanna fra le briciole
senza sentire il peso del cielo.

*

Vagano i miei occhi
attraverso l'oscuro cristallo
delle tenebre

ogni respiro è una discesa
nell'inferno della carne

sono l'uomo che fugge
sono l'uomo che si getta
dalla torre dell'oblio
nelle ceneri sacre
della libertà

vagano i miei occhi
nei pozzi di luce
nelle gole gioiose
nei cieli mutevoli

vagano i miei occhi
stralunati
rapiti
onirici

imprigionati
nelle fibre feconde
del desiderio

*

Quel bambino è un poeta.

Ha rimorsi innati.

*

Madre

tu mi hai donato
la luce

e la tomba

per la luce non posso
fare a meno
di amarti

per la tomba
non riesco a
odiarti

*

La vita eterna è un male incurabile.

Il cancro di Dio.

*

Il vigile impazzito
s'infilò i guanti bianchi
raggiunse lentamente
l'incrocio

e iniziò a danzare
dirigendo il traffico
in punta di piedi

lo licenziarono

*

Non c'è emozione più forte del dolore.

Il dolore che squarcia le vene e fa impazzire
i miei gesti di uomo finito.

*

Anticipo ogni tua mossa.
Sono la tua lieve preistoria.

Se vuoi conoscere il tuo destino
guardami morire.

*

E'raro vedere volti sorridenti
in metropolitana.

Non è facile essere allegri
sottoterra.

*

Che cos'è un cimitero se non un immenso
portacenere?

*

Suicidio rapace.

Mi taglio le vene
con gli occhi
delle aquile.

*

Il vuoto
lo senti il vuoto
che vive
in ogni nostro
movimento?

così lacerante
così distante

rende le nostre carezze
involontari abissi

*

Il Big Bang

la primordiale esplosione
nella notte dei tempi

Dio

il primo terrorista
della storia.

*

Il casalingo.

M'illumino
d'interno.

*

Mi porto dentro
il silenzio
e la condanna
di tutte le carezze
che ho chiuso
a chiave.

*

Il medico sta usando lo stetoscopio
sul mio petto blindato
ausculta le mie fragili pulsazioni
senza alcun pudore
senza un mandato di perquisizione

mi sembra uno scassinatore
di casseforti
che cerca la combinazione
del mio infarto

forse l'ha trovata
sorride

il mio cuore non è più
un mistero

*

Una statua
nelle abissali profondità
della sua
pietrificazione
sogna
un gesto
da donare
al mondo.

*

Non c'è più tempo da perdere
la vita è follemente breve

la pazienza è la virtù
degli stronzi.

AFORISMA DEL GIORNO

Non crediate che la vita di un daltonico sia facile,
anche un daltonico ne vede di tutti i colori.


Ricky Farina

sabato 6 dicembre 2008

SABATO MATTINA

Pena di morte:non ne vale la pena.

La pena di morte rende la morte un fatto burocratico, ed è questo
il crimine maggiore.

Perché molti di noi sono affascinati dalla figura
del serial-killer? Forse è ammirazione per chi si è
spinto oltre, dove noi non osiamo...

Chi fuma è un assassino. Io fumo.

"Fare il morto" galleggiando sul mare, questa è
la mia forma di suicidio preferita.

Sono contro ogni forma di detenzione, chi ha ucciso
lo condannerei a studiare il corpo umano.
A specializzarsi in ogni ramo della medicina.
Lo condannerei a diventare un medico totale.

Sono una persona orribile. Perché? Perché trovo
che le persone orribili siano divertenti.

AFORISMA DEL GIORNO

Il lutto non si porta, è il lutto che porta noi.


Ricky Farina

venerdì 5 dicembre 2008

SHORT

Quando salutarsi è una danza.

AFORISMA DEL GIORNO

La morte ti dona una libertà radicale:non sei più costretto
a respirare, evadi dalla gabbia toracica.


Ricky Farina

giovedì 4 dicembre 2008

LA FAME TRAVESTITA:VLADIMIR LUXURIA.

La fame è una cosa seria, non è un gioco. Si dice "fare la fame".
Altra cosa è "produrre la fame" (produrre la fama), ricrearla in
laboratorio, come avviene in quella idiota trasmissione
chiamata L'isola dei famosi. Fame da palinsesto televisivo,
fame da raccontare a Briatore quando ci si ritrova tutti in
Sardegna. Fame da raccontare alla famosa casalinga di Voghera
che esclama: " ma dimagriscono sul serio, è una cosa vera!".
Si dimagrisce anche nelle cliniche svizzere, ecco, diciamo
che l'isola dei famosi è una clinica svizzera tropical-televisiva.

Se volete sapere che cosa è la fame leggetevi Salamov,
ascoltate i racconti di guerra dei vostri nonni, guardate
negli occhi la miseria del terzo mondo, ma lontano dalle telecamere.

Un reality non è la realtà, ma una parodia della realtà.

Dietro c'è tutta una organizzazione che punta all'audience,
a fare ascolto, se di ascolto si può parlare.
La fame, quella vera, non ha il guinzaglio leggero
di un cameraman che ti segue passo dopo passo,
che riprende ogni tua smorfia e ne fa un monumento
televisivo per gli annoiati salotti italiani.
Nella fame, nella fame vera, ogni tuo grido, ogni
tua smorfia di dolore, è solitudine, inascoltata.

La fame, quella vera, non fa ascolto, non fa audience.

Qua non si tratta di fame ma di gossip.
L'isola dei famosi è il "gossip della fame".

Per questo fa tristezza vedere una persona intelligente
e simpatica come Vladimir Luxuria finire
in questo ingranaggio mediatico, e non rendersi
conto della confusione che contribuisce a creare
tra realtà e "parodia della realtà".


AFORISMI CONTRO IL SENSO COMUNE

Solo chi è pieno di sé può traboccare e liberarsi.

*

Se guardi solo il lato positivo delle cose alla fine diventi un demente.

*

Se la virtù sta nel mezzo è più facile schivarla.

*

La serenità è una camicia di forza, una declinazione della
follia.

*

Cerca sempre di dipendere dagli altri, in questo modo
non avrai colpe.

*

Chi pensa prima di parlare arriva sempre in ritardo
in una conversazione.

*

Affogare in un bicchiere d'acqua è bellissimo, puoi
contare tutte le bollicine dell'annegamento.

*

Se pensi che la salute sia la cosa più importante hai una
visione sanitaria della vita, e quindi sei un uomo triste.

*

Chi si accontenta di quello che ha è presuntuoso, ed è anche
un pochino stronzo.

mercoledì 3 dicembre 2008

IL TUO PESO

Penso al tuo peso, padre, alla divina
grazia dei tuoi chili, a quando ti sei
sentito male, quella notte dicembrina.

Quasi due quintali di padre, di padre
amorevole, spiritoso, enigmatico.
Eppure così lieve è stata la tua morte.

Un'autoambulanza nella notte di stelle
urlanti, un ricovero d'urgenza, e l'addio
che sibilava nella folle pressione del sangue.

Sei riuscito a dire -ti amo- a Milena, alla
tua Milena, il più bel fiore di Firenze.
Poi, a notte inoltrata, un semplicissimo

-non respiro bene -

E sei spirato in tre secondi, la morte
dei giusti, davanti al medico impotente.
Lasciandoci per sempre il tuo amore.

AFORISMA DEL GIORNO

Anche oggi, come ogni giorno, cercherò di schivare
il frontale con l'addio.


Ricky farina

martedì 2 dicembre 2008

FESTINA LENTE

Un film di Ricky Farina e Valentino Murgese.
Anno di produzione 2007. Durata 7 min. circa.

Con Andrea Cambi e Sabrina Mastrangelo.

SHORT

In questo short ognuno di voi può constatare
il "reato" di omosessualità.


SECONDO AFORISMA DEL GIORNO

Quando i corpi viventi ti faranno impressione tanto quanto i cadaveri
allora avrai raggiunto il colmo della sapienza.


Ricky Farina

AFORISMA DEL GIORNO

In certi momenti la vita sembra insopportabile, ma è proprio in questi
momenti che devi farti forza per arrivare all'ora dell'aperitivo.


Ricky Farina

lunedì 1 dicembre 2008

UNA POESIA DI RICKY FARINA

Avevo perduto la speranza ed ero felice,
una disperazione quieta posata sul cuore
mi cullava il sangue in un sonno perfetto.

Ogni cadavere mi sembrava un fiore oscuro
che germoglia nelle tenebre lievi del disincanto.
Ogni morte era un piccolo buio fiorito.

Ma venne una mattina limpida, ancora in agonia
di sogno e aurora, venne a scavare nella mia carne
un'ultima sete celeste, e fu la grazia il mio peccato.

SECONDO AFORISMA DEL GIORNO

Sono talmente ateo che credo in Dio:per sfida.


Ricky Farina

ELUARD

Eluard, il solitario che amava le donne e la libertà.

Cacciato via dai surrealisti e dai comunisti.

Persona non assimilabile. Ma solidale con l'umanità.

Il poeta che parlava dal fondo dell'abisso.

Solo chi ha "conosciuto" l'abisso può scrivere questi versi.


Il solitario sempre primo
Come un verme in una noce
Riappare lungo le spire
Del più fresco cervello
Il solitario impara a camminare di traverso
Ad arrestarsi quando è ebbro di solitudine
Il solitario muove i piedi in ogni senso
Vaga rompe schiva finge
Egli si muove ma presto
Tutto si muove e gli fa paura
Il solitario quando è chiamato
Piccolo piccolo piccolo piccolo
Finge di non sentire

In piena carne fresca
Come un coltello arrugginito
Il solitario si eternizza
E l'odore del cadavere sale e si eternizza
Il miele della forza è farcito di escrementi.


AFORISMA DEL GIORNO

Tutti siamo senza fissa dimora, nel senso che abitiamo
un corpo in perenne mutazione.


Ricky Farina