sabato 27 luglio 2013

venerdì 26 luglio 2013

A VOLTE CAPITA

A volte capita di essere felici, magari per una distrazione.
Non si chiede altro che ascoltare il respiro del mondo sulla 
propria pelle, si è felici perché si esiste, un motivo di una 
banalità assoluta, ma così evidente, così semplice, e così
misericordioso. Felicità di stare qui e non altrove, di essere
vicini al tepore della propria presenza, ogni ombra ti è amica
in questi momenti, e l'unica innocenza possibile è il peccato.

R.F.

MAI SEGRETI

Non confidatemi mai un segreto, i segreti mi fanno schifo, 
sono la parodia del mistero, devo vomitarli subito fuori.

R.F.

DIALOGO CON LA RANA

SOLO NELLA FUGA

Tu che scavi nella notte alla ricerca di un arcobaleno ipnotico,
un arcobaleno di un colore solo, e respiri vicino alle pietre per
donare un brivido a ciò che non ha vita, tu che fai le smorfie
agli uomini seriosi, e corri a perdifiato per raggiungere le ombre
che ti hanno amato, tu che ami con innata spudoratezza, e non
sai mentire senza sorridere, tu che mi sogni solo perché ho
sfiorato il tuo mistero in piena luce, tu che non ci sei o fai 
finta di non esserci per confondere il mio desiderio allucinato, 
tu che non hai nome ma sei viva e ti riveli solo nella fuga...

LA PECORINA ( LEZIONE DI SESSO )

giovedì 25 luglio 2013

L'ALFABETO FARFALLINO

MAI FOLLIE

Se ho mai fatto una follia per amore? Mai, chi commette follie 
finisce in una camicia di forza. E io amo la libertà.

R.F.

LA PRESENZA E L'ASSENZA

Il problema delle donne di bella presenza è che hanno un'assenza
terribile. Una bella donna assente è mostruosa. Chi può negarlo?

R.F.

AI FOTOGRAFI

Cercate di vedere il lato positivo dei vostri negativi.

IL NAUFRAGO

Non osare mai dire "la mia vita", la vita si vendica sempre di chi
vuole possederla. Il naufrago non possiede il mare.

SENSAZIONE DI ONNIPOTENZA

Sensazione di onnipotenza di ogni fragilità, di ogni vena recisa,
e di ogni respiro incarnato, l'onnipotenza della morte che non
può essere se stessa senza prima essersi bagnata nella vita.

LE RIZZACAZZI

Le donne acqua e sapone non mi garbano, scivoli e batti la testa.
Nemmeno quelle con le palle mi garbano, alla fine te lo mettono
nel sedere. Le donne casa e chiesa le lascio ai preti e ai mariti.
Le donne intelligenti non le capirò mai, quelle stupide dopo
cinque minuti le conosci a memoria, le donne assatanate ti fanno
venire l'infarto, quelle passive anche, con le donne rebus devi
essere un enigmista dei coito e io detesto gli orgasmi incrociati. 
Che mi resta? Che mi resta? Le rizzacazzi, sì, le rizzacazzi!

R.F.

INCREDIBILE

Non credo in me stesso, mai creduto in me stesso, sono un uomo
incredibile.

R.F.

I SOLDI

I soldi si fanno la felicità. La stuprano.

R.F.

IL GIOCO DI CHI RIDE

Guardo negli occhi l'eternità, e lei punta i suoi occhi di ghiaccio
su di me. Facciamo il gioco di chi ride per primo.

R.F.

mercoledì 24 luglio 2013

UN PIROMANE SULLA LUNA

UNA VECCHIA CIABATTA

COPACABANA O MORTE

Voglio tendere l'arco della mia età, voglio un harem 
di donne disperate, e folli, e vertiginose, e arrapate. 
Voglio la lussuria su un piatto d'argento, voglio fare 
l'amore con tutti i buchi neri, con l'antimateria, con la 
disperazione. Voglio ancora essere giovane, giovane, 
giovane, ho un cazzo giovane, ho un cazzo atletico, 
ho un cazzo, un cazzo. Cristo. Perché non cado in
amore? Perché non risorgo nell'amore? Voglio donne 
libere, sensuali, fameliche, le voglio alla corte del mio 
cazzo...vado in Brasile, che dite? Copacabana o morte!

R.F.

LA BARZELLETTA DI MAMMA

martedì 23 luglio 2013

IL MARE E I PESCI

Lei mi lasciò. Un amico cercando di confortarmi mi disse 
"il mare è pieno di pesci". Lo presi a pesci in faccia.

R.F.

LA SPESA DEL SINGLE

DUE ANIME

Non hai paura e si vede da come ti tuffi nell'invisibile, da come
accarezzi l'ignoto, e ti lasci sedurre dai sentieri imprevisti.
Mi avrai sempre al tuo fianco, come un'ombra felice, e ogni
tuo passo avrà la leggerezza di due anime fuse assieme.

R.F.

LA PICCOLA SOFIA

domenica 21 luglio 2013

IN ARMONIA

Quando sono in armonia le campane sono intonate
e il silenzio di Dio è un sussurro gentile che predispone
alla speranza. Quando sono in armonia lascio le scarpe
slacciate, non ho paura di cadere perché l'erba mi è amica
e l'asfalto ha la dolcezza della seta. Quando sono in armonia
l'addio non  è altro che un arrivederci siderale, e le distanze
possono essere divorate da un sogno elastico. Quando sono
in armonia tutto è perduto e non fa  male all'anima lo sbocciare
di un deserto estatico. Quando sono in armonia non ho bisogno
di scrivere, lascio fluttuare le parole nell'aria. Quando sono in
armonia desidero solo questo: accogliere ogni attimo.
Ma quando sono in armonia? Già domandarlo è segno di

disincanto.

IL GRANDE NERO

Rileggo un pensiero tratto dal diario di Delacroix.
"Il vuoto, il grande nero che abbiamo dentro...".
Un genio malato di genio, scriveva Baudelaire.
E mi sembra di sentire l'origine dei suoi colori
fiammeggianti, e di percepire l'eco del ruggito
dei suoi leoni braccati dall'uomo, le pennellate
vorticose, il rubino del delirio nel cuore vitreo
della realtà, e il velluto delle tempeste sacre.
Quei gialli feroci nati da una partitura d'ombre.
La luce d'oriente che evoca la malinconia e il
massacro nasce da quel grande nero che portiamo
dentro. Da quel vuoto acceso. La pittura si fa
sinfonia di estasi carnale. Musica del respiro.
Ed è un abbandono violento alla quiete dell'arte.
Lussureggiante, incandescente frenesia di chi
è sprofondato con gli occhi nelle tenebre ed è
risorto per farsi divorare dal sole: Delacroix.

sabato 20 luglio 2013

IL MARTIRE

Angoscia. Notte patibolare.
Le stelle minacciano tempesta.
Nel cuore il formicaio dell'assenza.
Un gelido coro di anime attraversa
lo spazio, e il sangue urla.
Potrei impazzire. Potrei farla finita
con un taglio netto. Potrei essere
il cannibale dei miei cuscini.
Potrei vomitare l'universo dalle mie
ferite. Ma resto sveglio.
Gli occhi aperti nell'incubo.
Il fiato assassino sul collo, le mani
incarnate, e la gioia tremenda
di essere vivo. Nessuna pietà per
chi gode del proprio tormento.
Martire di ogni attimo.

NELLA SCATOLA CRANICA

Ho il mal di mare nella scatola cranica, è un inconveniente del genio.
Non fateci caso se mi vedete barcollare.


R.F.

venerdì 19 luglio 2013

QUELLO CHE MI PIACE FARE CON LE DONNE

Mi piace mettere le mani sulle tette delle donne.
Mi piace baciare le chiappe. Mordicchiarle.
Mi piace annusare il collo delle donne.
Mi piace  infilare la mano nelle mutandine delle donne.
Mi piace frugare negli occhi delle donne.
Mi piace versare champagne sulla pancia delle donne e
leccare l'ombelico. Mi piace spalmare la spuma di salmone

sulle spalle delle donne. Mi piace scopare le donne al tramonto.
Mi piace fare il fesso nella fessa. Mi piace essere gorillesco ma chic,
chic-gorillesco insomma.  Mi piace baciare le donne che hanno
appena divorato un pollo fritto.  Mi piace l'unto nella bocca.
Mi piace la lingua delle donne sulla mia cappella.
Mi piace la donna che mi fa una sega e mi sorride.
Mi piace scopare con le finestre aperte, anche in inverno.
Mi piace il raffreddore.
Mi piace fare "ecciù" fra le cosce delle donne e farle godere

con uno starnuto. Mi piace comprare orecchini alle donne.
E offrire cene sul mare.
Mi piace il mare. Mi piace annegare le donne, con delicatezza.
Mi piace avere un cazzo e donarlo. Con infinita serietà.

Con rabbia.
Rabbia elastica.

AL SUNSET

Domani mi toglieranno due denti seguendo il metodo
della leva di Archimede, per fortuna sono in fondo e potrò
continuare a sorridere  senza problemi. E fra qualche mese farò l'impianto.
Questo per quanto riguarda il bollettino medico-dentistico.
Stasera ho fatto un aperitivo chic sulla spiaggia insieme a mia madre
e a una sua amica. Le donne sono superiori: tante vedove. Ci seppelliscono.
Oppure ci fanno da infermiere quando il nostro cervello va in pappa.
Che tristezza, ma l'aperitivo era da sogno: il mare placido, il tramonto,
le bollicine dorate di uno spumante, la sabbia fresca sotto i piedi,
la quiete azzurrina delle Apuane, due bambine bionde, immagino sorelle,
vestite di un verde fosforescente. E gli occhi di mia madre velati
di una nostalgia sorridente ma pieni di vita e di amore.
Che cosa voglio di più? Una donna al mio fianco? Forse,

ma perché volere sempre quello che manca? In fondo va bene così.
Sono un tipo polivalente,polieiaculante, cazzodurista, psicofashion, abissale
e chic, tremendamente chic. E la giusta punizione per quelle sciocchine
che hanno l'ardire (ma non l'ardore) di non cadermi ai piedi
è proprio questa:non essere qui al Sunset con Ricky Farina.

giovedì 18 luglio 2013

IL SOGNO DEL TRADIMENTO

Ho sognato di tradire tutte le mie lacrime, di barattarle con un
sorriso, e mi sono svegliato al centro del mio dolore.

R.F.

I MORTI

Perché si parla sempre bene dei morti? Dicono che il motivo 
sia questo: i morti non possono più farci del male. Non è vero.
Tutti i morti della mia vita hanno sete del mio sangue e mordono.

R.F.

L'OSSESSIONE DELLA POLVERE

Sono ossessionato dalla polvere, anche il mio grido è polvere, e
anche il mio canto. Per questo adoro le casalinghe.

R.F.

SCOMPARSE

Se penso a tutte le persone che sono scomparse nella mia vita 
mi sento il palcoscenico di un illusionista...

R.F.

IL CRODINO E IL POMPINO

La vita mi fa male da morire: un'esperienza inquietante. Per fortuna
sono così superficiale che mi basta un crodino o un pompino per
dimenticare tutto. Per dimenticare tutto il dolore che mi uccide.
La mia felicità dura il tempo di una eiaculazione, e nel mio caso
non dura moltissimo. Forse è meglio sorseggiare un crodino.

R.F.

mercoledì 17 luglio 2013

IL PASSO FALSO

In vita mia ogni volta che ho fatto un passo falso ho incontrato la verità, 
anche se mi ha subito tradito con la prima illusione.

R.F.

MI PIACI TANTO

Mi piaci. Mi piaci tanto. Me lo fai diventare duro. Tanto duro.
Voglio invitarti al mare. Fare una buca nella sabbia e strozzare
un gabbiano per te. E uccidere un tramonto per te. E scoparti.
Scoparti per te. E per me. Vicino all'agonia densa del mare.

L'AMORE TRADITO

Ieri notte è accaduta una cosa strana, mi è sembrato di vedere 
i tuoi occhi sul mio cuscino, sembravano due insetti velenosi,
usavano le ciglia come zampette e si muovevano verso di me,
un incubo totale, un delirio profondo come l'universo, erano
occhi affamati di sangue, e avevano una dentatura orribile,
erano occhi-mascella, occhi feroci, potevo sentirli deglutire.
E ridere. Ridere del mio terrore. L'amore tradito è anche questo.

COME SI FA A DIVENTARE SUPER COME ME?

L'ACCOMODANTE

Sono un uomo accomodante: faccio accomodare l'universo nel mio spazio interiore.

R.F.

LA STRUTTURA

Chi ha una struttura psichica "televisiva" non può capire nemmeno 
un frammento di Ricky Farina.

BRIVIDI E ORRORE

L'amore è conoscitivo, serve a conoscere le temperature degli altri
corpi. Quelle coppie che chiudono a chiave i propri genitali in un
rapporto termoautonomo mi fanno venire i brividi d'orrore.

R.F.

LA FORZA DELLE PUTTANE

I marciapiedi sono invincibili, solo le puttane riescono a batterli. 

R.F.

QUANDO UNA PUTTANA


Quando una puttana ti dice "amore" sta lavorando,
ma io preferisco un amore professionista a un amore
dilettante, una puttana non mi ha mai detto -addio-.

Quando una puttana gode sta fingendo, ma la sua
finzione è la sua verità, e non c'è menzogna nei suoi
gemiti: sono una forma di delicatezza verso il cliente.

Quando una puttana ti tradisce con un altro cliente
non senti una fitta al cuore, non ti tremano le budella,
quando una puttana tradisce lascia intatto il tuo cuore.

Lo affermo con tutta la mia solitudine: le adoro.

martedì 16 luglio 2013

LE PERSONE SEMPLICI

Le persone semplici mi inquietano, tendono a non mentire, non
conoscono l'ipocrisia, dicono la verità, e per questo sono oscene.

Ricky Farina

PUTTANA EVA

lunedì 15 luglio 2013

IL LADRO

Una notte ho sorpreso un ladro in casa mia, per sorprenderlo
gli ho detto: grazie ladro, tu vieni ad alleggerire la mia vita.

L'ACIDO

In me ci sono sorgenti di stupore, uno stupore deturpante,
come un acido che cola sul mondo e lo corrode fino alla
follia, e non resta altro che una melodia di vertebre nude.

IL FIORE

Colgo un fiore in "fragranza" di reato, reato di bellezza.

INCUBI

Accarezzo gli incubi perché so che anche l'incubo più devastante
è solo un sogno, un sogno cupo, punto dalle tenebre, un sogno
che ha bisogno di amore, per questo accarezzo gli incubi.

LA VOCE INTERIORE

L'ANIMA DEL MONDO E IL PEPERONCINO

Hegel dopo avere visto Napoleone scrisse in una lettera: " ho 
visto l'anima del mondo a cavallo". Ma mettete un peperoncino 
nel culo del cavallo e vedrete che fine fa l'anima del mondo.

R.F.

IL MACELLAIO ASSOLUTO

La storia non è il banco di un macellaio, non è solo sangue, bisogna
trovare un senso. Seguendo questo pensiero di Hegel sono andato
dal mio macellaio di fiducia, mi sono messo a osservarlo, e in quel
suo coltellaccio insanguinato che si muoveva con rapida e spietata
perfezione ho visto lo Spirito Assoluto, e ho avuto autocoscienza
del mio sangue. Per fortuna in Italia scarseggiano i cannibali.

Ricky Farina

L'ESSENZA DEL SORRISO

Lo humour è il culmine dell'arte: Aristofane, Cervantes, e Rossini.
Dopo la tragedia c'è sempre il sorriso. Il sorriso è l'essenza.

Ricky Farina

L'ALBERO E L'OFFESA

Hegel sostiene che la civiltà inizia con l'offesa alla natura.
Ieri sono andato vicino a un albero e gli ho fatto una pernacchia,
l'albero non ha reagito, si è limitato a muovere placidamente 
qualche foglia, l'albero mi ha dato una lezione di civiltà.

Ricky Farina

LA DOMENICA DI HEGEL

Secondo Hegel l'arte è "la domenica della vita". Forse è per questo
che non lavoro.

Ricky Farina

IL MATRIMONIO FELICE

domenica 14 luglio 2013

L'ORGIA TENUE

CALDEROLI, IL SOPPRESSORE

IL DEPILATORE FOLLE

IL SOLLETICO

Sto facendo un corso di solletico avanzato, so che molte donne
cedono quando le fai ridere.

R.F.

LA MIA LINGUA

La prima cosa che guardo in una donna è la lingua, per questo 
spesso faccio finta di essere un otorinolaringoiatra, si tratta delle
mie ferite, ho ferite molto sensibili, e ci vuole una lingua delicata.
Ma vi avverto: ho un dolore salato. Forse per questo nessuno mi
lecca le ferite, o forse non ho incontrato ancora la "mia" lingua.

R.F.

L'ADDIO E IL CIAO

Non vi è mai capitato di dire addio a un amore e di ritrovarvi per
caso il giorno dopo a fare la spesa nello stesso supermercato?
Una situazione molto imbarazzante, ci si domanda: e adesso che
cosa le dico? Le dico ciao? O continuo a dirle addio?

R.F.

LA VITA E LE SORPRESE

La vita è piena di sorprese, ma io voglio una sorpresa piena di vita.

R.F.

UN GIOCO DI POLVERE

Non puoi fare nulla contro la gioia, rassegnati, le lacrime escono da
occhi imbevuti di luce, i morsi lasciano il segno ma sono solo sorrisi
che hanno fame. Tenebre, dolore, disperazione si schiantano contro
l'inviolabile purezza di un respiro, e l'universo cova la sua estasi 
profonda mentre i nostri passi oscillano sul vuoto, sii felice, non 
ti resta altro, non avrai altre occasioni, è un gioco di polvere...

R.F.

sabato 13 luglio 2013

IL MIO REGISTA PREFERITO

Qualcuno ha detto che gli esseri umani sono i cartoni animati 
di Dio. Io faccio film sui cartoni animati, mi piace pensarla
così. Sono stato a un matrimonio felice, amo riprendere i volti
delle persone, una madre che accarezza il figlio mi interessa
molto di più di qualsiasi prova di attore. E vi devo confessare
una cosa: sono il mio regista preferito, anche se può sembrare
presuntuoso. Del resto è presunzione pensare di catturare la
vita in una semplice inquadratura, sublime presunzione.

giovedì 11 luglio 2013

PROMEMORIA


Ricordati di svegliarti ogni mattina.
Ricordati di sorridere mentre ti lavi i denti.
Ricordati che se la vita avesse un senso tu saresti già pazzo.
Ricordati di allacciarti gli occhi prima di uscire di casa.
Ricordati di manomettere la realtà.
Ricordati di leccare le ferite che incontri per strada.
Anche quelle infette, sono le più gustose.
Ricordati di sorridere al primo venuto se stai facendo un'orgia.   
Ricordati che il sesso è più profondo della morte.
Ricordati che Cartagine deve essere distrutta.
Ricordati di dare un nome a una nuvola a scelta.
Se il cielo è senza nuvole ricordati di sognare una nuvola.
Se non sai sognare nemmeno una nuvola ricordati di ucciderti.
Ricordati di aprire tutti gli orizzonti chiusi a chiave.
Ricordati di creare una teologia portatile per chi va di fretta.
Ricordati che Dio non è morto ma sepolto vivo.
Ricordati che Dio sta urlando.
E il suo urlo si chiama silenzio.
Ricordati di fidarti solo di ciò che non ha speranza.
Per non morire subito.
Ricordati di inseguire il tuo istinto.
Ricordati che in amore vince chi funge.
Ricordati di tutti i morti che scalpitano nel tuo sangue.
Ricordati di andare almeno una volta al funerale di un cannibale.
Ricordati di sognare anche fra le crepe delle tue agonie minimali. 
Ricordati di non essere mai te stesso se non vuoi morire.
Morire in prima persona.
Ricordati di ricevere una carezza, porgi il tuo volto a tutti.
Ricordati che la vita è odiosa solo quando ti prude il sedere.
Per il resto è un'esperienza intrigante.
Ricordati di donare le tue erezioni allo stupore del mondo.
Ricordati di eiaculare, anche nel vuoto.
Ricordati di andare a pagare le bollette con un libro di poesie in tasca.
Ricordati di fare la spesa.
Ricordati che la morte non esiste.
Esistono solo i morti.
E tu sei vivo.
Ricordalo. Anche quando
sarai
morto.

PRIMA DELLA POLVERE

Credo nella polvere, la mia religione è la fede negli acari.
Nemmeno il Folletto è in grado di farmi dubitare. 
Ma verrà il vento e spazzerà via tutto, anche la polvere. 
Anche la mia fede. E i nostri volti che un giorno furono
in amore, prima della polvere...

R.F.

IL SOLLETICO DEI RICORDI

Se mi vedete sorridere significa che un ricordo mi sta facendo
il solletico, anche i ricordi dolorosi mi fanno il solletico. La memoria
è un serbatoio infinito di sorrisi, prima del ghigno finale.

R.F.

L'UOMO D'ACCIAIO (critica di Roberto Farina)


L'UOMO D'ACCIAIO

Un’esperienza anale fortissima.
Buchi neri. Strane trivelle. Uomini d’acciaio coi controcosi. Cazzotti, botte, cazzotti e calcioni, ma soprattutto: chiasso.
Il regista e il produttore puntano sulla fobia di fine millennio: l’America sotto attacco. Di torri che crollano ce ne sono infatti a centinaia, ma dell’11 settembre c’è solo la polvere.
Pessimo. Tra i film tratti dai comics, forse solo Daredevil può essergli paragonato, ma almeno non era così chiassoso.
Che dire? Regia: boh. Sceneggiatura: ah ah! Attori: sgrunt. Questi ultimi, per la rabbia di averli visti in quei ruoli, non vogliamo nemmeno nominarli. Torna alla mente il Mephisto di Klaus Mann, dove il protagonista, un comunista diventato l’attore prediletto dei gerarchi nazisti, si difende dall’accusa di collaborazionismo gridando: “Perché ce l’avete con me? Che potevo fare, io? Sono solo un attore!”. Ecco, questo diranno gli interpreti di questo film, quando davanti alle porte del paradiso John Cassavetes gli chiederà conto della loro sssconfinata stronzaggine, da loro gabellata per professionalità.
Quello che fa la parte del papà kryptoniano sembra non capire un’acca di ciò che dice. “Signori del Gran Consiglio di Kripton! Il tempo stringe! Avete sfruttato il nucleo del nostro sole fino a toccare il limite di maxifusione centrifuga, senza prevedere il dissolvimento incrociato dei fantaprotoni e quindi… e quindi… Insomma qui salta tuttoooo!”.
Quello che fa la parte del papà terrestre muore sacrificandosi, in ultima analisi, per salvare un cane da un tornado. Nel farlo, si storce una caviglia, moccola qualcosa, si ricompone, tira un sospirone e crepa come Obi-Wan Kenobi in Guerre Stellari (scena di una comicità involontaria senza precedenti).
Quella che fa Lois Lane è un’ottima attrice, ma per l’occasione diventa una pessima attrice. “Scusa,” chiede all’uomo d’acciaio in una scena di rara surrealtà, “che significa quella S che hai sul petto?”.
Quello che fa il direttore del Daily Planet sembra un celiaco allergico al pesce, che s’è appena mangiato un branzino in crosta.
Quello che fa Superman ha sempre l’espressione Magnum di Ben Stiller in Zoolander, ma non fa ridere.
Quello che fa il cattivo ha la faccia da vigile urbano incazzato. Quindi è, invero, terrorizzante. Ma il suo personaggio sembra imbattibile e invece dall’inizio alla fine prende gli schiaffoni come Bombolo.
Dopo centoventi minuti di supercazzotti l'unico brivido che cola lungo la schiena dello spettatore è quando, artigliando i braccioli della poltroncina, si chiede: “E se non finisse più?”.
In questo film non c’è un briciolo di ironia: qui sta la tragedia.
Eppure, la logica c’insegna che non esiste lo schifo assoluto, come non esiste il male assoluto. Qualcosa si deve pur salvare. Ad esempio la scena in cui Clark scolaretto si rinchiude terrorizzato in uno stanzino, dopo che improvvisamente i suoi poteri gli hanno svelato il teschio ghignante dei compagni e della maestra (inconvenienti dei raggi X). Il piccolo riesce a controllare il terrore solo quando la madre, attraverso la porta chiusa, gli sussurra: “Clark, per vincere la paura devi concentrarti. Concentrati su qualche cosa. Concentrati su di me, amore”.
Non è male neanche la prima dimostrazione di forza di Clark adulto, quando fa il suo ingresso su una piattaforma petrolifera con il petto avvolto da fiamme serpeggianti.
Insomma, come disse il bambino di buona volontà: “Ci sarà pure un giocattolo, sotto questo mare di merda!”. E se qualcuno di voi, magari per curiosità, magari per affetto verso il superbeniamino della sua infanzia, avesse intenzione di scavare nell’Uomo d’acciaio, non ci resta che augurargli buona caccia. Ma che almeno si procuri buone calosce, perdio.

Roberto Farina
Tutte le critiche di mio fratello le trovate sul Romoletto, rivista online diretta da Oscar Glioti.