martedì 31 maggio 2016

ANCORA VITA

Le donne mi raccontano i loro incubi, i sogni forse li dicono
ad altri. Anche se un incubo è un sogno a tutti gli effetti.
Hai mai fatto follie per amore Riccardo? Sì, rispondo di sì.
L'unica vera follia è tradire la propria solitudine. Ricordo
di essere stato vicino al padre di una mia amica, era un
papà malato, e la mia amica aveva chiesto a me e a mio
fratello questo favore. Stare vicino al padre malato quando
lei era al lavoro. Lo abbiamo fatto per amicizia. Ricordo
che sentivo una forma di pudore, sacro pudore, a violare
l'intimità di una persona malata, mi dicevo che ero un
estraneo, che non avevo il diritto di stare accanto a una
persona che stava vivendo i suoi ultimi giorni, ma era
un ragionamento stupido che abbandonai presto, non
esiste l'estraneità in questi casi, la morte ci rende tutti
fratelli. E ricordo il papà di questa mia amica che si
sbucciava una pesca freschissima e la gustava con gioia,
in prossimità delle tenebre ci sono frutti palpitanti di vita.
Anche a un passo dal buio eterno una semplice pesca.
In bocca. Era gusto. Gusto di vita. Ancora. Ancora vita.
Sono pazzo. Non mi masturbo più davanti allo specchio.

IL GLICINE

Una serata con un amico. Un libro cercato e non trovato,
un piccolo concerto dove gli applausi nascevano per
riflesso condizionato, quattro chiacchiere in un bar con
due Negroni rossi come ciliegie, una notizia triste caduta
dal telefonino in mezzo alle patatine e alle noccioline.
I passanti, l'amicizia, la crisi economica, due pizze, due
grappe per finire. La notte, la città. Altre chiacchiere sul
sesso, sul dolore, sulla famiglia, sul tempo che travolge
tutto. E sulla strada del ritorno il glicine con il suo profumo.

DOPPIO

Aveva una doppia personalità, faceva il doppio gioco, 
gli anni gli avevano fatto venire anche il doppio mento,
a tennis giocava sempre in doppio, era un contabile
e le partite doppie erano all'ordine del giorno, eppure
era una delle persone più sole di questo mondo.

DOLCE OBLIO

Continuo a dimenticarmi di comprare lo zucchero.
Perché? Sarà la terza volta in tre giorni, scendo con
l'intenzione di comprare una confezione di zucchero
e torno con biscotti, latte, pane, ma senza zucchero.
Sarà perché ho il cuore nello zucchero?

DIALOGO CON MAMMA

Parto per il mare stasera o domani mattina.
Io e mio fratello sentiamo la mancanza di
questa splendida donna : nostra madre.

RICKY PERUGINA


Ama, e fai quello che vuole. ( variazione da Sant'Agostino ).

Tutto scorre. Non si bacia mai due volte la stessa persona. ( variazione filosofica ).

Si baciavano secondo il principio dei visi comunicanti. ( variazione scientifica ).

lunedì 30 maggio 2016

NUOVO DOLORE

Mai, non ho mai creduto al dolore.
A parte la puntura d'ape su testicolo.
Credo all'intensità di un ricordo che
fa vacillare il sangue, ma non è dolore.
Credo all'abbraccio perduto, al volto
sotto la sabbia, alla mano contorta,
al respiro che gioca con le rondini
spezzate, al fanciullo che incontra
le tenebre improvvise, al padre che
lascia un vuoto incolmabile, alla madre
dal grembo di polvere, credo al figlio
che giace tra le alghe, all'amico che
diventa ombra, credo a tutte le ferite,
tutti i terremoti, tutte le pestilenze, a
ogni tuffo di marmo in gelidi abissi,
credo alle circostanze, alla timidezza,
all'imbarazzo, alla sconfitta, alla nuova
era dei topi carnivori, alle albe che
smuovono eserciti di siringhe in vecchi
ospedali, credo al rantolo, alla vile
bestemmia, al tradimento, e credo
all'innocenza di ogni crimine, alla mia
testa piena di addii, ma non è dolore.
Credo alla nota stonata, credo che sia
musica, e ogni grido è ricerca di un
canto segreto, ogni incubo è il sogno
di un risveglio, credo semplicemente
che l'amore sia più vivo di ogni morte.
E questo forse è un dolore. Bellissimo.

PENSIERO


Era una mente semplice in mezzo
a tante menti semplificate.


L'ANGOLO DI MEDEA

Ci sono incontri che segnano una vita. 
Sono incontri di bellezza incondizionata.
Di reciproco nutrimento. Per me Medea è la
giustificazione di ciò che sono, del mio
vagare con una videocamera in mano e
con un solletico di parole nella testa.
Nei momenti di sconforto penso a Medea.
E alla forza che il suo amore mi infonde.
E so di essere bello, bellissimo, grazie
a lei. Per questo continuo a fare quello
che faccio, e non mi scoraggio mai del tutto.
In questo giorno di lutto le dedico il mio volto,
il mio cuore, e l'universo che annega nel
mio ombelico. Avrei voluto fare un ritratto
a tuo padre, amica mia. Chisciotte è in
lutto. Chisciotte ti ama, e l'amore è qui.
Non ci lascia mai.


domenica 29 maggio 2016

UNA DOMENICA DI PIOGGIA

LA MIA AMICIZIA CON BRUNO

Bruno forse nemmeno si immagina quello che sto
per dire, anche perché si lamenta che non lo chiamo
molto spesso, ma io sono fatto così, non amo stare
al telefono. Però penso continuamente alle persone
che amo. E Bruno lo amo. L'ho conosciuto in Versilia
grazie a mio fratello Roberto ( quante meravigliose
conoscenze devo a mio fratello ), e subito ho provato
nei suoi confronti una grande simpatia, perché ho
sentito nel suo modo d'essere una forte inquietudine,
un coraggio, e una bontà fuori dal comune. Ed è
rimasto ancora un bambino, sebbene sia un uomo
fatto e (in)finito. L'infanzia è come intrappolata
nei suoi occhi celestiali e caraibici, il dolore non lo
ha ucciso, non ha ucciso l'infanzia, la giovinezza,
al contrario, ha protetto tutto ciò che c'è di vivo
e leggero e avventuroso nella sua anima. Forse
la cosa che amo di più in lui è la sua curiosità, una
folle curiosità, verso gli altri. Bruno è un formidabile
chiacchierone, andate in giro con lui e conoscerete
tutti, ogni passante è un mondo, e Bruno ha fame
di ogni vita, di ogni volto, nel quale si specchia con
innocenza e purezza. E un pizzico di impertinenza.
Per poi tornare nella sua solitudine montana

a combattere con i demoni del suo passato.
A margine di questo c'è la mia cinefilia, Bruno è
il Titta di Amarcord, croce e delizia per un attore
essere sempre identificato con un ruolo, ma è lo
scotto che si deve pagare per avere lavorato con
un genio di nome Federico Fellini. E volete sapere
uno dei momenti più belli della nostra amicizia?
Eravamo in strada per Milano, io, mio fratello
Roberto e Bruno. A un certo punto, per sfida,
l'ho preso di peso e l'ho alzato, come lui fece
nella celeberrima scena della tabaccaia, e ho
sentito di alzare al cielo con le mie forze un amico
e nello stesso tempo la storia del cinema.
C'è qualcosa di più bello per un regista sgangherato
come il sottoscritto? Lui poi ha toccato terra e
mi ha guardato con un sorriso azzurro come
i suoi occhi. Azzurro come la vertigine che gli fa
tremare il cuore. E che lo rende vivo, e vicino
alla vita e alla terra. Bruno, ti voglio bene.



venerdì 27 maggio 2016

BUONA GIORNATA

Sono proprio un simpaticone, ai confini con il piacione, 
molto abile nella battuta da bar, riesco a donare sempre
un sorriso, e un punto di vista diverso, non banale, sulle
cose di tutti i giorni. Questa è una qualità che mi riconosco.
Del resto perché dovrei avercela col mondo? Ho tutto
il tempo libero che voglio ( per esempio ieri ho passato
mezza giornata sul sito Neri superdotati per cuckold, con
intenti spermosociologici ovviamente ), l'intelligenza non
mi manca completamente, anche se non ho mai capito
la matematica, sono un tipo interessante, ho un mio
pubblico clitorideo, non piaccio a tutte, ma a quelle che
piaccio piaccio tanto, e poi ho sorgenti di verità che
mi dissetano, e un senso dell'umorismo che mi fa sentire
la vita come una riuscitissima burla. Perché dovrei avere
il broncio? Ho ancora delle erezioni di tutto rispetto,
anche se devo ammettere che ultimamente la costanza
erettiva si può inclinare per alcuni istanti, e devo fare
ricorso a un surplus di concentrazione per tornare
completamente duro , ma è una cosa normalissima
mi dicono, " benvenuto nel mondo degli scopatori "
mi ha detto mio fratello. Bene, che dire? Buona giornata.
Ah, dimenticavo, oggi ho scoperto che avrò una
nuova vicina di 28 anni, e pare che sia molto carina.

giovedì 26 maggio 2016

ESTASI X- MEN

Stasera sono andato a vedere X-Men l'apocalisse e mi sono
divertito, ho proprio riso in sala come non mi capitava da 
tempo, e senza vergognarmi. Incredibile. Sto diventando
anche io un mutante. Da Truffaut agli X-Men. Tornando a
casa mi sono preso un Cuba Libre al baracchino che in
questa stagione torna in vita ogni notte. Luca, il gestore,
mi ha versato il Cuba Libre in un bicchiere di plastica.
Prima di rientrare, davanti al portone di casa, ho avuto
una illuminazione: e se la mia vita fosse perfetta? Se ogni
attimo di questa mia vita fosse un fottuto miracolo di
assoluta perfezione? La chiave che gira nella serratura,
il portone che si apre, l'ascensore che funziona, e ho
avuto una sorta di estasi minimale, l'estasi di ciò che
accade con un'unica motivazione : l'accadere stesso.

LA POESIA DEL COMICO

Ecco una delle scene più liriche della storia del cinema, per
me. La comicità quando è vera comicità sconfina con la
poesia. Come in questo caso, la scena è tratta dal famoso
film The Party, di Blake Edwards, con Peter Sellers.
Sellers interpreta Rundy Bakshi, un indiano combinaguai
che è stato invitato per sbaglio alla festa di un grande
produttore cinematografico, farà esplodere tutto con la
sua gentilezza catastrofica, in questa scena ha la vescica
piena, gli scappa la pipì da morire, ma è anche innamorato
della deliziosa cantante, e soffre per lei le pene dell'inferno.
Indimenticabile, da vedere e rivedere.


BREVE RICOGNIZIONE DEL MIO STATO MENTALE

Il paesaggio mentale del paziente Ricky Farina presenta
una geografia oscura, con improvvisi avvallamenti e chiare
sorgenti di brividi, ci sono miniere a cielo aperto, miniere
di stupori incandescenti, e fenomeni carsici d'angoscia.
Una strana musica di origine ignota pervade lo stato
associativo dei pensieri scombinati, ci sono latenti drammi
di natura ancestrale, e amniotici vortici tropicali. Non si
riscontra alcun disturbo emotivo, a parte una fragorosa
libidine monomorfa che assume la figura di un mandingo.
L'effetto psicotropico di valenza negroide è probabilmente
una reminiscenza fallico-elicoidale. Traumi cristallini in
ordine sparso, ma con controbilanciamento neuroironico.
Durante la dimensione onirica nel paziente assistiamo
a spostamenti cromatici, divisionismi carnali, e pallide
ombre in assenza di un destino glorioso. C'è il senso
di una voragine notturna e il nascondimento di albe
vegetali. Putrefazioni di divinità eliogabalesche con una
propensione endovenosa al grido circolare. Appena
dopo il risveglio si assiste a un tripudio vescicale, con
spinte allegoriche, e specchiati candori di evanescenze.
L'anamnesi e l'anabasi criptospinale inducono a fare
una retrospezione propulsiva e visiva delle fibrillazioni
genital-ormonali. Il dolore è assente, al suo posto solo
una vaga memoria di immagini deliranti, con miraggi
a filo di Scozia e deserti emiplegici. In sintesi : è matto.

QUELLO CHE NON MI FA PAURA

Non mi fa paura il tempo che passa,
un tempo congelato mi farebbe paura.
Non mi fa paura soffrire per amore,
la bonaccia nel cuore mi farebbe paura.
Non mi fa paura la decenza della morte,
non morire mai sarebbe un'indecenza.
Non mi fa paura lo spavento dietro l'angolo,
mi farebbe paura una vita senza paura.
Non mi fa paura un bosco di notte, mi
farebbe paura una notte senza boschi.
Non mi fa paura andare contro me stesso,
mi farebbe paura essere sempre me stesso.
Non mi fa paura la solitudine che sento,
mi farebbe paura non sentire la solitudine.
Non mi fa paura una vita priva di senso,
mi farebbe paura una vita sensata.

mercoledì 25 maggio 2016

IMMAGINARIO


" Mi scusi "
" Dica "
" Lei è Ricky Farina? "
" Ci provo "
" Sono una sua ammiratrice "
" Me ne compiaccio "
" Conosco a memoria tutti i suoi film"
" Ah "
" Lei mi sta guardando le tette? "
" Sì "
" Le piacciono le mie tette? "
" Sì "
" Ma io ho il fidanzato "
" Io no "
" Le piacerebbe scoparmi? "
" Sì "
" Abito qui al secondo piano "
" Quindi? "
" Vuole salire? "
" Sì "
" Ma oggi ho le mie cose "
" Quindi ? "
" Per lei è lo stesso fare con il mio culo ? "
" Ci mancherebbe "
" Saliamo ? "
" Saliamo "
( dialogo immaginario di un filmmaker sconosciuto )

PAULOTTO

Avevo fatto una denuncia di smarrimento di una targa.
Questo nel lontano 2001. Erano vive persone
che amavo. Poi la macchina è stata venduta. Mi chiama
la polizia per dirmi che la macchina venduta ha ancora
la targa originale. Come è possibile signor Farina?
I nuovi proprietari sono stati fermati dalla polizia a Napoli.
Forse ho ritrovato la targa e mi sono dimenticato di
avvisarvi, mi scusi agente. Non è un problema ma deve
venire in questura per una dichiarazione. Va bene.
Chieda dell'agente Paulotto, sono io. Va bene. Oggi
sono andato in questura, sono passato vicino al
carcere di San Vittore, c'erano scritte anarchiche sui
muri: più sbirri morti. E cose di questo genere. Arrivo
e l'agente Paulotto mi conduce lungo un corridoio e
poi mi fa accomodare nel suo ufficio. Sono formalità
signor Farina, mi spiace averla disturbata. Ma si figuri,
la mia vita è tutta un tempo libero. Leggo che lei è
uno scrittore. Non propriamente, trascrivo i miei
pensieri. Se mio padre non avesse fatto l'ingegnere
adesso chissà dove sarei, forse in carcere per furto.
Noto della polvere sulla scrivania di Paulotto e una
serie di timbri deliziosi sospesi nel vuoto in attesa
di vibrare sulla carta. Mi è simpatico questo Paulotto.
Avrà la mia età. Moro. Un viso da brava persona.
Da padre di famiglia. Gli anarchici lo vogliono morto.
Penso tra me e Paulotto, e tra me e me. Firmo.
Faccio due firme. Due autografi neutri. Paulotto mi
accompagna all'uscita. Per me è stato un piacere
conoscerla signor Farina, e quando passa da queste
parti faccia conto di avere un amico. Grazie Paulotto.
Ciao. Gli dico ciao, come a un amico. Ripasso davanti
al carcere di San Vittore: più sbirri morti, lo Stato
devasta e saccheggia, più sbirri morti, più sbirri morti.
Paulotto, stai attento! Mi sei simpatico. Non morire.
Non morire, mai.

SACHA GUITRY

Non sono affatto contrario al baciamano alle signore.
Bisogna pur cominciare da qualche parte.

TECNICHE PER STARE BENE


A chi si sente giù per un motivo o per l'altro ( soprattutto per
l'altro ) consiglio queste tecniche di mia invenzione.
Tecniche di mia invenzione :

Farsi un frullato di banane ascoltando Mozart.
Comprarsi una pianta esotica e insultarla ogni
mattina. Insulto generico : " Sei solo un vegetale ".
Guardare una foto di Sacha Guitry ( metodo truffautiano ).
Andare dal proprio fruttivendolo di fiducia e mimare
una crisi epilettica, ricomporsi e comprare dei kiwi.
Fissare i lobi delle proprie orecchie per dieci minuti.
5 minuti per ogni lobo.
Parlare di semantica metafisica con una pietra.
Inoltrarsi in una strada sconosciuta con una
borsetta rossa, anche se siete maschi.
Andare in una agenzia turistica con un mappamondo
di cristallo, e dire questa frase : " Detesto i fusi orari
opachi, amo i fusi orari trasparenti ". E attendere
una reazione con molta serietà, respirando lentamente.
Invitare a cena un amico, ordinare due pizze
all'ananas, e scolarsi due bottiglie di Vermentino.
Poi vomitare in compagnia.
Costruire una trappola per topi, e una ghigliottina
per cigni. E attendere leggendo una poesia.
Ecco, non ho altro da aggiungere.

I DOLORI DEL GIOVANE PAZ

http://www.milieuedizioni.it/roberto-farina-racconta-la-nascita-de-i-dolori-del-giovane-paz/

IL CONTRARIO

A me accade il contrario: le apparenze mi giudicano. 
Verdetto: inadatto ad apparire. Non mi resta che essere.

martedì 24 maggio 2016

GODARD

MI SENTO STRANO

Non so che cosa fare. Mi sento strano.
Disteso nell'incubo. Adagiato in una sorte
maligna e delittuosa. E dilettante.
A volte dilettevole. Con un cuore folle.
In gabbia di torace e fornace. Vulcano.
Limpido. La mia saliva è rossa. Come
i cani ringhio, come i cani mordo, come
i cani ho le mie fedeltà di fuoco. E vivo
sospeso in lontananze senza nome.
Irrimediabile è la vita. Nascita è destino.
Di luce e tenebra. Con vortici di polvere.
Ma la sfera, ma il bacio, ma la chimera,
appartiene a loro il mio calcolo, questo
infinito che si sbuccia in una equazione
di vento. E sono cieco solo quando ti
sfioro. Una cecità che non fa male.

L'ARTE FEROCE DI MIRKO GUALERZI

lunedì 23 maggio 2016

BELLEZZA PANICA

ANALISI DI UN GENIO - IL FATTO QUOTIDIANO

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/23/analisi-di-un-genio/2734934/

AGONIA DI UNO SCOTTEX

C'è vento. Lo Scottex lasciato sul tavolino del balcone
si agita come una bandiera. Resiste. Non è ancora
caduto per terra. Forse mi sta chiedendo aiuto con la
sua voce di cartaspugna. Mi sono distratto un momento
e lo vedo per terra a rantolare in bianca agonia. Provo 
pietà. Lo raccolgo. Ormai è uno Scottex ferito, malandato.
Eppure potrà servirmi ancora per le prossime colazioni
e per quando finirà a tradimento la carta igienica.

domenica 22 maggio 2016

SOFIA E GLI ALBERI

Ho mal di schiena. Faccio fatica a camminare. E questa
domenica di sole è venuto a trovarmi Frank con sua
figlia Sofia, adorabile Sofia, 5 anni, bellissima, bionda,
occhi azzurri, vivace e simpatica. Le ho presentato
Tommy, il mio albero, e Tommy ha mosso le sue foglie
in segno di saluto. Le ho chiesto : " E tu Sofia quanti
alberi conosci? ". Lei mi ha detto : " Tutti ". " E ti ricordi
i nomi di tutti? ". E lei : " Il cognome ". " E qual è il cognome
di tutti gli alberi? ". Mi ha risposto : " Alberti ". Ecco.
Volevo dirlo anche a voi. Tutti gli alberi sono fratelli per
Sofia e si chiamano Alberti di cognome. Poi Frank mi
ha raccontato che a Seravezza c'erano due alberi che
si erano intrecciati, fusi assieme, e gli adulti li hanno
segati. Segare l'abbraccio di due alberi? Terribile. Per
fortuna Sofia rideva, e giocava con la vita, e il mio mal
di schiena si è fatto come per incanto musica profonda.

METAMORFOSI

Mi sono stancato di essere Ricky Farina. Vorrei essere
Altiero Boccamassa, non so chi sia, ma sento che per
un giorno, forse due, mi piacerebbe essere Altiero.
E vorrei essere anche Sabrina Luppolo, per una notte
mi piacerebbe essere questa Sabrina appena inventata.
E per tre minuti vorrei essere un carciofo, una carota e
un cetriolo. Un pavone per un secondo. Un albero per
una tempesta e un fulmine. Una madre per partorire.
E un sasso per una mano. Poi tornare Ricky Farina.

sabato 21 maggio 2016

UNA PICCOLA DISTRAZIONE

Una piccola distrazione, è bastata una piccola distrazione,
lasciare aperto il mobiletto del balcone e partire per il mare.
Al mio ritorno ho trovato un nido di piccioni con due uova.
La frittata è fatta, mi sono detto. E allora ho atteso che tutto
il processo portasse a due nuovi piccioni. Il balconcino
che affaccia sul retro era diventato il loro cacatoio personale.
Quante volte sono stato sul punto di sbaraccare tutto, di
uccidere. Ma ho resistito, oggi hanno preso il volo due
nuovi piccioni pronti a scagazzare su Milano. Ho pulito
con la candeggina. E ho chiamato l'Amsa per sbarazzarmi
di quel fottuto mobiletto. Ma stasera provo una tristezza
che fino a dieci minuti fa non riuscivo a spiegarmi. Vuoi
vedere che sento la mancanza di quei bastardi alati?
Basta così poco a un uomo solo per non sentirsi più tale?

ELOGIO DI FREDDY FOSCA


Freddy, Freddy Fosca!
Che cosa sarebbe questo blog
senza le sue invettive, i suoi
scatti d'ira, i suoi malumori,
le sue improvvise tenerezze?
Con la sua cultura ramazzata
nelle fogne, con il suo ghigno,
con il suo bollitore interiore,
con il suo candore rovesciato,
illumina questo blog e gli
scarica dentro nuvole elettriche,
fantasmi, vapori di legumi,
fermentazioni di malto,
il dolore di essere precipitato
in una vita terribile e
favolosa, una vita che ti uccide
con un cancro fulminante
e che ti travolge con le sue
tempeste di bellezza feroce
e limpida. Freddy, Freddy
Fosca!

venerdì 20 maggio 2016

QUELLO CHE MI INTERESSA

La felicità? Non mi interessa. Il benessere invece è un
centro nella mia vita, un centro benessere. Massaggi,
coccole, bacetti sul collo, un venticello sul viso, la sera
che rende gli alberi misteriosi, una bella cenetta, una
pompa notturna e l'immeritato riposo, e la felicità può
anche andare a farsi fottere. L'amore? E che roba è?
Non mi interessa. L'erotismo invece, l'erotismo mi eccita.
Uno scorpione sopra una mutandina di pizzo ardente.
Un gioco di tradimenti condivisi e la luna che influenza
le maree di uno specchio abissale. La vita? No, grazie.
Meglio della vita è l'attesa, il sogno, l'oblio, la polvere.

giovedì 19 maggio 2016

Nando, l'inestinguibile.

La storia di Nando. Il percorso di un ex detenuto.
Dall'odio all'amore.


IL RITRATTO A NANDO

Oggi farò il videoritratto a Nando, vi ricordate quel ragazzo
di 35 anni che mi ha fermato dicendomi che bisogna sempre
"estinguersi dagli altri? ". 16 anni di carcere per un blindato
con scontro a fuoco, ma tanta voglia di risorgere per la sua
compagna e sua figlia Chanel. Mi ha detto che fra un mese
inizierà a lavorare in un chioschetto di quartiere. Buon per
lui. Spero di riuscire a sintonizzarmi sulla sua genuina voglia
di raccontarsi. In ogni modo : farò del mio meglio. La mia
videocamera ha fame di nuove storie, e anche io.

mercoledì 18 maggio 2016

LA VOGLIA DI OGGI

Oggi ho voglia di eiaculare ( ogni giorno a dire la verità ).
Facendo un rapido riassunto dei materiali sui quali ho
eiaculato nella mia vita riporto quanto segue : donna,
piccolo cactus, vari tipi di tessuti ( seta, velluto, lino ),
erba, funghi ( anche allucinogeni ), mani, vinile, vetro,
capelli, mucose, lingua, occhi, naso, fango, ceramica,
specchio, asfalto, corteccia, lattice. Credo di non avere
dimenticato nulla. Mi manca di eiaculare su un postino.
Non ho mai eiaculato su un postino. Ma esistono ancora?

VOX ( IL MIO LAVORO, UNA VOLTA ALLA SETTIMANA )

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2016/05/17/elezioni-milano-sala-e-parisi-sono-gemelli-diversi-vox-e-sondaggio-di-piero-ricca/522815/

IL SALE

Oggi a pranzo insalatina con bresaola e ricottina. Aceto 
balsamico, olio , niente sale. Non metto mai il sale sulla
insalata, solo sulle ferite. Sono fatto così, e mi piaccio.

IN TRENO CON MIO FRATELLO

LA MERDA DELLA FAMIGLIA

Io e mio fratello abbiamo un gioco legato al film cult
La febbre del sabato sera. In quel film Tony Manero
( interpretato da John Travolta ) è un ragazzo che vive
la propria vita con ingenuità e leggerezza, a Napoli
direbbero una capa fresca ( come il sottoscritto ).
Ha un lavoretto, il garzone di una drogheria, se non
ricordo male, ma nella sua testa c'è solo il ballo e
Al Pacino, è un sognatore, buono di cuore, ma con
frequentazioni poco raccomandabili, e nel corso del
film maturerà, diventerà un uomo. In discoteca è un
dio, tutte lo vogliono,  i suoi movimenti sexy ed
eleganti, iconici direi, fanno di lui un oggetto del
desiderio. A un certo punto del film in famiglia
torna il fratello maggiore, e la notte assistiamo a
un bel dialogo tra i due fratelli nella loro camera
da letto. Travolta dice al fratello maggiore : " Sai,
ho sempre pensato di essere io la merda della famiglia,
invece...", il riferimento è al fatto che il fratello
maggiore è in crisi, era un prete ma ha perso la
vocazione. Ecco, per quanto riguarda i fratelli
Farina, ogni volta che uno dei due ottiene qualcosa,
un piccolo successo o realizza un obiettivo,
accade più o meno la stessa cosa, quello che ha
ottenuto un successo dice all'altro: " Ma allora
sei tu la merda della famiglia! ". In questo caso
sono felice di esserlo! Roberto ha pubblicato un altro
bellissimo libro, sono fiero di lui. Recentemente
però ci è venuto un sospetto : e se fossimo entrambi
due fichi e nessuno dei due una merda?

martedì 17 maggio 2016

I DOLORI DEL GIOVANE PAZ!

Comprate il libro di mio fratello!
Fatelo diventare un best seller!
Rendeteci ricchi! Affascinanti, intelligenti
e simpatici già lo siamo!

http://www.ilquotidiano.it/articoli/2016/05/7/125343/i-dolori-del-giovane-paz-in-uscita-il-19-maggio

UNA SERATA CON MARCO

Bellissima serata con un amico, siamo andati a vedere
Pericle il nero, non male, bella fotografia, ottimi attori e
un grande Scamarcio. Poi Marco mi ha portato in moto
sulla sua Honda 500 verso una birreria vicino a casa.
Abbiamo bevuto birra rossa alla spina buonissima, e
due porzioni di nachos con sopra il formaggio fuso.
Tra una chiacchiera e l'altra ci siamo soffermati sul
culo di una ventenne con i jeans attillati e abbiamo
fantasticato sodomie virtuali, e alla fine Marco è salito
sulla sua Honda 500 ed è sparito nella notte infinita.

IN AMORE

Sono appena tornato dal fruttivendolo. Ero in attesa e ho
scoperto che la mia fruttivendola stamattina aveva 100
di pressione massima, ho origliato mentre parlava con
una cliente vecchietta e teneramente impicciona. Oltre
che guardone sono un "ascoltone", forse è meglio dire
un origliatore. Perché sono così curioso degli altri?
Forse perché l'altro mi libera dal perimetro d'angoscia
del mio essere. Forse perché l'altro lenisce il dolore
della coincidenza e mi fa sentire bucato, scisso, altrove.
Eppure il vuoto è dentro di noi, altrimenti saremmo
pietre. Il vuoto cosciente intendo. O la coscienza del vuoto.
Non mi misuro mai la pressione. Non amo essere
misurabile, ho presunzioni d'infinità, e per queste morirò.
Arrivato il mio turno ho chiesto la Lollo, una varietà
d'insalata. Ed ero pronto a sorreggere la fruttivendola
se fosse svenuta davanti ai miei occhi. Ero in amore.

lunedì 16 maggio 2016

BERTOLUCCI PARLA DI BERGMAN

INDOVINELLO PER PERSONE INTELLIGENTI

Quante gocce d'acqua ci vogliono
per riempire una tazza vuota?

GLI AMICI INTIMI


Gli amici nella letteratura
Ci sono scrittori o poeti che ammiri, altri li ami,
senti che sono tuoi amici, amici intimi.

I miei amici intimi sono :
Oscar Wilde, per il suo coraggio, per
il coraggio di essere se stesso sino al
martirio "vittoriano ", con eleganza.
Baudelaire, perché un giorno a un
pasciuto borghese che parlava
delle sue due figlie disse : " E quale
delle due avvierà alla prostituzione? ".
Edgar Allan Poe, perché nei suoi
occhi non ci fu mai l'odio ma il sogno,
la ragione, la malinconia, l'incubo,
la febbre, e il sigillo delle tenebre.
Sandro Penna, perché la giovinezza
fu per lui un canto, un tuffo, un raggio
di sole su un ragazzo bagnato, e ogni
azzurro tremore fu la sua dimora.
Ungaretti, perché invecchiò con il
sorriso negli occhi anche se perse
un figlio in giovane età, e trasformò
questo continuo schianto in poesia.

domenica 15 maggio 2016

IL MERAVIGLIOSO MONDO DELLE DONNE


Il meraviglioso mondo delle donne.
Ricky : Ma come faccio a piacerti?
Ho 47 anni e sono ancora mantenuto
dalla mamma, sono un inetto, non
ho voglia di lavorare, lavoro giusto
un giorno alla settimana, due sarebbero
già una tortura, se fossero tre alla
settimana farei subito una rivoluzione!
Detesto ogni forma di responsabilità,
il solo fatto di respirare mi procura
un senso di angoscia profonda.
Scrivo poesie che non sono poesie,
faccio film che non sono film, non sono
nemmeno un filmmaker indipendente,
la definizione giusta è : filmmaker
casalingo. Me ne frego. Mi piace la
fica e non solo la tua. E soprattutto:
non ho sensi di colpa. Come può una
donna interessarsi a un tipo così?

Lei : Proprio questo mi piace di te.

venerdì 13 maggio 2016

DA RAGAZZO E DA GRANDE

Da ragazzo avevo paura di impazzire, da grande ho paura
di non riuscire più a perdere la testa. Da ragazzo le donne
le mettevo tutte sul piedistallo, da grande le metto sotto il
piedistallo e con mio stupore sono anche contente. Ecco.
Da ragazzo ero timido e mi vergognavo davanti agli altri,
da grande non mi vergogno più perché conosco gli altri.
Da ragazzo mi facevo una sega al giorno, e questo non
è cambiato nemmeno da grande. Ci sono coerenze vitali.

L'ASSENTEISTA

" Ti trovo assente " le dissi. " Dove sei con la testa ? ".
E lei rispose: " Sono presente, presente alle mie 
assenze ". Iniziai a diventare geloso delle sue assenze.
Temevo la presenza di un assenteista tra di noi.
Frugavo tra le sue assenze alla ricerca di un indizio.
Un giorno rientrai a casa e lei non c'era più, trovai
un'assenza senza di lei. Ero felice e non lo sapevo
quando lei era assente ma c'era, dovevo lasciarla
libera di assentarsi nelle sue presenze assenti. Poi
mi dissero che nella sua vita c'era un'altra presenza.
Avevo indovinato : mi tradiva con un assenteista.
Un assenteista molto presente nelle sue assenze.
Allora iniziai a fare uso di assenzio, ma questa è
un'altra storia, anzi, è la stessa, ma mi sono perso.

INTORNO AI 50


Intorno ai 50 capita,
capita che l'erezione
sia intermedia, tra
il cristallo e la melassa,
volgarmente dicesi
barzotto questo
fenomeno crudele che
fa del tuo pesce
nè carne nè pesce,
quasi un assurdo ittico.
Ma non devi poi
tanto crucciarti amico
caro, folgorazioni
adamantine sono
dietro l'angolo, basta
un sospiro calibrato,
un tocco adeguato,
e il sangue ridiventa
vampa, quasi ricordo
dei tuoi 20 anni.
La durata è l'inghippo,
non sai mai quanto
resterà duro, thriller
costante per te e per
lei, in hitchCOCKiano
coito, basta un refuso
orale, e il monumento
all'incertezza crolla.
Miseramente. Lasciando
avidi solchi.

DOPO LA PIOGGIA


Immenso azzurro in scatola
rossa, su davanzale marmoreo.
Tenda blu. Occhi verdi.
L'intestino quieto, tenue, nel
corpo. E un uccello impagliato
da una pillola blu. Come
la tenda. Chimica estasi di
un vecchio. Oltre la palpebra
del riposo. Coito arcobaleno.
Dopo la pioggia.

EMILY D.

A chi pensa che la poesia sia innocua : stolti.
La poesia è pericolo. Stamattina mi sono portato
a letto una donna : Emily Dickinson. 
Questa poetessa ha vissuto metà della sua vita
reclusa nella propria stanza, vestita di bianco,
forse con l'intenzione di diventare un fantasma
o di precipitare nel gorgo infinito della vita
con più forza e intensità, senza distrazioni.
Faceva rare apparizioni nel resto della casa,
non andò nemmeno al funerale del padre,
e qualche volta la si vedeva vagare nel suo
giardino dove io sono stato alcuni anni fa di
notte, e come un fantasma ho posato la mano
sulla corteccia del suo albero per sentire il
sapore incestuoso della sua ombra.
Si presentava con due gigli in mano e diceva
che erano il suo biglietto da visita.
In vita pubblicò non più di sette poesie, le altre
voleva bruciarle, forse per renderle puri
fantasmi di parole, lattescenza cosmica.
Ho aperto a caso una sua raccolta curata
da Luciano Parinetto, e ho letto una poesia
che mi ha precipitato nelle voragini limpide
della Bellezza, e del Pericolo. Bellezza e
Pericolo sono intimi bagliori. Non si strappa 

un fiore dalla terra senza provocare la follia.
I felt a Funeral, in my Brain...questo il primo
verso della poesia. - Percepii un funerale
nella mia testa...e poi la poesia si snoda
in un continuo precipitare nell'enigma
dell'interiorità che si fa universo, e si chiude
con questa strofa : And then a Plank
in Reason, broke, And I dropped down, and
down, And hit a World, at every plunge,
And Finished knowing, then - che tradotta
questa strofa suona così - Nella ragione, poi,
cedette un trave e giù, sempre più giù
precipitavo: ogni balzo era un urto contro
un mondo. Allora fu il conoscere compiuto -
Esiste qualcosa di più bello e pericoloso
di questa strofa finale? Si può restare
reclusi in una stanza e sondare in un tuffo
tutto l'Inesplicabile. Bisognerebbe dirlo
ai turisti che esiste la Poesia.

giovedì 12 maggio 2016

IL MIO NASO

Gli effetti meravigliosi di una rinofellatio.


VERLAINE

La musica prima di tutto, scriveva Verlaine, il primo verso
di una sua poesia : la musica prima di tutto. Quando viene
meno la musica viene meno il senso del nostro stare al
mondo. Conficcate i chiodi al muro con un violino, lasciate
stare i martelli. Tagliatevi le vene con l'archetto, usate
un flauto per asciugarvi i capelli, una tromba per urlare.
Fatevi fare un trapianto di fagotto, e che il fegato segua
il suo corso. Passeggiate nella notte con un'armonica
nella tasca. Donate al vostro cuore un arpeggio celestiale.
La musica prima di tutto o di voi resterà solo un grido.

LA TIMIDEZZA

La timidezza che mi coglie alla cassa del supermercato.
Stamattina stavo fissando un gel al guaranà e la mia
mente è letteralmente partita, il mio turno era arrivato,
e i fagioli, l'insalata, il vino, il riso alla cantonese stavano
placidamente sfilando verso la cassiera, ma la mia mente
era fissa sul gel al guaranà, su quella gelatina rossa che
immaginavo di spalmare sul corpo di una donna, ero
in fase di erezione da supermercato, solo una cipolla
dorata e un pezzo di parmigiano ormai mi separavano
dalla fine del mio turno, stavo quasi per acciuffare il gel
quando mi sono reso conto che una vecchiettina con
gli occhiali mi stava fissando incuriosita, niente, mi è
mancato il coraggio, ho pagato e la vecchiettina mi ha
detto : " Le servono i bollini? ", " No signora, li prenda
pure i miei bollini ". L'ignara vecchietta non poteva
immaginare la mia segreta umiliazione, ma quel cazzo
di gel finirà nelle mie mani, stanotte alle tre vado al
distributore automatico della farmacia sotto casa!

UN SOGNO

Un sogno per sentirsi realizzato non ha bisogno della
realtà, un sogno ha bisogno solo di se stesso.

IL SENSO DELL'APPETITO

L'universo è un dettaglio. La vita è un abbaglio.
Ci resta il soffritto con l'aglio.