domenica 31 dicembre 2017

Come ogni anno

Come ogni anno vi auguro che l'anno
che ci sta lasciando sia bellissimo, voi
non lo avete ancora capito, e tutto il
2018 vi servirà per scoprire il 2017.

AUGURI

Una delle mie maledizioni preferite, partorita dal genio ebraico, 
ed è questa: "Che vi cadano tutti i denti, tranne uno: per il mal di denti". 
Buon anno a tutti.

venerdì 29 dicembre 2017

FOLLE

Mi giro e rigiro nel letto.
Il letto si gira e rigira con me.
Ho un cuscino che ha tutta
la stanchezza degli angeli.
Ho un lenzuolo che è come
un fantasma di lontananze.
Pietà, un sogno, uno solo.
Ho sete di fango, di attese
inesplorate, ho sete di quella
cara ombra senza nome,
di ogni volto perduto nel
massacro della polvere.
Ogni orizzonte è un canto.
Ed io che ti amo senza pietà,
mi tengo dentro le tue carezze
sepolte. L'amore è folle.
E chi commette follie per amore
non ha capito niente,
la follia di ogni amore è l'amore
stesso, non altro.

ABISSO DI PANNA

domenica 24 dicembre 2017

RICKY E MARIETTO - IL FATTO QUOTIDIANO

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/12/24/far-finta-di-essere-vivi-e-prepararsi-alla-morte/4055882/

giovedì 21 dicembre 2017

PENSIERI AL VOLO


La candela vale sempre il gioco, e sciogliendosi
ti insegna anche a morire. Cera una volta.
*
La morte gioca sporco: bara.
*
Aveva ragione da vendere ma nessun compratore.
*
Un giorno decise di spedire una lettera all'orizzonte
e diventò un poeta.
*
Un poeta è uno che lava i panni sporchi in piazza.
*
Senza amore anche la carne è solo un'allucinazione.
*
La vita è sempre una rapina, ci dice continuamente
"o la borsa o la vita", ma sono in pochi a scegliere
la vita, perché scegliere la vita è scegliere la morte.
*
Celebrità: chi si firma è perduto.
*
Non ho mai accusato un dolore. Il dolore è
sempre innocente.
*
Ho conosciuto una donna in grado di ipnotizzare
i miei testicoli.

LA VITA DI BORIS

Boris Lehman. La religiosità dell'attimo.
Dopo il fuoco resta lo sguardo.


BORIS LEHMAN

Quando la vita ti regala un amico nuovo, attraverso questo amico entri in contatto
con il suo mondo, con la sua vita e le sue passioni. L'amicizia è veramente un tesoro.
Un tesoro fragilissimo e splendente che si regge sul magico equilibrio dell'ascolto
e del rispetto, pur nelle reciproche e sacrosante diversità. Sam è uno scrittore che
ti mette addosso il brivido della curiosità, attraverso le sue parole vaghi insieme
a lui per i sentieri della vita, conosci le persone che lui conosce, vedi le cose che
lui vede e soprattutto senti i suoi pensieri, la sua anima in cammino. Leggere Sam
è camminare. Tra le cose che ho scoperto c'è anche questo artista belga, un artista
libero, anarchico, con la "faccia da clown", un filmmaker che riesce a filmare la
soglia del visibile, che punta la sua videocamera tra le intercapedini dell'essere,
spazi vuoti che assurgono a visioni personali, piccole attese che diventano delle
ossessioni, ossessioni che si tramutano in corrente liquida, tutto passa ma tutto resta.

mercoledì 20 dicembre 2017

SEGUIRE LA CORRENTE

A me piace seguire la corrente.
Voglio che tutto sia facile.
Non voglio fare sforzi, solo in
bagno se è necessario.
A me piace essere me stesso.
Fino in fondo.
Fino alla superficie.
Mi piace scrivere quasi poesie.
Le poesie vere le lascio
ai poeti.
A me piace essere quasi poeta.
E quasi me stesso.
In quel "quasi" scorgo la mia
libertà.

POESIA FALSA 7

Il tempo.
Quadrante che
non quadra.

Tutto mi è chiaro
ora che ci sono
solo

tenebre.

POESIA FALSA 6

Sono un santo
della
depravazione.

Immolo il mio
candore
sull'altare
della
devastazione.

Chi mi leccherà
le ferite
dietro la schiena
se tu
sei lontana?

Utilità della
ghigliottina e
di una testa
aracnide.

POESIA FALSA 5

"Rendimi tutto quello che ti ho regalato"
"Perché?"

Pausa limitrofa.

"Perché voglio regalartelo ancora".

Le stesse cose non sono mai le stesse.
Le stesse cose non esistono.

"Non ti rendo niente"
"Perché"

Pausa paludosa.

"Perché quello che mi hai regalato
non esiste più".

POESIA FALSA 4

"Amore, se non mi tradisci ti lascio"
"Perché?"

Silenzio con pausa urlante.

"Perché una donna che non tradisce
è una vecchia scatola di latta
con dentro un mela carnivora"

"Non capisco"
"Nemmeno io ma è così".

POESIA FALSA 3

La lavatrice e il testicolo.

Un incontro ai limiti,
sperma con ammorbidente.

Fottuta vecchiaia.

POESIA FALSA 2

Evidenza lampante
ai lamponi.

Macedonia monocromatica
del senso.

Fuggitivo schianto.


POESIA FALSA 1

Lei era bella.
Nel cielo c'erano i cavalli.
L'aria stava diventando
irrespirabile.
Per i morti.

martedì 19 dicembre 2017

SE RISORGE LA CARNE

Se risorge la carne devono risorgere anche le polpette.
Non potrei sopportare un paradiso senza polpette.
Ma c'è un problema etico, se risorgono anche le polpette
devono necessariamente risorgere anche i macellai
e di conseguenza i mattatoi. Un paradiso fatto solo
di petali di rosa è un inferno? Non lo so, sono confuso.
Un mattatoio è inconcepibile in un paradiso.
E quindi? Forse è meglio morire per sempre?
Morire senza mattatoi, senza paradiso, senza petali
di rosa, morire e basta, semplicemente, onestamente.
Morire e chi si è visto si è visto. Tenebre, polvere.
Oblio.

RITRATTO DI UNO SCRITTORE

L'INCONTRO CON SAMUEL

Bene. Stasera incontro Samuel Brussell, lo scrittore 
che ha tradotto un mio pezzo del Fatto Quotidiano online. 
Uomo di spaventosa cultura, amico di tanti scrittori, tra i quali 
Raymond Queneau ( negli anni Settanta si sono frequentati a Parigi) 
e di Joseph Brodsky (premio Nobel nel 1987), e diciamolo con
tutta franchezza: stasera Samuel incontrerà anche Ricky
Farina, mica cazzi. Non provate un brivido di estasi infinita
ad essere miei amici? Dio, mi faccio quasi paura!

CINQUE PENSIERINI

Penso, quando sono?

*

Vivi ogni giorno.
Sembra facile, eh?

*

Mi lascio sempre guidare dal mio istante.

*

Alle donne superstiziose: sono un uomo che porta sfortuna,
appena mi vedete toccatemi le palle.

*

L'universo è materno, la Via Lattea.
Siamo figli di una tetta cosmica.

PROGETTI

Progetti di film. Oltre a "Il vigile armeno" ho in mente un altro film: La cassiera.
La vita di una cassiera di un supermercato, una cassiera sola, senza un marito
e senza figli, sarà un film visionario perché la cassiera soffre di allucinazioni,
per esempio ho in mente una scena in cui una donna partorisce alla cassa e
il bambino finisce insieme agli altri prodotti insanguinando le mani della
cassiera. Sarà un capolavoro. Chi vuole produrlo? Stronzi!

LA MIA AMICA GIULIA





Ci sono delle foto di volti che ti mettono allegria, 
Truffaut teneva la foto di Sacha Guitry, io quella di Giulia. 
La guardo e il gioco della vita si rivela, scacciando 
le tenebre dal mio cuore.

lunedì 18 dicembre 2017

PENSIERI

Vi ricordate di quel giorno che avete tremato fino alla follia? Era un giorno felice,
la notte stava pescando nel vostro sangue.

*

Era talmente arido che sbatteva la testa contro il muro per avere almeno una
commozione cerebrale.

*

L'avventura. Conta solo l'avventura. Non c'è altro. Mi basta una scarpa slacciata
per sentirmi Sandokan.

*

La vita fa fare cose strane: morire.

*

Un sogno che diventa realtà non è più un sogno. Un sogno che diventa libertà
resta un sogno.

*

L'amore che fa commettere follie è un amore ragionevole.
Che tristezza.

*

Fatevi mettere i piedi in testa da tutti, è divertente, non potranno fare un passo senza precipitarvi addosso.

*

Bisogna avere il coraggio delle proprie distrazioni.

*

L'anatomia è stronza! Un genio come me non può avere
anche il cervelletto!



IL POETA CROATO

FILOSOFIA CONTEMPORANEA

Anche questo è un cult, vero Attimi?

PER PAOLY

Paoly, devi dire al tuo compagno(voglio sperare che tu non sia
sposata, vero???) queste semplici parole: "Caro compagno,
il tuo culo è una zona erogena, ancora più erogena della mia,
così dice la scienza erotica, e noi dobbiamo rispettare la scienza
e l'erotismo, siamo due persone razionali ed erotiche, no?
Quindi spogliati di tutte le tue paure e di tutti i tuoi condizionamenti,
piegati in avanti e non temere, inizierò con un dito e poi sarai
tu a chiedermi un cetriolo(che poi metteremo nell'insalata senza
dirlo ai nostri ospiti), vedrai, è un'emozione lacerante e ti sentirai
vivo, ma ancora di più: libero. Libero con un cetriolo nel sedere.
Fidati, amore mio. Guarda che se non ti fidi vado da Ricky,
lui ha il coraggio della propria prostata, è un temerario, e noi
donne amiamo i temerari, i vigliacchi del culo non ci emozionano".
Impara a memoria queste parole Paoly, recitale con voce
melodiosa vicino a una finestra socchiusa, le finestre socchiuse
portano sempre bene, e vedrai che il tuo sogno diventerà
non realtà, perché sarebbe un'ingiuria ai sogni, ma libertà.
Capito?

POESIA SUPER MEGA STRANA

A me piace scrivere le poesie super mega strane.
Così le persone pensano che sono super mega strano
anche io. Perché per me è molto meglio essere
super mega strano che essere normale. Se sei normale
vivi normale, ami normale e muori normale.
Invece essere super mega strani è più fico!
Anche se una volta ho visto morire una persona
super mega strana, è morta come tutti gli altri,
esalando l'ultimo respiro, ci sono rimasto male.
Un male super mega strano nella mia mente.
Un male super mega strano nella mia anima.
Un male super mega strano nel mio cuore.

sabato 16 dicembre 2017

MIMARE IL VUOTO

Stiamo sull'orlo del precipizio
a mimare il vuoto. La roccia e
il mare. I tuoi sensi. E i miei.
Circondati dall'azzurro, alle
spalle un sentiero dimenticato.
Non esiste altro che questa
nostra vertigine, e i nostri gesti,
nuovi silenzi da vivere fino
al respiro, fino alla carne dei
nostri baci. Basta la mia mano
sulla cerniera dei tuoi jeans
a fare di noi due esseri viventi.
Basta così poco per essere
vivi. Sul precipizio delirante.

LA TELEFONATA OSCENA

LA TELEFONATA SBAGLIATA

FIDUCIA

Cammino per strada e sorrido al pensiero di quello che scriverò. 
Ho il cervello mosso, mosso come il mare in tempesta.
Non sono particolarmente intelligente, mai capito l'ora legale,
mai capito le scommesse all'ippodromo, mai capito le
divisioni con la virgola, eppure sono un genio, o meglio:
uno stupido geniale, che è ancora più divertente. Mi fido
degli altri, succhio le caramelle degli sconosciuti, ho ucciso
ogni forma di diffidenza, quasi del tutto. Papà mi diceva
che il mondo è pieno di persone che vogliono piantarlo
nel culo agli altri, credo avesse ragione, ma non voglio
andare in giro con un tappo di sughero nel culo, preferisco
il rischio anale, e che sarà mai? Mi fido di tutto e di tutti,
anche della vita, persino delle apparenze. Non so se questo
sia il segreto della felicità, non penso che la felicità abbia
dei segreti, so che questo mi fa stare bene, in pace con la
polvere, in pace con le stelle, in pace con me stesso.

venerdì 15 dicembre 2017

RICKY FONDA UN PARTITO

Vi sembrerà assurdo e ridicolo, lo so. Stasera fondo un partito politico. Parto dal presupposto
che il popolo ormai non esiste più, attorno a me vedo solo tante irreparabili solitudini, tante
anime smarrite. Il popolo, per me, esiste solo quando fa una rivoluzione. Che cosa vedo?
Vedo schermi, l'invasione degli schermi. Vedo tanti individui schermati. Non vedo il popolo.
Non sento il popolo. Vedo schermi. Schermi tv. Schermi del cellulare. Schermi del computer.
Lo schermo è una difesa. Da che cosa ci difende? Dal nulla. Dal nulla che siamo. Ecco.
Stasera fondo un partito. Fondo uno schermo. Il mio schermo. Questo sul quale appiccico
le mie parole schermate. Da stasera questo schermo diventa il mio credo politico, la mia
fede. LA MIA CARNE. IL MIO SANGUE. IL MIO RESPIRO. Il mio schermo. Non il
vostro. Il mio. Non vi chiedo un voto. Vi chiedo un vuoto. Donatemi il vostro vuoto.
Lo riempirò con il mio schermo e fonderò il partito schermo. Il mio. Ho solo un dubbio:
ma non è già stato fatto da quel genio di Silvio Berlusconi? Cristo! E va bene, rinuncio.
Non sono fatto per la politica. Aspetto la primavera. Aspetto le margherite, senza schermi.

VOX

RICKY

Io invece sono questo, uno che non capisce un cazzo di politica
ma che sa ballare! Mi intendo solo di abissi. Però che coppia!
L'intelligentone e il ballerino, potevamo spaccare il mondo!


PIERO

Scusate, scusate tanto ma il mio amico non è per nulla stupido.
Anche se si litiga, alla fine l'amicizia è eterna. Questo signore
sa argomentare e sa ragionare. Io ci capisco poco, non ho una testa
giusta per queste cose, ma capisco quando uno usa la testa.
E il testone di Piero è un testone ragionante!


PENSIERI PRESI A PRESTITO DAL MIO CERVELLO

Pensare è una specie di follia quieta, solo la pietra ha una salute mentale perfetta.

*

Sono nato con la camicia. Una camicia di forza. La mia vita è un tentativo
costante di liberazione. Sono una sorta di Houdini della mente.

*

I pensieri sono come ciliegie, uno tira l'altro. L'unica differenza è che il nocciolo
non va sputato.

*

Ogni pensiero dovrebbe mettere a rischio l'equilibrio dell'universo.
Non c'è verità se non c'è pericolo.

*

L'abisso in una scatoletta: il cervello. Ho un cervello così tenero che
si taglia con un grissino.

*

Non ho mai cercato di fare entrare il cielo nella mia testa, mi basta
una nuvoletta di passaggio.

*

Chi pensa è perduto. Perdersi è razionale.

*

Il mio cervello mi pensa, mi spia, mi osserva.
Uno stalker che mi perseguita.

*

Non mi fido di chi non ha disturbi della personalità, la salute mentale
è la cosa più noiosa di questo mondo.

*

Pescate un pensiero dalla vostra testa, uno qualunque, portatelo in giro,
posatelo in una tasca con delicatezza. Anche un pensiero bucato va bene.

*

I pensieri del mattino sono i miei preferiti, profumano di caffè.



giovedì 14 dicembre 2017

HO PERSO UN PEZZO

Ho perso un pezzo. Un pezzo dietro l'altro.
Ho anche ingoiato un dente tempo fa.
Ma dentro di me c'è un bambino che sorride.
Ho perso un amore. Un ricordo dietro l'altro.
Ho perso un cane. Ho perso mio padre.
Ma dentro di me non ho perso nulla.
Ho perso la pazienza una volta. Altre volte.
Ho perso lo smalto, ma non le unghie.
Ho perso una coincidenza sotto le stelle.
Ma non ho mai perso una stella. Mai.
Tutte le stelle sono sotto il mio cuscino.
Ho perso un cuscino una volta e ho dormito
sopra una stella. Ho perso un amico ma
non ho mai perso la sua amicizia. Mai.
Non ho ancora perso la vita, ma quando
accadrà non avrò perso nulla. O quasi.
Qualcuno troverà una vita sconosciuta,
una vita senza nome, e dirà: questa è la
mia vita. Ora che ci penso: non ho mai
perso un'occasione. Strano a dirsi ma è
così. Le occasioni le ho sempre prese
al volo perché so volare, anche se la mia
specialità è precipitare, senza fine.



GIF

mercoledì 13 dicembre 2017

C'ERA UNA VOLTA UN BLOGGER

C'era una volta un blogger, era molto fico, fico di testa e fico di cazzo,
era anche fico di mistero, insomma: era un blogger molto fico.
E tante caccole vaganti lo seguivano per vomitare veleni di caccola.
C'era una volta un blogger che sapeva raccontare la vita e le persone,
era fico di storie, fico di fantasia, fico di racconti. Uno molto fico.
E tante caccole vaganti lo seguivano per vomitare veleni di caccola.
C'era una volta un blogger con una vita meravigliosa e di questa sua
vita lui ne faceva dono, un dono fico, fico come il blogger fico.
E tante caccole vaganti lo seguivano per vomitare veleni di caccola.
C'era una volta un blogger così interessante da essere fico e così
fico da essere interessante, era fico di testa e di cazzo, ma non era
una testa di cazzo! O forse sì, ma una testa di cazzo fica, di cazzo fica
e di fica cazzo, era proprio un blogger insuperabile, il migliore.
E tante caccole, eccetera eccetera, mi sono rotto di dedicare tutto
questo tempo alle caccole. C'era una volta un blogger e c'è ancora.
Tenetevi stretto questo blogger che fuori il mondo è pieno di caccole.
Baci.

FANNY BISTROT

martedì 12 dicembre 2017

L'EDICOLA DEL SANTO - IL FATTO QUOTIDIANO

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/12/12/fanatici-del-lavoro-vi-amo-e-starei-delle-ore-guardarvi-faticare/4031555/

NELLE TASCHE DELLA VITA

Incontro Silvio al bar, fa colazione con un bicchierino di cognac, 
ha due grandi occhi azzurri velati da una tristezza buona, dolce.
Dice che il cognac è il suo antinfluenzale. Ci parliamo poco e
ci salutiamo molto, intuisco che ha una storia da raccontare ma
che non ha voglia di parlarne. Però l'altra mattina si è aperto.
Silvio ha 63 anni, è alto e magro, quando cammina si vede che
pensa, pensa sempre a qualcosa, ieri ho capito a che cosa.
Mi ha detto che ha vissuto a Singapore, a Manila, a Taipei, a
Hong Kong, in Brasile, in Corea, si spostava per lavoro.
Lavorava per Facchinetti, quello dei Pooh, ci sono cantanti
che hanno il pallino di fare soldi con il commercio. Poi deve
essere andato storto qualcosa e la sua vita è cambiata del
tutto. Ora si aggira per il quartiere come un fantasma. A un
certo punto mi ha detto: "Vuoi vedere le mie donne?". Dalla
tasca della giacca ha tirato fuori un mazzo di polaroid, lui
era bello, giovane, sembrava David Hemmings, quello di
Blow up e di Profondo rosso, e le polaroid lo coglievano
sul divano, con una sigaretta in mano, e attorniato da donne
orientali, una più bella dell'altra, tutte in mutandine, con
dei corpi minuti e perfetti. "Questa era un'attrice" mi dice
indicando una donna nuda davanti a una finestra lucente.
Tutto il suo passato in una tasca sdrucita. Tutti i suoi amori
in una tasca sdrucita. Ora è solo, vive con la madre, e
fa colazione con un cognac al mattino. Ci siamo salutati
con la promessa di farci un aperitivo assieme. Ho messo
le mani nelle mie tasche e non ho trovato nulla, solo una
caramella alla menta che si è sciolta subito nella bocca.

lunedì 11 dicembre 2017

IDIO

Ecco l'unico leghista che io e mio fratello amiamo, una persona
speciale che nel tempo si è rivelata adorabile.

L'ULTIMA CORSA

RADIO FOPPA

domenica 10 dicembre 2017

KEVIN

Vorrei spezzare una molestia a favore di un grande attore, 
Kevin Spacey. Fra poco ci diranno che ha molestato anche
il papa. Basta. Mi avete scassato le palle. Anche io una
volta fui molestato in treno, tanti anni fa, avevo circa 18
anni, ed ero un bel ragazzo appetibile (ora sono un uomo
appetibile), iniziai a parlare con un signore di mezza età
che faceva il commesso viaggiatore. Era molto gentile e
affabile. Nello scompartimento del treno eravamo soli,
iniziò ad accarezzare il mio ginocchio, lo feci fare per
non essere scortese, poi si spinse ad accarezzare la mia
mano, tolsi la mano e mi alzai, andai al finestrino del
corridoio e lui mi raggiunse, continuò ad accarezzare
la mia mano, ma ormai eravamo quasi arrivati e quindi
lo salutai con cortesia. Rimasi turbato dalla mia gentilezza
ai limiti dell'omosessualità, pensai di essere una persona
timida, molto timida e molto gentile. Se mi avesse messo
una mano sul pacco come avrei reagito? C'è un limite
anche alla gentilezza, si può prenderlo nel sedere per
gentilezza? Non credo. Di certo fu una molestia, ma in
fondo che cosa desiderava quella persona da me?
Qualche gentilezza più spinta, tutto qui, un po' di calore
in uno scompartimento di un treno. Non è orribile.
L'indifferenza è più schifosa. Quindi, quando sento che
il buon Kevin aveva il vizietto di toccare le parti intime
degli uomini, non posso non provare simpatia per un
uomo in cerca di affetto. Vi turba così tanto la cosa?
Meglio un turbamento che il gelo dell'universo.

DIALOGO CON MARIETTO 11

sabato 9 dicembre 2017

IMMAGINO

Immagino. Immagino la mia vita come un esercizio di stile.
Già mi vedo sui Campi Elisi a firmare autografi celesti o a danzare
il mio primo tango a Parigi, senza burro, purtroppo.
Anche l'immaginazione ha i suoi confini. Ma io immagino.
Immagino anche i confini della mia immaginazione.
Per fregare un confine basta immaginarlo e diventa di colpo
un confine immaginario. Sono furbo, vero? No, non troppo.
Mai stato furbo in vita mia. Immagino, immagino, immagino
l'immagine del mio immaginare. E mi trovo a passeggiare
con Jean Pierre Leaud a braccetto, gli racconto la trama del
mio film: la fuga di Antoine. Immagino Jean Pierre fuggire
da un ospizio e correre verso il mare, verso il mare che immagina
continuamente se stesso per non annegare. Immagino.
Immagino un nuovo amico di nome Samuel, amico a sua
volta di Raymond Queneau, e allora il mio esercizio di stile
trova il suo stile, la sua conferma. Così mi sento meno solo
e so che si può immaginare anche in due, e fare finta di non
annegare perché ci si abbraccia, perché si amano le stesse
immagini. Immagino mio padre vivo. Immagino il suo cuore.
Immagino la terra. Immagino le radici. Immagino il vuoto.
E qui mi fermo, qui trovo il mio confine. Senza immagini.
Finalmente libero.

GRAZIE SAM!

Vorrei chiarire che io non mi sento vittima di niente e 
di nessuno, facevo solo notare che in Italia se non fai parte
di un certo ambiente, di una certa consorteria, non è
facile emergere o ricevere apprezzamenti e stimoli. Mi
sembra che all'estero, in questo caso in Francia, ci sia
più attenzione verso il valore intrinseco di un autore,
almeno questa è la mia sensazione allo stato delle cose.
Sono un indipendente e sono felice di esserlo, non mi
attacco al carrozzone di nessuno perché sono fatto così,
è la mia natura, il mio stile e il mio carattere. Certo è che
da circa 20 anni faccio il filmmaker, e fatta eccezione
del critico cinematografico Fabrizio Violante, nessuno
degli altri si è mai degnato di spendere una parola che
sia una sui miei film. Le soddisfazioni mi sono venute
da alcuni colleghi, ma in special modo dai non addetti
ai lavori, evidentemente gli "addetti" ritengono sia giusto
così: ignorare il mio lavoro. Facciano pure. Dalla mia
parte ho la poesia. Dalla loro c'è lo spirito di fazione,
se di spirito si può parlare. Quindi sono estremamente
grato allo scrittore Samuel Brussell per la simpatia
che ha mostrato verso di me, pensate, ha tradotto in
un ottimo francese un mio intero articolo postato sul
Fatto Quotidiano online, lo ha proposto alla redazione
della rivista culturale L'incorrect che lo ha accettato
con entusiamo, e devo confessarvi che in francese
mi sembra che quello che ho scritto sia molto più
bello! In Italia, con l'eccezione del Fatto Quotidiano,
Ricky Farina è un invisibile, ma attenti: l'uomo invisibile
ne combina di danni proprio perché è invisibile.
In fondo l'industria culturale italiana mi vuole bene.
Detto questo sono sempre il vostro Ricky Farina di
sempre, un adorabile sconosciuto, che meraviglia.

CELINE, PORCO DION.

RIFLESSIONI

Riflessioni: per essere apprezzato e valorizzato ci è voluta 
una rivista culturale francese, schierata apertamente a destra.
Ci pensate? Avete visto come sono avanti i francesi che si
accorgono di Ricky Farina? Mentre "l'intellighenzia" di sinistra
italiana manco sa che esisto, o se lo sa fa finta di nulla.
Solo perché non partecipo alle loro festicciole di sinistra.

ECCO LA RIVISTA CHE PUBBLICA IL MIO ARITCOLO

SAMUEL BRUSSELL, IL MIO NUOVO AMICO.

A BIENTOT

Ogni tanto qualche bella notizia. Mi ha contattato 
uno scrittore francese, Samuel Brussell, parla molto 
bene l'italiano per mia fortuna, dice che ha tradotto un 
mio articolo apparso sul Fatto per una rivista francese che si chiama 
L'incorrect, il pezzo uscirà con il numero di gennaio. 
Abbiamo parlato al telefono, è una persona simpatica 
e intelligente (non per nulla mi apprezza), potrebbe essere
la nascita di una bella amicizia. Ciliegina sulla torta:
Samuel Brussell in un periodo della sua vita ha convissuto
nell'appartamento di Leaud insieme a Leaud! Per chi non
lo sapesse Leaud è il giovane protagonista dei 400 colpi
e di tutto il ciclo Doinel. Tutto torna amici miei.
Il mio amore per la Francia, per Truffaut. Se divento famoso
in Francia mi trasferisco a Parigi e offro champagne a tutti.
A bientot.

giovedì 7 dicembre 2017

IL TEOREMA BELLUCCI

Sto cazzo di sta minchia che io sono come gli altri, 
(scusate l'incipit, mi piace troppo dire sto cazzo di sta minchia), 
posso dirlo un'altra volta? Grazie, allora: sto cazzo di sta 
minchia che io sono come gli altri. Oggi ho visto una vecchietta
deliziosa, tutta traballante, con un cappello rosso in testa,
un'espressione smarrita, e secondo il mio famoso "teorema
Bellucci", ai miei occhi questa vecchietta valeva molto di
più di Monica Bellucci, come sorgente d'interesse filmico.
Avrei voluto fermarla e chiederle il permesso di farle un film,
un intero film, tutto dedicato a lei, ai suoi ricordi, ai suoi sogni.
Mi piace raccontare le persone che nessuno racconta.
Sto cazzo di sta minchia che io sono come gli altri!

mercoledì 6 dicembre 2017

UN UOMO SUPERFICIALE


Non c'è scampo, ma ci sono gli scampi, sono buonissimi
in guazzetto di pomodoro con prezzemolo.
E smettiamola di usare la parola abisso, ma quale abisso?
Quale abisso dei miei stivali! Il quadrante di un Rolex è più
bello, sintesi millimetrica di eleganza meccanica.
Non c'è scampo, ma ci sono scampoli di bellezza!
Un culo fasciato che attraversa la strada, una coscia
svelata da uno spacco, una bocca che trasuda baci e
poi tutte quelle meravigliose minuzie che rendono la
vita degna di essere vissuta: borsette di coccodrillo con
lacrime incastonate, porcellane sul precipizio, bicchieri
di cristallo, lampadari senza terremoto, tovaglie piene
di briciole, tappeti persiani e fiumi immaginari, orli, urli,
Arles, la Provenza, i sentieri del vento, il parapiglia,
i fuochi di paglia, le lampadine e i fulmini, il velluto,
le trascendenze ricamate, le vetrate colorate, i teoremi
della lussuria, le ombre cinesi, gli ombrelli che si aprono,
le mani sulle statue, nidi di rondine e nodi di marinai,
le promesse e le premesse, il fulcro e l'argenteria, l'oro.
Una brocca d'acqua sulla soglia di casa, e Dio vale come
uno spillo spillato, come una purga purgata, e non c'è
scampo, non c'è scampo, ma le ballerine sono ubriache.
C'è una festa segreta. Gli invitati non temono il peggio.
Temono il meglio. E tu ridi dei miei sogni segreti.
Dei miei segreti sognati. Mi aiuti con la cerniera?  



Le verità scomode

LA SIGNORA AL BAR

Il bar dove ogni mattina vado a prendere il caffè è un punto
d'osservazione privilegiato sullo stato di salute mentale degli
esseri umani, anche del mio, in quanto incontrovertibile essere
umano. E che cosa hanno sentito le mie orecchie stamattina?
Una signora di 50 anni e passa che si lamentava della propria
età..."Oddio, se penso che ho superato i 50, una volta andavo
ogni giorno in palestra, ora se vado due volte alla settimana
è già tanto". Cazzo, cazzo, cazzo. Basta! Mi fate venire
l'angoscia. Non vi sopporto più. Godetevi i vostri splendidi
anni, assaporate ogni secondo che si è conficcato nella
vostra carne come un chiodo d'amore. Ma queste donne
oltre ad andare in palestra hanno mai smembrato e divorato
un dio sanguinante? Menadi, dove siete? Venite a cibarvi
di questo Zagreus che vi esorta all'estasi di ogni attimo!

martedì 5 dicembre 2017

ELEMENTI DI GEOFOLLIA INTERIORE

Tachicardia del tacchino.
Il fiume rosso della mia gola.
Un chiodo nella carne.

Sgomento.

IL SOGNO

Ho sognato una morte concentrica.
Anelli d'acqua sul cuscino.
La mia testa come un sassolino.
E sopra di me un temporale.
Una capra sul mio petto d'erba.
Le mie ossa infrante, i miei occhi
divorati, la mia bocca congelata.
Ho sognato di lasciare tutto come
una bugia di luce nel cuore.
L'universo franato, anche il volto
della madre, tutto dissolto.
Che cosa resta della vita
che abbiamo amato?

DARIO VITERBO. IL SOGNO.


HOKUSAI. IL SOGNO DELLA MOGLIE DEL MARINAIO.


lunedì 4 dicembre 2017

QUANDO SI RIDE DI GUSTO

L'AMORTE

Destino e volontà sono così avversi
che spesso i nostri piani vanno persi:
nostri i pensieri, gli esiti mai.

(Shakespeare)

Mi preparai all'appuntamento
con dovizia di lussuriosi accenti,
il cardellino fra le costole era
muto, ma nelle mutande un vero
tripudio di attese rigogliose,
optai per l'odore crudo della carne,
senza osceni profumi, e sparsi
la mia eleganza nei dettagli: una
cravatta salmone appena pescata
dal mio collo, un completo nero
antracite, scarpe di cuoio e un
orologio dal quadrante blu.
Arrivai in anticipo sul mio ritardo
che forse la logica vuol chiamare
puntualità ma non è chiaro
il dilemma, e fui sul punto di
tornare indietro per un vago
timore di profezia silente, ma
lei arrivò, arrivò con passo di
femmina, con arcana docilità,
esile e fragorosa di desiderio.
Fu subito incanto, armonia di
parole, sorrisi fioriti e il presagio
di catastrofi naturali trovò
la sua dimensione: il nulla.
D'altronde la pillola amica già
rimescolava il sangue e non fu
facile camminare senza dare
conforto immediato al turgore.
Ci volle tutta la sapienza degli
anni per gustare quella tortura
di attesa, prefigurazione di
paradisiaci e infernali gemiti.
La camera d'albergo ci accolse
nuda come il nostro gioco,
fatto di incantesimi e lutti.
Ma bastò un accenno di labbra,
un bacio nascosto fra le pieghe
di un sussurro, e lo sperma,
seme traditore, inondò l'intimità
segreta dei pantaloni, colando
fra le cosce mortificate prima che
la mano delicata osasse tanto,
quel tanto che basta alla nostra
felicità, che è così poca cosa.
Nulla, poco più. Già fine di un
amore, senza riscatto. Lei mi tolse
il sorriso, superba depravata,
offesa nel coito negato. Oh, mia
adorata puttana, sai che non fu
vergogna ma amore che mi spinse
a stringere il tuo collo fino
all'oblio del respiro? Eccoti
servita: l'amorte.


EROI DEL QUOTIDIANO


A PESCI IN FACCIA

Scusate ma oggi mi sono alzato storto, con il piede giusto.
Ho deciso di trattare a pesci in faccia gli stupidi, ma è possibile
che io debba passare il tempo a difendermi dalla stupidità
di alcuni commentatori invece di confrontarmi su quello
che faccio? Anche il simpatico scheletro Zebubo come fa
a non capire il sottofondo autoironico del mio supposto
narcisismo? Come fa a non distinguere narcisismo da
consapevolezza del proprio valore? Ma con chi ho a che
fare? Tirate fuori dal cervellino qualche neurone sano
cristo! Ho fame di confrontarmi con persone intelligenti,
non voglio applausi acritici, ho fame d'intelligenza e
voi mi lasciate a digiuno! Per fortuna le donne del blog
alzano la media. Donne, donne, che farei senza di voi?

MA CI AVETE FATTO CASO?

Ma ci avete fatto caso a quanto sono creativo?
Una cosa pazzesca, sto realizzando il sogno di
Michelangelo Antonioni che era quello di fare
un film al giorno. Ci avete fatto caso? E avete
fatto caso a quanti anonimi di passaggio si dilettano
ad usare "la modalità Chicca?". Ignorano con
viltà il mio lavoro e si lanciano in improbabili
accuse di neolingua al sottoscritto. Non hanno
un minimo di "anima" per capire e sentire i miei
film che rappresentano una assoluta novità
nel panorama dell'audiovisivo per stile e per
personalità, sono film d'autore, sono sul sito di
un autore e che cosa fanno questi rozzi?
Infilano il pilota automatico delle loro piccole
nozioni anodine e insignificanti, ma non si
vergognano almeno un pochino? Non si annoiano
a seguire sempre un copione fisso?
Vi ho già detto come la penso al riguardo,
sarebbe come essere invitati alla mostra
di pittura di un artista e focalizzarsi solo
su inezie, tipo la tostatura delle noccioline,
ignorando il quadro, l'opera. Siamo a livelli
di imbecillità imbarazzanti. Idioti senza anima.
Idioti senza stile. Idioti pecoroni.
Idioti italioti.

domenica 3 dicembre 2017

POESIA DEL FILM

Un nastro notturno, d'argento.
La luna piena d'universo. I miei
passi nella notte, le macchine
parcheggiate nell'eternità.
Vetri sporchi e tergicristalli
che sognano la pioggia per
tornare ad essere vivi. Una
sigaretta abbandonata in una
pozzanghera, vicino alla fermata
dell'autobus. Un signore che
fuma se stesso in attesa di un
amore perduto nel tempo.
Un film appena girato con
tutti questi enigmi solitari.

PICCOLI ENIGMI NOTTURNI

venerdì 1 dicembre 2017

THE COCK

A TUTTI I SAPUTELLI

A tutti i saputelli che passano e passeranno da questo blog, qui siete a casa mia,
quindi appena entrate lo fate in punta di piedi, salutate, siate cortesi e poi vorrei
una serie di complimenti, anche falsi, i complimenti mi piacciono comunque.
Quelli che entrano per postare i loro video mi stanno sulle palle, lo tollero solo
con gli affezionati di questo blog che si sono guadagnati nel tempo questo
diritto. Qui siete sul blog di un filmmaker, guardate i miei film, avete il privilegio
di poter fare conversazione con l'autore almeno fino a quando è in vita.
E'maledettamente stupido e superficiale non approfittarne. Io sono un genio.
Con il cazzo duro.

giovedì 30 novembre 2017

IL BLOGGER RISPONDE

Attimi, nel post su Contini c'era un cognome sconosciuto e la parola disperazione,
risultato: 9 condivisioni Facebook. Nel post su Sgarbi c'era la parola cena e un cognome
molto conosciuto, risultato: 2300 condivisioni per ora (8.31 di venerdì). Altro fattore
da tenere conto, il film monologo allegato aveva circa 300 visualizzazioni su YouTube,
è passato a 1300 in un giorno, mi riferisco al Misantropo con la camicia, ovviamente.
Non sono numeri da "fare il botto", ho avuto post più seguiti, sono arrivato anche a
4500 condivisioni e ti assicuro che non succede nulla, tutto resta come prima, Ricky
Farina resta uno sconosciuto. Un adorabile sconosciuto. Se questo servisse a tirare
acqua al mulino dei "miei" poeti amati, i miei poeti disperati, ne sarei felice e potrei
fare anche delle marchette con questo nobile scopo, ma non avviene. Che ci vuoi
fare? Potrei, se solo lo volessi, fare solo post molto visibili sul Fatto, parlare di
personaggi famosi, parlare di tv o cose del genere, ma non mi vanno questi trucchetti.
Continuerò a seguire la mia ispirazione, come ho sempre fatto, e parlerò di quello
che mi viene in mente, di quello che ho voglia, di quello che mi preme. Non sono
un furbo, sono semplicemente un uomo vero, ed è forse la "furbizia" più grande.

Anonimo che mi accusa di essere un marchettaro forse non ha ancora capito che
i blog sul Fatto non sono retribuiti, zero euro tanto per capirci, sono una vetrina.
E io metto in mostra me stesso, questo per ora non ha dato frutti economici, solo
gratificazioni del tipo: "Oggi ho scoperto Ricky Farina!", una frase che ieri mi
ha scritto una signora che forse entrerà nel mio mondo di poesia e ironia. Tutto
qui. Non mi sto buttando in politica, odiare il fascismo (rosso e nero), ogni forma
di fascismo, non è politica, è etica! Se potessi votare l'oceano andrei a mettere
la mia x sugli abissi. Sono un anarchico oceanico. Per questo non sono nemmeno
un seguace di Grillo, ci mancherebbe altro! E se un giorno mi andasse di scrivere
un post ironico polemico su Grillo lo farei senza pensarci un attimo. Anche se
la cosa che mi preme di più sono i miei poeti! E quindi se il post venisse
censurato dal Fatto (cosa alquanto improbabile secondo me, sono liberali) resterei
lo stesso sul sito per portare avanti il mio percorso poetico. Tutto chiaro anonimo?
O hai bisogno di altre parole per aprire la tua mente maliziosa a una vastità
più lucente? Vi ho già detto il sentiero che mi ha portato al Fatto online, sono
stati i film Qui Milano Libera e Radio Foppa, fatti con Piero Ricca, un cane
sciolto, amato dai grillini, ma un cane sciolto, scioltissimo, senza padroni, come
il sottoscritto. E la proposta di aprire il blog mi è arrivata da Franz Baraggino,
amico mio e di Ricca, facente parte (ai bei tempi) di un gruppo di giovani
che si chiamava appunto QUI MILANO LIBERA, autori di video di contestazione
trasversale, andavano a contestare tutti i politici in nome di un'idea altra di
democrazia e mettevano su YouTube dei video simpaticissimi che sono diventati
famosi. Andate a cercarli su YouTube.

Alla signora Silvia che mi ha scritto dico: grazie. Piacere di conoscerti.

Buon venerdì a tutti, anche a Sgarbi.

A CENA CON SGARBI - IL FATTO QUOTIDIANO

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/30/quella-sera-che-mi-ritrovai-a-cena-con-vittorio-sgarbi-e-non-mangiai/4008995/

REQUIEM

Grazie all'instancabile curiosità di Nicola Gelo sono venuto a conoscenza di questo cortometraggio di Silvano Agosti, girato all'età di 24 anni, per me è il suo capolavoro, ha la densità cinematografica di un classico, la statura di una tragedia antica, l'ineffabile poesia di ogni poesia possibile.



QUANDO?

Quando le paure ti lasciano
come per magia, e ti ritrovi
su sentieri d'amore puro,
quando le pietre cessano
di sanguinare e i cigni hanno
l'eleganza di incubi lontani,
quando in un bacio ritrovi
il seno capovolto di tua madre,
quando le agonie sono terse
come cieli azzurri e la morte
preme invano il suo ghigno
sul tuo cuscino in rivolta,
quando non hai più parole
da donare al mondo ma solo
incantesimi e labirinti feriti,
quando verrà il giorno senza
Giudizio e danzeremo liberi...
Quando?

mercoledì 29 novembre 2017

TANTI CORIANDOLI VERDI

CHI NON AMA

Posso mangiare un dolce alle noci con eleganza abissale, 
senza farmi vedere da nessuno, nemmeno da me stesso.
Le noci richiedono un'intimità assoluta, chi mangia le noci
in pubblico è un criminale. Chi non lo capisce è proprio un
criminale, chi non ama la poesia è un criminale. L'universo
stesso prima di spaccarsi era una noce. Prima di andare
in frantumi anche il mio cervello era una noce. Chi non ama
le noci è un criminale, chi non mangia il proprio cervello
è un essere senza pietà, questa materia grigia deve essere
divorata perché nasconde arcobaleni di morsi e chi non
lo capisce è un criminale. Chi non ama è pazzo d'odio.

DOPO IL VIAGGIO

Ma quanto è bello fare la pipì dopo che hai guidato per tre ore in macchina senza mai fermarti?

domenica 26 novembre 2017

CONTINI - IL FATTO QUOTIDIANO

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/26/a-lezione-di-disperazione-da-gabriele-un-santo-dellinsensatezza/3999169/

sabato 25 novembre 2017

UN SINGLE SPIEGAZZATO

Scaravento tutto in lavatrice senza distinguere 
il colore dei vestiti, e se si mischiano i colori 
tanto meglio, non sono un razzista tessile. 
Poi butto tutto sullo stendino alla rinfusa.
E prego che i piccioni non caghino guano 
sui vestiti tutti infreddoliti. Stanno giorni al freddo,
mi chiedono di entrare in casa ma io non ho pietà.
Quando devo partire di corsa per il mare dove vive
mamma, acciuffo per il collo i miei vestiti ancora
umidi e ci passo sopra il phon, non mi sogno
manco per il cazzo di stirarli, io non stiro mai! Dopo li
appallottolo nella mia sacca di tela puruviana e vado da
mamma che puntualmente mi rimprovera così:
"Sono state nel culo di un elefante queste camicie,
e questi pantaloni?". Che volete farci? Sono un
tipo così: spiegazzato!

venerdì 24 novembre 2017

DUE UOMINI, UNA MASCHERA.

IO CI IMMAGINO

NON DEL TUTTO

Con la recente morte di mafiosi e mostri psicopatici 
è da due giorni che sto guardando su internet interviste ai serial killer,
Ted Bundy, Manson, Jeffrey Dahmer, e tanti altri, anche donne. 
Hanno stuprato, strangolato, mutilato, scopato cadaveri
in putrefazione, sparato alla testa, mangiato cuori e chi più
ne ha più ne metta. Sono un uomo sensibile. La sensazione
è stata quella di essere risucchiato in un abisso senza
fondo, e la cosa più paurosa era di sentirmi parte di questo
abisso in quanto essere umano, proprio come loro, come
quelli che nominiamo "mostri" per sentirci al sicuro. Invece
quell'abisso fa parte anche di noi. Di ognuno di noi.
Uno sguardo panoramico sulla mostruosità dell'essere
umano mi ha portato nei campi di concentramento e poi
tra i due funghi atomici di Hiroshima e Nagasaki. Orrore
infinito, senza tregua. Per riprendermi ho dovuto pensare
intensamente alle patatine fritte, e poi ho rivisto le comiche
di Stanlio e Ollio, specialmente quel film dove i due comici
danzano con una leggerezza ultraterrena, così poco a poco
sono tornato ad amare gli esseri umani, poco a poco.
Ma non convinto del tutto.






giovedì 23 novembre 2017

CASTING CHISCIOTTE

CASTING CHISCIOTTE! ATTENZIONE!
Da oggi parte il casting per il nuovo progetto Chisciotte,
questa volta sarà un vero e proprio lungometraggio
che avrà per tema le molestie sessuali nel mondo del
cinema, titolo provvisorio: SI TOLGA LE MUTANDINE.
Potete scrivere alle produzioni Chisciotte tramite la mia
pagina Facebook, questa che state leggendo.
Importante: non è richiesta una precedenza esperienza
nel mondo del cinema o del teatro, non è richiesta la
conoscenza dell'inglese, nessun curriculum da spedire
o da infarcire di menzogne, basta avere belle tette e
un bel culo e ovviamente: mutandine affascinanti.
Le aspiranti protagoniste dovranno presentarsi entro
e non oltre il 15 febbraio nell'abitazione studio del
regista Ricky Farina. Il provino consisterà in un aperitivo
a base di vino spumante e noccioline fresche, poi il
regista accenderà la videocamera e vi chiederà di
dire le prime cose che vi vengono in mente, dopo una
manciata di minuti dovrete abbassarvi i pantaloni
molto, molto lentamente, fino a mostrare le mutandine.
Nulla di più, nessun rapporto sessuale con il regista.
Solo le vostre adorabili mutandine che dopo dovrete
lasciare al regista per un'attenta analisi olfattiva.
L'odore più "femminile" verrà preso in considerazione
per la parte della protagonista. Astenersi donne dalla
denuncia facile. Vi aspettiamo numerose.

mercoledì 22 novembre 2017

PENSIERO

Il tempo non passa, non è mai passato, è solo un'illusione.
Tutto è pietrificato fin dalle origini che sono rimaste origini.
Non possiamo arrivare in ritardo agli appuntamenti, e dirò
di più: nemmeno in anticipo. Tutto è puntuale, congelato.
I dinosauri convivono con i nostri attimi e annegano nei
nostri Martini Dry, preistoria e pre-dinner si fondono.
Siamo eterni, come la polvere. Vivere è solo amnesia.

L'ARTE DELL'APERITIVO TOSCANO

IL MIO VIDEOBLOG SUL FATTO

AUTORECENSIONE

Quando un regista trova una formula è difficile che se ne distacchi, capita a tutti,
a Fellini, Allen, Kubrick e a tutti i maestri. La formula è anche frutto di uno stile,
di un'impronta. A volte vorrei come spettatore che il genio andasse contro se stesso,
che si tradisse "per spirito geniale", e così sogno un western girato da Fellini o un
film horror con lo stile di Woody Allen, ma mi rendo conto che non
si può andare contro la propria natura, le impronte digitali sono quelle e
non si cambiano. Ognuno segue il proprio percorso che alla fine è un destino
e il destino è la propria personalità. Questo vale anche per il sottoscritto,
e mi metto senza vergogna tra i maestri. Uno sul Fatto Quotidiano mi ha scritto
più o meno questo: "Se non ti vedo al cinema per me tu non sei un regista,
quando vedrò un tuo film al cinema allora potrò darti credito".
Esiste un ragionamento più servile di questo? Gli ho risposto che Francesco
non aveva bisogno di una cattedrale, gli bastava la vastità del cielo e
gli uccellini per predicare la sua fede. Ecco, io non ho bisogno di una sala
cinematografica per essere un regista, sono "un regista di uccellini".
L'ultimo mio film che si intitola UNA A CASO è la summa della
mia personalità, secondo il mio gusto. Un regista che esce con
la propria videocamera e si porta dietro la propria fede nelle immagini,
mi lascio guidare dal caso e dal mio occhio, ogni angolo della città
può trasformarsi in un set, ogni persona può diventare protagonista
di un mio film senza rendersene conto, e questo mi fa sballare, mi manda
in estasi, non conoscere, non sapere nulla di chi riprendo,
essere all'oscuro è fonte di luce, vedo i volti per quello che sono,
senza maschere, volti nudi come il respiro e la vita. Questa è
la cifra della Chisciotte, questa è la personalità di Ricky Farina,
unica come le mie impronte digitali e la mia retina "non asportabile".
Questa è arte, arte del nulla, del caso(non del cazzo).
Ed ha un suo senso inespugnabile. Mi amo perché vi amo.

martedì 21 novembre 2017

UNA A CASO.

L'ESSENZA

Un sociologo dovrebbe frequentare le sale d'attesa, 
campionario di varia umanità alle prese con il tempo
scandito elettronicamente. Stamattina sono andato
a rifare il tesserino sanitario con la mia bella denuncia
di smarrimento. Con il 242 sono rimasto seduto
per circa 30 minuti e ho spalancato la mia mente, ho
accolto tutti dentro di me: la cinquantenne con le calze
a rete e i capelli ossigenati, il vecchio con le mani
tremanti, il giovane con le cuffiette, le mamme con
i figli strillanti che segavano i nervi, la donna che è
andata allo sportello con i jeans attillati, il signore
con gli occhiali scuri che mi fissava dal fondo della
sala e tanti altri, tutti in attesa del proprio turno, forse
inconsapevoli di vivere l'essenza stessa della vita.

RICKY VIDAL

Devo ancora fare la doccia e vestirmi.
Non ne ho voglia. Aiuto. Mi chiedo: a che pro?
Nessun appuntamento di lavoro, è facile
quando non lavori. Nessuna incombenza
a parte la morte...ah già, la morte! Vado
subito a farmi la doccia! Solo Pino Silvestre
riesce ancora a dare un senso ai miei
giorni. Pino Silvestre è un'icona della
profumeria mondiale, un marchio che ha
rivoluzionato il mondo della profumeria diventando
un trendsetter fin dagli anni 50. È uno
storico marchio italiano, apprezzato a
livello mondiale per la sua immagine iconica
e la sua capacità unica ad esprimere in modo
inconfondibile la vera essenza della natura.
La fragranza di Pino Silvestre
è prodotta da oltre 50 anni dalla famiglia Vidal
di Venezia, con l'impegno costante nella
ricerca dei preziosi oli essenziali fondamentali
per la resa perfetta della fragranza.
Una tradizione che rappresenta una garanzia
sia per i consumatori affezionati
che per i nuovi. La pubblicità è l'anima della
vita! Che cosa è la vita se non un commercio
costante con l'ignoto?

lunedì 20 novembre 2017

LO SCANSAFATICHE

Anche oggi ho fatto il mio sporco lavoro di scansafatiche 
illuminato, ho buttato giù qualche verso così come mi veniva, 
senza starci a pensare troppo, quando scrivo non mi piace 
pensare, preferisco schizzare parole da dentro, e ho girato 
un monologo sull'egolatria e un film sull'autunno che sta per
approdare su questi schermi social. Sono contento, la mia
parte l'ho fatta bene o male, posso andare a letto con la
pace nel cuore, posso godermi qualche pagina di un buon
libro, posso sognare di essere Colombo che scopre se
stesso pensando di scoprire un altro. Che senso ha tutto
questo se l'universo è condannato a diventare una
polpetta astrale? Meglio non domandarselo e poi il senso
è sopravvalutato, certo mi mancano i commenti del mio
amico Nicolino che mi riportavano sulla terra degli uomini.
Mi mancano tante persone, anche quelle che sono in vita.
Mi manco a me stesso. Eppure vado avanti perché non
c'è nulla da fare, non c'è proprio nulla da fare, tentare di
essere se stessi, di non tradirsi mai, e passare come un
brivido su questo mondo che gira senza pietà alcuna.
Anche la gioia ha le sue catastrofi: luce e polvere. Fine.

SPLENDORI E MISERIE DELLE FOGLIE

SCIROPPO

Una volta ho vomitato 
sciroppo 
d'anima e 
mi sono trovato 
prosciugato 
di me stesso,
una cosa tra altre cose.
Un ferro da stiro era al
mio stesso livello,
anche una noce
spaccata dal mio
pugno,
in questa nuova
forma di vita
Dio era assente,
o almeno
così sembrava,
una candela
in una chiesa aveva
la stessa consistenza
dei miei sogni
liquefatti, e infinite
sorgenti
guizzavano
nell'universo
senza essere contaminate
dalla sete umana.
Vivere senza
anima
rendeva tutto puro,
innocente e
quasi perfetto.
Anche le ombre
erano solo
ombre.
Solo una cosa
non
quadrava: il sapore
inatteso
delle mie lacrime
ribelli.

INTERVISTA A UN EGOLATRA

domenica 19 novembre 2017

I CALZINI

Può capitare di avere i calzini allentati.
Ogni passo una discesa agli inferi delle caviglie.
Una tragedia elastica, sottile sottile.

L'universo è una macchina che produce
assenze, entropia del disincanto.
E un calzino si fa simbolo innocente.

Vivo nella clausura del mio io, voragine
di simmetrie tenui, l'amore cova un addio
senza rancore, la musica crea orizzonti.

E un calzino ribelle mi riconsegna alla
terra, sprofondo nella misera dolcezza
dell'ineluttabile, e amo la vita come un

folle.

sabato 18 novembre 2017

IL VERO SCANDALO - IL FATTO QUOTIDIANO

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/18/il-vero-scandalo-nel-cinema-non-e-il-caso-weinstein/3986426/

venerdì 17 novembre 2017

LUI ERA UNO APERTO

Lui era uno aperto. Raccontava tutto di sé.
Tranne una cosa. Aveva sempre camicie stirate,
polsini inamidati e palle depilate. Ci teneva
molto alle sue palle depilate. Aveva una mente
fresca come una mentina. Gli piacevano
i vicoli ciechi, anche quelli metaforici.
Era un uomo dall'aspetto gradevole e con
una non banale capacità di commuoversi.
Ma non era romantico, al chiaro di luna
preferiva i vibratori con movimento elicoidale.
Aveva numerose spasimanti, molte avventure,
ogni tanto andava anche con gli uomini
seguendo questo paralogismo: se io sono
un uomo non posso schifare gli uomini,
altrimenti schiferei anche me stesso.
In base a questo ragionamento lo prese
nel culo almeno 13 volte. Era fatto così.
Con i suoi pregi orribili e i suoi difetti
fantastici.  Era elegante come un ribes
sopra un cioccolatino. Aveva sentimenti
azzurri e un segreto nel taschino della
sua anima. Per via di quel segreto che
si portò nella tomba, fu da tutti pianto
come un uomo aperto ma enigmatico.
Sulla sua lapide fece incidere questo
pensiero: non posso più fare la pipì.
Così finisce questa storia e la sua vita.

MINI DIALOGO CON AGOSTINO AL BAR

Ricky -Ago, dimmi una cosa bella-
Agostino -Quanto tempo hai Ricky?-
Ricky -Ah, quindi sei pieno di cose belle!-
Agostino -Il contrario, dovrei sforzarmi
di trovarne una-
Ricky -E'così difficile?-
Agostino -Qui è dura Ricky, non so quanti
caffè faccio al giorno, la notte prima di
addormentarmi cerco una soluzione ma...-
Ricky -Tu prima di addormentarti cerchi
una soluzione, io una carezza-
E così finisce tutto in una risata, io torno a casa
a fare "l'artista" e Agostino continua a fare caffè.
Sarò uno scansafatiche ma sono un
cliente simpatico.

ORGANISMO

La domanda "quanti libri leggi in un anno?" è senza senso. 
Basterebbe anche solo un libro, forse anche solo una frase,
del tipo: "Onora il padre e la madre". Quello che conta sul
serio è vestirsi di un pensiero, dare un corpo alle parole.
La cultura è un organismo vivente e ha bisogno d'aria.

giovedì 16 novembre 2017

LA SCENA DEL CUORE




Ecco la scena del cuore, la scena che forse amo di più nella storia del cinema.
Tratta dai 400 colpi, primo lungometraggio di Truffaut.

Truffaut in questo film ha raccontato la propria giovinezza, e la ruota centrifuga
ne è il simbolo. Quindi non poteva non viverla insieme al suo piccolo protagonista.

Un giovane Truffaut gira insieme alla ruota, e nello stesso tempo gira il suo
film, fusione fenomenale di vita e cinema. Per i curiosi Truffaut è l'uomo che
esce per ultimo dalla giostra.

LA VOCE DEI BOTTONI

Tutti i bottoni che ho perso in vita mia 
mi stanno chiamando. 
La loro voce è appesa a un filo. 
Posso sentirli solo se faccio silenzio dentro di me. 
Mai dimenticare chi ci ha aiutati fino 
alla vertigine di un colletto, 
chi ha dato dignità ai nostri polsini, 
chi ci ha salvati dalla vergogna 
sotto le nostre cinture, 
chi ha lottato insieme a noi contro 
il vento e la tempesta. I bottoni, 
così docili al desiderio, si sono fatti slacciare 
da una carezza o da un bacio, 
sono sempre stati fedeli 
ai nostri amori. E ora mi 
stanno chiamando 
dalle terre incantate dell'oblio, 
vogliono il mio perdono 
per avere sognato anche loro 
la libertà.