giovedì 17 agosto 2017

LUCHINO

Stanotte ho visto con Luchino, il mio amico d'infanzia, i fuochi d'artificio sulla spiaggia.
Per stare con me ha rinunciato a una partita del suo amatissimo Milan. Avrebbe dovuto
esserci anche Roberto ma abbiamo litigato, capita tra fratelli. Luchino è sempre pieno
di entusiasmo, un cuore puro, sempre gentile, educato. La vita con lui è stata dura:
il pene di Luchino non si è sviluppato, soffre di epilessia, ha perso la vista dall'occhio
sinistro e non ci sente dall'orecchio destro, ha perso la mamma e il papà, gli è rimasto
un fratello più giovane che si è sposato e Luchino è zio di due bellissimi nipoti.
E ha me e mio fratello come amici, più le persone con le quali lavora tre giorni alla
settimana. Luchino ha la mia età, 48 anni, e stasera abbiamo parlato di sesso, cosa
che non capita mai. Prima dei fuochi d'artificio mi ha detto: "Avrei voluto anche io
una vita come la tua e tutte le persone normali, avrei voluto anche io andare con
le donne", e dopo questa amara confessione e insieme dolcissima il cielo notturno
si è illuminato di fuochi d'artificio che mimavano l'inizio del mondo e del tempo.
Voglio bene al mio amico Luchino e voglio bene anche al Milan perché quando
vince una partita Luchino è felice. Dopo i fuochi d'artificio siamo tornati alla tenda
ed era sparito tutto: cellulare, borsello, un pomodoro gigantesco, lo zaino di
Luchino, una fetta di torta. Eravamo in panico e ci siamo dati dei cretini per avere
lasciato incustodito tutto, poi Luchino ha avuto una illuminazione e mi ha detto:
"Ricky, ma questa non è la nostra tenda, abbiamo sbagliato tenda". Che culo
essere scemi, abbiamo ritrovato tutto alla nostra tenda e siamo stati felici.


CARI AMCI DEL BLOG

Cari amici del blog, volete divertirvi? Cercate su google il mio nome e cognome
con la parola "forum" e troverete un tipo che ha creato un forum su di me.
Il titolo del forum è più o meno "filmmaker del Fatto Quotidiano si fa mantenere
dalla mamma". Andate a leggere i commenti, stamattina con mio fratello ci siamo
fatti delle grandi risate. Il mondo è pieno di zucche vuote. Ci si ferma sempre
alla superficie, pochi sono quelli che scavano con il pensiero, non c'è più il
piacere della scoperta, dell'indagine, e soprattutto non c'è più il ragionamento
diacronico, il ragionamento che si fa storia, che passa attraverso il tempo, e
quindi il passato. La mente della maggior parte delle persone è come schiacciata
dall'istante, non mettono più in atto una visione panoramica, non sanno più
riconoscere la vita, ragionano per impulsi, per stereotipi, come sacchi vuoti.
Eppure tutto questo mi crea ilarità, con un pizzico di pietà ovviamente.
In un mondo che ha smarrito il senso poetico tutto è possibile, e tutto si mischia
e si confonde nel grande pappone isterico dell'istante. L'ergastolo della
demenza. Ed è latitante anche il senso critico, quella capacità di fare distinzioni e
di ragionare sulle differenze. Così nascono questi forum dell'assurdo.

mercoledì 16 agosto 2017

TI AVEVO PREPARATO LE COZZE

Non sei tornata per cena. Ti avevo preparato le cozze al guazzetto.
Il tuo piatto preferito. Avevo anche acceso le candele al muschio bianco.
Ma tu non sei tornata. Le farfalle che avevo nello stomaco sono morte.
Ti ho aspettata tutta la notte in una folle speranza d'amore, ma tu non
sei tornata. Mi sono addormentato sul divano. Ho fatto un incubo di
cozze e cazzi, cazzi al guazzetto, il tuo piatto preferito. Quando ho
aperto gli occhi le candele al muschio bianco erano tutte sciolte.
Le cozze le ho buttate nella spazzatura insieme al mio cuore e ai miei
sogni d'amore. Mi è arrivato un messaggio sul cellulare. Ho atteso
un'ora prima di leggerlo. Poi ho letto questo - Amore, scusami per
ieri sera, mi sono fratturata una gamba e due costole, sono finita
al pronto soccorso, poi sono svenuta dal dolore e mi sono svegliata
solo adesso -. Gioia, un tuffo di gioia nel cuore! Mi sono messo
a cantare, a danzare per la casa, a saltare sul divano, allora non hai
preferito i cazzi alle cozze! Amore, amore, amore mio! Ti amo.

domenica 13 agosto 2017

BREVE STORIA DEI MIEI ORGASMI - IL FATTO QUOTIDIANO

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/08/13/breve-storia-incompleta-dei-miei-orgasmi-quando-fui-sconfitto-da-gullit/3784950/

sabato 12 agosto 2017

L'AFRODISIACO

  1. C'erano due bare nella camera mortuaria dell'ospedale,
    quella di Pepè e quella di un altro signore. Aveva proprio ragione
    Totò, la morte ci livella, e non solo: ci stira e in fondo ci ammira.
    E io ho immaginato Pepè che mi faceva l'occhiolino:" Non
    temere Ricky, è solo una messa in scena". Così mi sussurrava
    Pepè nella mia immaginazione. Una farsa inamidata mentre
    fuori il vento agitava gli alberi e l'erba. Dopo c'è stato il funerale
    con rito cattolico, un potentissimo afrodisiaco, la voglia di
    scopare diventa incontenibile quando si arriva al corpo di
    Cristo. Non c'è tempo da perdere, bisogna scopare sempre.
    Scopare prima di diventare polvere di mummia. Non me ne
    faccio nulla di un corpo risorto ma "angelicato", a me piace
    il corpo indiavolato. Nessuna reincarnazione che non sia
    un corpo chiavato, e nessun incontro in un'altra dimensione,
    niente di tutto questo mi consola, e la vita eterna è solo
    la spettacolarizzazione della noia. Questa vita, mistura di
    canto e gemito, solo questa vita amo, anche se mi deruba
    e mi inganna, ma lo fa sempre con amore e verità.

L'addio a Pepè

  1. Quando una persona cara e amata muore in me prevale la gioia di averla conosciuta. Pepe' era un calabrese colto e simpaticissimo, un caro amico di mio padre, Pepe' era un grande uomo piccolo di statura, mio padre era grande e grosso, formavano una coppia straordinaria, e Pepe' diceva a mio padre Aldo: "Quando morirai non sarai una salma ma un salmone". Ora Pepe' e Aldo staranno assieme per sempre nel cielo del mio cuore, molto più profondo e vero del cielo con le nuvole. Addio, arrivederci.

venerdì 11 agosto 2017

ATEO SUI GENERIS

Sono un ateo a intermittenza,
un ateo stroboscopico.

APPARENZE

Ho passato la mia vita a fidarmi delle apparenze, e sono stato felice, continuo così.

DIO E GLI SCARAFAGGI

Quando la specie umana si estinguerà
con chi giocherà a nascondino Dio?
Con gli scarafaggi? In fondo l'uomo è un
bel divertimento per chi assume il punto
di vista delle nuvole.

PROFONDI

Capita di attraversare un periodo in cui non sai più chi sei,
i lineamenti del viso sono divorati dall'ignoto, è un periodo
di potenziale, infinita libertà. Siete all'opposto di quelli che
dicono: "Lei non sa chi sono io!". Quindi siete profondi.

DILEMMI ESTIVI

Stasera vado alla sagra della cozza o ascolto una
sinfonia concertante di Mozart? Dilemmi estivi.

LA MIA STRATEGIA

Nella mia vita ho adottato una strategia per fomentare
lo stupore: tendo a dare tutto per scontato.

giovedì 10 agosto 2017

UNA GOCCIA DI LIMONE

Mi ricordo di quando mi finì una goccia di limone nell'occhio
al ristorante. Andai al cesso a bagnarlo, cristo, che sensazione
acida e oculare, che inferno limpido di ceramica urlante.
E mi ricordo di quel cretino, quel mio compagno di scuola
cretino che per gioco mi schiaffeggiò i testicoli, che dolore
bastardo, e non la finiva più di ridere, poi è diventato un
cazzo di ingegnere, lo incontrai al supermercato e mi disse
che "faceva pompe" e poi specificò "pompe idrauliche".
Si sentiva spiritoso, evidentemente, quel bastardo di razza.
Ricordare un dolore passato è una forma di felicità, una
carezza che viene da lontano, da orizzonti di urlo fradicio.
Ma il dolore più vivo è il dolore degli altri, quando ti senti
impotente, quando non puoi nulla, e la vita ti cola dalla
bocca come una saliva nera, e vorresti strizzare un limone
negli occhi della morte, ma non puoi nulla, più impotente
di chi muore in un ultimo sussulto di agonia arcobaleno.


IDEA FISSA

Nella vita bisogna avere le palle e un pallino: un'idea fissa.
Un proverbio spagnolo dice che se vuoi diventare papa devi
pensare ogni giorno a diventare papa. Volete sapere qual è
la mia idea fissa? Ogni giorno mi dico: voglio diventare vivo.
Vivi si diventa.

PARLIAMOCI CHIARO

  1. Parliamoci chiaro: la vita è tenebra. E il fatto che trituriamo il ghiaccio nei cocktail non ci salverà. Però dissetarsi è meraviglioso.

martedì 8 agosto 2017

PROGETTI AGOSTANI

Mangiare leggero. Nuotare ogni mattina nella piscina per bambini.
Andarci di mattina presto quando non ci sono i bambini.
Dopo la nuotata farsi 15 minuti di idromassaggio muovendo
le braccia nell'acqua della piscina per farsi i pettorali.
Fare in modo che il getto dell'idromassaggio arrivi sui fianchi
nella speranza di sciogliere i rotoli di ciccia. Dopo stendersi
sul lettino e godere del sole abbronzante fino alle 11 circa.
Leggere sul lettino un buon libro, in questi giorni sto leggendo
una antologia di Storie di fantasmi, curata da Fruttero e Lucentini.
Ho letto un bellissimo racconto intitolato La bella adescatrice
di un certo Oliver Onions (che tra l'altro è anche un gruppo
musicale che faceva le sigle dei cartoni animati). Riflettere
sul carattere fantasmatico della vita. In fondo siamo tutti
fantasmi sognanti che hanno avuto un permesso premio
negli inferi della carne. Quanto durerà questo permesso?
Non farsi troppe domande, si rischia la follia o la malinconia.
Meglio esseri superficiali come il vento. Gettare sguardi
di uomo adulto sui corpi freschi e sodi delle fanciulle in costume.
Immaginare sodomie all'olio di cocco dentro le cabine.
Controllare l'erezione per non fare figure imbarazzanti.
Fare bagni in mare solo quando l'acqua è limpida e stare
attenti a quelle puttane di meduse, il mare è vivo e come
tutte le cose vive è stronzo, molto meglio la piscina per
bambini con i suoi bordi rassicuranti e il suo cloro.
Tornare a casa quando comincia a fare caldo e mangiare
due banane. Dormicchiare per almeno tre ore di seguito.
Guardare la televisione per gestire la noia, la sera magari un
filmettino horror che in estate è perfetto per la digestione.
Masturbarsi davanti allo specchio in cerca degli addominali
prima di coricarsi per lo sprofondamento notturno nel
sonno. Tonificare il corpo ogni giorno, lasciare perdere
lo spirito. Fare sveltine immaginarie fino a quando
questa cazzo di estate non finirà in uno splendido
settembre, il mese più bello che lascia spazio ai primi
sospiri autunnali. Vivere, in definitiva, a modo mio.


domenica 6 agosto 2017

Ricky Farina - Il Fatto Quotidiano

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/08/06/ricky-farina-il-piu-grande-regista-casalingo-e-di-quartiere-del-mondo/3756716/

sabato 5 agosto 2017

SUNSET

La rete è piena di notizie che hanno come sfondo il denaro, tipo:
lui la lascia e lei diventa ricca. Il denaro è onnipresente. Per
non parlare di tutti gli italiani che grattano e perdono un sacco
di soldi nella speranza di diventare milionari. SuperEnalotto è
una parola che fa sognare. Ieri leggevo un testo di Simone
Weil sul denaro, lei aveva compassione dei ricchi, il denaro
stende un velo di menzogna sulla vita, e i ricchi cercano il
lusso come surrogato alla felicità. E il lusso, si sa, lessa.
Ho anche finito di leggere in un solo giorno Festa mobile di
Ernest Hemingway, e così scrive Hem: "Ma questa era la
Parigi dei bei tempi andati, quando eravamo molto poveri e
molto felici". Ovviamente bisogna distinguere tra povertà e
miseria. San Francesco era povero (e felice), per niente
misero. Per essere felici bisogna spogliarsi, non solo dei
propri vestiti di lusso, bisogna spogliarsi di tutte le cazzate
che ci hanno messo in testa, denudarsi per andare al cuore
della vita, un cuore vivo e senza menzogna. Bene, scusate
ma ora vado a farmi una coppetta di champagne al Sunset,
il mio stabilimento balneare, domani parlerò con gli uccellini.

venerdì 4 agosto 2017

RICONOSCENZA

Provo una riconoscenza profondissima verso la Volkswagen,
in particolare verso i costruttori della Polo, la macchina di
mamma. Il suono che ti avverte di avere la cintura di sicurezza
slacciata ha una doppia tonalità, la prima profonda, la seconda
più acuta, e si alternano con una gentilezza e armonia degne
di un grande compositore di musica classica. Il guidatore
insofferente alle regole non si sente perseguitato nè ossessionato
dal sistema di allarme di sicurezza, non c'è accanimento o
sadismo, chi ha pensato alla doppia tonalità è un essere
umano portatore di pietas verso il guidatore, e ci si può
sfracellare la testa sul parabrezza in perfetta serenità.
Sono cose che fanno piacere.

giovedì 3 agosto 2017

ABBIATE FEDE

Non fa caldo. Chi pensa il contrario rivela una morbosa 
soggezione alla realtà. Che tristezza questa umanità che
si lascia condizionare dall'aria condizionata. Ogni mio
pensiero è un cubetto di ghiaccio. Fa freddo. Abbiate fede.

GENITORI SI DIVENTA!

Fatevi quattro risate se volete con questa intervista radiofonica di stamattina.
Ormai è la seconda nel giro di un mese circa.

http://www.tag24.it/wp-content/uploads/2017/08/GENITORI-SI-DIVENTA-03082017.mp3


lunedì 31 luglio 2017

domenica 30 luglio 2017

MI DISSE

Mi disse che era felice perché stava provando il dolore 
più bello del mondo. Un dolore pieno, avvolgente, puro.

IL PENSATORE

Sono un pensatore. La vita per me è fonte di pensieri. 
Penso a farmi una doccia al giorno, a volte due. Penso 
a lavarmi i denti. Penso alla colazione e all'amore. Penso 
alla lavatrice e a Dio. Penso alla morte e alle pesche. Penso 
a farmi una reputazione di pensatore che pensa. Penso tanto. 
Il pensiero mi invade. Mi allaga. Mi inabissa. Mi annega.
Penso fino al midollo e alla stratosfera. Penso anche l'impensabile
quando sono in vena. Solo una volta ho smesso di pensare,
è stata quella volta in cui una donna mi chiese di prenderci
una pausa di riflessione: fu meraviglioso. E tornai libero.

sabato 29 luglio 2017

LA SVEGLIA

AMORI ESTIVI - IL FATTO QUOTIDIANO

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/07/29/amori-estivi-non-siate-timidi-le-tende-sono-fatte-per-entrarci-e-salutare/3743127/

venerdì 28 luglio 2017

KANTIPUR E SEVERINO

INSEGNAMI LE FERITE

Insegnami le ferite.
Da questo crepaccio
non vedo altro che
luce e cielo, e il buio
è una vampa inquieta
che sogna spazi puri.
Insegnami il dolore.
Questa morsa che ho
nel cuore, questo vuoto
che plasma i miei
confini, sono solo liete
vertigini che logorano
il candore dei cuscini.
Insegnami l'abbandono.
Tutto mi lega alla terra,
radici e svenimenti, e di
te non so altro che l'amore,
uno specchio che beve
lontananze di fuoco.
Insegnami la crudeltà.
L'agnello con la gola
aperta, il fiore martoriato
dal vento, perché di me
non so altro che la bontà,
ruscello tra due vipere
sull'erba quieta.

LA VITA E LE DONNE

Che cosa penso della vita? 
La stessa cosa che penso 
delle donne: una meravigliosa fregatura. 
Non si può fare affidamento su ciò 
che ha per fondamento la polvere. 
Ma che bello che è perdersi nell'ignoto 
e illuminare con un sorriso un vicolo cieco. 
In fondo la vita e le donne non vanno 
pensate ma amate. Amate fino alla fine, 
quando di noi resterà solo un brivido.

giovedì 27 luglio 2017

LA STAZIONE di Valerio Zurlini

Tutta o quasi tutta la poetica della Chisciotte è racchiusa in questo
piccolo gioiello documentaristico di Valerio Zurlini del 1952, compreso il
finale alla Hitchcock, il maestro del brivido nel brivido di ciò che fugge.

POETA DEL CAZZO

Stamattina volevo andare dal ferramenta a fare
cambiare i chiodi al mio crocifisso personale.
La manutenzione dell'agonia è fondamentale.
Poi ho cambiato idea. Mi sono preso un gelato
al pistacchio di Bronte. Mi piace cambiare idea.
A un mio amico invece piace cambiare pelle,
infatti ha una donna diversa ogni volta che lo
incontro. Lui è un superdotato. Ha il cazzo di
24 cm. Prima o poi gli faccio un film: ritratto
di un superdotato, è bello avere dei progetti.
Nella vita bisogna avere dei progetti e dei rigetti.
Ma non dei rigetti di trapianto, per carità di Dio!
Vi piace il flusso dei miei pensieri? A me piace
avere il flusso e il riflusso, ma non il riflusso
gastrico, per carità di Dio! Il corpo è una miniera
di dolori. Ogni dolore è un tesoro. Chi trova un
dolore trova un tesoro. A me il dolore fa schifo.
A me piacciono gli aperitivi con le patatine.
E mi piace la patatina. Quella con le grandi e
le piccole labbra. Anche al mio amico superdotato
piace la patatina. Vi piace la mia ispirazione?
Pensate che io sia un poeta del cazzo? E allora?
Il cazzo è un organo riproduttivo, e per me è
un onore essere un poeta del cazzo, del mio
cazzo. Il mio crocifisso personale, il mio cazzo,
le mie idee che cambiano, ecco, non c'è altro.  

mercoledì 26 luglio 2017

LE TRE GRAZIE

SONO FIERO DI ME

Sono fiero di me. Sono fiero della Chisciotte. Sono un figlio di papà
senza più papà. Sono un fannullone con la effe maiuscola, però vi ho
donato la mia vita, e la mia vita l'ho spesa per farvi conoscere delle
persone meravigliose, una di queste è Nicolino, poeta bambino.

POESIA DI NICOLINO

Non la trovate fantastica?


***Born 1914 July 26:dead, but alive.
Buon compleanno a te, mammina mia!
103 anni oggi,e ben portati!
Ma basta, borsellino incustodito,
che io (millelire, non di più) -
possa sfilarti via!
Perché sono ormai uomo? Ma suvvia!
Ho cessato di far la pipì a letto
solo pochi anni fa...
Verrò presto a trovarti, te e papà,
nella tua cappelletta, lì a Vetralla,..
non lo so più, se per sostare ancora,
fuori, sullo scalino,
con birra, e mortadella nel panino,
o ad abitare
definitivamente
là...
Farò il bravo, vedrai, mammina mia:
mai più fughe da casa...
scomodarla, mai più, per ritrovarmi,
la Polizia!
Affettuoso, obbediente...io, te e papà
Definitivamente
Là.
(Nicolino Pompa - Paladino Sghembo)

martedì 25 luglio 2017

LA CASA

Pensa. L'uomo pensa. Il temporale è appena finito.
C'è un arcobaleno tra un pensiero e l'altro.
Stende le mani. L'uomo stende le mani in cerca
del corpo amato, trova solo una manciata d'ombra.
L'amore è appena trascorso. Felice come un morso.
Cammina. L'uomo cammina in un bosco. Si perde.
Non torna più a casa. L'addio è la sua casa.

TECNICHE D'APPROCCIO

lunedì 24 luglio 2017

GIURA

Giura sulle pietre scaldate dal sole, giura sul cuore
degli innamorati, giura sugli svenimenti profondi e
sulle resurrezioni lievi del mattino, giura sul candore
dei bambini, sulle nuvole e sui carciofi, giura sulla
peste bubbonica, sugli alberi e sulle finestre aperte,
giura sulle mani e sugli occhi, giura sulle tombe e
sullo zucchero filato, giura sugli avvoltoi, sulla carta,
giura sulla polvere, sulle dune e sulle sedie elettriche,
giura sui poveri di spirito e sulle Ferrari, giura di dire
tutta la verità e niente altro che la verità, giura su tutto
ma non giurare sulla Bibbia, se sei un poeta vero.

STEVE CUTTS

La mia realtà

Non leggo più quotidiani. Non ho la televisione. Non ho un lavoro.
Nessun figlio. Nemmeno una moglie. Aderenza totale a me stesso.
E spesso mi sento dire che vivo in un mondo tutto mio, fuori dalla
realtà. Mi chiedo: e se fossi io a vivere nell'unica realtà possibile?
Quella realtà che ha bisogno solo di un volto per esistere: il nostro.

domenica 23 luglio 2017

sabato 22 luglio 2017

INSEGNAMENTI DI VITA

Che cosa fare se vi accorgete di colpo che il mondo è senza speranza?
Trovate un cigno e insultatelo, poi prendete del fango e iniziate a
imbrattarlo quel maledetto cigno candido come un peccato appena nato.

Che cosa fare se la persona che il giorno prima amavate, la mattina
diventa un corpo estraneo nel vostro letto? Non è grave, capita, la cosa
più semplice è rifare le presentazioni prima della colazione.

Che cosa fare se non avete più il coraggio di essere felici? Semplice,
andate in un negozio di elettrodomestici, comprate un frullatore
tutto cromato, bello come solo un frullatore sa essere, e poi frullate
delle carote verdi, se non trovate carote verdi potete uccidervi.

venerdì 21 luglio 2017

LUI VOLEVA SCRIVERE UNA POESIA

Lui voleva scrivere una poesia. Non una poesia qualunque.
Una poesia che aveva dentro da mesi. Le parole erano mature
per cadere sulla carta come frutti pieni di polpa. Lui voleva
scrivere una poesia ma lei si tolse le mutandine con un gesto
irresistibile. E quando si riprese dal coito non ricordava più
nulla, la poesia era sparita in un gemito nel corpo di lei.

giovedì 20 luglio 2017

NON CHIEDETE ALTRO

Non credete più ai poeti, vi ingannano
con la parola mistero. Atomi, cellule
e geometrie dell'addio, questa è la vita.
Fate la spesa, pagate le bollette, non
chiedete altro, e se inciampate non fate
l'errore di rialzarvi subito, godetevi il cielo.

mercoledì 19 luglio 2017

martedì 18 luglio 2017

UN PENSIERO IMPENSABILE

Non ho mai incontrato un segreto degno di questo nome.
Un secreto è più interessante. Le persone si illudono di
avere una vita segreta, mentre tutto si cuoce al sole delle
tenebre, anche le viscere del più stupido dei segreti.
Seguite la saggezza delle ghiandole e sarete felici e liberi.  

UN PENSIERO PENSANTE

Viviamo con una immagine di noi stessi che alla fine ci divora,
ci opprime e dissangua. Ci confiniamo in una identità che per
sua natura è sempre falsa. C'è solo il vento da inseguire per essere
veri. Per avere una possibilità di essere veri in questa vita.

lunedì 17 luglio 2017

SEVERINO SALTARELLI - IL FATTO QUOTIDIANO

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/07/17/cari-registi-possibile-che-nessuno-di-voi-faccia-squillare-il-telefono-di-severino-saltarelli/3735138/

MI FA MALE ESSERE

Mi fa male essere. Un diluvio di percezioni.
Una sfera e un ago. Non credo in Dio ma non
credo nemmeno nella morte. E la vita è una
costola incrinata nei labirinti della gioia.
L'amore solletica le pietre e le pietre ridono.
Ogni orizzonte è memoria di una libertà
sconfitta. La gloria segreta di uno sguardo.
Mi avvicino alla tua pelle come un assetato.
Coltivo un giardino nella gola, e sento che
un bacio profuma più di una rosa sepolta.
Sono un miraggio che ha sete, un deserto
che gioca con il vento, e ti amo per fare finta
di essere vivo, quando le cicatrici sognano.        

I MIEI NUOVI OCCHIALI PERISCOPICI

domenica 16 luglio 2017

QUELLO CHE HO APPENA FATTO

Uscito a prendere un caffè e una
mini Sacher alla pasticceria siciliana
sotto casa. Due coppie si sono
sedute vicino al mio tavolo, età
presunta? Sui 45 anni. Hanno ordinato
4 granite al pistacchio e cioccolato.
Uno si era impuntato sulla granita
alla mandorla ma era finita.
Hanno parlato di lampade che
sfarfallano. Erano due coppie
sorridenti, abbastanza simpatiche.
Se fossi restato 5 minuti in più
mi sarei quasi affezionato a loro.
Ho pensato alla morte che ci
attende tutti. In questo periodo
faccio sogni di morte. Mi sono
alzato, ho pagato. Bambini egiziani
giocavano a calcio, c'è anche
una pizzeria egiziana vicino a casa,
tutti molto simpatici, lavorano
molto ma sempre col sorriso.
Le tenebre, la morte, il nulla,
che paroloni! Basta il pensiero
di quelle 4 granite al pistacchio
e cioccolato per farmi felice.
Sorrido anche io.

VORREI

Vorrei incidere di più nella realtà, se dipendesse da me Severino Saltarelli
lavorerebbe in ogni teatro del mondo, è un vero peccato tutto questo talento
soffocato, imbrigliato, imprigionato. Purtroppo la Chisciotte non può fare
molto, un piccolo spazio sul Fatto Quotidiano online e un blog personale
non sono un palcoscenico in grado di cambiare le cose, sento tutta la mia
impotenza, e mi spiace, non per me, mi spiace per chi si affida a me.
Faccio quello che posso ma quello che posso è così poco. Talento, polvere.

SEVERINO!

sabato 15 luglio 2017

I PELI BIANCHI

Ieri sono entrato in farmacia e con voce virile ho chiesto 
una crema depilatoria (ci sono dei fastidiosi peli bianchi 
sulle spalle che voglio eliminare), mi hanno squadrato, e
il farmacista capo si è permesso di dirmi: "Se vuole qui in
farmacia abbiamo l'estetista, può prendere accordi per
alcune sedute con il laser". Ma cazzo, non poteva essere
per la mia compagna questa crema depilatoria? Devo
stare attento a non commettere mai un crimine in vita
mia, mi scoprirebbero subito! Questi farmacisti psicologi!

venerdì 14 luglio 2017

PENSIERO DEL GIORNO

Appena vi svegliate cercate di essere svegli. Non è così semplice
come sembra.

MIRELLA

APPENA LETTO

Ho appena letto uno dei racconti più belli della mia vita: Il dottor Héraclius Gloss
di Guy de Maupassant. Niente da fare, i film o i racconti che finiscono con la
fedeltà di un cane mi lacerano l'anima. Solo una cosa si salva dal non senso
della vita e del mondo: la fedeltà di un cane al suo padrone. Niente di più puro.
Nemmeno l'amore.

giovedì 13 luglio 2017

ANNUNCIO VALIDO

MAMMA

"Sono molto preoccupata da come gestisci i soldi, 
sembra che peschi da una borsa che non ha fondo, 
senza renderti conto dei tuoi limiti! Stai attento Ricky!" 
Messaggio di mamma. Basta, mamma ha ragione e non 
voglio che si preoccupi così tanto per me. Lavorare non 
se ne parla, io già lavoro, faccio film e scrivo ogni santo
giorno! Ora bisogna risolvere questo problema. Come?
A parte Alessandro Paris e il mio amico Severino Saltarelli
che mi hanno contattato prima del messaggio di mamma,
ora chiunque richieda un film della Chisciotte dove metto
il mio talento e la mia passione, dovrà sborsare, soldi, soldi,
soldi! Lo faccio per mamma!

GIGOLO

mercoledì 12 luglio 2017

INVITO A PRANZO

Mi piace molto essere invitato a pranzo.
Mi piace scoprire case sconosciute, e muovermi
in stanze dove immagino la vita e l'amore.
Di solito porto due cose, oggi sono stato invitato
a pranzo e ho portato arance e pistacchi.
Abbiamo messo le arance e i pistacchi in una
insalata insieme alla barbabietola e alla
mozzarella. Alla fine abbiamo bevuto un
mirto fatto in casa ed è stato fatto un caffè
con una caffettiera stranissima mai vista
prima. Mi piace vedere cose mai viste prima.
La ragazza che mi ha ospitato cura un uomo
che ha dei disturbi cognitivi, mi ha detto
che anche questa persona quando fa la spesa
prende sempre due cose: olive e dentifricio.
Lo trovo molto poetico. In fondo la poesia
è un disturbo cognitivo. Ah, dimenticavo
che prima di andare a pranzo mi sono fermato
in un mercatino per comprare una maglietta
da donna, non per me, per una donna, volevo
pagare col bancomat ma avevo dimenticato
il bancomat a casa e allora ho fatto una brutta
figura e mi sono sentito in imbarazzo.
Mi piace un sacco fare brutte figure.
Sono poetiche.  

UNA LEGGEREZZA DEVASTANTE

Sento in me il progressivo avanzare di una leggerezza sconfinata
e devastante, una leggerezza pericolosissima, un tripudio di effimeri
e giocosi salti nell'ignoto, una ghirlanda di cadaveri al collo e la
gazzosa fresca nella gola, a cogliere i fiori dei prati, con le mani
sporche di vita, in una festa della mortalità, e gli occhi folleggianti
e insanguinati d'azzurro, con il cuore imbevuto di acido mistico.
Il limone di Amalfi spremuto sull'orizzonte di un gemito, la carne
putrefatta di una carcassa psichica, e il riso bestiale dell'idiota.

martedì 11 luglio 2017

HO LA TESTA SLACCIATA

DORIAN CONTINI

IERI NOTTE

Ieri notte una donna disperata nel parco, seduta sopra una panchina,
con un'amica vicina, questa donna con le gambe allargate dal dolore,
con il corpo scomposto, ondeggiava il busto e urlava: "Voglio morire,
non ce la faccio più, voglio morire". Nel mio cinismo ho avuto per
un attimo la voglia di filmarla da lontano con il mio zoom indiscreto.
In me erano in lotta due sentimenti: la pietà e la curiosità. Perché era
così disperata? Una storia d'amore andata a male? Uscire e strozzarla
sulla panchina sarebbe stato un atto di pietà nei suoi confronti?
"Voglio morire, voglio morire, basta, basta ", il dolore è ripetitivo,
come le lacrime, e questa è la sua magia, quella frase ripetuta più
volte nella notte stellata perdeva il suo senso radicale e diventava
solo un suono limpido, cristallino, puro come l'innocenza del nulla.

lunedì 10 luglio 2017

A ME

A me piacciono le persone famose e le persone non famose
a me non piacciono molto moltissimo, magari posso anche
rispettarle le persone non famose però non più di quello,
a me piacciono le persone vip che vanno nei posti vip che
sono pieni di champagne e di ostriche e di perle e di tanti
pescatori imbalsamati e ciechi, e di servi che ti servono lo
champagne che brilla di bollicine nella notte eterna della
vita effimera, e poi si va sulla barca a scopare nel raso dei
corpi belli e profumati, sotto cieli di stelle pulsanti si ama
tutto quello che ha valore: la giovinezza dorata. Invece i non
vip mangiano pasta e fagioli in tristi appartamenti e fanno
sesso decrepito, e se crepano non finiscono sui giornali e nessuno
sa che sono crepati, mentre i vip se crepano tutti lo sanno
e magari ci dispiace anche alle persone non famose che un
famoso è morto come tutti gli esseri umani e che i vermi o
la cenere avranno il loro pasto, la loro bella rivincita sui
pomelli di platino e sulle tende di seta, ma questo non conta,
non conta molto, se sei vip muori fico, se non sei vip muori
sfigato, ed è meglio morire fico perché significa che hai
vissuto fico. A me, a me me stesso piacciono i vip, e infatti
io medesimo mi sputo allo specchio perché vip non ci sono
ancora, ed è cosa assai triste tristissima non essere vip.

RICKY E NICOLA

venerdì 30 giugno 2017

IL POETA FILOSOFO

POESIA SCRITTA MALE BENE

Io, le vir, gole, le metto dove, cazzo
mi pare, perché sono un po' Eta. Anche
un po' Beta. A me non fa paura nulla,
nulla fa paura a me, perché io ci ho
il gioco ridente nell'anima anemica,
e, anche, se Freddy Fosca, l'idraulico
che capisce un tubo, dice che sono
per cani poeta, a me cazzo frega?
Nulla di nulla di niente di nulla e sai
perché? Perché ci ho il gioco ridente
nell'anima IO! E poi io i cani li amo
un casino super. Ed essere onore alto
altissimo per me essere il poeta dei
cani! E sai perché? Perché ci ho il
gioco ridente nell'anima animica
o anemica...e pure i puntini sospesi
li metto a caso o a cazzo che dir si
voglia. E sai perché? Perché io ci ho
il gioco ridente nel petto di pollo.
Arrosto. Ma vi amo tutti, maestri
Pierboni e Attimi e Anonimi, e sai
perché? Perché io ci ho il gioco
nell'anima ridente, e sfavillo nelle
tenebre al cioccolato fondente.
E scrivo male bene di giardini
senza peccato, di fontane dell'eterna
giovinezza estinta, e di birre
trappiste, e, di cieli, che piangono
come bambini azzurri che, delle
vir, gole, se ne fregano. Accà!

giovedì 29 giugno 2017

TRE PENSIERI SCONTATI

Nella vita bisogna sempre avere due o tre soluzioni d'emergenza.
L'abisso è un'emergenza. Non è un paradosso. L'abisso emerge.
Emerge anche quando fai colazione, quando emerge l'abisso la
prima soluzione è annegare, la seconda è annegare meglio, e la
terza è annegare fino all'annegamento dell'annegamento stesso.  

*

Nella vita bisogna sempre dare tutto per scontato, vivere in un
supermercato è l'ideale. Sarà divertente scontare anche la pena
di vivere. Fidatevi. Siate scontati, banali, prevedibili, e le persone
vi sorrideranno e alcune addirittura vi compreranno.

*

Vivete senza verità, collezionate ogni bugia, anche la più piccola.
E quando avrete le tasche piene di bugie gettatevi nel burrone.
Le bugie vi faranno volare. Volare fino allo schianto estremo.  

 

BOMBE

Al bar ho bevuto un caffè Salentino.
Mi sono seduto fuori. Ho cercato nella
mia testa un pensiero, non l'ho trovato.
Testa vuota. Sensazione di purezza.
Avevo carta bianca dalla mia mente.
Così mi sono ricordato di Bombe.
Bombe, l'elefante della mia infanzia
che buttava giù i birilli usando
una palla con la proboscide. Bombe
che con la proboscide prendeva
i soldi e li porgeva con delicatezza
al domatore. "Alè Bombe" gridava
il domatore e Bombe faceva altri
numeri da circo. Ero felice come
un bambino perché ero un bambino
e papà ci teneva per mano, a me e
a mio fratello Roberto. L'altro
giorno Roberto mi ha detto che lo
scheletro di Bombe è finito al museo
di Scienze Naturali. La mia infanzia
è in quel museo. Quando sarò un
mucchietto di cenere lo scheletro
immenso di Bombe avrà forse
un brivido d'amore. Oppure no.

mercoledì 28 giugno 2017

PENSIERO DI UN UOMO INNAMORATO

Diventi egoista quando sei innamorato.
Pensi solo alla tua felicità da patibolo.
E le foreste sanguinano universi.

IN ME

In me non c'è spessore. Nessuna profondità.
Sono ondulato e mistico. Una carezza è già
melodia delle mie viscere. Non ho bisogno
di vedere per credere, mi basta credere per
vedere. E che cosa vedo? Vedo la mia ombra
prendersi gioco di me. Vedo l'orizzonte di
un pensiero, e la mia libertà che striscia sulla
terra inferma. Mi sento una mela che soffre
il solletico dei vermi. E vedo ridere la morte.
Radici spappolate, gusci vuoti d'origine.
E questo cuore malsano che pompa sangue
nella bianca vertigine del nulla, allibito.

PENSIERO DI UN UOMO FINITO

La morte non mi convince, non mi ha mai convinto.
Un cadavere è un tripudio d'inganni. Un cadavere è
solo un campione mondiale di apnea. Solo la vita.

martedì 27 giugno 2017

MI MERITO

Mi merito una vita spettacolare. Fuochi d'artificio e orgasmi.
E vampate di silenzio. Mi merito tutto il mondo. Anche la sua
polvere dorata. Orizzonti che bruciano. Arcobaleni di un solo
colore: il mio. Mi merito la voragine di ogni attimo lucente.
Perché tutto finirà in un morso di cenere, perché sono vivo.

DUE O TRE NOTIZIE SU DI ME

domenica 25 giugno 2017

LA MIA VERSILIA - IL FATTO QUOTIDIANO

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/25/versilia-la-mia-non-e-fatta-di-miliardari-bolliti-ma-di-poeti-in-movimento/3669696/

sabato 24 giugno 2017

PENSIERO DEL GIORNO

Non fa caldo, non fa caldo per nulla. Chiedete a un pizzaiolo che cosa
è il caldo! Eroi del nostro palato, santi della Margherita e delle Quattro
stagioni, ma santi ancora di più di questa stagione: l'estate.

mercoledì 21 giugno 2017

lunedì 19 giugno 2017

LEI E L'OLIO

Capitano delle cose quando sei innamorato. La vedi nuda davanti allo specchio
che si spalma l'olio sulla pelle. Lei non si accorge di te. E si spalma d'olio.
Capita di pensare:"C'è una bella donna tutta nuda davanti al mio specchio che
si sta spalmando con un olio profumatissimo". Poi lei si gira e ti becca che sei
in adorazione. E ti sorride. E si avvicina. E capita di avere voglia di scivolare
sul suo corpo. E di baciarla. E lei ti bacia. Capitano delle cose quando sei
innamorato. Delle cose bellissime. Io adoro l'olio. Mi fa friggere d'amore.

sabato 17 giugno 2017

COGLIONI

Non siate mai cattivi. Sempre buoni. Buoni anche con i cattivi. Passate pure per coglioni.
I coglioni sono pieni di vita.

venerdì 16 giugno 2017

giovedì 15 giugno 2017

UNA SAGGEZZA TASCABILE

Vivi sempre al minimo, così a morire sarà una tua miniatura.

Quanto è straordinaria la vita!

Quanto è straordinaria la vita! Ogni giorno un tuffo da brividi nell'ignoto.
Pazzesco. Esaltante. Oggi potrei anche mettermi un tanga.

L'ATTITUDINE

Ho un'attitudine a moltiplicare gli stati di coscienza minimali.
Che significa? Che posso avere coscienza dei lobi delle mie
orecchie anche per settimane intere, senza per questo avere
problemi relazionali, anzi, i lobi delle mie orecchie hanno
una predisposizione al dialogo, e sono gentili e inoffensivi.

mercoledì 14 giugno 2017

ALESSIO LEGA - IL FATTO QUOTIDIANO

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/14/esce-mare-nero-di-alessio-lega-amico-con-terrore-musicista-e-anarchico/3655003/

domenica 11 giugno 2017

sabato 10 giugno 2017

RIFLESSIONI SUL MIO CANALE YOUTUBE

ANCORA UNO!

Crea un dialogo tra le tue radici e il vento.

UN ALTRO ANCORA

Fare di tutto per fare di meno, fino a scomparire.

UN ALTRO PENSIERO

Nella vita quello che conta non si lascia contare.

PENSIERO

Non arrendersi mai, nemmeno all'evidenza.

venerdì 9 giugno 2017

I POLIZIOTTI FRACCI

Ho un sogno: fondare un nuovo reparto della polizia chiamato "poliziotti Fracci".
L'idea è quella di un gruppo di poliziotti scelti, con spiccate tendenze artistiche,
poliziotti con una divisa rosa, in tutù, poliziotti che dopo un corso di danza vadano
in giro a manganellare a passo di danza, sogno manganellate arabesque, aplomb,
attitude, entrechat e così via. Per ogni passo di danza una manganellata.
Non sarebbe fantastico portare l'arte anche nella repressione? Recentemente
stavo passeggiando in centro con una donna, ci stavamo godendo un gelato,
non era nemmeno particolarmente buono ma era un gelato, un sacrosanto
gelato sotto la calura del giorno, e mi sono imbattutto in un gruppo militante
di vegani. C'era una ragazza che con un microfono sbraitava sui metodi
innaturali a cui vengono sottoposte le mucche per succhiare meccanicamente
il latte dalle loro mammelle, e cazzo, mi ha quasi rovinato il gusto del mio
gelato, ma vi sembra una cosa educata? Per non parlare di tutti quei cartelli
con foto di maiali sventrati, un'orgia di sangue, mi hanno iniettato negli occhi
mattatoi e vertigini di orrore! Ma porca vacca(povere vacche), ma con tutta
la comprensione che posso avere per le battaglie animaliste, per carità, ma non
è possibile manifestare in modo più elegante senza dare pugni nello stomaco
e rovinare il gelato ai passanti? Soprattutto quando tra i passanti ci sono io!
E allora, si, devo ammetterlo, ho sognato due o tre poliziotti Fracci con i
loro manganelli danzanti, ah, che bello sarebbe stato vederli all'opera.      

FILOSOFIA FARINIANA

Stamattina mi sono svegliato presto. Che cosa significa "mi sono"? Che cosa è MI?
Che cosa è SONO? Si potrebbe anche domandare che cosa è STAMATTINA?
Che cosa è SVEGLIARSI? E che cosa è PRESTO? Una semplice frase nasconde
enigmi insolubili. E se gli enigmi fossero solubili sarebbero ancora enigmi?
E che senso ha scrivere una frase come "stamattina mi sono svegliato presto"
in un blog? Che cosa è un BLOG? Che cosa è SCRIVERE? Ecco, se penso che
in questo momento ci sono quelli che scopano come ricci senza porsi troppe
domande...insomma...stamattina mi sono svegliato presto, non si scappa, infatti
ho sonno. E fra poco vado a letto. Chi va a letto? Io. Io chi? Non so, boh. Sono
un boh che ha sonno. Il sonno, il sonno, il sonno, senza il sonno sarei sveglio
per sempre! Che agonia! Arare, mietere, dormire. E poi tutti in un forno!

giovedì 8 giugno 2017

LEGGERE - IL FATTO QUOTIDIANO

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/08/leggere-e-vivere-ma-non-dimenticatevi-il-formaggio/3643268/

mercoledì 7 giugno 2017

FUORI LUOGO

In vita mia non mi sono mai sentito fuori luogo,
a parte la nascita.

lunedì 5 giugno 2017

sabato 3 giugno 2017

SOGNO VIGILE

Stanotte ho sognato di fare la pipì in un cesso pubblico, c'erano delle pareti verdi
che si sono aperte all'improvviso e mi sono trovato a pisciare sotto gli occhi dei
passanti di una strada affollata, ero imbarazzato e cercavo di chiudere la parete
verde ma non riuscivo, era bloccata da un vigile che mi fissava il cazzo
e nello stesso tempo blaterava di un'ordinanza del sindaco che impediva
di chiudere le pareti dei cessi. A un certo punto il sogno stava diventando
così cretino che mi sono svegliato, anche l'inconscio si è rifiutato di andare
avanti. Meno male. Sentire lo sguardo di un vigile sul cazzo è inquietante.

venerdì 2 giugno 2017

SALA D'ATTESA

In una sala d'attesa non c'è l'attesa.
C'è la vita. Mi bagno le labbra nel
silenzio. Cratere nel cuore. Violenta
vertigine negli occhi. In una sala
d'attesa anche l'universo si morde
la coda. E abbaia alle stelle. Solo.
In una sala d'attesa sei solo come
un cane. E attendi la vita che è già
arrivata da sempre, per ucciderti.

Leggere è vivere

mercoledì 31 maggio 2017

LA SIGNORA ENIGMISTICA

Mi passa avanti una signora dal fruttivendolo. Piccolina di statura e tarchiatella, ma ha un viso
simpatico da anzianotta curiosa e allegra. Quindi lascio che si faccia servire per prima senza
protestare. Non sono un amante delle proteste, di solito protesto col mio cervello quando lo
sento ossessionato dalle idee fisse. Mi guardo in giro, cerco l'aceto balsamico e la carta
igienica, e due birre Menabrea (ottima marca), anche una confezione di latte. Intanto la
signora mi sbircia incuriosita e mi dice: "Guardi che ho quasi finito", rispondo "Non si
preoccupi signora, per fortuna non sono uno che ha fretta nella vita". Mi vede simpatico
e ne approfitta per dirmi che sono un tipo cinematografico. "Per via del cappello?" chiedo,
"No, nell'insieme". Sono lusingato, perché negarlo? Le dico che in parte ci ha azzeccato.
E lei tutta contenta mi dice che questo suo intuito è frutto di anni e anni di settimana
enigmistica. Poi mi cita Gesù, e io le cito Newton. Aldo, il fruttivendolo, ci guarda
incuriosito, e poi interviene anche lui dicendo che non lascia mai un cruciverba
irrisolto, che è un tipo testardo. Io non ho mai fatto un cruciverba in vita mia, all'enigmistica
preferisco gli enigmi. Il mistero è il mio passatempo preferito. Saluto la signora che se
ne va contenta, allegra, e forse leggermente innamorata di me. Perché negarlo?

martedì 30 maggio 2017

A SILVIA

Non è una poesia. Torna su questo blog come Silvia, lascia perdere l'anonimato.
Non parlare di ironia, l'ironia dovrebbe fare sorridere, le tue battute erano solo
disturbanti e disturbate. Zero ironia. Solo volgarità. E Maude non ti risponde
solo per dignità. Ma non stuzzicarla troppo, Maude quando vuole sa essere
molto pungente. Come Silvia avrai tutto il mio rispetto, e anche una buona
dose di simpatia e affetto. Torna in te. Quindi. Così ci aiuti a capire chi sono
questi anonimi saccenti che trattano male le mie affezionate lettrici. Al saccente
dico di moderarsi, di sforzarsi di essere gentile, mantenendo il suo spirito
polemico che non guasta. Su questo blog non amiamo gli antipatici antipatici.
Ci sono simpatici solo gli antipatici simpatici. Fosca è un caso a parte.
Fosca non è simpatico nè antipatico, è un grullo delirante con momenti di
lucidità, anche se preferisce le nebbie dell'alcol. Tutto sommato sono felice
dei miei picchiatelli, i seguaci di questo blog. Fate come volete. Siate liberi
di essere voi stessi, si spera nel rispetto reciproco, altrimenti sbrigatevela tra
di voi, a me non interessa più, a me interessa provare a fare poesia quando
posso, quando l'ispirazione mi sostiene, quando la vita mi morde il collo.  

FIAMMA ROSSA - IL FATTO QUOTIDIANO

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/30/un-video-ritratto-per-conservare-viva-la-nostra-fiamma/3618790/

domenica 28 maggio 2017

DIALOGO CON ROBERTA

CHE BUFFI CHE SIETE!

Vorrei ringraziarvi. I vostri commenti mi tengono compagnia e mi fanno divertire.
Sapete? Schubert è morto a 31 anni. Che cazzo ci faccio ancora al mondo?
Ancora qualche giro di giostra, in fondo sono rimasto un bambino. Vorrei farvi
notare una cosa buffa. Il post Le piazze di Milano è senza commenti. Mentre
quello sulla fine della mia carriera di censore è pieno di commenti. Secondo
voi perché? Ve lo spiego io? Quanti di voi sono su questo blog perché sinceramente
interessati a quello che faccio? L'Italia è una repubblica fondata sul pettegolezzo.
Me ne rendo conto, è più divertente spettegolare. Anche il mio blog sul Fatto
subisce la stessa sorte, quando parlo di cazzi piccoli mi chiamano per farmi
interviste alla radio e il post ha molte condivisioni facebook, quando metto
film profondi e poetici (secondo il mio gusto) c'è quasi il deserto. Perché?
Perché viviamo in una società malata di superficialità e di protagonismo becero.
Ecco perché!

  

sabato 27 maggio 2017

CARRIERA DI CENSORE FINITA

Basta. Per un attimo ho sognato di diventare un censore. Dopo l'iniziale libidine mi sono ricreduto,
è comunque una forma di castrazione. E di oppressione. I censori non mi sono mai piaciuti.
Le dittature vivono e prosperano sulla censura. Questo non sarà mai il blog di un
dittatore o di un censore. Ognuno, se vuole, parteciperà col suo stile. A ognuno il suo stile.
Va bene così. Il mondo è vario e avariato. I bambini verranno protetti da chi li ha messi al mondo.
Io ho messo al mondo solo me stesso. Vegliate su di loro. Internet è una cloaca.
Che cosa farete con i siti porno per esempio? Se crescete con amore e intelligenza
i vostri figli tutto andrà per il meglio. Sapranno distinguere e avranno gli strumenti per capire.
In fondo sono un ottimista. Freddy ce lo teniamo così. E voi siete adulti abbastanza
per sapere gestire gli insulti. Questo è un sito di poesia, anche. Il mio contributo
cerco di darlo ogni giorno. Non mi rompete più. Poi è troppo faticoso censurare, la pigrizia mi salva.
Ecco. Inizio io oggi: Freddy? Ciao. Ti inculo con una pinza. E mentre ti inculo
ti cavo un dente. So che ti piace. Vero? Vedete? Sono solo parole. Freddy fa sempre l'amore.
L'amore è turpiloquio. Non è una luna piena per innamorati fradici. L'amore è un cazzo in culo spinto
fino alle stelle. Oh, mi sono sfogato. Chi mi ama mi seguirà.
Chi non mi ama: affanculo!

giovedì 25 maggio 2017

MAUDE

Maude è il mio amore. Maude viene da un film che le ho regalato e che lei ama molto: Harold e Maude.
Lei non si chiama Maude. Ma in questo blog è Maude. Con Maude sono felice. Mi innamoro di lei ogni
giorno. E ogni giorno è sempre più intenso. Lei ha questo di speciale: mi ama. E amare un simpatico
fannullone come me non è facile. Ci amiamo. Insieme ridiamo. Insieme balliamo il girotondo ascoltando
Life is life degli Opus. Insieme progettiamo i nostri attimi. La mia carne senza di lei è un deserto.
La notte la stringo e le bacio il collo e le spalle. A lei piace sentire la mia bocca sulla sua pelle.
A me piace sentire la sua pelle sulla mia bocca. Quando facciamo l'amore ci guardiamo negli occhi.
Maude ha gli occhi anche di dietro, a volte. Quando facciamo l'amore siamo felici. A lei manca
il respiro quando mi guarda. A me manca l'universo quando parte e mi lascia. Ma poi ritorna, ed è
meraviglioso il suo ritorno. Ci portiamo la colazione a letto, lei mette il miele nel caffè, io lo zucchero.
La nostra intimità è solo nostra, e parlarne è solo un gioco. Io e Maude giochiamo, sempre.

UN PESCATORE SOLITARIO

mercoledì 24 maggio 2017

OGGI

Oggi mi hanno intervistato, una trasmissione radiofonica che si chiama LA PECORA NEL BOSCO, una radio romana,
e mi hanno messo su DAGOSPIA, tutto questo perché? Perché ho parlato di cazzi piccoli sul Fatto Quotidiano.

lunedì 22 maggio 2017

L'ELIMINATORE

Finalmente ho capito come eliminare i commenti sgradevoli e disgustosi!
Che bello! Troppo divertente. Un nuovo giochino per me. Aveva ragione
Attimi, un blog deve mantenere un certo tono, e qualche forma di rispetto.
Le critiche sono sempre le benvenute, non mi piace essere incensato.
Verranno eliminati solo i commenti che a mio insindacabile parere
saranno lesivi della dignità della persona, o offensivi, o troppo volgari.
Per ora sono stati eliminati i commenti indecorosi di Anonimo e uno
di quel pirlacchione del Fosca, c'è un limite a tutto, anche se ci è simpatico.
Quindi da adesso tutti in riga! Grazie Attimuccia. Avevi ragione tu.
Magari quando ho tempo faccio anche un salto nel passato a eliminare
certe cosette. Mi diverto troppo! Uno spasso. Vi elimino quando voglio!

domenica 21 maggio 2017

BRIATORE - IL FATTO QUOTIDIANO

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/20/lo-confesso-come-si-fa-a-non-amare-flavio-briatore/3599079/

venerdì 19 maggio 2017

UN PESCATORE SOLITARIO

Sono al mare da mamma. Mamma e il mare, connubio assoluto. Stamattina sono stato
in spiaggia, sotto un cielo minaccioso, con la mia videocamera, e ho ripreso un pescatore
solitario sul molo del Cinquale, qui in Versilia. Ogni volta che riprendo la realtà
che entra nel campo visivo del mio obiettivo cerco sempre di riprenderla come se
fosse la prima volta. Era l'insegnamento di Flaubert al giovane Maupassant, lo portava
davanti a un albero e gli diceva di fissarlo per due ore di seguito e poi di iniziare
a descriverlo. Descriverlo dopo avere purificato dal proprio sguardo tutti gli
elementi estranei alla visione, tutti i pensieri stratificati, tutte le parole sentite
sugli alberi, e rivederlo per la prima volta, in una accecante nudità di sguardo,
in una purezza battesimale. Si tratta in sostanza di una prefigurazione letteraria
di quello che in filosofia sarà l'approccio fenomenologico di Husserl, andare cioè
"alle cose stesse", mettendo tra parentesi il giudizio, l'incrostazione mentale,
qualsiasi cosa si frapponga tra me e l'oggetto, per coglierlo nella sua purezza,
nella sua violenta contingenza. Brutalmente. Si tratta di un esercizio liberatorio.
Come spiegò Sartre, giovane seguace del metodo fenomenologico, non si tratta
più di digerire la realtà con lo stomaco della mente, ma di schizzarsi fuori, di
eiacularsi nel mondo, Bresson parla della "forza eiaculatrice dell'occhio".
Ed è quello che cerco di fare ogni volta che riprendo il mondo e le cose del
mondo, i suoi abitanti. Quindi quando tornerò a Milano monterò il mio pescatore
fenomenologico! A un certo punto, mentre riprendevo, ho sentito alle mie
spalle un vociare di bambini, era una scolaresca in giro, e ovviamente sono
entrati nel mio film, come personaggi evocati dalla mia semplice apertura
al mondo, è come se il mio sguardo chiamasse a sé le cose, gli esseri, in una
sorta di magnetismo filmico. E mi sono detto: "Ricky, questo è il significato
profondo di quello che fai, ti muovi sulla superficie del mondo, sei uno
specchio che riflette, in ogni senso, e riflettere significa scavare, e si scava
sempre sulla superficie delle cose, ogni superficie è sintesi di abissi, ed
è la pelle la cosa più profonda che abbiamo, come ci ricordano i poeti".
Sono un poeta dello sguardo. O almeno ci provo. Tra i prossimi ritratti
che ho in mente ci sono Giuseppe D'Ambrosio Angelillo, uno scrittore
ed editore indipendente, grande amico di Alda Merini, e anche un ritratto
a Bernardo Bertolucci, ma su Bertolucci la vedo più dura, non è semplice
avvicinarlo. Comunque la Chisciotte è sempre "al lavoro" per voi e per
la storia! Nonostante spesso ci siano commenti indecenti su questo blog,
fatti da persone indecenti che meriterebbero una sfilza di calci in culo,
calci in culo fenomenologici, s'intende. La filosofia ci insegna a lottare.
E lottate anche voi per migliorarvi, è un consiglio spassionato.

domenica 14 maggio 2017

Il sarto

Dio è un sarto: ci ha cuciti sull'orlo del precipizio.

sabato 13 maggio 2017

VEDENTE

Ci sono due forme di cecità: la prima forma è la cecità di chi è cieco.
La seconda è la cecità di chi non crede ai propri occhi.

C'è anche una terza forma, a dire il vero.
La cecità di chi ignora di avere l'occhio della mente.

Ed è per questo che è così difficile trovare dei vedenti sulla terra.
Seguire la segnaletica non è vedere, ma è quello che fanno tutti.

Di me posso dire questo: sono un vedente.

UN VERSO RIVERSO

Non riesco. Non riesco a scrivere un verso, nemmeno un verso riverso.
Non sono un poeta e non lo sarò mai. Sono solo uno che si spilla le
parole dalla gola. Oggi ci sei e domani non ci sei più, prendo questa
piccola verità insignificante e la poso sul comodino. Non so se aprire
le finestre, a volte sento il bisogno di chiudermi, di sigillarmi nella
mia mortalità. Penso a lei che gode, ai suoi capelli arruffati, al suo
sorriso che affresca il mio cuore, penso al suo corpo maturo di donna,
vorrei vederla godere con tutti gli uomini del mondo per conoscerla
meglio, per soppesare ogni suo gemito nel mio tormento visionario.
C'è una crepa nel mio corpo. Forse non so amare solo con la mia carne.
Ho bisogno della carne del mondo. Della carne di tutti. E della sua.

giovedì 11 maggio 2017

INTERVISTA A UNA CAPA FRESCA

LUI, LEI E BRUNO


Lui: Mi sento parte di me quando sono con te.
Lei: In che senso?
Lui: Nel senso che l'altra parte di me sei tu.
Lei: Ma è stupendo!
Lui: Sì, è bello dire cose stupende.
Lei: No, è stupendo dire cose stupende!
Lui: Sei stupenda, sei una sorgente di emozioni ed erezioni.
Lei: E io mi bagno come una lumaca quando mi sfiori.
Lui: Oddio, che cosa meravigliosa!
Lei: Puoi ben dirlo cazzone mio.
Lui: Sei la mia macedonia, i tuoi seni sono pere, le tue chiappe sono mele,
i tuoi capezzoli sono ciliegie, la tua fica è una susina.
Lei: E tu sei il mio cetriolo!
Lui: Ti amo con il cuore, il cazzo e l'anima.
Lei : Anche io, con il cuore, la fica e l'anima.
Lui: Siamo stupendi!
Lei: No, siamo una meraviglia meravigliosa!
Lui: Tu sei vegetariana, io sono un porco.
Lei: Ti mangio tutto, non butto via nulla di te.
Lui: Mi perdo nei tuoi occhi.
Lei: I miei occhi sono sentieri solo per i tuoi passi.
Lui: Siamo così poetici!
Lei: Sì, e anche perversi!
Lui: La mia carne senza di te è solo un deserto.
Lei: Sono il tuo miraggio.
Lui: Un miraggio che disseta.
Lei: La mia passera senza di te è solitaria.
Lui: Come sei leopardiana!
Lei: Amo la poesia del tuo cazzo.
Lui: Il mio cazzo è tuo.
Lei: La mia fica porta le tue iniziali.
Lui: Tu sei il mio inizio e la mia fine.
Lei: Siamo l'alfa e l'omega dell'universo.
Lui: Sento pulsare il tuo culo.
Lei: E io sento tremare le tue palle.
Lui: Tremano di desiderio.
Lei: Sei fantastico.
Lui: Siamo fantastici.
Lei: Devo dirti una cosa amore.
Lui: Che cosa?
Lei: Ieri ho fatto un pompino a Bruno e altre cosette.
Lui: Chi è Bruno?
Lei: Bruno è Bruno.
Lui: Sei una puttana!
Lei: No, amo i cazzi perché mi ricordano il tuo.
Lui: Scusa?
Lei: Gli altri cazzi sono fatti a immagine e somiglianza del tuo.
Lui: Quindi?
Lei: Quindi ieri c'è stato Bruno, e domani forse Filippo.
Lui: Ma tu mi ami?
Lei: Non solo, ti adoro.
Lui: Parlami di questo Bruno.
Lei: Alto, forte, muscoloso e con lo sperma meno salato del tuo.
Lui: Ma tesoro!
Lei: Dimmi amore mio.
Lui: A me questo Bruno sta sul cazzo.
Lei: Ieri anche io stavo sul suo cazzo.
Lui: E hai goduto?
Lei: Almeno tre volte, e tutte nel culo.
Lui: Pietà!
Lei: Amore, perché stai piangendo?
Lui: Sono geloso!
Lei: Sei geloso di un cazzo? Suvvia.
Lui: Per te è solo un cazzo?
Lei: Ma certo, tu sei tutto, lui è solo un cazzo.
Lui: Mi sento preso per il culo.
Lei: Anche io mi sento presa per il culo quando sono con Bruno.
Lui: Amore, sei perfida.
Lei: No, sono solo una donna aperta.
Lui: Spalancata, direi!
Lei: Le donne chiuse fanno la muffa.
Lui: Dio, ti amo!
Lei: Vero?
Lui: Sì, e ti dirò di più.
Lei: Dimmi di più.
Lui: Amo anche Bruno!
Lei: Bravo amore, bravo cornutello mio!
Lui: Siamo fantastici!
Lei: No, siamo una meraviglia!
Lui: Una meraviglia meravigliosa!
Lei: Domani ti faccio conoscere Bruno.
Lui: Grazie.
Lei: Prego.
Lui: Amore, amore, ci amiamo così tanto che dentro il nostro amore
possono entrare tutti i Bruno di questo mondo!
Lei: L'amore è una cosa meravigliosa!
Lui: L'amore è accoglienza!
Lei: Ti amo fottutamente.
Lui: E anche io!
Lei: Amore!
Lui: Amore, amore mio!
Lei: Tuo e...di Bruno!


mercoledì 10 maggio 2017

NEL GIARDINETTO

Quante storie si nascondono in un giardinetto?


SPIRITO

Quando non ti scopo soffro di percezioni extracorporee,
nel senso che mi sento fuori dal mio corpo quando non
sono nel tuo corpo, ti è chiaro amore mio? Ho appena
finito di leggere Spirito di Théophile Gautier, bel libro.
Quasi quasi anche io mi converto allo spiritismo e al
misticismo, perché alla fine credo che la ragione sia
solo un trampolino per tuffarsi nell'Assoluto. E un mondo
governato dalla sola Ragione mi sembrerebbe un mondo
stitico, esangue e senza profondità. Ho anche letto
Il dizionario della stupidità di Odifreddi, ma non mi
ha convinto. Cerca di fare lo spiritoso con magri
risultati, forse per lui sarebbe meglio passare dall'essere
spiritoso all'essere spirituale. Certo quando ho mal
di denti esigo razionalità, logica e professionalità
dal mio dentista, ma quando mi sento sull'orlo di
abissi e tempeste non ho più bisogno di dentisti ma
di poeti, anche pazzi, o di filosofi che perdono la
ragione perché vedono un animale soffrire per la
crudeltà dell'uomo. Insomma, alla fine una seduta
spiritica alla settimana toglie la ragione di torno.
E poi diciamolo chiaramente: avere torto è molto
più divertente. Chi segue le istruzioni si ritrova in
un labirinto, chi sogna vola verso il sole, anche se
poi precipita. E precipitare è un volo radicale.

martedì 9 maggio 2017

KANTIPUR ASTRALE

222 EURO

RICKY FARINA

Ricky Farina. Uno degli esseri umani più originali dell'universo.
Può fare sesso tre volte in un giorno senza bisogno di pillole.
Gli bastano le immagini che ha nella testa per eccitarsi.
Dal punto di vista psicologico è un Narciso che contempla
il proprio volto nel volto degli altri. Filosoficamente è un
"trafficante di attimi" con tendenze esistenzialiste, ma senza
alcuna morbosa nausea al proprio desco. Sessualmente è un
eterosessuale diurno, ma di notte potrebbe prenderlo nel
sedere, la luna gli ispira dilatazioni anali e baci imprevedibili.
Ricky ha una eleganza quasi estrema, come quella dei morti.
Un estremista dello stile. Dallo stile inconfondibile.
Potrebbe finire in una fossa comune senza avere nulla in
comune con gli altri cadaveri. Si considera un poeta solo
quando lo insultano, ha bisogno degli insulti come del pane.
Ma guai a non fargli complimenti. Si arrabbia molto.
Si dona agli altri con oscena sincerità. Una porno sincerità.
Le donne gli scrivono TI AMO con la lingua sulla fronte.

TI AVVICINI AL TUO VOLTO

Una bambina parla di un amore che si attorciglia nel vento.
Un luogo comune profuma d'ignoto. Il mattino ti offre una
giornata di sole e tu per sdebitarti giochi con la luce.
L'incanto di ciò che hai perduto. L'estasi di una tasca scucita.
Passeggi sulla terra con la leggerezza di un colosso in frantumi.
Nascondi sotto le palpebre qualche sogno ribelle.
Ti avvicini al tuo volto per pronunciare parole senza inganni.
E ti ritrovi solo tra gli uomini. Come un camaleonte sospeso
nel vuoto che sogna una foglia verde. E s'illumina il senso.


lunedì 8 maggio 2017

I MIEI DOGMI

Credo in un solo Dio: mia madre.
Credo in chi mi dà nutrimento.
Credo nelle vertigini orizzontali di Cocteau.
Credo a tutto ciò che è incredibile.
Credo nei farmaci contro l'emicrania.
Credo a ogni bugia detta con amore.
Credo che l'amore sia una bugia
alla quale è bello credere.
Credo in ogni passo di statua.
Credo che i terremoti facciano danzare i morti.
Credo nelle solitudini fiorite.
Credo che ogni sentiero sia giusto.
Anche quelli sbagliati.

NEL MIO CUORE BAMBINO

domenica 7 maggio 2017

LOTTA


Un incendio che brucia solo per illuminare la notte.
Un piromane che incendia le foreste solo per tramutare
la terra in una stella, nella sua folle fame di purezza.
Tutto è impuro per gli impuri. E anche in questa
tragica verità che diventa cenere si manifesta il sorriso
lieve delle cose, l'intatta forma della simmetria
divina.Da un lato il senso, dall'altro l'insensatezza.
In un perfetto equilibrio la natura incontra
la devastante lucidità dello sguardo libero, i morti
si rivoltano nella tomba solo per stare più comodi,
senza rabbia, tutto è quiete di tempesta, ossimoro
fluente delle percezioni nude, ed è vasta la mente
che pulsa sugli scogli, tra flutti e segreti annegati.
Non c'è pace. E chi la vuole? Il cuore è lotta.  

sabato 6 maggio 2017

NESSUNA VIPERA

Nessuna vipera sotto i miei sassi. Il veleno dell'universo lo porto nel cuore.
Intreccio i miei sentieri sull'abisso delle margherite. Ogni passo è fioritura.
Oscuro splendore. Il vento è l'unico nutrimento. Mi perdo per toccarti.

MONICA - IL FATTO QUOTIDIANO

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/06/videoritratto-rubato-a-monica-quello-che-mi-muove-e-solamente-amore/3541974/

giovedì 4 maggio 2017

CONFESSIONE DI UN BLOGGER PERVERSO

Prima di tutto: ho molta stima di tutti voi. Se tutti i generali fossero come Giulio sarei
un militarista. Mi sono divertito a prenderlo in giro, ma era solo un gioco. Rispetto molto
la sua sensibilità e le sue idee, e anche quelle di Chicca che è una cha ha il cervello sempre
acceso. Ed è umana. Per non parlare della sensibilità di Attimi e di tutti gli altri.
Per natura difendo sempre chi è sotto attacco, come ho fatto con Freddy Fosca.
Nel caso di Diego si aggiunge l'amicizia. Quando in quei tristi giorni leggevo
titoli come "Professore pedofilo arrestato" mi venivano i brividi d'orrore. Diego
non è e non sarà mai un pedofilo. Ha sbagliato, ha pagato. Ora è innamorato di
una bellissima ragazza maggiorenne, e forse si sposeranno, gli auguro tanta felicità.
In tutta questa storia anche io ho rischiato. Ho avuto la Finanza in casa con un
mandato di perquisizione. Credevano fossi un regista porno che filmava minorenni
perché Diego telefonava spesso anche a me, ed eravamo sotto intercettazione.
Per gioco, un gioco forse demente ma che ci divertiva, le nostre telefonate erano
piene di oscenità. E si era anche ventilata l'ipotesi di un filmino. Nella mia
ingenuità, nel mio fosco candore, mi immaginavo di filmare Diego e la ragazza,
e mi dicevo: potrei farne un capolavoro di poesia, tutto quello che filmo diventa
poesia, non temo l'argomento osceno. Se l'avessi fatto ora sarei in carcere.
Non l'ho fatto. Ma...chissà. Se fossero venuti a casa mia quel giorno, chissà.
Fatto sta che mi sono trovato tre finanzieri in casa con la pistola, molto gentili
ma armati. Hanno rovistato in ogni angolo. Mi hanno sequestrato cassette e
computer. A un certo punto trovano una cassetta con la scritta POMPA.
"E questa signor Farina?". "Questa è una cassetta dove ci sono le immagini
di un poeta che di cognome fa Pompa!". Ci hanno creduto, anche se poi
hanno controllato. Sapete come è finita l'ispezione? Con Ricky Farina che
autografava tre suoi libri di poesia(fatti stampare a spese di papà) ai tre
finanzieri. Mi guardavano incuriositi. Veramente incuriositi. Quasi affascinati.
Guardavano tutti i miei libri e sicuramente pensavano "Ma con tutti i libri
che questo ha letto non si è reso conto che stava rischiando il culo?".
Ho rischiato grosso, e immagino i titoli dei giornali: REGISTA PEDOFILO
ARRESTATO, DA ALDA MERINI AI FILM PORNO CON LE BAMBINE.
Ecco perché l'argomento mi tocca così da vicino. Mi metterò al servizio
del mio amico Diego, gli farò un film, non per riabilitarlo, ma per dire
che non si tratta di pedofilia, per chiarire le cose. L'amicizia per me è
un valore altissimo. Se vi ho deluso vi chiedo scusa, non amo deludere.
Un abbraccio.









LOLLY, RICKY E IL POMPINO

Ricky e Lolly sono seduti sul letto. Stanno festeggiando il compleanno di Lolly.
Lolly ha appena compiuto 14 anni.

Ricky: Forza Lolly, soffia sulle candeline ed esprimi un desiderio!
Lolly: Posso dirtelo poi il desiderio?
Ricky: Lolly, non si dovrebbe ma fai come credi.

Lolly soffia sulle 14 candeline chiudendo gli occhi.
Poi infila un dito nella crema e lo mette in bocca a Ricky.
Ricky succhia il dito di Lolly.

Lolly: Ecco, anche io vorrei succhiare qualcosa.
Ricky: Che cosa?
Lolly: Il tuo cazzo.
Ricky: Ma potresti essere mia nipote Lolly!
Lolly: Ma non lo sono, e sono legale.
Ricky: Ma non sei morale?
Lolly: Secondo quale morale?

E Lolly facendo questa domanda mette una mano
sulla patta ormai rigonfia di Ricky.
E nel contempo gli ficca una lingua nell'orecchio.

Entra Giulio in uniforme da generale.

Giulio: Attenti!
Ricky si alza subito dal letto e si mette sull'attenti.

Giulio: Ma no, che cosa fai Ricky? Volevo dirvi solo
attenti a non fare cazzate. Non è lecito quello che stai
facendo Ricky, ricordati della mela in vetrina.

Lolly: Ma che cosa sta dicendo questo signore in uniforme?
Ricky: Dice che non sei lecita, anche se sei legale.
Lolly: Signore in uniforme, ho voglia di fare un pompino
al qui presente Ricky, perché non è lecito?
Giulio: Signorina, nel tempo potrebbe pentirsi di questo
atto sconsiderato e provare turbamento, mi creda,
bevetevi una bottiglia di prosecco e salutatevi.
Lolly: Turbamento? Ricky, ma che cosa sta dicendo?
Ricky: Vedi Lolly, l'uniforme che vedi non è l'unica
che ha, c'è anche una uniforme nella testa, ma non è
una persona cattiva, il contrario, è un generale molto
tenero, pensa che quasi si vergognava a dare gli ordini,
trattalo con dolcezza.
Lolly: Va bene signor generale, ci berremo il prosecco
con la torta, ne vuole un pezzo?
Giulio: Bravi, no grazie, il colesterolo, poi adesso devo
invadere la Corea del Nord, non ho tempo.
Ricky: Ciao Giulio, buona fortuna.
Lolly: Auguri generale, e siate lievi con le atomiche!

Lolly: Finalmente soli, dove eravamo rimasti?
Ricky: Al fatto che volevi farmi un pompino!
Lolly: Giusto! Lecito perché mi va.

Entra Chicca con i capelli arruffati e un ferro da stiro in mano,
ha anche delle ciabatte rosse a pois bianchi.

Chicca: Che cosa stai facendo? Predatore di primizie!
Egoista! Maschilista! eheheh
Lolly: E questa matta chi è?
Ricky: No, ehm, aiuto.
Chicca: E tu, innocente creatura, che cosa ti salta in testa?
Lolly: Scusi? Ricky, ma è pericolosa con quel ferro in mano?
Ricky: Ma no, urla, sbraita, ma alla fine...certo Chicca, si, vedi,
in realtà sto dando ripetizioni a Lolly di filosofia.
Chicca: Mi meni per il naso?ehehehe
Ricky: Ma no Chicca, no. Eravamo appena passati alla
fenomenologia della suzione.
Lolly: Ma perché ride sempre questa?
Ricky: Poi ti spiego.
Chicca: Fenomenologia della suzione, furbacchiotto!
Ricky: Chicca, lasciaci soli, vai a stirare ora!
Chicca: Va bene, va bene. Ma non fare il porco!
Ricky: Ok, ok.

E Chicca se ne va ciabattando e ridendo ehehehehehe.

Lolly: Ricky, ne conosci di matti tu, eh?
Ricky: Una lunga storia, poi ti spiego.

Lolly tira giù la cerniera a Ricky ma in quel frangente
entra Attimi.

Attimi: Ciao Ricky, ciao Lolly.
Lolly: Ah, questa sembra normale.
Ricky: Aspetta a parlare e vedrai.
Attimi: Addio.
Lolly: Ma perché ci dice addio se è appena entrata?
Ricky: Aspetta e vedrai.
Attimi: Avverto una atmosfera di poca serenità, sono turbata.
Me ne vado. Addio. Scusate se vi ho ferito.
Lolly: Ma?
Ricky: Aspetta, ti ho detto.

Attimi esce dalla camera da letto e dopo un secondo ritorna.

Attimi: Ciao Lolly, ciao Ricky.
Ricky: Ciao Attimi, siediti pure su quella sedia se sei curiosa.
Lolly ride.
Attimi: Addio. Grazie Ricky, quella sedia in fondo?
Ricky: Sì, Attimi.
Lolly: questa è troppo forte, mi è simpatica.
Ricky. Sì, è una donna dolcissima, ha solo il vizio di dire addio.
Lei sarà qui con noi, ti turba?
Lolly: Per niente, allora iniziamo, ho voglia del tuo cazzo.

Entra Gae con una zappa in mano.

Gae: Ricky, dove hai messo i sacchi di terra?
Ricky: Gae, torna in giardino, non fare il furbo, sai benissimo
che i sacchi di terra li tengo giù.
Gae: Scusa, mi perdoni?
Ricky: Perdonato! Ora torna a lavorare la terra.
Lolly: Questo ha una faccia simpatica.
Ricky: Sì, è un grande, ha una famiglia bellissima,
ha anche due figlie, una è più piccola di te.
Lolly: Ah, si sarà turbato a vederci in intimità?
Ricky: Ma no, è uno tranquillo. Ama la musica.
E tra di noi c'è musica non trovi Lolly?
Lolly: Sì, quindi: ritmo! Tiralo fuori!

Entra Farinomane.

Farinomane: Ricky, non c'è armonia, non c'è naturalezza
in quello che sta accadendo. Segui le parole di Agosti.
Ricky: Ciao Farinomane.
Lolly: Che belle gambe ha questa Farinomane!
Ricky: Sì, è una bella donna, anche molto spiritosa.
Lolly: Dici che ci farà problemi?
Ricky: Ma no.
Lolly: Signora Farinomane, lei mi è molto simpatica, non so
chi sia Agosti ma le posso assicurare che in questo momento
per me è molto naturale fare un pompino a Ricky.
Farinomane: In questo caso mi defilo, ciao Ricky e ciao
Lolly, Ricky...no niente, ciao.
Ricky: Ciao Farinomane, e non sparire più.
Farinomane: Sai che ti seguo sempre, no?
Ricky: Lo so, lo so.

Lolly finalmente riesce a prendere in mano il cazzo di
Ricky...dal fondo della stanza si sente "addio"... ma è
solo Attimi che stava per uscire dalla stanza e poi ci
ha ripensato e infatti si sente "ciao Ricky, ciao Lolly"

Entrano due anonimi.

Primo anonimo: Ricky il bamboccione si sta facendo fare
il pompinone!

Secondo anonimo: Lei sta commettendo un atto disdicevole,
legale, ma disdicevole, e me lo lasci dire: questa è violenza.

Lolly: E questi due matti chi sono?
Ricky: Anonimi.
Lolly: E che cosa vogliono da noi?
Ricky: Nulla. Non esistono.
Lolly: Ah. Allora, tesoro, la bocca mi brucia.
Ricky: Senti Lolly, vuoi sapere la verità? Mi è passata
la voglia, scusa ma rimetto il cazzo nelle mutande.
Lolly: Nooooooo.
Ricky: Ma ho una sorpresa per te, voglio farti conoscere
il mio maggiordomo.

Ricky chiama Freddy.

Entra Freddy con una birra in mano, e la pancia di fuori.

Freddy: Padron Ricky ha chiamato?
Ricky: Sì Freddy, come va? Tutto ok?
Freddy: Si, stavo leggendo un trattato di semantica,
con il permesso di padron Ricky.
Ricky: Certo Freddy, fai bene, senti una cosa...
Freddy: Mi dica padron Ricky.
Ricky: Perché non fai vedere a Lolly il tatuaggio di Padre Pio
che hai sul cazzo?
Freddy: subito padron Ricky.

Freddy tira fuori il cazzo, il cazzo si indurisce poco a poco e
il volto di Padre Pio prende forma.

Lolly e Ricky ridono come due matti.

Lolly: Troppo fico questo tuo maggiordomo!
Ricky: Ahahha. Ora puoi tornare al tuo trattato di semantica
Freddy, ciao, e non scolarti tutta la cassa di birre.

Ricky bacia sul volto Lolly.

Ricky: Mi spiace piccola che il tuo desiderio di farmi un pompino
sia svanito così.
Lolly: Non importa Ricky, avremo altre occasioni.

Si sente la parola "addio" dall'ombra.
Attimi fa per uscire, poi ci ripensa.

Ricky accende la radio. "Appena bombardata la Corea del Nord
con bombe atomiche di ultima generazione".

Lolly: Ricky, siamo in guerra?
Ricky: Siamo sempre in guerra piccola.

Addio.
E'finita la storia?
No, è solo Attimi.

Paoly: Un attimo, io sono Paoly.
Non mi hai citata!

Ricky: Paoly, è vero. Scusa.
Paoly: Per me potevi fartelo fare questo benedetto pompino!
In fondo che cosa c'è di male?

Lolly: Urrà per Paoly!

FINE



martedì 2 maggio 2017

SEDUTO AL TAVOLINO DI UN BAR

Sono seduto al tavolino di un bar e mi godo il sole. Davanti a me c'è un ragazzo di colore in attesa di una elemosina passeggera.
Al mio fianco una vecchia signora spinge il suo sguardo verso lontananze solo a lei conosciute. Un altro signore legge il suo
giornale con compiaciuta serenità. Dietro di me due uomini con giacca e cravatta parlano di business plan. Osservo il ragazzo
di colore, osservo il suo sguardo, è uno sguardo che indaga la realtà, uno sguardo che si posa sui volti per cercare di carpire
un moto di simpatia, e ogni tanto alza gli occhi al cielo e sfiora le nuvole. Mi sento in debito verso questo sguardo libero e
così aderente alla luce. La vecchia è persa nei suoi ricordi, il signore con il quotidiano legge le notizie, gli uomini d'affari
si guardano negli occhi con lo scopo di costruire un profitto, solo il ragazzo ha uno sguardo libero, e forse nemmeno lui sa
che questa è la più profonda e vitale delle ricchezze. Mi alzo, preparo 1 euro, mi avvicino al ragazzo di colore, gli auguro
buona giornata e lascio cadere il mio piccolo obolo nel suo cappellino, lui si inchina come se fossi un principe, mentre sono
solo un uomo che si è messo ad ascoltare la realtà, quella che noi chiamiamo realtà, una chimera suscettibile di infinite
interpretazioni, per questo sfuggente e inafferrabile in modo definitivo. Mi giro e il ragazzo di colore mi sorride.

domenica 30 aprile 2017

venerdì 28 aprile 2017

ELOGIO DELL'ANTIPATICO

L'antipatico è il contrario del simpatico. Il simpatico è simpatico, non ci sono dubbi al riguardo,
tranne nella versione deteriorata del "piacione" che è uno che vuole piacere prima di tutto a se
stesso senza veramente entrare in "simpatia" con il prossimo. L'antipatico è decisamente antipatico,
ed ha una sua valenza rivelatrice, l'antipatico rivela l'altro, non vuole sedurlo ma spronarlo, si pone
come antagonista a ogni morbidezza, a ogni servile galanteria, l'antipatico disturba la quiete, ma
non quella pubblica, quelli sono solo volgari schiamazzatori, l'antipatico disturba la quiete
interiore, ti costringe a venire allo scoperto, a calibrare i tuoi stati emotivi, ti accarezza contropelo
per metterti alla prova, e in fondo agisce in questo modo per simpatia verso il conflitto.
In sostanza l'antipatico si pone su un piano di verità tanto quanto il simpatico, e forse con
più forza e intensità. Quindi, a questo punto, amando i paradossi, mi trovo costretto a dire che
gli antipatici mi sono simpatici. Certo vanno presi a piccole dosi, in una sorta di mitridatismo
che è un veleno ma anche un farmaco. L'antipatia è una benedizione, ci aiuta a scavare in noi
stessi. Ci obbliga a prendere posizione, come nel sesso. L'antipatia è una forma d'amore.

giovedì 27 aprile 2017

CARMENCITA

Ecco uno dei miei film saggio, a rivederlo dopo 7 anni assume proprio la valenza
di un documento sull'era berlusconiana,  non trovate?

MADAME PESCÒ

mercoledì 26 aprile 2017

00RICKY

PICCOLO RACCONTO DIABOLICO


Bisogna sempre distrarsi nella vita, se non ti distrai sei fottuto. Valter Lucini era un uomo
attento. Molto attento. Non gli sfuggiva nemmeno un particolare. Teneva il conto dei propri
respiri. Sapeva a memoria i propri ricordi, e che non vi sembri un paradosso.
Nella vita faceva il contabile, il contabile delle proprie emozioni che annotava su
quaderni a quadretti rossi. I battiti del proprio cuore erano tutti registrati da una
macchinetta, un holter privato e intimo che portava sempre addosso, tranne quando
faceva la doccia. La doccia era il suo unico momento di distrazione. Per il resto tutto
era sotto controllo, o almeno così s'illudeva che fosse. La sua libreria era piena
di quaderni a quadretti rossi. Quei quaderni erano l'enciclopedia dei suoi attimi, quelli
vissuti e quelli immaginati. Era un uomo solo, non aveva animali domestici.
Valter Lucini bastava a se stesso. Il sesso era una sega al mese, il liquido spermatico
veniva ogni volta analizzato sul vetrino di un microscopio. Godeva a vedere i suoi
spermatozoi scodinzolare tra l'infrarosso e l'ultravioletto. Il suo hobby preferito
consisteva nel passare ore davanti allo specchio a contarsi i puntini neri sul naso.
Una mattina sentì bussare alla porta. Contò i passi e posò l'occhio sullo spioncino.
Che sorpresa! Una donna nuda, bellissima, statuaria, dai neri capelli fluenti, era
in attesa. Valter Lucini misurò la propria erezione con un righello che teneva
sempre nella tasca dei pantaloni: i soliti fottuti 14 centimetri! Non uno di più e
non uno di meno. La vita è stronza quando è misurabile. Per questo gli uomini
hanno inventato Dio. Per confondere l'aritmetica della disperazione. Valter Lucini
si fece coraggio e aprì la porta all'improvviso, la testa della donna rotolò dentro
casa, e il corpo nudo si afflosciò come un sacco di patate sensualissime. Non si era
mai vista una decapitazione invisibile, e Lucini fu il testimone involontario di
questo fenomeno più unico che raro. La rivoluzione era entrata in casa sua, e
non era francese. O forse sì, la donna del resto non poteva parlare, quindi la sua
nazionalità era ancora un mistero. Valter Lucini mantenne il sangue freddo, richiuse
la porta. Un corpo senza testa non era di suo interesse, pensò che la polizia
avrebbe fatto delle indagini, ma non subito. Aveva ancora del tempo per risolvere
l'enigma di quella testa rotolata in casa sua una mattina qualunque. Prese la
testa per i capelli, lo sguardo vitreo della donna lo fissava, e gli sembrò di
notare una gelida ironia. Posò la testa sul divano, aprì l'ennesimo quaderno
a quadretti e annotò: testa rotolata in casa mia, capelli neri, labbra carnose,
occhi azzurri, naso leggermente a patata, il corpo è sul pianerottolo, non riesco
a spiegarmi questa decapitazione, ho ancora il cazzo in erezione. Chiuse il
quaderno rosso e iniziò a riflettere sedendosi sul divano vicino alla testa mozzata.
Inizò a provare un orrore crescente. Un orrore che forse era un errore.
Sentiva dentro di sé che quella testa gli avrebbe scompaginato la vita. Ma
non c'era possibilità di ignorare il fenomeno, la testa lo fissava con una
sbavatura di sorriso sulle labbra gelide. Tremava d'assurdo. Decise di farsi
una doccia. Si tolse la macchinetta contabattiti, e portò la testa dentro la
doccia. Aprì l'acqua calda, teneva la testa mozzata davanti al proprio volto.
Erano due teste bagnate una di fronte all'altra, una testa era viva, l'altra era
morta, o così sembrava. Usò lo shampoo al cocco per lavare i capelli neri
della testa mozzata, massaggiava quei capelli fluenti con orrore, ma dentro
quell'orrore c'era anche una insidiosa forma d'amore, era eccitato, e si
masturbò, e per la prima volta non pensò al suo microscopio. Quando
chiuse l'acqua calda gli sembrò di sentire una voce flebile uscire dalla
bocca carnosa della testa, e quella voce aveva appena detto: "Ti amo".
Lo sperma finì nello scarico della doccia, perdendosi nelle fogne di un
incubo. Valter Lucini capì di essere innamorato quandò il campanello
di casa iniziò a suonare, anzi: a ringhiare. Era la polizia. Le manette ai
polsi non gli fecero impressione. Non gli importava più di nulla.
La testa venne messa dentro un sacco di plastica insieme al corpo.
E fu la fine o l'inizio di tutto.