martedì 25 aprile 2017

lunedì 24 aprile 2017

NEURO PESCE

AFORISMI QUASI SESSUALI

Non sopporto le donne che fingono a letto senza avere
studiato recitazione.

*

Il sesso non è educazione. Il sesso è tatto.

*

Allargare le chiappe di una donna è un modo come un altro
per indagare il mistero dell'esistenza.

*

Buio e controbuio non è una partita di poker, sono due
persone che fanno l'amore e affondano nelle tenebre.

*

Al mio cazzo piace fare il duro. Ho un cazzo alla Bogart.

*

Fare sesso è un modo per prenderlo nel culo senza arrabbiarsi.

*

Se dopo avere fatto sesso non ti senti addosso una ardente
serenità, significa che hai sbagliato partner.

*

Faccio sesso per conoscere la temperatura di un corpo, lo so,
basterebbe un termometro, ma è meno divertente.

domenica 23 aprile 2017

Corteggiamento

Iniziai a corteggiarla regalandole un cuscino.
"Questo è per sprofondare nei tuoi sogni".
Lei sorrise e accolse il mio dono con un bacio.
Un bacio casto come il cuscino.
Una sera d'estate le regalai una vipera.
"Questo è per i tuoi morsi avvelenati".
Lei sorrise e accolse il mio dono con un bacio.
Un bacio avvelenato come una vipera.
Un giorno d'autunno le regalai un forno.
"Questo è per le tue torte dolcissime".
Lei sorrise e accolse il mio dono con un bacio.
Un bacio dolcissimo come le sue torte.
Una notte, forse era inverno, le regalai un bacio.
Lei sorrise e accolse il mio dono con un bacio.
Un bacio come il mio bacio.
In primavera mi ero stancato di avere solo baci.
Allora non le regalai nulla.
Lei sorrise e si tolse le mutandine di pizzo.
E io accolsi il suo dono con un cazzo.
Il mio.

sabato 22 aprile 2017

UN SILENZIO PERFETTO

Mi segno sul calendario gli appuntamenti imprescindibili.
E faccio finta di credere al futuro. L'unico vero appuntamento
non si può calendarizzare. Il fiore delle tenebre sboccia
all'improvviso. Mi segno sulla carne le cicatrici che desidero.
E il tuffo acrobatico della statua promette un silenzio perfetto.
L'orizzonte inizia a scucirmi le tasche facendo volare via
le poche verità che ho raccolto sul cammino. Senza verità
si è più leggeri. In fondo la verità fa male alla salute.
Cammino nella notte, sprofondo nella notte, e il mio tenue
respiro d'ombra incontra l'arcobaleno di un risveglio.
Non è essenziale il mattino per svegliarsi, ci sono albe
capovolte che ti consumano le ossa, e sei più vivo dove
trema il respiro, dove un dio lancinante ti porge il precipizio.
L'ultimo segno, quello indelebile, sul calendario vuoto.

venerdì 21 aprile 2017

Non è facile

Non è facile essere sempre al massimo, e nemmeno lo pretendo da me stesso.
Non uso Viagra spirituali e nemmeno fisici, per ora funziona come deve funzionare.
Se un giorno entrerò in crisi entrerò in crisi per i fatti miei, non perché me lo ha
suggerito quel tenerone di Freddy. Non è questione di viltà ma di temperamento.
Non credo di avere il temperamento della crisi, ho invece allucinazioni che
possono scavare fino all'abisso,  e tremo nella notte, ma non per viltà, tremo
per l'infinito che mi stravolge i battiti del cuore e le coordinate del pensiero.
Sulla mia produzione ognuno può avere il parere che desidera, e ci sono persone
che adorano specialmente i miei monologhi, altri non ne possono più. Questione
di gusti. Come autore penso che i miei monologhi abbiano un valore terapeutico
per il sottoscritto, e so che possono "fare compagnia" agli altri, questo mi basta.
Sapete? Non è facile mantenere alto l'entusiasmo quando con il mio "lavoro"
non si cava un ragno (euro) dal buco. Ci si può sentire abbacchiati. Tanti cialtroni
sono in grado di arricchirsi, io non sono nemmeno in grado di fare i soldi
per pagarmi le bollette con la mia attività di filmmaker, mea culpa. Non è nelle
mie abilità, e questo è un grave limite anche creativo, potrei girare il mondo
con dei finanziamenti e regalarvi film interessantissimi. Questo non accade.
Mamma, il mio mecenate, può sostenermi nel quotidiano, ma non può fare molto
di più, ha già fatto tanto. Continuerò il mio percorso con onestà, e sull'onestà
sento che nessuno può dirmi nulla, forse non basta per essere un artista ma
per ora è tutto quello che ho da donarvi. Se non vi piace lasciatemi pure solo,
io vi adoro ma un autore prima di tutto risponde a una esigenza interiore,
anche senza spettatori continuerei a filmare per questa mia esigenza alla
quale non posso sottrarmi. Essere Ricky è una bellissima condanna.

UNA PERSONA PERSONALE

giovedì 20 aprile 2017

POESIA DI GIULIA - 5 ANNI

ALSADI   DAL.            RISVELIO
DELE           PAROLE AMORE
MIO   PERCE    IO NON VOGLIO
CHE TU MUORI

Traduzione:

Alzati dal risveglio delle parole
amore mio, perché io non voglio
che tu muori.

(prevedo sviluppi interessanti in questa
singolare bambina)

mercoledì 19 aprile 2017

AL TELEFONO CON ALCIDE POMODORO

GLI AMORI DI UNA BIONDA



Ieri sono stato con Roberto ed Alessandra al cinema Palestrina di Milano a vedere Gli amori di una bionda,
di Milos Forman, un film splendido che narra le disavventure sentimentali di una operaia.
Un bianco e nero emozionante (che belli i film in bianco e nero!), in lingua originale (che bello
vedere i film in lingua originale!), e mi sono riconciliato con il cinema, fulgido esempio della
Nouvelle Vague di Praga, e Milos Forman, uno dei più grandi registi del secolo scorso, l'autore
di quel capolavoro indimenticabile che è Qualcuno volò sul nido del cuculo. L'attrice protagonista
resta nel cuore, con il suo tenero smarrimento negli occhi, cazzo, manco Brigitte Bardot!

martedì 18 aprile 2017

lunedì 17 aprile 2017

RICKY E LA FELICITÀ - IL FATTO QUOTIDIANO

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/17/siete-sul-sentiero-della-felicita-un-test-da-19-domande-per-esserne-certi/3518324/

IL CINEMA LANCINANTE

domenica 16 aprile 2017

sabato 15 aprile 2017

IL SENSO DI UN VOLTO

Nella mia vita ho sempre avuto una predisposizione naturale ad essere me stesso.
Di me stesso non ho chiari i confini e i contorni, sono uno che si cerca, che si fruga.
So questo: sono un viandante, anche se sto fermo in una stanza. Non attraverso
distanze ma sono attraversato dalle distanze. Mi trovo sentieri che sbocciano sotto
le palpebre, sotto i cuscini, e ci sono sentieri anche sotto il tappeto, insieme alla
polvere, la polvere sotto il tappeto mi è simpatica, è carica di pudore e di acari.
Se qualcosa o qualcuno vuole etichettarmi mi incazzo. Chi ti etichetta ti uccide,
scriveva un filosofo danese. Amo la natura perché mi riposa dalla mia ossessione
per il volto umano. Ma è il volto umano il fenomeno terrestre che più mi emoziona.
Un volto mi emoziona più di un vulcano o di una cascata fragorosa. Che cosa è
un volto? Fino a che punto si può comprendere un volto umano? Quanta nudità
cela un volto umano al di là delle maschere? Fin da bambino ero come calamitato
dal volto dei miei amici o degli amici dei miei genitori, anche il volto dei passanti
ma avevo meno tempo per osservarlo. Ricordo un compagno delle elementari,
si chiamava Niccolò, era magro e si umettava sempre le labbra, aveva le labbra
rosse rosse come ciliegie. Sono stato in molti musei, ho visto molte opere d'arte,
ho letto tanti libri, ho viaggiato per il mondo, ma quelle labbra rosse rosse sono
incastonate dentro di me come uno dei misteri più inquietanti della mia vita.
Chissà se Niccolò è ancora vivo? Spero di sì, è un mio coetaneo. La cosa che più
odierei della sua morte è che non potesse più umettarsi le labbra, i cadaveri hanno
un sacco di impedimenti, possono solo decomporsi, e tra le attività umane non
è la più gradevole, immagino, ma posso anche sbagliarmi, in fondo che cosa
ne so io della morte? So solo che amo i volti perché ogni volto è mortale, c'è
un morso di polvere sulla bocca di ognuno di noi, ed è per questo che amo la
vita senza speranza. Ed è per questo che non capirò mai il senso di un volto.

AL BAR CON SERGIO

Sergio ama i cani, e per questo andiamo d'accordo.
E' un signore che vive nel mio isolato, ci vediamo
spesso, e ogni tanto si fanno quattro chiacchiere
seduti al tavolino di un bar. Lui ha una voce profonda
da grande fumatore, e mi racconta di quando era
giovane e bello. Per me è ancora bello. Stasera mi
ha fatto sorridere. "Riccardo, ricordo che eravamo
in centro dietro un gruppo di femministe che stava
manifestando con lo slogan - basta un dito e l'orgasmo
è garantito -, e noi rispondevamo - sì, ma con il cazzo
è tutto un altro andazzo!-, che bei tempi Riccardo!".  

La cravatta di Camus

Una cravatta coraggiosa, così scrive Camus in uno dei suoi appunti.
Anche una semplice cravatta può essere coraggiosa, nel senso che
ci vuole del coraggio per portarla al collo, o perché si tratta di una
cravatta eccentrica o perché può essere una cravatta contro il regime,
una cravatta ribelle, una cravatta democratica che può trasformarsi
in un cappio. Bisogna avere coraggio per tutto, per l'amore, per una
cravatta, e anche per dirsi addio, quando le cravatte stringono fino
a fermarti il respiro in gola, quando le cravatte tagliate in due in un
un gioco di prestigio non riuscito, ti lasciano con il collo nudo.

SONO INNAMORATO.

giovedì 13 aprile 2017

GRAZIE VALTER!

L'ECCESSO DEL DECESSO

Voglio dirvelo chiaro e tondo una volta per tutte: vergognatevi!
C'è un limite a tutto! Appunto! Qualcuno di voi mi dirà.
Ma non è possibile andare avanti così! Perché vi ostinate a morire?
Sento già il sociologo di turno: "E l'incremento demografico
dove me lo metti?". Non lo so, non lo so dove te lo metto questo
incremento demografico, ma morire è un atto di una vigliaccheria
assoluta. Ma come? Come vi permettete di tradire la luce, i fiori e
il cielo? La volete smettere di morire? Di conficcare un pugnale
nel cuore di chi vi ama? Sento già l'avvocato difensore dei morti
che pronuncia la sua arringa:"Signori e signori della giuria, il
qui presente cadavere è morto a sua insaputa nel sonno, che colpa
ne ha di quanto è successo?".  Che colpa ne ha? Doveva vigilare!
Vigilare sul proprio sonno! Troppo comodo trincerarsi dietro
i sogni! Sento già il filosofo di turno sentenziare:"Un bambino
appena nato è già abbastanza vecchio per morire". Assurdità!
Un bambino appena nato deve solo pensare a succhiare, piangere,
ridere e cagare! Altro che morire! Ma come cazzo vi viene in
mente di dire certe cose, filosofi del cazzo! Non vi sopporto!
E che dire di chi uccide, di chi scarnifica, di chi strangola?
Che cosa dire di chi leva la mano su se stesso e si uccide?
Su questo punto pratichiamo la sospensione del giudizio, anche
i filosofi in fondo servono a qualcosa. Noi ce la prendiamo
con chi muore per il semplice fatto che è vivo! Noi odiamo
con tutto il cuore chi muore per malattia, per distrazione o per
quella baldracca claudicante che è la vecchiaia! Un fatto del
genere è inammissibile! Ictus, tumori e infarti sono colpe
gravissime! E lo stile di vita non c'entra nulla! Chi è vivo
è colpevole di non avere creduto fino in fondo alla vita, per
questo muore, non ci sono altri motivi! Vergognatevi tutti!
Morti che non siete altro! Che vergogna cedere alla polvere!
Che follia fare di un acaro il proprio Dio! Io lancio un anatema
contro di voi! Che possiate resuscitare tutti, brutti bastardi!    

mercoledì 12 aprile 2017

EQUILIBRIO E CALZINI

TRA GENTILEZZA E FURIA


Avevo deciso di essere una persona gentile fino alla fine dei miei giorni.
Il mondo è già devastato da guerre, perché non portare gentilezza ogni
volta che si può? Ma recentemente ho letto il Coriolano di Shakespeare
e ho sentito tutta la nostalgia di uno spirito guerresco dentro di me.
La furia di Coriolano o di Achille mi sembrano gioielli intoccabili
dello spirito umano, sussurrati dal perenne mistero della letteratura.
E mi sono detto: "Non è che la gentilezza alla fine te lo mette nel culo?".
In fondo la lotta è la struttura portante dell'esistenza, e quando si lotta
la furia, l'orgoglio e lo spirito guerresco aiutano. Tutto è lotta, tutto è
agonia. E nei letti d'ospedale si combattono le battaglie più tremende.
Ho come il timore che la gentilezza mi privi della verità, e mi lasci
in un ipocrita territorio di cortesia e merletti. Ho voglia di avere il
sangue del nemico sul volto, come Coriolano. E chi sono i miei nemici?
Dove trovare un nemico degno di me? Allo specchio, forse. Dove
trovare la profonda armonia di spade scintillanti in questo mondo
anemico e digitalizzato? Dove trovare la purezza e la diginità della lotta?
Se la guerra fosse ancora un teatro di guerra, dove il gioco delle
parti è fatto di armature e cuori pulsanti, se la guerra fosse ancora
il nobile slancio del coraggio di un uomo contro un altro uomo,
se la guerra fosse ancora umana allora sarei felice di scontrarmi e di
lottare, invece abbiamo tradito la letteratura, e quindi la vita.
Oggi Coriolano muore mentre sorseggia il suo fiele con l'olivetta
seduto al tavolino di un bar, oggi Coriolano salta in aria per una bomba
insieme a madri e bambini, e una terribile orgia di droni, missili e radar
toglie alla lotta il suo spirito e la sua verità. E si lotta per pagare
una bolletta o per farsi le corna nel traffico melmoso di una città,
o ci si azzuffa su un blog. Leviamo il mirino elettronico alle nostre
armi, torniamo al clangore di spade, leviamo il silenziatore al nostro
spirito e torniamo all'urlo di guerra che fa tremare i polsi. Sì, Ricky
ha sete di sangue, di ferite da leccare con l'acido. Ricky ha voglia di
amare, amare un nemico, perché un vero nemico sacrifica anche
la propria vita per te che sei il suo nemico, un nemico è l'essere più
intimo che ci sia. Bene, ora vado in Posta a pagare una bolletta.
Un caro saluto a tutti.    

martedì 11 aprile 2017

POESIA CHE INCONTRA UN'ALTRA POESIA

C'era una volta una poesia che incontrò un'altra poesia
sul sentiero dell'ignoto. Si salutarono con un sorriso.
Scambiarono qualche verso sul tempo, e forse qualche
rima. Il cielo non era stellato, ma poco importa, erano
stellati i loro cuori. Una poesia era diretta verso il dolore,
l'altra verso la felicità. La poesia diretta verso la felicità
aveva gli occhi velati di pianto, quella diretta verso il
dolore aveva sulle labbra un sorriso celestiale. Prima di
dirsi addio si abbracciarono forte e si fecero gli auguri
di un viaggio sereno. La meta era la stessa, le direzioni
diverse. Nello zaino entrambe avevano un rubino, un
chiodo e un fiore. E il cielo rotolò sulle montagne.  

lunedì 10 aprile 2017

CHISCIOTTE ALLA SCALA

QUELLO CHE PENSO DEL MIO BLOG

Ciao a tutti: mi chiamo Ricky Farina! Ho un blog personale e un blog sul Fatto Quotidiano.
Bisogna sempre ripresentarsi. Per me è sempre la prima volta! Anche l'ultima volta sarà come
la prima. E mi sembra molto evangelico. Chi sono? Sono un filmmaker paracasalingo, se posso
fare un film senza uscire di casa sono più contento. Ho iniziato la mia attività nell'ormai lontano
2001, e sono estremamente felice del mio percorso, sono felice perché è un percorso personale,
unico, originale e irripetibile, dato che racconto me stesso, la mia vita. E racconto la MIA vita
per renderla anche VOSTRA. Non credo alla privacy, e quindi vi racconto quasi tutto.
"Quasi" perché non si può dire proprio tutto, e forse non è neanche giusto. Grazie alla mia
passione di filmare gli esseri umani ho conosciuto tante persone che mi hanno arricchito
spiritualmente, e alcune anche carnalmente. Mi piace avere due blog. Uno ufficiale e uno
personale. Ho un rapporto diaristico con il mio spirito, ogni giorno è una tappa di un percorso
che mi condurrà inevitabilmente nel regno della polvere. Cose che capitano a chi è vivo.
Il mio blogspot, questo sul quale scrivo, mi è molto simpatico perché voi mi siete molto
simpatici.  Quando ero a scuola finivo spesso dietro la lavagna e anche in presidenza.
Una volta sono stato sospeso perché avevo ballato il tip tap sulla schiena di un mio
compagno che mi aveva fatto incazzare. Col tempo sono diventato una persona gentile.
Detesto ogni forma di violenza,  e cerco di non esserlo mai. La violenza mi fa schifo.
Ogni volta che la libertà di una persona viene limitata c'è una forma di violenza.
Per questo il totem della mia vita si chiama Libertà. E ora veniamo al caso spinoso
Freddy Fosca, seguace atipico di questo blog. All'inizio anche io mi ero incazzato con
Fosca, poi un commento del mite Valter Zanardi, persona degna di stima in sommo
grado, mi ha fatto riflettere, Valter scrisse più o meno: "Non prendertela troppo con
Fosca, è un provocatore, ma col tempo capirai che c'è della sostanza".  In effetti è stato
così. E vi dirò di più: non lo trovo nemmeno violento. Lo trovo tenero, al contrario.
Mi commuove. Medea lo schifa, e fa bene. Tutto quello che fa Medea mi piace.
Adoro Medea. Fosca è un maleducato, a volte in modo ignobile. Ma non è un violento.
E non è uno stupido. Anche il mio adorato padre a volte usava parole sferzanti, e ci
diceva: "Quello che conta sono i fatti, vi ho mai fatto mancare qualcosa?". Fosca non
mi ha mai fatto mancare la sua attenzione, mi segue da anni, è uno fedele, non è
un traditore, come lui stesso sostiene. Anche Fosca ha dei punti fermi, una sua etica.
I provocatori tra l'altro hanno il potere di agitare le acque e gli animi. E il mare mosso
è sempre meglio di quello "rimosso". Per questo non posso e non voglio rimuovere
Fosca da questo blog. Se Fosca vi attacca siete abbastanza grandicelli per difendervi
e per dire la vostra, come fanno Medea, Attimi, Giulio e Chicca. Non ho molto altro
da aggiungere. Spero solo di riuscire a restare un autore interessante per tutti voi.
Un abbraccio.    

sabato 8 aprile 2017

RICKY AL CINEMA - IL FATTO QUOTIDIANO

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/08/troppo-avanti-per-andare-al-cinema-troppo-indietro-per-non-desiderare-ricchezza-e-autografi/3498326/

lunedì 3 aprile 2017

LA PRIMAVERA È UNA COSA MERAVIGLIOSA

GRAZIE A TUTTI PER GLI AUGURI

Grazie. Ieri è stato un giorno speciale. Sono stato d'incanto.
I 48 sono fantastici.

domenica 2 aprile 2017

sabato 1 aprile 2017

AGOSTINO

Agostino, il mio amico barista, mi ha detto: "Ricky, domani fai 48 anni?
Attento, la nave sta rientrando in porto, ciuff ciuff!".

Simpatico Agostino, lo adoro. E poi ci siamo fatti una bella
risata.

DOMANI SONO 48

Domani sono 48. 48 cosa? Anni. Un bilancio?
Mi tira ancora. Posso farmi anche 3 seghe al giorno.
E non è poco. Non sono diventato cinico con gli anni,
ho solo perso un pochetto di vergogna, anche perché
se mi guardo in giro non vedo proprio nessuno
davanti al quale provare vergogna, conosco gli uomini,
le loro debolezze, viltà, i loro slanci di generosità
folle, e ho imparato ad amarli così come sono, mi
sento uno di loro alla fine. La vita è stata generosa
con me, e io sono stato generoso con lei.
Quando spegnerò le candeline penserò ai morti,
non dimentico mai i morti, sono uno di loro.
Gli orizzonti sono fatti per essere ingoiati.  

venerdì 31 marzo 2017

mercoledì 29 marzo 2017

NON DARMI UNA RAGIONE


Non darmi una ragione per continuare ad amarti.
Non voglio ragioni. Ti sento lontana, sei l'eco di
te stessa.  Ombra dell'incanto perduto, quando ogni
respiro era un gioco a intrecciarsi, quando l'alba
tornava sui suoi passi per bersi ancora un sorso di
notte.  Non darmi una ragione per continuare ad
amarti. Non voglio ragioni. Non è mai lucido
l'amore, ma è oscura fuga di orizzonti aperti.
C'è più amore in un addio gettato nel vuoto che
in tutta questa lenta agonia di scuse e rimorsi.
Non darmi una ragione per continuare ad amarti.
Non voglio ragioni. Frana il cuore, niente, tutto.

LE MIE MEMORIE

martedì 28 marzo 2017

PITT E GLI ALBERI

11 AFORISMI CRUDELI - IL FATTO QUOTIDIANO

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/28/undici-aforismi-crudeli-anzi-come-non-diventai-un-copywriter-per-fortuna/3479441/

domenica 26 marzo 2017

HO DEI SENSI DI COLPA

Cari amici del blog, ho dei sensi di colpa nei vostri confronti. Vorrei farvi delle rivelazioni
sconvolgenti sulla mia vita, vorrei divertirvi, stupirvi, incuriosirvi con una vita spettacolare,
invece sono appena andato a fare la spesa all'Esselunga. Vi chiedo scusa, sono quello che
sono. E che cosa sono? Non lo so. Un debosciato? Un fallito? Un vecchio porco? Magari!
Sono un tipo per vegetariani: né carne né pesce. Infrollito da una vita senza acrobazie posso
solo donarvi l'avventura del mio respiro, non altro. Riuscirete mai a perdonarmi?

sabato 25 marzo 2017

TEST DI INTELLIGENZA


Rispondete a queste tre domande e valuterò la vostra intelligenza.

Qual è la persona più bella che conoscete?
Qual è la persona più originale che conoscete?
Qual è la persona più intelligente che conoscete?

Se la risposta non è stata Ricky Farina in almeno tre delle domande
che vi ho fatto...siete stupidi!

L'INCONTRO CON NANNI SVAMPA



Giovedì siamo andati a Laveno a trovare Nanni Svampa e la sua dolce consorte, eravamo
io, Roberto e Frank. Ci hanno accolto con simpatia e dolcezza. Nanni non può più cantare
per problemi cardiaci, fumava due pacchetti di Marlboro rosse al giorno. Ha nel cassetto
un libro di pensieri, aneddoti, aforismi, e speriamo che Mondadori si decida a pubblicarlo.
E' un uono di quasi 80, malato di cuore, dimagrito, ma lo spirito è sempre arguto, e gli occhi
hanno una luce ridente e una freschezza che commuove. Ci ha raccontato qualcosa delle
osterie della vecchia Milano, mio fratello sta scrivendo un libro sul Pelè, così chiamato
perché scartava e dribblava i poliziotti nelle sue fughe a piedi, e il Pelè è un cantante da
osteria che è entrato in contatto anche con Nanni, questo il motivo del nostro incontro,
ma in realtà è stato più che altro un pellegrinaggio verso un uomo imprescindibile per
chi vuole conoscere Milano, la Milano degli anni Sessanta e Settanta, una Milano viva,
febbrile, dove nelle osterie capitava di vedere Mina giocare a carte o Turatello, il re
delle bische. Una Milano anche violenta ma vitale e imprevedibile. Nanni ci ha detto
che sa parlare tutti i dialetti oltre al milanese ovviamente, ci ha detto una battuta di
Govi, un autore e attore teatrale genovese:" La salute senza palanche è una mezza
malattia". E poi ci ha deliziato con una barzelletta in stile genovese: al bar un genovese
dice a un amico che è morta la moglie, l'amico chiede - che cosa aveva?- e il genovese
risponde - non molto, solo qualche collana e due anelli -. Ci siamo fatti delle belle
risate insieme a Nanni, e ogni tanto ci sbirciava con i suoi occhietti luminosi, forse
domandosi - ma chi cazzo siete? -.  La moglie gentilissima ci ha preparato il caffè e
continuava a tirare fuori bottiglie di acqua minerale perché avevamo tanta sete.
Roberto ha portato una torta al cioccolato con lamponi e Svampa si è goduto la torta,
è un gran goloso, mangiando con le mani i lamponi uno a uno, prima di perdersi
nel cioccolato. Al momento dei saluti mi ha guardato e mi ha detto: "Fai il bravo".
      

giovedì 23 marzo 2017

PROMEMORIA

Il gallo è morto.

VI INFORMO CHE SONO UN TIPO STRANO

Vi informo che sono un tipo strano. Non stranissimo. Solo strano.
A volte ho il cervello capovolto e il testicolo pulsante.
Amo la poesia ma amo anche le aragoste vive nell'intestino.
Non riesco a essere una cosa senza essere anche il contrario
di quella cosa. Il mio lato oscuro è tormentato dai lampi.
Mi sveglio la mattina con il cervello duro. Vescica cerebrale
di corallo purissimo. E la musica dell'universo mi affama.
Sento la magia di ogni banalità, di una banalità come questa
che sto per dirvi: vivere è la misercordia di ogni attimo.

POESIA IN DIALETTO "OSKANITRO"


M'affacchio alla funestra, fo la sputazza sur la testa
de lo cojone che va a lavurare, chisti coatti der tubo
intra lo culo, dello banano intra lo culo, chisti coatti!

M'affacchio alla funestra, fo la sburrazza sur la testa
de la pensionata che zoppica alla spesa tutti curva cun
la dentiera traballo nella bucca che più non bacia lu cazzu.

M'affacchio alla funestra, fo la risata de chi se scolora
de risate allo guardu dello mundo impolpettatu, oh santu
iddio misericordiuso, ne lo vicolo cieco me cago lu sole.

mercoledì 22 marzo 2017

martedì 21 marzo 2017

POMPA - IL FATTO QUOTIDIANO

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/21/poesia-nicolino-pompa-e-il-peso-di-vivere-con-la-verita-addosso/3453441/

SANTO

Eccomi tornato dallo shopping. Sono contento.  Sono stato all'OVS. Lo so,
non è una cosa di lusso, ma comunque decente. Una bella giacca che mi sta
alla perfezione, e magliettine colorate, alcune con il collo a V.  Uscito dall'OVS
mi stavo recando in un negozio di scarpe e sul mio cammino vedo un signore,
elegantissimo nella sua miseria, un clochard simpatico che mi dice: " Chi mi
vuole bene e mi offre un caffè? ho proprio bisogno di un caffè". Sorrido.
Non posso non aiutarlo. E in fondo gli voglio bene. Mi dice che sembro un
attore, gli dico che sono un regista. I suoi occhi si illuminano e mi racconta
una trama improbabile di un film che ha in testa. La trama parla di una
famiglia dove le figlie fanno le prostitute, la moglie va a letto con tutti e
con la complicità del marito, e il marito alla fine viene fermato dalla polizia.
La trama non mi interessa, mi interessano gli occhi di Santo mentre tutto
felice mi racconta le sue stravaganze. Gli dico che voglio fargli un ritratto.
Entriamo in un negozio di sanitari e chiediamo una penna, scrivo il mio
cellulare, e dico a Santo di chiamarmi quando vuole. Quando ci salutiamo
lo sento esclamare "Oggi si sono aperte le porte del cielo!".  Vorrei tornare
indietro e dirgli che non sono un regista famoso, si sono aperte solo le
porte della Chisciotte, ma perché non farlo sognare? Santo è simpatico.

SHOPPING

Oggi è uno di quei giorni di shopping. Ho voglia di una giacca nuova.
Di magliette nuove. Di scarpe nuove. E forse anche di pantaloni nuovi.
Cascasse il mondo, cascasse sui miei piedi, oggi è shopping purissimo.
Ho voglia di sorridere alle commesse, ho voglia di fare il piacione.
Oggi soffro di gravidanze isteriche mentali. C'è un feto incazzato nel
mio cranio. Oggi il mio cuore pulsa come un pesce agonizzante.
Oggi è oggi, oggi non è domani. Oggi è un'anguilla che mi scivola
sul collo. Oggi è il contrario di domani. L'opposto di ieri. Oggi è eterno.
Shopping. Shopping. Adorabile parola. L'unica parola che insieme
alla parola Amore è in grado di farmi dimenticare l'agonia.

lunedì 20 marzo 2017

SCUSATEMI TANTO TANTO

ALLA MOSTRA DI MANET

Oggi sono stato alla mostra di Manet. Ho sfiorato un capolavoro dietro l'altro
soffermandomi 20 secondi per ogni capolavoro, una rapida occhiata al quadro,
uno sguardo alla targhetta e via verso il quadro successivo. Davanti a ogni
quadro dovrebbero esserci le sabbie mobili, bisognerebbe sprofondare fino
a soffocare e poi essere tirati in salvo da una mano meccanica, così si devono
visitare i musei, invece i quadri come patatine, uno dietro l'altro.  E via fino
a guadagnare l'uscita per poi fare incetta di magnetini da attaccare al frigo.
L'esperienza museale dovrebbe essere uno sconvolgente percorso di emozioni,
invece si riduce a una isterica passeggiata, senza stupore. Alcuni semi di luce
restano nella mente. Spero di avere degli incubi stanotte, incubi d'amore.

FAUSTO E NICOLINO: DIALOGO SULLA MORTE.

domenica 19 marzo 2017

COME TRADIZIONE

Bene. Come tradizione diamo il benvenuto a Paoly su questo blog.
Oggi monto il quarto film romano lasciato in sospeso, una visita al
pittore Fausto Battelli insieme a Pompa e alle mie due nuove amiche
Donatella e Marianna. Tra l'altro ho altro materiale su Pompa che
non ho messo nel film Pompa a sangue caldo, magari lo monto, anche
se ho paura di spompare Pompa, non è che poi fate indigestione?  

sabato 18 marzo 2017

FACCIO SOGNI E MI SVEGLIO

La notte mi sveglio tre volte per pisciare, la pipì mi esce
quasi fuori dai sogni, ho l'inconscio diuretico e la vescica
che gode come una vacca quando piscio i miei sogni.
Poi la mia mente torna a coprirmi come una coperta
sconvolta, e sogno di schiantarmi contro una montagna
in aereo, e sogno di camminare al fianco di Marco Ferreri
che magicamente si trasforma in Giuseppe Ungaretti.
Sogno anche di arrampicarmi sulle finestre di un palazzo
e di spiare all'interno la vita domestica degli altri,
sconosciuti che sento fratelli di sangue e di respiro.
E quando l'alba mi punge con il suo morso di vipera
tutta la realtà che mi preme sugli occhi non è altro che
un guscio vuoto nel deserto, e i miraggi scavano.

venerdì 17 marzo 2017

CHE COSA HO FATTO OGGI (PER ORA)

Ho fatto colazione al Quarto platano a Vittoria Apuana con mio fratello.
Vicino al Quarto platano abbiamo visto passare una ragazza dal corpo
perfetto, pantaloni stretti, appena si è girata è apparso un culo magnifico.
Due passi al Forte dove ho comprato un libro di articoli di Sciascia e un
saggio sulla borghesia. Poi ho pranzato con mamma, Robi, Isabelle e sua
figlia Velia. Ho mangiato gnocchi al ragù e un uovo in camicia con il
pesto. Prima di pranzare ho giocato con Velia a chi era più infantile.
Velia ha quasi un anno, io quasi 48, e ho vinto io. Nel pomeriggio ho
tosato l'erba del giardino mentre mio fratello zappava l'orticello.
Stasera vorrei andare al cinema a vedere Wolverine! Ecco.

MARCO BRINDASSO E RICKY FARINA


TODO MODO - CLANDESTINO

Ecco un bel video musicale girato dal mio amico Marco Brindasso e da suo figlio Niccolò.
Marco è stato il direttore della fotografia dei 4 cortometraggi di finzione che ho girato
assieme a Valentino Murgese: La vampira emofiliaca, Traum l'illusionista, Il palombaro
e Festina lente. Marco è un genovese generoso! Io lo chiamo "ragazzo eterno" e lui mi
chiama "Uomo vestito" perché quando faccio sesso non mi spoglio mai.

lunedì 13 marzo 2017

OK

Ok. Sono tornato da Roma. Giorni belli. Ho materiale per 4 film Chisciotte.
L'ennesimo ritratto a Nicolino Pompa che intitolerò "Pompa a sangue caldo",
sono andato nella tana del lupo in zona Rebibbia, e c'è materiale per un film
intenso, poi "Greg", un artista polacco che dipinge con il sole usando una
lente sopra dei cartoncini, poi un'apparizione per strada in zona piazza Bologna
di una donna strana e schiva, e infine il ritratto a Fausto Battelli, un ex paparazzo
della dolce vita, ora pittore affermato di bassorilievi, siamo andati a trovarlo
nella sua casa con giardino, io, Nicolino e le mie due nuove amiche Marianna
e Donatella, questo pittore di 83 anni ha paura della morte perché ama la
vita, si circonda di giovani, dona la sua casa per le loro feste, teneva un
cigno e un pavone nel giardino ma ora non ci sono più, il pavone perché
rompeva le palle con i suoi versi e il cigno perché era solo e la protezione
animali ha detto che i cigni soli possono andare in depressione. Ecco, in questi
giorni mi metto al lavoro, spero di riuscire a tirare fuori dei buoni film.
 

martedì 7 marzo 2017

FIAMMA ROSSA

LA MORTE AL TELEFONO

A Fiamma

Quando ti chiamano al telefono
e tu non hai voglia di rispondere
perché ti senti assente, ma alla terza
volta decidi di rispondere e un
amico ti dice che una tua amica
è morta, e per un attimo resti tra
l'incredulo e il divertito, e speri
che sia uno scherzo di cattivo gusto,
ma subito non ci speri più.
E resti con il cellulare in mano
come inebetito, con una piaga
di silenzio in più, con il ricordo
della tua amica che risuona
nella testa vuota e nel cuore vivo
che continua a battere come
se niente fosse, muscolo ostinato.
Quando non sai che cosa dire
perché la parola si ferma sulla
soglia, fragile e spaventata dal
nulla che siamo, dal nulla che
ci ricorda il suo regno. Quando
la morte arriva per telefono,
e finisce nella bolletta anche
l'eternità, e sai e senti che la tua
amica non ti chiamerà mai
più, se non nei sogni di una
notte infinita. Ripensi al tempo
vissuto assieme, a chi ieri
era carne, ed oggi è ombra.
L'estrema eleganza della morte.
La commedia un po'volgare
della vita. Magari hai fame.
E sete. E sai e senti che la tua
fame e la tua sete sono già
ombra, perché anche tu un giorno
sarai il protagonista indifeso
di una telefonata, ma hai la
memoria piena di spilli
dorati e ami ogni spillo, non
puoi fare altro che questo.
E torni alla tua assenza.

lunedì 6 marzo 2017

domenica 5 marzo 2017

INTERVISTA A UN MOSTRO - IL FATTO QUOTIDIANO

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/05/intervista-a-un-mostro/3430995/

sabato 4 marzo 2017

DIO MIO

Ho comprato un sacchetto di caramelle sciolte: menta, limone 
e miele. Sono sconvolto. Quando sono sconvolto ho bisogno di
caramelle come un bambino o un nonnetto. La Chisciotte a
volte è irriverente, ma lo fa sempre con amore. C'è una serie
di film dedicata ai miei vicini: una coppia degna di un film di
Walt Disney: potrebbero essere i cattivi, ma in realtà sono
tenerissimi. Lui è un signore che ha una relazione ossessiva
con la propria macchina, controlla e ricontrolla la chiusura
delle porte e del bagagliaio, può andare avanti per molto
tempo, anche 20 o 30 minuti, e se piove toglie via le gocce
di pioggia dai finestrini, una goccia dopo l'altra. Lei è una
donna grassa, dalla chioma rossa, e urla, o meglio, urlava.
La frase che urlava più spesso era :"Rivoglio il mio cervello".
Poco fa l'ho vista in lacrime sulle scale con un tubo in gola.
Mi ha fatto una pietà infinita. Non avrei mai pensato di provare
amore per questa donna. "Che cosa le è successo signora?",
e lei in lacrime mi ha fatto un gesto disperato. Dio, Dio mio.





STAND BY ME

POESIA DEL RUSCELLO E DELL'AGONIA

VITALE

A me non interessa sapere se una cosa ha senso, del senso 
me ne frego. A me interessa sapere se è vitale. E lo capisco
subito se una cosa è vitale perché mi eccito. La vita me lo fa
diventare duro: è un afrodisiaco mortale. Il viagra può attendere.

venerdì 3 marzo 2017

VISIONE

Mi trovo in tasca due pensieri
e tre spiccioli, sono tentato di
fare filosofia spicciola, basta poco.
Un pensiero all'indietro, una
sosta frammentaria nel senso
delle cose, e nella tragica logica
dell'assurdo. E il gioco è fatto.
Filosofia spicciola purissima.
Cammino con la barba incolta
sotto un cielo di pioggia fine.
Anche le montagne sono lievi
se penso alle montagne, oggi.
Oggi la mente è aperta, come
spalancata. E non ho paura.
Tutto può attraversarmi oggi.
Il futuro è un'ombra, il cuore no.
Pulsa in gola. Lei è un viso.
Un viso sul confine del ricordo.
Vivere è una visione.

UNA SPESA PER FARSI COMPAGNIA

L'UOMO GIUSTO AL MOMENTO GIUSTO

Mi sento sempre l'uomo giusto al momento giusto. 
Non giusto nel senso di equo, equanime o legittimo. 
Giusto nel senso di vivo. Mi sento sempre l'uomo vivo 
nel momento giusto. Il momento giusto non è un 
momento perfetto, il momento giusto può essere 
anche sbagliato ma resta giusto perché è fatto di vita.
Quindi mi sento sempre l'uomo vivo nel momento
della vita. Ormai è chiaro a tutti: da morto sarò l'uomo
sbagliato nel momento sbagliato. Morirà un altro al
posto mio, in un'altra vita forse, ma una vita che non
sarà più mia, sarà la vita oscura di un altro uomo,
forse sbagliato, e giusto proprio perché sbagliato.
In fondo anche morire è giusto. Non c'è nulla di 

sbagliato.

giovedì 2 marzo 2017

GODARD E MAUPASSANT

DELIZIOSI INCUBI

Nei miei sogni accadono cose strane.
Stanotte mi sono svegliato scalciando
e dando pugni al materasso. Incubi mi
deliziano d'orrore. L'altra notte avevo
due buchi del culo, e venivo studiato da
eminenti scienziati, uscivano i titoli sui
giornali: L'UOMO CON DUE ANI. Anni fa
il mio cranio era una noce che veniva
frantumata da un pugno. Ho una attività
onirica fortissima, cinetica, i neuroni
scalpitano nelle tenebre, con scosse di
elettricità visionaria, la mia mente diventa
la sedia elettrica di Dio, e lo vedo friggere
fra le nuvole. Sono grato ai miei incubi.

mercoledì 1 marzo 2017

UN TOPAZIO TAGLIO FANTASIA

Non è facile. Eppure è facile. Ripensare se stessi. Incontrarsi 
su altri livelli. Tornare verso i limiti che abbiamo superato per
un moto di nostalgia. Non è facile. Eppure è facile. Prendere
un addio dimenticato in soffitta per vedere se dentro c'è ancora
un'ombra di cuore pulsante. Non è facile. Eppure è facile.
Arrivare alla resa dei conti con un fiore in mano e un sorriso.
Accarezzare le pareti dei labirinti senza per forza trovare
una via d'uscita. Non è facile. Eppure è facile. Regalare un
topazio con taglio fantasia a un collo in fuga verso l'ignoto.

RICKY TARZAN

RICKY AL PIGNETO

L'8, il 9 e il 10 marzo sarò ospite
nell'atelier di Marianna al Pigneto,
a Roma. Marianna e Donatella 
sono due amiche che vogliono
conoscermi dal vivo, incuriosite
dai miei film e dai miei scritti.
Voglio ringraziarle pubblicamente
per la loro gentilezza, e rendere
pubblico anche il mio entusiasmo,
è bellissimo suscitare una così
viva curiosità nel prossimo. La mia
attività di filmmaker mi ha regalato
conoscenze preziose che si sono
incastonate nella mia anima, parlo
di anima perché io metto l'anima
in tutto quello che faccio. E c'è
chi lo avverte. Io sono felice così.
Sono un filmmaker casalingo, e
non vengo invitato ai festival, ma
negli atelier, non vinco leoni o
palme dorate, ma vinco amicizie.
Non è meraviglioso? Sono così
felice di essere me stesso che
quasi quasi mi faccio una sega.

martedì 28 febbraio 2017

ACCADE UNA COSA STRANA

Accade una cosa strana, gli uomini non si accorgono di essere 
uomini, come le pietre che non sanno di essere pietre.
C'è una mineralizzazione della coscienza, lo stupore insito
in ogni forma di pensiero autocosciente ha lasciato il posto
a una strana forma di ipnosi indotta, e si vive come in un
sogno (o un incubo) automatico, ci sono meccanismi e non
più relazioni, abitudini e non più vertigini, e così la sorgente
abissale si è fatta rigagnolo, e l'uomo non sa più d'essere
uomo. E la fine del mondo sarà solo un inutile pleonasmo.

domenica 26 febbraio 2017

LA ROSA DEI BOSCHI E LA MICROFALLIA

L'EIACULAZIONE PRECOCE - IL FATTO QUOTIDIANO

p://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/26/eiaculazione-precoce-la-sessualita-che-si-adatta-ai-tempi-che-corrono/3417761/

sabato 25 febbraio 2017

VIAGGIO INTERIORE

IL SELFIE DELLA SCIMMIA


IL SELFIE DELLA SCIMMIA

Tre ore dal dentista con la bocca aperta, 
e ora ho 5 denti nuovi di porcellana.
Prima, nella sala d'attesa, leggo un articolo
che mi fa sorridere: un fotografo gallese
si reca in Indonesia per fotografare delle
scimmie. Posiziona la macchina fotografica
sul cavalletto, un pulsante per l'autoscatto
e se ne va. Quando torna trova i selfie
di una scimmia, ribattezzata Norutu, se
non ricordo male. Uno di questi selfie è
spettacolare, un primo piano fantastico,
scimmiescamente perfetto, un sorriso
di scimmia languido e ironico. Si apre
un processo sulla paternità della foto.
Le associazioni animaliste sostengono
che quella foto è di Norutu. Un dilemma
filosofico profondissimo, cerco di capire,
di farmi un'idea, di chi è quella foto?
Ecco, sento che sto per arrivare a una
soluzione quando l'assistente mi dice
che è il mio turno. 5 denti di porcellana
finissima mi attendono. Per sorridere.

LE COSE SENSATE

So discendere nel mio sangue
come un palombaro, e so fare
precipitare le principesse dai
castelli in aria fra le mie braccia.
So contare fino a dieci prima di
pensare, e so pensare dieci cose
prima di contare, so cucire uno
strappo per dare nuova vita agli
strappi futuri, e so meditare sulla
insensatezza delle cose sensate.

BREVIARIO QUOTIDIANO

Apri la tua mente, apri il tuo cuore, vivi
la vita con gioia sospesa. Accetta caramelle
dagli sconosciuti, prendi l'ignoto per mano,
accarezza i muri, confabula con gli alberi.
Cerca rubini dimenticati dentro i materassi.
Strizza i sogni dai cuscini e pulisci i vetri.
Se incontri un buco nero salutalo, se il tuo
precipizio personale si avvicina ai tuoi passi
fai un giro di danza e precipita con amore.

IL BACIO INSOLITO

I GRANDI TEMI

Oggi ho voglia di occuparmi dei grandi temi dell'esistenza: 
perché quando mi arrampico sugli specchi mi sento un
alpinista del mio volto ma non riesco mai ad arrivare in cima
alle mie espressioni? Perché la mia mente soffre ogni giorno
di gravidanze isteriche? Come mai quando ho un tuffo al
cuore non riesco mai a prendere la medaglia d'oro?

mercoledì 22 febbraio 2017

Pepè - Il fatto quotidiano

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/22/attimini-gatti-e-barzellette-le-cose-che-odio-anche-se-sono-nato-per-amare-ed-essere-amato/3405533/

domenica 19 febbraio 2017

TANTISSIME COSE


Spacco un capello in quattro e
mi sento forte come Ercole.
Eiaculo sulla carta millimetrata
per confondere le geometrie
della procreazione fuggitiva.
Faccio tante cose, tantissime.
Elaboro l'infinito, faccio il palo
insieme ad altri pali, scavalco
il cielo, insaporo le tigri, e vivo
al margine di ignoti splendori,
ma sempre con le scarpe lucide
e gli occhi infilzati dai sogni.

ASSURDA INTERVISTA

FRANK, DORETTA E SOFIA.

sabato 18 febbraio 2017

IL ROMPIPALLE

Di solito non sono un rompipalle, vivo e lascio vivere, ma ricordo
nitidamente le volte che sono stato rompipalle. Da piccolo
con mia mamma, volevo sempre i giochi più costosi, ai miei
tempi c'era l'Atari, un gioco elettronico che si applicava alla
tv, rompevo così tanto le palle che alla fine mi compravano
tutto i miei. Rompo ancora le palle a mamma, ora non chiedo
più l'Atari, chiedo altro, soldi soprattutto, sono maturato.
E di recente, qualche anno fa, mi feci convincere ad andare
in discoteca, c'era un tipo losco che voleva mettermi un
timbro sulla pelle, mi sono rifiutato: "Non sono il tuo bestiame,
mi spiace, niente timbro", il tipo losco si è incazzato, quasi
voleva mettermi le mani addosso, ma io non mi sono fatto
impressionare, ho opposto un netto rifiuto al timbro, e mi
sono sentito un eroe, un eroe rompipalle. Avrei voluto gridare
a tutti quei giovani in fila: "Non fatevi timbrare ragazzi, non
lasciatevi timbrare come bestie, ribellatevi". Poi mi hanno
offerto una cosa, una piccolissima pasticca, per loro era
un atto di gentilezza mettermi in mano un acido. "Grazie,
grazie, non ho bisogno di acidi per divertirmi, per divertirmi
rompo le palle, fallo anche tu ragazzo, vedrai...".

SENSAZIONALE


Ho una sensazione. Ho la sensazione di avere una sensazione.
Non so che sensazione sia, ma è comunque una sensazione.
Avere sensazioni mi sembra sensazionale, una cosa da prima
pagina. La notizia di oggi è che non sono una cazzo di pietra.
Una volta ho preso a calci un sasso, non ha detto una parola.
E si è fatto lanciare dentro una scarpata. Forse non ha detto
nulla per pietà, per compassione verso i portatori di sensazioni.

venerdì 17 febbraio 2017

LA TECNICA DELL'EIACULATORE PRECOCE

IL BOTTONE

Si è staccato un bottone dal mio cappotto. Lo conservo 
in tasca insieme alle monete. Non so usare ago e filo.
Non so attaccare le cose, mi riesce bene solo staccarle.
So staccare i fiori dai prati, ma non so riattaccarli.
La spina so staccarla e riattaccarla, è l'eccezione che
conferma i miei stacchi. Non so staccarmi dalla vita.
Un'altra eccezione che conferma la mia vita. Ah, non
ho mai staccato un assegno. Ora stacco, ciao.

giovedì 16 febbraio 2017

KANTIPUR

IO SONO RICKY FARINA


Io sono Ricky Farina. Sono un uomo
libero. Ho la libertà nel cuore.
Non dipendo da nessuno tranne che
da mammà. Lei è il mio principio e
il mio principale. Io non sogno.
Io sono un sogno. Un sogno che
si spalanca sulla realtà, su questa
infinita possibilità di vivere e morire.
Io sono un filmmaker. Faccio film.
Ogni cosa che filmo è un film.
Posso filmare un chiodo per tre ore
e farne un film. Un kolossal sul
tetano. Non ho bisogno di attori
o attrici, e me ne fotto dei produttori,
tanto ho la mamma. Per fare film
mi basta la vita, e la mia segretaria
di produzione è Dio. Che cosa
voglio di più? Niente. Godo. Godo.
Godo ad essere Ricky Farina.

mercoledì 15 febbraio 2017

INCONTRARE UN AMICO

Incontrare un amico per strada, scambiarsi 
una stretta di mano e promettersi una cena 
da fare il prima possibile, anche questo è 
credere nella vita, nonostante si viva a filo di 
vertigine.

UN CLISTERE A PORDENONE - IL FATTO QUOTIDIANO

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/15/un-clistere-si-grazie-meglio-se-a-pordenone/3392895/

COME UN SOFFIO

C'era un burro che si tagliava con un coltello, e un'aria 
pungente come uno spillo d'aria. C'erano le processioni
degli infedeli nella sacralità sferica della notte. C'era la
pelle d'oca delle oche. C'erano le candele che giocavano,
e il gioco valeva ogni candela. C'era la tomba dell'amore,
anche se gli sposi si amavano sotto lenzuola di vento.
Il mondo era cristallino, puro e tragico come un soffio.

UN PROGETTO E DUE COSE

Oggi mi sono svegliato con un 
progetto eroico: vivere.

*

Anni fa mi feci prendere dallo sconforto,
mi portò per mano a vedere le sue lande
desolate, bellissimi paesaggi umidi e lenti.
Fatevi prendere anche voi dallo sconforto
ogni tanto, anche questo è viaggiare.


*

Cetta mi ha detto che ho lo straniamento proprio dei poeti.
In effetti mi sento straniero in patria, e la mia patria sono
le stelle, ogni stella dell'universo visibile e invisibile.

martedì 14 febbraio 2017

REATO DI TORTURA

CETTA

In compagnia della scrittrice e poetessa Cetta Brancato.

lunedì 13 febbraio 2017

UNA RAGAZZA DI BRERA

L'ineffabile dolcezza di un volto.


LEI

Lei nel mio letto, fresca, appena pescata, 
boccheggiante amore, e io nella rete.

MATTINI

Ci sono mattini che non vanno via, che restano negli occhi, 
e ti viene voglia di dire "buon mattino" anche sotto la luna.

COSE APPENA FATTE

Mi sono fatto scaldare quattro pizzette.
Ne ho offerta una a una signora che mi
guardava. Ho comprato anche l'insalata
e la bresaola e la ricotta. Ho finito di
mangiare le pizzettine e ho appena fatto
del sacchettino di carta una scultura
accartocciata a futura memoria del riciclo.
Ho steso i panni nel balconcino. E ora
sto facendo un esperimento: sto versando
il latte sul pavimento per vedere se scoppio
a piangere. Niente. Che uomo insensibile.
Ci vuole ben altro per farmi piangere.
Dopo comprerò del caviale iraniano e
lo verserò nel water, chissà, magari col
caviale qualche lacrimuccia scenderà.
Confido nei 300 euro di costo. Forza Ricky.

MARIKITA

Voi sapete che mio zio è l'autore dei più grandi successi 
dei Ricchi e Poveri e di Al Bano e Romina. Stiamo parlando
degli anni Ottanta. Nel tempo zio, oltre a scrivere un musical,
è rimasto in contatto con Angelo, il biondo del trio.
Il "baffo" non c'è più, una tragedia personale lo ha segnato.
"Marikita" è appena uscita, una canzone che già si
propone come tormentone dei villaggi turistici, gli anni
di Sarà perché ti amo sono lontanissimi, il biondo e la
brunetta sono sempre arzilli, con qualche acciacco e
qualche ruga nascosta dalla luce setosa del videoclip,
però la formula del buonumore è stata confezionata
a dovere, come sempre. Voi capite, oltre ad essere fiero
di mio zio, anche io nel mio piccolo devo fargli pubblicità,
non si scherza con l'eredità, l'eredità è una cosa seria!
Dario, fai più soldi che puoi, mi raccomando. TVTB.