mercoledì 29 febbraio 2012

OGGI FACCIO FATICA

Oggi faccio fatica, faccio fatica a fare
qualsiasi cosa, anche la più banale.
Al bar non riuscivo ad aprire la bustina
di zucchero. Forse è giusto così.
Per nascondere l'amaro bisogna fare
fatica. Anche la dolcezza è un veleno.

Oggi c'è una congiura contro tutto ciò
che dovrebbe essere semplice.
Gli sms non partono, l'invio si arresta,
e devo premere -riprovare-. Perché?
Perché riprovare? Ma oggi sento che
il segreto per stare in vita è l'ostinazione.

Una sorda, cieca ostinazione che mi
spinge a dosare la respirazione, a fare
finta di nulla quando tutto si accanisce
contro ogni gesto. La vita fugge ma oggi
si è presa una pausa, e sembra ristagnare.
Solo il cuore continua la sua recita.

GIOVANNI

La portinaia del mio condominio si chiama Rosaria. " Morire a 46 anni
non è ammissibile". Voglio fare mie le sue parole. Non è ammissibile
che Giovanni sia morto a 46 anni. Non lo ammetto. Ma come faccio a
negare la sua morte? Domani ci sarà il funerale. Giovanni si è sentito
male. Un ictus. Ed è morto. Pochi giorni fa. Come faccio a negarlo?
Sento che mi resta solo un'arma: l'amore. Attraverso l'amore voglio
negare la sua morte. Non voglio ammetterla. Non voglio accettarla.
L'amore nega. Annega la morte. Un brivido, solo un brivido mi separa
da Giovanni. Solo un brivido ci separa dalla morte, e quel brivido è
l'universo. E quel brivido si chiama Amore. Domani ci sarà il funerale
di un amico. Ci sarà il dolore di Raffaella, la sua compagna. Ci sarà
il dolore di Renata, sua sorella. Ci sarà il dolore dei genitori, dei parenti.
Degli amici. E ci sarà il mio dolore. E questo dolore non voglio negarlo.
Questo no. Il dolore non voglio annegarlo. Il dolore è amore. 

PENSIERI SULLA MORTE

Non ho mai avuto la presunzione di sentirmi più vivo
di un morto.

*

Solo i morti non frequentano i morti. Chi è vivo respira
sempre con i morti. Solo i morti non amano i morti.

*

Morire è ritirarsi a vita privata senza mezzi termini.

*

La morte non fa parte della vita. La morte fa tutto
della vita.

*

Morire per dare del "tu" alla propria ombra.

*

La morte lascia sempre senza fiato, deve essere una
variante dello stupore.

venerdì 24 febbraio 2012

AFORISMA DEL GIORNO



L'amore ha qualcosa di vigliacco se è vero che vince chi fugge,
nel sesso invece vince chi viene, è molto meglio.


Ricky Farina

giovedì 23 febbraio 2012

AFORISMA DEL GIORNO



Basta con la dittatura dei nomi, se avessi un figlio lo chiamerei Nessuno.
Quasi quasi divento un alcolista, un alcolista anonimo.


Ricky Farina

KATHLENE

PENSIERO DEL GIORNO



Ho una vera adorazione per una frase che recita così:
"non si sa mai". Che delizia, che meraviglia, la scriverei 
sulla mia lapide, su tutte le lapidi, non si sa mai, la renderei 
obbligatoria tra gli atei e tra i credenti, la metterei in tutti 
i libri di scienza, la inciderei sulla carne della donna amata, 
non si sa mai, mai, mai. La vita che non si sa, mai. 



Ricky Farina

AFORISMA DEL GIORNO



Prenditi alla sprovvista, cogliti di sorpresa, prenditi alle
spalle, fatti lo sgambetto, fai di tutto per non conoscerti
a memoria, dimenticati, licenziati da te stesso. Rinasci.


Ricky Farina

UN UOMO REGOLARE

Sono un uomo regolare. Nel senso che
amo rispettare le regole. Passo col verde.
Solo col verde. Anche alle tre di notte.
Anche a notte fonda passo col verde.
Passo con la speranza, solo col verde.

Anche in amore rispetto le regole, il mio
cazzo è pubblico, ma gli atti osceni solo
nel privato, al calduccio, sotto fresche e
pulite lenzuola, senza scandali, senza la
stupida moda della trasgressione coatta.

Sono un uomo regolare. Anche da morto.
Anche da morto sarò regolare. Avrò una
cremazione impeccabile, la cenere verrà
messa nell'urna del ricordo, e se mai mi
capiterà la sventura di risorgere aspetterò

il mio turno.

mercoledì 22 febbraio 2012

L'UOMO CETRIOLO

SECONDO AFORISMA DEL GIORNO



Anche la morte è un viaggio, un viaggio vicinissimo e lontanissimo
al tempo stesso, e il suo fuso orario è difficile da quantificare.


Ricky Farina

AFORISMA DEL GIORNO



Non è uguale a se stessa la superficie. C'è una superficie
che ignora l'abisso, ed è solo increspatura di vento, e c'è una
superficie che è un traguardo, che ha attraversato il fuoco della
della terra per arrivare a scorgere la luce del sole.


Ricky Farina

UN MATERIALISTA

Il lato visibile delle cose, il nitore del mondo.
Geometrie fluide, l'oro del sole negli occhi.
Una segnaletica ortodossa per i miei passi.
E nella notte la fedele elettricità a illuminare.
A illuminare puttane, vampiri e strani poeti.

Tutto lo spirito in un morso. Apnea mentale.
Carico la rivoltella. Ogni ombra è un bersaglio.
Le mani precipitate nelle tasche. Luna acida.
Amore assassino, sangue d'agnello sulla bocca.
Sacrificare alla furia del vento il mio respiro.

Dopo l'orgia dei sogni un risveglio solido.
Un chiodo di coscienza nel muro del mattino.
Dove appendere la forma consueta dell'io.
Vestirsi con le cicatrici, fare finta di essere vivi.
E sanguinare un sorriso al primo appuntamento.
  
 

martedì 21 febbraio 2012

IL GIORNO DEI MORTI

AMORE URBANO

Nettezza, non urbana. Spirituale.
Sensi unici. Gli unici sensi che
abbiamo. E il tuo volto, icona
dell'addio, che si perde nella
folla. Di te mi resta un divieto
di sosta. Continuo la farsa delle
movenze quotidiane, recito il mio
respiro sui palcoscenici della
trasparenza. Perché a ogni incrocio
incontro la tua ombra?

UNA BELLISSIMA VACANZA


PENSIERO DEL GIORNO



Una società satura, viviamo in una società che ha abolito l'intervallo,
è stato già detto da molti intellettuali, abbiamo rimosso a tal punto
la morte che anche i tempi morti ci fanno paura, e se devi attendere
al telefono ti mettono la "musica di cortesia" per riempire lo spazio
vuoto dell'attesa. Una società così è inumana, quindi atroce.
Per quanto mi riguarda io vivo in un intervallo perpetuo. Dio mio!


Ricky Farina 

lunedì 20 febbraio 2012

UN UOMO VERO

AFORISMA DEL GIORNO



C'è poco da fare: la morte è molto più convincente della vita.
La vita ti può ingannare, ha i suoi tempi morti, mentre la morte
non ha i suoi tempi vivi, non c'è paragone, la morte stravince.
Ma io ho sempre amato i perdenti, è il mio vizio più bello.


Ricky Farina 

domenica 19 febbraio 2012

UNA DONNA STUPIDA

Era una donna stupida, l'adoravo.
Le galline hanno in sé la perfezione.
Io ero il suo uovo, ed ero sodo.

Era così sciocca che mi tremava
il sangue quando rideva, rideva
per ogni futile motivo, e l'amavo.

Non mi ha mai ammorbato l'anima
con un pensiero profondo, lei era
tutta pompini e vaghezze insensate. 

Con invincibile leggerezza passava
sulle ferite della terra, il suo ebete
candore illuminava il cielo e la carne.

Lasciava comete di rossetto nelle mie
tenebre, mi donava smalto e gioia. 
Volle essere sepolta con Chanel n°5.

Nulla di più incantevole, non trovate?

PENSIERO DEL GIORNO



Una seghetta al giorno ogni volta da una donna diversa e la serenità
sarebbe con me. Non pretendo molto in fondo. Si accettano prenotazioni.


Ricky Farina

AFORISMA DEL GIORNO



Cercava la verità in un campo per nudisti.
Cercava la nuda verità.


Ricky Farina

A PAOLA

Non so quanti anni stai per compiere, 
in fondo non è importante saperlo, 
lo vedo dal tuo sorriso e dai tuoi occhi 
che gli anni per te sono ancora una promessa, 
e le promesse, come sai, non vanno mantenute, 
ma lasciate andare libere per il mondo 
a dare coraggio e speranza agli uomini. 

IL DISSENSO DELLA VITA

sabato 18 febbraio 2012

SECONDO AFORISMA DEL GIORNO



Scavo nelle mie mattine alla ricerca dei sogni sepolti vivi. 
Li sento urlare. Chiedono aiuto. 
Mi devo spezzare le unghie per continuare a sognare.  


Ricky Farina

AFORISMA DEL GIORNO


Ho un'indole indolente. Precipito sul velluto. E ho la passione per
la cucina esistenziale. Prendo cosciotti di angoscia, li insaporisco
con la nausea, e poi faccio rosolare con burro di stupore danese,
in attesa della gioia. 

Ricky Farina

PIANGE IL TELEFONO

TI RICORDI?

Ti ricordi? Ti ricordi quando piangevo sulla tua pancia
e ti allagavo l'ombelico?

Ti ricordi quando sorridevi nell'ombra e io pescavo
fiori dalla mia carne?

Ti ricordi quando la mattina ti asciugavi i capelli e io
danzavo al suono del phon?

Ti ricordi quando abbiamo fatto l'amore nel mare di Sicilia
e io ero felice perché eri già bagnata?

Ti ricordi quando prima di precipitare nel buco dei sogni
ci abbracciavamo contro la notte e la morte?

Ti ricordi quando la mattina imburravo le tue fette biscottate
e tu posavi i tuoi piedi nudi sui miei? 

Ti ricordi quando mi hai detto addio salendo sul letto
e io ho sorriso di questa tua malizia?

Ti ricordi? Ti ricordi? Ti ricordi? 

venerdì 17 febbraio 2012

CAMICIE SU MISURA



Oggi Martha mi ha preso le misure, donna di gran classe, essere 
un uomo misurabile è commovente, sentire il suo metro sulle mie 
spalle mi ha dato la percezione della mia finitezza, e dell'infinito 
che ho dentro, avrò due camicie che mi staranno a pennello, 
non vedo l'ora. Grazie Martha e grazie a te, amico mio. 
Vi voglio bene. Ricky

QUARTO AFORISMA DEL GIORNO



I miei punti di partenza sono i vostri arrivi. Chi mi ama mi insegua.


Ricky Farina

TERZO AFORISMA DEL GIORNO



Vivere è ridicolo, proprio per questo è una tragedia.


Ricky Farina

SECONDO AFORISMA DEL GIORNO



Tra un beato e un beota c'è un confine molto labile, nel dubbio
meglio la disperazione.


Ricky Farina

IN SANTA PACE

Vivo in santa pace. Nessuno mi corre dietro.
Non devo mai scappare. Non so che cosa sia
la fretta. Ogni mattino è un sipario quieto.

Ai sensi di colpa preferisco i sensi, alla fatica
preferisco il riposo, amo le piccole idiozie, le
responsabilità non so che cosa siano, gioco.

Gioco con le ombre, con il passare del tempo.
Non vado mai controcorrente perché scorro
in letizia fra le nuvole, e gli inferni sono tiepidi.

Se mi tirano per la giacca dono la mia giacca.
Se mi suggeriscono di volare basso ne approfitto
per cogliere fiori, se mi amano mi affido all'addio.

Prendo in giro la poesia, e le faccio il verso. 

AFORISMA DEL GIORNO



Perché suona sempre come un'offesa quando mi dicono: "mi meraviglio
di te"? Se vi meraviglio dovreste essermi grati.


Ricky Farina

giovedì 16 febbraio 2012

PICCOLA TEORIA SUL SUICIDIO

Suicidarsi è bello. Questo è il fascino del suicidio.
Bisogna resistere. Resistere al fascino della bellezza.
Masturbarsi con la morte. Che meraviglia. Estasi di
confine. Entrare nel regno delle ombre con un colpo
di scena, magari un colpo di pistola, e vagare a testa
alta tra gli spiriti, con il marchio della volontà sulla
fronte. Suicidarsi è sublime. Prendere una decisione
definitiva. Farla finita con le paure, con gli orrori della
vita. Giocare d'anticipo con la polvere. Tradire il tempo.
Cucirsi un orizzonte cieco negli occhi. E non tremare più.
Suicidarsi è di una purezza quasi indecente. Invece no.
Bisogna resistere. Bisogna rinunciare a questa purezza.
E rassegnarsi. A essere utili. A servire a qualcosa. 

SECONDO AFORISMA DEL GIORNO



Cerco in me il dolore ma non lo trovo, al suo posto la smorfia di una
strana felicità, una felicità sanguinante, una felicità in lacrime.


Ricky Farina

UNA BELLA PELLE

Hai una bella pelle. Sono grato alla tua pelle.
E mi commuove. Un giorno unirò i tuoi nei
con l'inchiostro del desiderio, risolverò il rebus
dei tuoi occhi, e fra le tue cosce orizzontali
metterò le mie lettere verticali, il nostro sarà
un cruciverba particolare, sarà il Verbo in croce.
Vedimi come un amante enigmista. Enigmatico.
Hai una bella pelle. Saremo amici. Per la pelle.
Sarò il maggiordomo dei tuoi sogni, e dei tuoi
disordini. Sarò il castello di sabbia di tutte le tue
clessidre. E non temere, io ho orrore di tutte le
donne che non mi desiderano. A loro dono solo
la mia ombra da masticare, la mia ombra non vale
niente, non sazia, non ha sapore,  scompare 
nella Notte. Ma a chi mi desidera dono la mia
carne, le mie ferite, le mie voragini, gli emisferi
dell'intelligenza, e il cuore fanciullo di un mostro.  

AFORISMA DEL GIORNO



Quasi tutti vogliono essere amati per quello che sono, che idiozia, 
e che mancanza di autocritica! Io sono stufo di essere amato perché 

sono bello, intelligente e simpatico, troppo facile, non c'è gusto. 


Ricky Farina

mercoledì 15 febbraio 2012

LA BALENA IN FIAMME

SECONDO AFORISMA DEL GIORNO



La parola estraneo per me non ha senso, forse questo è 
il segreto dell'amore. Oggi ho chiesto un'informazione a 
un vigile, a parte la divisa ho pensato: "stessa carne, 
stesso sangue". Per un attimo l'ho amato, poi è tornato a 
dirigere il traffico. Ma io faccio collezione di sensi unici. 


Ricky Farina

AFORISMA DEL GIORNO



Oggi ho spostato le lancette dell'orologio avanti e indietro 
per prendere in giro il tempo, ma il tempo non ha il senso 
dell'umorismo, mi sembra che mi abbia detto 
"ride bene chi ride ultimo". 


Ricky Farina

UN ARMADIO

Un armadio. Una moglie. La moglie stravolta
sul letto disfatto. Un marito con la cravatta che
torna dal lavoro. Un amante nudo nell'armadio.
Luoghi comuni come comune è l'universo.

L'armadio è bellissimo, legno di noce, ampio,
appena lucidato, risplende al chiaro di luna. 
L'amante è meno bello, peloso, e sudato.
La moglie è bellissima, il marito è molto cornuto.

Tutto normale, tutto comune, se non fosse per
quel piccolo dettaglio che piccolo non è, il coso
dell'amante è rimasto fuori dall'armadio, enorme,
color vinaccia, bagnato, tronfio, proteico, vivo.    

IL SENSO

Accedo al senso delle cose attraverso
di te, tu mi rendi diverso, e la magia
è che mi riconosco, mille volti sono lo
stesso volto, metamorfosi immobile.

Se fuggirò tu sarai la mia fuga, l'affanno
della corsa, sarai il vento e il paesaggio,
ogni nostro bacio sarà un addio caduto
sulle labbra, fresca cicatrice dell'attimo.

Chi cerca il cielo nella carne trova sangue,
chi ha sete precipita nel vuoto, chi sente
il panico della vertigine ama la pietra, ma
noi senza paura giochiamo, e viviamo. 

Incatenati alla nostra libertà di morire.

AFORISMA DEL GIORNO



Se mi restassero sessanta secondi da vivere sono certo 
che non avrei un minuto da perdere. 
Finalmente sarei un uomo impegnato. 


Ricky Farina

PENSIERO DEL GIORNO



Il mio sogno erotico? Farmi sculacciare col succhiotto in bocca 
da una donna in vestaglia di raso, vicino a un acquario tropicale, 
con Ravel in sottofondo. Certo che ne abbiamo fatta di strada 
dall'età della pietra!


Ricky Farina

martedì 14 febbraio 2012

IL MIO SAN VALENTINO

LE ROSE

Quando ti spedisco le rose penso
alle tue cosce aperte, al tuo sangue,
quando ti spedisco le rose devi sapere
che il mio cazzo è pieno di spine.

Quando ti spedisco le rose metto
un biglietto e lo firmo così: da un
ammiratore inconoscibile, scrivere
sconosciuto mi sembrerebbe banale.

Quando ti spedisco le rose non sono
romantico, sono il contrario, sono un
porco che si è fatto un giro nella serra
della propria libidine, lo capisci vero?

LA VECCHIA

La vecchia non è vecchia. Scorgo in lei
tutte le sfumature passate. Sento il suo
odore di neonata, sento il suo riso di
bimba, il suo pianto di adolescente.

La vecchia allatta, seduce, fa l'amore
come una diavolessa, con il fuoco sulle
labbra la vecchia mi sorride, sento il
suo grido disperato, non è vecchia.

Il suo passo cadenzato è un tango che
io immagino, la sua schiena curva è la
schiena di chi cerca le pepite d'oro
di una giovinezza che ancora fa male.

La vecchia non è vecchia. La seguo, entra
in chiesa, accende una candela e prega.
La vecchia è mia madre, mia figlia, la mia
amante perduta. E prego insieme a lei.

TERZO AFORISMA DEL GIORNO



Dio non è morto ma stanco, stanchissimo, le vie del Signore
sono sfinite.


Ricky Farina 

SECONDO AFORISMA DEL GIORNO



I segreti sono sopravvalutati, ci sono evidenze
ben più misteriose.


Ricky Farina

AFORISMA DEL GIORNO



Ogni tanto bisogna alzarsi col piede sbagliato per scoprire
nuovi sentieri, e nuovi stupori.


Ricky Farina

lunedì 13 febbraio 2012

CANCRO AMORE

ALDA

ALDA, UN RITRATTO INTIMO

Molto semplicemente il mio video ritratto alla poetessa
Alda Merini si intitola Alda. Sottotitolo: un ritratto intimo.
Il primo contatto avviene tramite una lettera che spedisco,
qualche parola di presentazione, la richiesta
di fare delle riprese, e un verso che scrivo di getto...
madre rovesciata, partorita dalle tue stesse figlie,
lascio un numero di telefono e attendo una risposta.
Pochi giorni dopo ricevo una telefonata "sono Alda Merini,
ho letto i suoi versi, belli, venga a trovarmi nel
pomeriggio". Davanti alla porta del suo piccolo appartamento
sui Navigli leggo una targhetta che avverte di stare "Attenti al gatto".
Sorrido e suono il campanello. Appare una donna stupita che mi guarda
con un lampo di golosità negli occhi, "ma lei è bello, ma come fa a
essere così bello?". Dopo una prima imbarazzata risposta al suo stupore
entriamo in casa, mi fa accomodare. Lei si siede davanti a me
e mi osserva. Ho in mano una piccola videocamera,
e nella testa l'idea stramba di riprendere la poetessa
mentre fuma, senza farle dire nemmeno una parola.    
Un'idea non solo stramba: folle. Le comunico il mio
progetto filmico. E Alda Merini da donna ragionevole
rifiuta, " no, non mi va". Ricordo una sua risposta a
una studentessa universitaria che durante un incontro pubblico
le chiese il rapporto tra poesia e follia, "signorina, scrivere poesie
non c'entra nulla con la follia, è solo un atto di buonsenso". 

Dopo il rifiuto a farsi riprendere mentre fuma in silenzio
mi sento spacciato. E ora che faccio? Lei comprende e
mi viene in aiuto con queste semplici parole "accenda la videocamera,
ho voglia di parlare". Eseguo, la inquadro, e resto in attesa,
dopo qualche attimo di silenzio Alda parla. E dice delle cose meravigliose
sulla condizione del poeta "il poeta parla dall'aldilà, è questo
che non capisce la gente, il poeta parla da uno stato di morte,
e bisogna morire alle proprie volontà, ai propri desideri,
per stanare questo linguaggio che sembra un topo sepolto,
quando non è un coniglio, il famoso bianconiglio di Alice
nel paese delle meraviglie". Ogni parola è un'immagine che va
nel profondo. Lo sento. Sento che sto filmando abissi.
L'inquadratura è fissa, banale, davanti a me ho una donna spettinata,
con uno scialle sulle spalle, una sigaretta tra le dita,
ma la voce di questa donna mi dona la visione di un'anima,
è il mio film più immaginifico, più complesso, più stratificato,
è un dramma, una commedia, è horror vacui, è fantascienza domestica,
è un film storico sulle ombre, è un poliziesco sul linguaggio, è un noir
sulla solitudine, un film comico sul dolore,
forse è anche un western sulla conquista degli spazi interiori,
un duello tra il giorno e la notte, un musical sul silenzio.
E in fondo è solo un'inquadratura in un appartamento.
Alda, un ritratto intimo. 

PENSIERI DI UN MASCHILISTA RADICALE

Guardarmi allo specchio è un'estasi. Esco fuori di me
per ritornare subito a me stesso. Un circolo vizioso,
un vizio sublime che mi dona l'immagine di un fotomodello
degli abissi, un playboy dell'assoluto, un dandy dell'ignoto.
Vorrei quasi chiedermi un autografo.

*
Ho scoperto una cosa meravigliosa, le donne
che non sono attratte da me, intendo sia spiritualmente
che fisicamente, hanno l'odore classico dei cadaveri: un
odore straziante. Si tratta di una punizione divina.

*

Ho una passione meravigliosa per il mio cazzo,
se non fossi me stesso sarei omosessuale.
Punteggiatura divina, il mio cazzo è un punto esclamativo,
il punto esclamativo di Dio. 

*

Le donne sono un esercizio fisico, una palestra per
l'inconscio, la loro realtà ha il solo scopo di nutrire i
miei sogni. Sono come trampolini nella Notte. 

 *

Fare godere una donna è la cosa più banale che
un uomo possa fare. E purtroppo le donne amano
gli uomini banali. Io le rendo sante lasciandole
insoddisfatte. Con me la donna prova l'estasi
dell'incompiuto. Un piacere sublime che in poche
riescono a sentire, solo le migliori. 

*

Le donne che non sanno cucinare andrebbero surgelate.
E scongelate solo all'inferno.

*
Sono un temporale, le donne quando mi vedono si bagnano.
Quelle che tirano fuori l'ombrello sono solo
delle stronzette presuntuose. Le detesto.

*

Una donna che non sa essere superficiale non è una donna profonda.
Ogni carezza è un velo sugli abissi.

*

Con le donne, alcuni sostengono, si deve usare il bastone e la carota.
Non sono d'accordo. Perché mai sprecare una carota?  

*

Smettiamola con la sublime fandonia delle donne
complicate! Che cosa potrà mai avere di complicato
un essere che ha un appuntamento mensile con il
sangue? Per carità. Sono biologia elementare. 

*

Le donne hanno bisogno di sicurezza? E io mi diverto
come un pazzo a cucire burroni sulla loro pelle.

*

Soffrire a causa di una donna è il chiaro segno di una demenza
incipiente. Una donna è un recinto, gli uomini intelligenti
amano gli spazi profondi dove lo sguardo si perde.

*

Ogni tanto le donne sono divertenti, avete visto come
si gonfiano quando aspettano un bambino?
C'è del ridicolo nella volontà di preservare la specie umana.
La serietà consiste nell'estinzione. Partorire
dovrebbe essere illegale, non solo, anche immorale.

*

Volete immaginarvi il paradiso? Immaginate
la terra disabitata. Senza l'Uomo.

*

Partorire è un miracolo, ma un miracolo osceno.
Si tratta pur sempre di un'evacuazione. 

*

Nasciamo tutti dopo avere scontato una condanna di nove mesi,
alcuni nascono prima per buona condotta.
E una volta nati siamo in attesa dell'ergastolo della
morte. Decisamente la vita è priva di senso. Andrebbe
rivisto tutto il codice penale della cosmogonia uterina. 

*

Chi dice donna dice danno. Per le riparazioni è sufficiente
una onesta e limpida sega. Una sega non ti tradisce mai.
Ti sputa addosso ma con amore.

domenica 12 febbraio 2012

TIC TAC

AFORISMA DEL GIORNO



Ho conosciuto un cieco che non credeva ai propri occhi
ed era felice.


Ricky Farina 

LA CIPOLLA

LA TESTA

Tersa. Dai vapori di una malinconia.
Ovale puro. La mia testa esce perfetta. 
Moneta di fuoco per la mia lingua.

Testa d'ariete contro i muri del nulla.
Testa spinata di un Cristo invisibile.
Testa prometeica, scrigno di cenere.

Nel gioco mimetico delle ombre vivo.
Lancio la mia sfida contro la morte.
Metto un lievito metafisico nei vulcani.

Una bella testa, apollinea, fiore molesto. 
Testa ebbra, dionisiaca, testa capovolta.
Testa vuota, cassa di risonanza muta. 

Testa docile, indocile, crimine lucente.
Testa di sale per le mie ferite infinite.
Testa di polvere per i miei insaziati furori. 

Infernale, testa infernale, tu lo sai bene,
il paradiso è disonesto, con le sue nuvole,
i suoi angeli, anestesia di un orrore.