sabato 28 febbraio 2015

SI DICE

Si dice : bisogna sapere invecchiare, invecchiare bene.
Invecchiare bene? Ossimorica stronzata. Filosofia per
snaturati, per pensatori flaccidi che si svegliano dentro
mattini senza sole. Sapere invecchiare è da depravati.
Mai saggezza fu più mortale. E vuota. La pace dei sensi
lasciamola ai sassi. Come si può imparare a vivere senza
la vertigine dei sensi? Come si fa ad accettare la tregua?
Non voglio, anche se la fisiologia impone il suo tragitto.
Me ne fotto della natura, dei suoi comandi, dei suoi divieti.
Quando giungerà la terribile e immonda vecchiaia sarà
una lotta, userò ogni mezzo, anche la chimica, per tenere
viva in me la fornicazione. Sarà una vecchiaia illecita.
E disperata. Andrò al parco a spiare le coppiette, meglio
essere un vecchio bavoso che un vecchio sconfitto.
Continuerò a pagare le mie puttane, vera fonte di eterna
giovinezza a buon mercato, per farmi accarezzare
la pelle floscia, i testicoli malati, il cazzo lumacoso, e
vincerò il disgusto che leggerò sui loro volti, cercherò
di tramutare il disgusto in pietà. Sì, pietà per un vecchio
che vuole ancora amare, che vuole ancora godere, fino
al morso della polvere, nell'inferno tragico dei sensi.    

15 commenti:

Anonimo ha detto...

...dalla prima lettera di Berlusconi
-farinomane-

silvia silviaa ha detto...

A me fanno infinitamente pena solo le prostitute, perché se esistono di certo é solo
"grazie "a certe filosofie buontempone

RobySan ha detto...

Be'!

Anonimo ha detto...

Si dice: bisogna saper essere consapevoli, invecchiare senza angoscia e superbia di voler a tutti costi restare su un pianeta creato per il ciclico ricambio. Filosofia per sereni, per pensatori creativi che si svegliano dentro mattinate di soli rinnovati. Saper invecchiare è da spiriti quantistici. Mai saggezza fu più immortale. E piena di probabilità. La pace della mente lasciamola ai lobotomizzati della pura fisica. Come si può vivere senza la vertigine della creatività mentale e della probabilità quantistica? Come si fa ad accettare la morte spirituale prima ancora della morte fisica? Non voglio e sarebbe assurdo accettarlo a priori, perché nessuno ha prove per asserire che spiritualmente io morirò come il mio involucro. Me ne impippo dei dogmi e delle loro limitazioni mentali. Continuerò ad elaborare e predisporre miriadi di possibili probabilità. Sarà una vecchiaia creativa e propositiva. Andrò al parco e lascerò fluttuare la mente e lo spirito, se qualche giovane o anziano avrà voglia di parlare ...creeremo pensieri energetici assieme. Utilizzerò la compassione, data dalla saggezza di chi ci è già passato, per trasmettere pensieri positivi. Schiverò la pietà...parola spesso utilizzata con una connotazione negativa e di superbia. Mi fai pietà! Sei pietosa/o! Come suona male. Accetterò qualsiasi espressione trasmessa dai loro occhi ....l'importante è trasmettere fisicamente un pensiero positivo...finché potrò farlo. Poi ...forse....continuerò in altro modo che per ora non mi è dato di conoscere. Chicca ...P.s. le prostitute non sono tue....tu e tanti altri siete di loro proprietà o meglio....i vostri soldi...finché ne avrete....

RobySan ha detto...

"Saper invecchiare è da spiriti quantistici"

"La pace della mente lasciamola ai lobotomizzati della pura fisica"

"Come si può vivere senza la vertigine della creatività mentale e della probabilità quantistica?"

"...creeremo pensieri energetici assieme"

Ecco: quando sarò grande forse riuscirò a capire anche queste.

P.S.: questa volta la parola per provare di "non essere un robot" era DUBAI. Insondabili sincronie!

Anonimo ha detto...

RobySan ..non c'è molto da capire...è un invito a non angosciarsi per il tempo che passa, soprattutto del tempo che passa relativamente alla prestanza fisica sessuale e sul desiderio dei sensi. Non avere desiderio sessuale non equivale alla morte in vita. E soprattutto....amare non è necessariamente legato al sesso. La vecchiaia non è immonda ma solo una metamorfosi...una delle tante che subiamo dalla nascita. Solo che ci hanno insegnato ad averne paura ed a temerla ...quasi più della morte stessa. E queste paure rovinano spesso il godimento dell'intermezzo vitale posto tra nasciata e morte. Noi abbiamo il potere di creare il positivo ed il negativo...io preferisco propendere per il positivo senza troppe lagne e lamentele. Chicca

silvia silviaa ha detto...

Stavolta la Chicca ha ragione, perché l'amore quello vero non ha nulla a che vedere col sesso, in quanto provare un forte sentimento é una realtà assai profonda e complessa perché facoltà esclusiva dell'anima che é il centro della vita spirituale dell'uomo.

Gaetano Gigliotti ha detto...

Chicca, mi piace il tuo commento. Silvia: che sollievo.

silvia silviaa ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
silvia silviaa ha detto...
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silvia silviaa ha detto...
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silvia silviaa ha detto...

Sig. Gigliotti, son capace di comprendere ciò che é dettato dal buon senso, per questo non posso non concordare con Chicca, e dissentire fortemente dal pensiero di Farina, perché sono assolutamente convita che noi abbiamo un corpo, ma non siamo il nostro corpo e anche se il tempo passa e corrode il nostro corpo, non può corrodere la nostra anima, anzi invecchiando é come se vivessimo in un'altra lunghezza d'onda del sentire, percepire e amare, ma se togliamo l'anima, luomo non è piu uomo.Mentre in generale i vecchietti morigerati, invece per me sono fonte di ammirazione perché anche se il loro corpo si sta pian piano dissolvendo, come non notare quella bellezza nei loro occhi, la bellezza dell'anima di un anziano non ha uguali quando sono giunti allapice della saggezza , della virtù, allapice della moralità, e le loro rughe di espressione sono visibili sfumature dellanima, e tutta la loro pace dei sensi diventa quindi solo ascesi di eterna giovinezza, e paradossalmente mentre il corpo invecchia la loro anima ringiovanisce. Mentre, molto spesso vedo giovani uomini completamente corrosi, consumati dal vizio del male, dei piaceri carnali,materiali
, coi loro volti giovani ma con espressioni morte perché senz'anima, sorridenti fuori, morti o disperati dentro, praticamente morti viventi.

altrimenti presente ha detto...

.
Niente è come la giovinezza. Gli uomini di mezza età sono sotto ipoteca della vita, i vecchi si trovano nel suo ripostiglio. Ma i giovani sono i Signori della Vita. La giovinezza si trova di fronte a un regno. Ogni uomo nasce re, ma la più parte degli uomini muore in esilio, proprio come la più parte dei re.
(Oscar)
.

Anonimo ha detto...

Niente è più potente della creatività della mente opportunamente coltivata ed incentivata dall'entusiasmo mantenuto giovane. Gli esseri di mezza età sono ad una fase della vita. Gli anziani si trovano nella sala d'attesa delle partenze, per altre vite, con itinerari misteriosi. I giovani sono spesso gli ignari/illusi detentori di una fisica giovinezza ...a volte già scoraggiati da una vita che gli viene prospettata angosciante. Ogni essere nasce con delle potenzialità che spesso non vengono sfruttate. Molti seguono correnti e recitano vite prestabilite da altri, trasformando così l'intermezzo vitale in un continuo lamento senza mai predisporre/agire in base a vera coscienza/desiderio. Nasciamo senza chiederlo ....moriamo, forse e a volte, senza volerlo....ma nel mezzo abbiamo libertà di scelta...volendolo. Chicca

RobySan ha detto...

Si dice anche questo.