martedì 24 febbraio 2015

RESOCONTO DEI MIEI PASSI


Ho la camminata sprofondante, sprofondo in me stesso
a ogni passo. Faccio paura anche ai muri. Esco dalla mia
piazza, la mia piazza verde, e mi dirigo in via Marghera.
Volevo bermi un caffè ma mi è già passata la voglia.
Come siamo volubili noi esseri umani. Volubili e dissolubili.
Passo accanto a un ristorante pizzeria che si chiama
I soliti ignoti, immagini del film all'interno. Arrivo
all'angolo, vedo un supermercato, entro. Vecchi, tanti,
poi una giovane, una bionda, mi sorride perché sto
intralciando il passaggio con la mia vaghezza onirica.
Le sorrido e la lascio passare. Cerco di farmi forza e
compro un caprino light. Anche delle piccole piadine.
Piccole, davvero piccole. Una bottiglia di rosso.
Faccio la fila. E sento di avere una macchia viola nella
mente, ma nessuno, nessuno si rende conto di questa
macchia. Pago. Esco. Un euro per l'amico nero che
sosta all'uscita del supermercato. Ripasso accanto al
ristorante pizzeria I soliti ignoti, la bionda che mi aveva
sorriso è dentro, ha fatto la spesa per il ristorante. Forse
è una cameriera. Torno a casa lentamente, con le spalle
che non tengono più l'anima, ho l'anima fuori misura,
ci sono scuciture di sangue e tenebra in questa città.
Rientro a casa, scrivo, la macchia viola è sparita...

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Dovevi essere bellissimo con quella tua vaghezza onirica.
Buone le piadine?
-farinomane-

silvia silviaa ha detto...

Che bel racconto, é come se ci avessi portato con te facendoci rivivere i dolci melanconici passi della solitudine della solitudine di un uomo.Grazie per condividere sprazi della tua vita, sacra per ciascuno di noi.

rickyfarina ha detto...


Le piadine ancora non le ho toccate.