venerdì 13 febbraio 2015

IL MIO PICCOLO DONO

13 commenti:

silvia silviaa ha detto...
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silvia silviaa ha detto...

Premesso che per me banale no vuol dire volgare, visto che Farina si spinge oltre inconsapevolmente , invece considero la banalità un luogo dove possiamo trovare la verità, in fondo anche la pioggia o il sole sono banali perché sempre uguali perché si ripetono ogni giorno, senza per questo non riconoscere la straordinarietà e il fascino che hanno, perché infondo la verita é estrema semplicità ma, allo stesso tempo, complessità, senza con ciò sminuire l'originalità fondamentale per il progresso umano. Credo che proprio nelle banalità apparenti quotidiane possono abitare quelle grandi missioni che possono innalzare la dignità degli uomini.

riccardofarina69 ha detto...

Sottoscrivo ogni parola.

Anonimo ha detto...

Tidicosonofelicebaciami

silvia silviaa ha detto...

:)

rickyfarina ha detto...


Ti bacio solo se mi dici quanti denti hai!!!

altrimenti presente ha detto...

I piaceri semplici sono l'ultimo rifugio di un anima complessa.
(Oscar)

silvia silviaa ha detto...
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silvia silviaa ha detto...
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Anonimo ha detto...

...questo dono non mi è nuovo.
Beh...per sentirmi viva oggi mi sgranchirò un po' le ossa
-farinomane-

silvia silviaa ha detto...

Cmq, giusto per rispondere alla domanda di Farina cosa fanno i suoi fans per sentirsi vivi, io per sentirmi viva adesso vado a studiare, visto che altrimenti ci sarà una professoressa a farmi sentire morta, e cmqé nellazione che il nostro corpo produce neurotrasmettitori ed energia, per pensare e sentirci vivi, altrimenti tutto si ferma.E a proposito di Leonardo, beato Farina che é di Milano, una citta che nasconde tantisdimi tesori, come l'ultima cena a S. Maria delle Grazie. Leonardo era prima un intellettuale, un pensatore che riusciva attraverso il dono dell'arte davvero a realizzare concetti, pensieri in opere d'arte, visibili, materiali.

Anonimo ha detto...

"Solo gli specchi non possono far a meno di riflettere" (Ottone Erminio)

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(Scrivo di getto) - Per sentirmi vivo inveisco interiormente contro i miei accidenti particolari... poi penso che i miei accidenti particolari siano solo espressione di accidenti generali... e qui capisco che è inutile inveire perché è tutto più grande di me... cioè mi consolo pensando che ci sia una legge superiore... ma so che una legge superiore non c'è: e allora inveisco contro tutti quei parasoggettivismi che mi facevan pensare (bla-bla-bla)... ma poi capisco che è tutto inutile... cerco di guardare San Remo... ma dopo 10 secondi inizio a capire che è meglio fare un giro... faccio un giro a piedi svuotando il cervello di tutto... non pensare... non esserci... un occhio vuoto nella notte che vuole dimenticare... tutto questo io lo chiamo anche: "clistere mentale"... faccio così per ricordarmi che è anche salute svuotarsi di tutta la merda che ci è diuturnamente sospinta nel cervello...

Del resto la poesia mi piace - in genere - proprio perché - anche Lei - è per me un piccolo "clistere mentale" (passeggiato da fermo)... la poesia mi sposta per un attimo i paraocchi del quotidiano... che mi fanno rigare dritto da "bravo bambino"... carino... ricco di tanto furore asinino...
i-o-i-o-i-ooo...................

a riguardo consiglio questo video:
https://www.youtube.com/watch?v=jgCInQOihwI

Luca

Gaetano Gigliotti ha detto...

Luca: grazie, bel commento e grande Poli.