domenica 26 aprile 2015

GIOCO DI ME

Spesso e volentieri vado a spasso e volentieri.
Spasseggio per il mondo dato che siamo tutti
di spassaggio, e quando mi sento isolato faccio
il giro di me stesso, il giro dell'isolato. Ok, ok,
ammatto di essere metto, o meglio: ammetto di
essere matto. Ammissione che è una missione
di consapevolezza. Consapevolizzarmi nella follia
per donare al mondo la parte più lucida di me.
Quella che spolvero ogni giorno : i testicoli.
Testicolarizzazione dell'universo, un sano proposito.
Fecondare buchi neri. Non ho mai fatto una
dichiarazione d'amore, il rischio è fare dell'amore
una burocrazia, una burocrazia letale, mentre
i soli baci veri sono quelli rubati, non quelli legali,
così almeno sosteneva Maupassant, e anche io
che non sono matto come lui, ma lo vorrei tanto.
Mi prendo gioco di me stesso perché sono serio,
talmente serio che le dentiere quando mi avvistano
corrono a nascondersi nelle bocche dei bambini.
La mia finitudine non mi fa paura ma c'è un
sentore di macelleria equina nei galoppamenti
effimeri della mortalità. Vuoi uccidermi? Ecco
che cosa devi fare : sbriciola del polistirolo vicino
alla mie orecchie. E alla fine della tortura odierò
anche le stelle, e i fiori decapitati. Dal vento.

1 commento:

RobySan ha detto...

Bene, direi.

La "testicolarizzazione dell'universo" è, più volgarmente, il "coglionamento dell'universo"?

P.S.: mai sbriciolerei del polistirolo vicino alle tue orecchie. Ho riguardo, io.

"...talmente serio che le dentiere quando mi avvistano
corrono a nascondersi nelle bocche dei bambini."

" E alla fine della tortura odierò
anche le stelle, e i fiori decapitati. Dal vento."

Bene, bene!