venerdì 24 agosto 2018

L'INTELLIGENZA DI MEDEA (su Arrabal)

Mi sono documentata, sia pur in maniera superficiale e wikipediesca, sulla patafisica. La definizione dice che è la "scienza delle soluzioni immaginarie", ma questa soluzioni riguardano "ciò che è vicino a ciò che è dopo la fisica". Ora, tomi e tomi di filosofia, che, dopo Platone e Aristotele, potevamo anche risparmiarci per amore dei nostri neuroni, ci hanno saputo dire che "ciò che è dopo la fisica", vale a dire la metafisica, riguarda Dio, l'Assoluto, l'Archè, l'Inspiegabile, nelle sue varianti teoriche, di nomenclatura, ma invariato nella sostanza di ciò che vuole significare. 
Premesso ciò, l'etimologia stessa di patafisica mi è parsa talmente fantasiosa, imperfetta e simpatica, che Arrabal mi è apparso come una specie di folletto. Le inquadrature iniziali che il regista ci ha regalato sono assai ruffiane, nel senso che sono una vera a propria captatio benevolentiae:"Guardate che paesaggio, guardate che cristalli: potete non vedere un film tanto patafisico?". E meno male che ci siamo fidati, perchè Arrabal è un folletto per davvero, è uno che esalta con le sue parole un'identità nella diversità, è uno che il fenomeno lo frantuma e, quindi, lascia, ben volentieri, Kant alla sua legge morale ed è contento di strappargli, con lealtà, un gran bello scampolo di cielo stellato. I suoi incontri sono esilaranti, non un muso lungo, non un'indisponenza: che bella che è l'umanità!
A vedere questo film ci si dimentica per un pò degli indecorosi selfie di Salvini e, anche solo per questo, è un capolavoro.
Ha un pò il piglio alla Silvano Agosti, un pò predicatore, un pò giullare e tu sei sempre lì a chiederti se fa sul serio oppure no. Del resto, sembra che la patafisica si nutra del "rifiuto di ciò che è serio e di ciò che non lo è", perciò la patafisica è Arrabal, con le sue rane, i suoi leoni, i suoi svedesi e il suo francospagnolo. Non so se ho compreso il messaggio di Arrabal, ma credo che voglia dirci che possiamo vedere tutto in ogni cosa, che il soggetto che sente è il centro del suo sentire e che questo renda l'uomo pura altezza e pura sapienza. In questo c'è un che di filantropia che adoro. 

Come sempre, riesci a mettere benzina sui miei fuochi, più imparo e meglio sto, perciò ti ringrazio tanto, infinitamente, immensamente.

2 commenti:

Davide ha detto...

Chissà se la patafisica può funzionare per risolvere il problema dei migranti, nel prevenire disastri come quello di Genova, contro le varie ingiustizie che ammorbano il mondo. Sarebbe bello. Arrabal come primo ministro, sai le risate! Da piangere dalle risate...sul serio.

Beato chi si può permettere un completo distacco dalla realtà.

Anonimo ha detto...

Ci vuole poco, anche lo schizzo di un piccione è meglio di un selfie di Salvini e l'intelligenza richiamata nel titolo è la soluzione immaginaria, patafisica, che alimenta l'ego "patafico" del blogger e irrora di benzina i fuochi (fatui?) di una commentatrice pubblicata in seconda battuta per meriti di cortigianeria.
09:44