sabato 5 dicembre 2020

FIDEL E GLI OSPEDALI RIGURGITANTI

Penso sia la chiacchierona di Chicca che ha lasciato le solite lenzuolate logorroiche
filo salviniane, se non è lei è sempre una che "chiccheggia" o uno, chissà...
Castro è un mito, lui e il Che hanno fatto una vita straordinaria e cose straordinarie,
con coraggio infinito, non sarà certo una logoChicca a mettere in discussione tutto
ciò. Detto questo: un liberale come me non può certo guardare con favore alla
repressione nei confronti dei gay, per esempio. E su quel campo nessuno sconto,
ma sempre rispettando il glorioso passato del combattente. Stesso discorso vale per
il comandante Pesce: eroe della Resistenza, insieme a Onorina Brambilla.

A certa gente (gentaccia) non entra in testa che questa pandemia fa scoppiare
gli ospedali. E l'espressione va intesa in senso letterale e letale.
Questa è la sua peculiarità: intasa. Come se vi uscisse troppa merda dal culo
in un giorno solo. Troppa merda dal culo proprio in casa vostra.
Andate sul cesso e vi esce una quintalata di merda dal vostro culo avvizzito.
Allora bisogna correre ai ripari, altrimenti annegate nella vostra stessa merda.
E non c'entra proprio nulla che ci siano altre dissenterie simili alla vostra.
Conta solo la vostra puzzolente merda che vi esce a quintalate dal culo.
Dal vostro culo avvizzito. E gli ospedali si intasano della vostra merda.
E noi non vogliamo intasare gli ospedali, vero? Devono restare dei luoghi
razionali, puliti, organizzati, efficaci, funzionali. Perché intanto la vostra
merda è uscita dalle finestre ed è arrivata dentro gli ospedali, dentro il bianco
degli ospedali, e noi vogliamo che il bianco resti bianco, le vostre sgommate
di merda non le vogliamo, nessuno le vuole. Allora la gentaccia deve capire
che questa è la peculiarità di questo COVID, e quindi si metta la mascherina
sul viso e un bel tappo di sughero nel culo e preghi che arrivi presto un
vaccino contro la merda dilagante.

Saluti, imbecilli.

3 commenti:

marti64 ha detto...

Cè ancora gente che vuole cavarsela a scapito degli altri invece di pensare che siamo
sulla stessa barca, è gentaccia perchè non pensa al bene comune

Davide ha detto...


Chi ti credi di essere? l'indiano di Qualcuno volò sul nido del cuculo.
Chiedilo al tuo amico Monti come mai non reggono gli ospedali.
Sono anni che progettano sta farsa e il bello deve ancora venire, vedrai che 2021!
A proposito di vaccino, che ne pensi del fatto che già mettoni le mani avanti annunciando che i vaccinati potranno contagiare ancora? E dei governi che assicurano l'impunità alle case farmaceutiche dagli effetti collaterali delle punturine magiche?
Mi dispiace tanto, ma non è assolutamente vero il detto che la pecora più legge e più diventa nera.
Un giono ti sarà chiaro te lo assicuro, in fondo sei o no un genio?
Esci però da quella lampada porca puttana, non è la caverna di Platone.
Quarda che in realtà rischi di finire come Jack Nicholson testone!

{grazie Anonimo per il "pezzo di pane" è forse l'unico complimento a cui tengo veramente}

Anonimo ha detto...

Per l’Arte si è parlato di passione interiore, di impulso irrefrenabile, dell’artista che non può esimersi dall’esprimersi. Ecco io quell’input che non riesco a sopprimere è quello di “avvisare, informare”, di portare a conoscenza della persona che per vari motivi “non sa” gli altri lati della verità. Non mi interessa avere consensi, io “sento” che devo invitare ad “informarsi” per farsi una propria idea su ciò che viene spacciato per Credo infallibile in modo che sia più consapevole per qualsiasi scelta vorrà adottare. Intanto il mio ospedale, nonostante la pandemia gridata, è stato tenuto Covid Free. Poteva accogliere pazienti a rischio e liberare ospedali intasati. Ma non è stato fatto, a discrezione della Sanità.
“È il bisogno di offrire una base di conforto a chi si avvia verso una ineluttabile fine; è la nostalgia di varcare le soglie dell’avvilente impotenza professionale malamente coperta da ambigue affermazioni e futuristiche immaginarie promesse, intanto che l’umanità soffre, piange e muore” per me questo è ciò che considero la rappresentazione di un Poeta umano, un ricercatore, uno scienziato e soprattutto un medico, sono le parole di Luigi Di Bella.