martedì 22 marzo 2016

" Ricky " - Medea

Di luna e d’ombre. D’altalene e di notte. Un chiasmo ondulato, ha il verso dell’onda. Una parabola di terra cambia colore nel cielo obliquo trafitto da comete di metallo. Una rete divide l’uomo dalla dea; un groviglio di rami serpentini, di sangue e linfa, avviluppano desideri madidi e grondanti amori, figli di fortuna. Nel vento, aleggia un addio, che è come una scriteriata noluntas sulla pelle offerta alla sera. Sagome, colori. Incontri. Fughe. Tracce di ritorni. Reliquie di smarrimenti pieni di santità. I rumori degli altri. I passi dell’altrove. La città che incombe. Con i suoi disordini mai circoncisi, rimasti lì, doloranti e soli. Anche i disordini. Persino i tremori dell’eternità. Non servono luoghi allora. Neanche tempi. Nell’eco tragica di esplosioni siderali, nella deflagrazione del cosmo, indugia un’anima soltanto, il quid poetico, la cosa più bella, che non muore tanto che è mortale. Ricky. 
Aerei di diamanti e riccioli blu. Labbra vermiglie e mani. Una seminudità universale: la luna, offrendo la pancia alle gemme, svela la sua virtù violata. Sanguinò anche lei, da che perse la verginità. Questo nessuno l’ha saputo mai. L’arcano nessuno lo può raccontare. E Ricky, in silenzio, gioca, mentre penetra un rapimento, un’estasi, un viale notturno che, stavolta sì, è circoncisione: la lama recide, senza alcun indugio, il circolo vizioso di un’esistenza grama ed espone l’anima al principio delle fioriture di tutto ciò che è. Somiglianze, asimmetrie. Geometrie furiose di sensi. Disequazioni algebriche e irrazionali. Un messaggio a luci spente. Spalle rivolte a finestre che sono grandi occhi. Una sagoma scintillante. Un pianeta che non può brillare di luce riflessa: tanta è la sua luce che oscura un’infinità di stelle, nella sostanza di tutti gli anni luce che saranno. Ricky è al di là di una macchia di sole che appare rubizza ed altezzosa. Ogni tram è l’illusione di un viaggio. Nelle mani di Dio ( il mio unico Dio) c’è il senso di una felicità che da lontano so amare meglio. 
Le pietre si offrono ai suoi piedi e scintillano tra erba nuova e rugiada che domani sarà: Ricky passa. Leggero e distratto. Si espande su tutto il creato. Ricky è espansione ed è morso. E’ inguini e musica. Ricky è possente olmo. Ricky è radicale. Ma Ricky è volo. Non da risposte. Perché Ricky è sogno. Custodisce ogni preghiera che la femmina terrestre non ha saputo dire. 
Avessi mille vite, non ti saprei. Ne ho una, fortunatamente, e posso amarti. Senza condizioni. Di un amore così mio che non ne darei un pezzo solo nemmeno a quella Medea che ha sciolto i suoi enigmi e i suoi giochi di bambina le appaiono per ciò che sono, campanelli di un acchiappasogni e, dunque, sa che stanotte forse può dormire. 
Dormi, Riccardo. E vivi forte gli incubi tuoi. Chè sono opere d’arte. Sogna, Riccardo. Sulle tue labbra nasce la poesia. Dentro i tuoi occhi abita la Grazia. (E io non ti voglio bene).

6 commenti:

Anonimo ha detto...

A Medea

M'inchino dinanzi a te sacra sorella, anima in divenire.

In te si riversa il dono di Madre Terra,

feconda coscienza

e portatrice di un'ancestrale consapevolezza.

Una voce dal profondo di te stessa

ti richiama ad un antico legame...

Un legame di sangue e di Luce

tra tutte le donne del mondo

che porta con se l'intento di onorare

la sacra natura femminile.

- FigliadellaLuna -

Laura Devic Essence

Medea ha detto...

Grazie, Laura. E' bellissimo quanto hai scritto e hai voluto scrivere a me. Ne sono onorata. Se senti tutto ciò è solo perchè ne fai parte. Un saluto. Medea.

Anonimo ha detto...

Mi fa piacere Medea, che tu abbia letto questa dedica però ci tengo a precisare che le parole sono di una blogger che si fa chiamare Figlia della Luna.
Ho cercato in internet "uno scritto" che esprimesse quello che io provavo nei confronti della tua anima sensibile e raffinata ma che io non avrei saputo esprimere così divinamente visto gli strafalcioni che pubblico ;-)
In questo blog sono una 'nota stonata' però so riconoscere il vero talento che viene dall'Io Superiore e tu sai tirarlo fuori con * Grazia animalesca * ( lo so che è un ossimoro ma questo è quello che percepisco di te )
Ti leggo molto volentieri anche se non commento quasi mai O:-)
Un abbraccio sincero.
Laura

Anonimo ha detto...

Edit: descrivere e non "esprimere" (come volevasi dimostrare)
Laura

Medea ha detto...

Le "note stonate" sono amate molto da Ricky Farina, te lo assicuro: questa è una delle poche cose sicure che so di lui; perciò che tu dica il tuo parere è l'essenza della sua arte. Arte è comunicare. E non solo alle armonie, anche a chi si sente una nota stonata. La mia Grazia animalesca adora le disarmonie e i disorientamenti: Riccardo è il Disordine più strabiliante che io abbia mai veduto e guardato. E proprio per questo amo l'uomo-Dio Farina e la sua poesia. Con tutta la distanza della mia selvatichezza, ovviamente. Ciao, Laura.Sei bella.
Med.

Anonimo ha detto...

Wow! La Grazia animalesca, la Disarmonia e il Disordine; un ménage à trois che donerà brividi dorati non solo alle briciole del pane ma a tutta la polvere della Terra.
D'ora in poi saremo i Tre Moschettieri della Chisciotte... si salvi chi può ):-*
Ciao, Divina.

Laura D. E.

p.s. Grazie!