lunedì 23 aprile 2012

FIL ROUGE

2 commenti:

avorio ha detto...

Arte rossa. come sempre emozioni, ancor più intense, forse. occhio che taglia il mondo. fissità vagante, condotta dal colore. e quelle scale mobili che nel finale tagliano, tagliano, tagliano...

Medea ha detto...

Il rosso anticipa reti, lame, coltelli. Trionfi che portano a morte. Il rosso della passione del Cristo; il rosso delle passioni degli uomini. Il rosso dei crismi peccaminosi. Delle lingue sanguinanti e dei morsi. Le luci intermittenti pulsano come le allucinazioni dei disperati: forse quelle dei moribondi. Una sbarra che impone l'attesa: "Aspettare stanca"; una corda che proibisce il passaggio: deviare è subdolo; un ombrello che impedisce la caduta: obbedire è bugia. La pioggia cade e invade. Ha fretta la pioggia. Deve cadere. E penetrare. "A goccioloni lenti" fin nelle cavità labirintiche di una madre che custodisce, nel buio, un feto mostruoso. Vedere il mattino è traumatico. E allora scorrono i sogni. Come un meccanismo martellante. Che gira. E macina. Ogni passaggio è la lama di una ghigliottina che decapita. O forse è solo l'incedere facile dei passi. Attraverso le inquietudini e le quotidiane frenetiche corse fino ai soliti vicoli ciechi.
Da 1.26 a 1.39 è il tremore: un enigma rosso. Un responso incredibilmente intricato. Batte quell'acqua. Sul sangue rosso dell'artificio che imita il fuoco. Gli uomini hanno vinto l'acqua: non è più antidoto al veleno bollente. Rosso. Stop. "Amore": alt! Sangue: stop. Stanca. Aspettare stanca. E si aspetta. Perchè "quel pallino verde per noi è rosso". Amen.

Alle immagini mi inchino. Alla significazione maledico. Alla verità tremo. All'inganno grido. Al cambiamento gemo.