giovedì 19 aprile 2012

FERMATA FANTASMA

1 commento:

Medea ha detto...

Gli alberi sono grandi mani. Che a volte ci innalzano a cime sublimi. Altre volte incombono su di noi, sui nostri pensieri e li comprimono. Come un bambino attratto dai cartelloni pubblicitari sorridenti, come un disperato attratto dall'anonimato di un mondo nel quale non c'è possibilità di perdersi, Ricky Farina vaga. C'è piuttosto la possibilità di perdere i sensi. Piuttosto.
La "fermata fantasma" allora è la dimora delle ombre. E' lì che tutte le nostre ombre passano. Si fermano e ricominciano il loro vagare errabondo. Rapiti dall'ignoto. Un ignoto che ha perso il suo fascino. E si chiama solo silenzio forzato. O condanna alla solitudine. Tutto ciò che è scelta, ora pare costrizione.
A 1.07 è come un tremito. Musica e foglie. Quel ramo, sopravvissuto agli inv(f)erni, è scosso da una musica che è la vibrazione delle anime. Un montaggio struggente. Una luce fredda, che per contrasto mi fa pensare alla luce della maggior parte dei film di Farina. Per contrasto. Piuttosto.
E' tutto morto. Ovunque gemono fantasmi... Come se i fantasmi potessero partecipare del gemito della carne e dell'anima!
Ma in quello scuotersi di foglie e di musica feroce è l'anima tutta di un Titano. Che non muore. E' la poesia dell'uomo che patisce sè stesso. E ama.
Sei nato per rubare il tremore alla natura e darlo agli uomini. Anche per questo. Alla faccia della "fase poco ispirata". Ti sei perso nel vento. E... meno male, ti ho sempre preso alla lettera, Riccardo.