martedì 14 settembre 2021

DIECI POESIE BREVI

Lei era bellissima, anche le sue mutandine sul lampadario
erano bellissime. Tutte fulminate.

*

Stringimi. Stringimi un'ultima volta.
Poi sali pure su quel taxi.
E portati via tutto, tra il tassametro
e l'addio.

*

Non c'è pace oggi sul mio cuscino. Un incubo è rimasto
tra le pieghe, lo sento gemere e piangere, lui sa di essere
un sogno, ma tutti lo chiamano: incubo.

*

Una colazione non è colazione se non mi chiami dalla macchina
per darmi un saluto veloce, mentre vai al lavoro, nel traffico
della routine. Buon lavoro amore, io torno a letto, a sognarti.

*

Vivo ai margini, margini concentrici.
Ed è il mio splendore di niente.
Mentre l'universo medita buchi neri.

*

Un passo verso di te, e poi un altro.
La cadenza dell'ineluttabile.

*

Quel bambino che corre nella sua infanzia di bollicine,
sa di essere una coppetta di champagne?

*

Fragile è il mattino, più fragile di un sogno.
Eppure ogni nostro risveglio è infrangibile.

*

Memoria è l'oblio organizzato
delle nostre cicatrici.

Una per te, una per me.
Democrazia del dolore.

*

Chiedimi ancora perché ti amo, troverò
ogni giorno nuove risposte.

La risposta di oggi è: ti amo perché
il rubinetto della cucina perde.

Goccia dopo goccia ti amo.


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