domenica 7 marzo 2021

POESIA MENTRE ETHEL SI FA LA DOCCIA

Mentre Ethel si fa la doccia io sto davanti al computer
a scrivere, e magari scrivo pure una poesia o qualcosa
di simile, perché non sono nella doccia con Ethel? Vi
state chiedendo questo? Eh, sono timido, timido, timido,
e ho paura di spaventarla col panama sbrindellato e il
mio ciondolo svenuto...ma sono cose da dirsi queste?
Ricky, vuoi smetterla di mettere in piazza la tua e la
sua intimità? Ma è una piazza virtuale! E allora? Peggio.
Ma è un'intimità virtuale! Va bene, ma vuoi scriverla
questa poesia o no? Così, senza nemmeno una rima o
una struttura a sonetto? Io scrivo poesie a cazzo di cane.
Ma così sono buoni tutti. Beh, buon per tutti. Cazzo me
frega? Ethel vuole camminare fino al cimitero monumentale,
e poi mangiare qualcosa al volo nel quartiere cinese.
La morte è minimale, il cimitero monumentale.
E'un cimitero fatto per i vivi, non per i morti. Come tutti
i cimiteri, del resto. Camminare, camminare è bello.
Mi tengo la mascherina in mano perché mi si appannano
gli occhiali, ma se qualcuno si avvicina o mi sfiora
io la metto sul viso, come una maschera d'ossigeno.
Ethel ora si sta lavando i denti, ed è quasi dietro le mie
spalle, mi sta guardando, ha la schiuma sulle labbra,
schiuma di dentifricio, ora si è voltata e si sta guardando
allo specchio. E'una bella giornata di sole, non c'è
che dire. Proprio una bella giornata di sole, non ci sono
ombre dentro di me, mi sento vuoto, puro, lindo.
E'una forma di demenza la felicità. Beato è beota. 
Niente riesce a impensierirmi in questo momento, e
sto anche ascoltando Bach, mi sento come un involtino
primavera nel culo dell'universo. E friggo di piacere.

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