giovedì 11 giugno 2020

DINANZI A UN CADAVERE

Quando abbandoneremo la parte inutile e decorativa del
nostro essere?
Quando ci avvicineremo con fervore alla nostra essenza,
Dividendo il nostro povero pane con l'Ospite
Che sta nel cielo e sta accanto a noi?

Perché aspettare la morte per avere conoscenza di noi...
In piena vita dobbiamo presentarci a noi stessi.
Ancora adesso queste corone, queste scritte, questi fiori
Impediscono di vedere il morto nella sua verità.

Stendete su una tavola l'uomo nudo e definitivo.
E restituitelo alfine alla sua solitudine promessa.

                                                        Murilo Mendes


(RIFLESSIONE di R.F.)

Non riusciamo mai a raggiungerci veramente in questa vita,
non riusciamo mai a cogliere la nostra vera essenza, sempre
distratti da qualcosa, distratti dal nostro corpo che è una decorazione
del nostro essere e non il nostro vero essere, distratti da una
infinità di eventi e di inganni, viviamo senza verità, mettendo
la verità sotto il tappeto, insieme alla polvere, Dio è un
ospite al quale non diamo ascolto, un ospite che lasciamo senza
attenzioni, continuando a rimandare i nostri doveri di ospitalità,
così il nostro passaggio su questa terra rischia di essere solo
una vana rappresentazione di vacuità e sciocchezze, e nemmeno
la vista di un cadavere ha il potere di restituirci alla verità,
il cadavere viene anche lui "distratto" attraverso i fiori, le scritte,
i riti, lo "evitiamo" anche quando è davanti a noi in tutto il
suo oscuro splendore placentare...ma il poeta ci chiede di
avere finalmente coraggio e di liberare il cadavere, di vederlo
finalmente senza paure, senza inganni, nella sua radicale
nudità, nel suo spavento sorgivo, e finalmente di vedere noi
stessi, la nostra muta verità gemellare, fraterna al cadavere,
senza infingimenti, e di cogliere nella solitudine l'avvento di
una promessa: la morte come compimento e rivelazione.


11 commenti:

Anonimo ha detto...

Che ne sai tu del dolore dei parenti che hanno perso i loro cari.
Dell'indifferenza che hanno ricevuto i pazienti abbandonati dall'emergenza.
I molti anziani lasciati soli col proprio dolore ad affrontare la loro sconfitta con la morte.
Tu parli di cadaveri freddi, senza anima, infame massone.
Tu non provi dei sentimenti sinceri, ti bei di te stesso, ascolti solo te stesso, in quanto preso da te stesso.
E' facile parlare quando i soldi non si guadagnano per se e per gli altri.
Quando qualcuno pensa a te, dimostrando con quel gesto amore.
Tu non ami, perchè non sei in grado di percepire l'anima degli altri.
Non vuoi leggere fino in fondo quello che ti vogliono esprimere.
Tu dimostri disprezzo, non amando. Amore è ascoltare gli altri.
Non leggere, senza saper leggere.
Non avere l'intelligenza, senza saperla utilizzare.
Non giudicando gli altri, per non essere a tua volta giudicato.
Tu scrivi senza pensare a quello che scrivi.
Questa è l'essenza di rickyfarina.


riccardofarina69 ha detto...

E tu chi sei? Stocazzo? Massone? Ma di che cosa blateri nullità anonima?

riccardofarina69 ha detto...

Resta in argomento se ci riesci, verme. E scrivi una riflessione sulla poesia. Sempre a pisciare fuori.

attimiespazi ha detto...

bellissimo post. in tutta la sua interezza.

caro Ricky,
ho sempre pensato che alla base delle brutture che vediamo e leggiamo,
ci sia l'allontanamento dalla coscienza del proprio vero sé,
e la mancata o la difficoltà primaria nel percepire
l'assenza di peso di tutte le cose.
forse è una specie di addormentamento, un'eclissi volontaria;
per mancanza di coraggio,
per limiti nel sentire interiore del singolo,
o perché si sceglie di nutrire solo la logica,
che funge da rassicurazione allo smarrimento
che inconsciamente il pensiero afferra,
tralasciando e affamando l'altra parte profonda dell'essere.
penetrare il sensibile per congiungerlo all'essenza, è un compito che esige
profondità e movimento di pensiero. una strada ardua, che amplifica la coscienza,
e che pochi riescono a percorrere con quella leggerezza necessaria e dolorosa,
che io chiamo negazione di sé.
chi risorge dal pensiero va incontro all'essenza.
chi ancora dorme la smarrisce..

.attimi

Anonimo ha detto...

14:24 Sono la tua anonima coscienza, quella che celebra immantinente tutti i grandi maestri massoni al potere.
Miserrimo pidocchioso di un parruccato! Il tuo inganno avrà vita breve!

Anonimo ha detto...

Wow, bel post. Degno commento di Attimi. Mi associo.

riccardofarina69 ha detto...

Bella la poesia, vero? È un poeta brasiliano da approfondire. Grazie Attimi.

marti64 ha detto...

Un post che merita, attimi sempre stupenda

Anonimo ha detto...

La poesia di Murilo Mendes, mi è piaciuta.
Le lodi elettive alla necrofilia di farina, proprio per niente.
A lui piacciono i cadaveri.
A me piacciono i vivi.

Anonimo ha detto...

22:53, come a lu solit' nun c'hai capit' nu cazz'nculo

Anonimo ha detto...

23:00 c'hai capit' tu, chiavica