lunedì 28 dicembre 2015

CARAMELLATA

Guardo fuori dalla finestra, c'è il candelabro rosso con la cera
di una notte mai vissuta, e oltre il candelabro il traffico di una
mattina di dicembre che prende forma tra i rami spogli.
Brina, foschia, freddo, un trittico che seduce e ti fa amare i
caloriferi di casa. Il tepore di avere un'anima domestica.
Pigiama, pantofole, caffellatte, ed è quasi felicità, intima e
universale, con i sogni ancora freschi di strage che sanguinano
sulle ciglia illese. La vita, abbagliante enigma, il vero social,
quello che ti fa vomitare, inseminare, e detergere i vetri prima
del saluto finale. Non siamo tutti sulla stessa barca, non è
vero. Siamo già in fondo all'abisso. E se le lampadine non
sono ancora tutte fulminate questo non farà ritardare
il temporale. C'è uno spazio elettrico, e uno spazio interiore.
C'è l'inevitabile, e c'è il sospiro delle cose ancora possibili.
L'ombra è caramellata. Senza speranza c'è più gioia.

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