martedì 17 marzo 2015

METAPOESIA ZANARDIANA


Eccomi, sono una poesia, sono nuda e
folle, e sono tutta per voi, potete fare di
me quello che volete, potete ascoltarmi
con amore o indifferenza, poco importa,
resto una poesia, una poesia per voi, per
i vostri giorni di quiete o di rancore, per
la vostra anima indolente, per il vostro
spirito di battaglia, potete anche ridere
di me, ridere dei miei versi liberi, dei miei
versi prigionieri, potete persino deridere
la mia forma che è diletto di un dilettante,
ma resto una poesia perché conosco
i sentieri del vento e seguo l'ispirazione
come una cagna fedele, affamata di un
gesto, una carezza, uno sguardo d'amore.
Mi sta leggendo Valter Zanardi, e la sua
voce la sento amica, si posa sulle mie
parole con il cortese stupore dell'innocenza,
e con implacabile dolcezza divento poco
a poco una poesia di Valter Zanardi,
rimane fra gli spazi bianchi un aroma
di caffè lontano, di una sigaretta dimenticata
nella brace sospesa del passato. Chi sono?
Che cosa sono? Che cosa è poesia?
Di chi è una poesia? Di chi la scrive?
Di chi la legge? Di chi l'ascolta?
Eccomi, sono una poesia, sono nuda e
folle, la mia camicia di forza è questo
schermo, questa distanza tra me e voi,
e forse una poesia appartiene proprio
a questa distanza, a questo scarto lieve
tra l'essere e il non essere poesia.
E perché no? Potrei anche finire qui,
con un guizzo d'ironia, perché sono
Valter Zanardi e ora mi scappa la pipì.

4 commenti:

attimiespazi ha detto...

bellissima la vostra amicizia..
un sorriso pieno di simpatia a voi
da
iomememedesimaquipresenteinpersona

https://www.youtube.com/watch?v=comzufKVxIE

.attimi

Gaetano Gigliotti ha detto...

Bello, brava Att.

riccardofarina69 ha detto...

Sì, è favoloso il video di Attimi, una vera chicca.

RobySan ha detto...

Metà poesia.

Eccomi, folle, tutta per voi,
potete fare di me quello che volete,
con amore o indifferenza,
poco importa; resto.

I vostri giorni di quiete o di rancore,
la vostra anima indolente,
spirito di battaglia, potete anche ridere
di me, la mia forma, ma resto.

Il sentiero del vento, come
una cagna fedele, affamata di un gesto,
mi sta leggendo e la sua voce
la sento amica.

Parole dell'innocenza;
con implacabile dolcezza
divento una poesia.
Rimane fra gli spazi bianchi
un aroma di sigaretta dimenticata
nella brace del passato.

Eccomi sono nuda e folle:
la mia camicia di forza è
questa distanza tra me e voi.

Una poesia appartiene a questa distanza,
a questo scarto lieve tra l'essere e il non essere.

E perché no? Potrei finire qui,
con un guizzo d'ironia, perché sono
nuda e folle e ora: mi scappa la pipì.