martedì 9 agosto 2016

L'APERICENA AI TEMPI DELL'ISIS

4 commenti:

rickyfarina ha detto...

Medea :
Le rime, ora riuscite bene, ora meno, ora proprie, ora per assonanza: l'esibizione del protagonista, anche questa volta, è consumata.
I suoi corallini colorati e le sue conchigliette usate a mo'di campanelli non temono attentati, anzi ne sono la panacea.
Negli undici minuti e cinquantasei secondi del film, l'ISIS è vinto, la follia assassina cade nell'oblio ed esiste solo quell'entusiasmo del fedele a se stesso che si incarna in Roby Rosi: i suoi aneddoti, la sua fiducia nella vita, la sua eleganza, la sua "passione amorosa", quel velo di malinconia che fiorisce dalle bollicine dei suoi vini, il ricordo della madre, gli anelli di lei come amuleto-quando la conversazione diventa più intima, gli anelli non bisogna portarli al dito, lui se ne spoglia, per esser nudo e farsi guardare con l'anima-; la pacatezza che sovrasta le urla di questa cara signorina buonasera è, probabilmente, la più grande seduzione di Roby Rosi, la sua fontana d'aggettivi più bella.
L'urlatrice, poi, da domanda si fa risposta: soffre per suo padre e i padri non devono soffrire.
Lune, volti, movimenti. Camicie di lino, tatuaggi e culi. Tutto scorre.
La vita è una fanciulla bionda che balla e da che tutti, con violenza, stanno a guardarla.
La colonna sonora è lo specchio delle liturgie del protagonista. Bisognerebbe nascere più volte, forse, e ad ogni vita guadagnarsi un corallino da legare al collo. Ben guardandosi, è ovvio, che le collane non diventino un cappio mortale.
Ogni nuovo Chisciotte diventa scoperta. Di uomini e cose. Di universi possibili e di pianeti immaginari. La morte, l'amore, l'isis, le campagne elettorali. La felicità resterà sempre un bambino con una gallina sotto il braccio che sorride all'imbrunire: lui non sa che esiste il male e, infatti, vive. Meravigliosamente.

attimiespazi ha detto...

oh, Ricky..
rifuggo dai titoli che contengono la parola ISIS. è un martellamento continuo, incessante, sistematico.
non conosco il motivo della scelta del titolo del tuo filmato ma, il mio rigetto verso qualsiasi richiamo alla bestialita' che rappresenta questa sigla, bestialita' che stanno subendo persone coinvolte direttamente, questo mio rigetto è totale. ed è mio desiderio tacere l'eco della sofferenza altrui che percepisco nel mio intimo, poiché non possono esistere parole a conforto di questo nostro mondo incancrenito dalla cieca follia omicida.
ragion per cui, non guarderò questo video con questo titolo..

.attimi

.attimi

Anonimo ha detto...

Ciao Ricky, te lo devo dire assolutamente : hai il dono della decomposizione ;-)
E mentre lo scrivevo nella mia testa appariva la parola *decantare* e così sono andata a controllare nel vacobolario i vari significati di questa parola:
- sottoporre al processo di decantazione; in particolare, travasare il vino per farlo ossigenare o per eliminare eventuali depositi che si sono formati
- liberare da distorsioni, da elementi marginali
- manifestarsi nella sostanza, liberandosi da distorsioni e aspetti marginali: il dolore, per poter guarire, deve prima decantare
Sono così arrivata a questa conclusione:

* Il poeta, per poter guarire, deve prima decomporre *

Ci vuole molto impegno, esercizio e dedizione ma anche tribolazione...però dopo tutto questo laborioso processo si arriva ad ottenere il nettare degli Dei.
Credo sia il lavoro adatto alla tua personalità indisciplinata e giocherellona, de-comporre la colonna sonora della vita degli Altri è un mestiere per pochi :-))

Non mi intendo di critica cinematografica quindi mi limiterò a scrivere le sensazioni che mi ha provocato il film: nella prima parte c'è questa esplosione di allegria mista a malinconia, questo illuminare i cuori ed incantare le anime; nella seconda parte ci sono delle vite in movimento ma sono scollegate tra loro, infatti si intravedevano visi sorridenti, sguardi perplessi, menti brille, corpi vicini ma 'distanti'...
La poesia che ho associato a questo video è: "Il sabato del villaggio"
L'età delle illusioni : Roby Rosi
Letà delle disillusioni : la folla
L'età dell'eterna giovinezza : il filmmaker

Laura

ps: confesso che mi sento molto in imbarazzo a pubblicare il mio commento dopo aver letto quello di Medea.

Freddy Fosca ha detto...

Bel personaggio...il Re dell'iperbole. Notevole anche la sua pazienza; io a quella, l'avrei sputata in faccia dopo 2 minuti. C'avrà la sbornia dolce, come i suoi vini Roby. Buon per lui (?)... sono scelte della vita.