lunedì 30 gennaio 2012

ROY DOLCE

2 commenti:

rickyfarina ha detto...

COMMENTO AL FILM DI MEDEA MERINI“Interpreterò l’uomo dei tuoi sogni”: due occhi blu e un sorriso inaspettatamente disarmante.
Due uomini davanti alla notte. Due uomini pronti a spogliarsi. Ad essere veri. A mostrare la propria Nudità nel sacrario dell’unica divinità alla quale prostrarsi.
E’ il film della tenerezza. Dei tagli nell’anima. Degli uomini che non sono padri e restano figli. Alla ricerca dei propri padri. Figli che aspettano ancora. La carezza di un padre che quasi li assolva. Che li ricomponga. Che li salvi dal proprio io frammentato. Figli che non sanno dire il proprio amore; che soffrono le assenze. Che temono il giudizio.
“Ha tutto a che fare con il sesso”: freudiane considerazioni. Roy comincia a parlare e colgo il suo stupore. Non è avvezzo a fare la spesa e, come in una commedia americana, pensa agli incontri al supermercato; le forme falliche sono goliardiche battute tra “amici”…
“Roberto è il regista di Roy” su un palcoscenico che si chiama quotidianità. E spesso si perde di vista sé stessi e l’immagine che lo specchio riflette risponde a “Niente”. Ci si aspetta un uomo sicuro di sé. Il “fenomeno”Roy. E ci si trova davanti un uomo straordinariamente umano. Che risponde agli abissi del regista poeta Farina con una poesia fallica che è disvelamento.
Il sesso diventa lavoro. “Allora a cosa mi aggrappo?”. E Roy ama giocare a carte scoperte. Come col cibo. Ha bisogno di vedere. A segno di una metriotes che non può venir meno: Roy non danza su corde tese a mezz’aria. Roy cammina affondando i suoi passi nel suolo. Vuole avere il controllo della situazione: perderlo significherebbe essere Roberto. E mettere da parte la maschera per essere sé stesso è rischioso. Come l’amore. L’amore è un rischio. Che Roberto vorrebbe correre. Ma non permette a sé stesso di farlo. Significherebbe esser libero. E la libertà, a volte, è spaventosa.

rickyfarina ha detto...

“Devo guardare, devo vedere” e non è una questione meramente estetica. Siamo nell’ambito della concretezza che salva. Inabissarsi significa mettere in conto il buio e l’apnea. Roberto deve vedere. Non può stare in assenza di luce. Gli basta una lampada. Non deve essere il sole. Ma deve vedere. E poi l’elogio-contraddittorio-della noia: ha creato il suo lavoro sulla noia… gli piace la noia. Ma non può stare al buio. Come dimenticarlo?! La felicità apparente nasce dalla noia.
Quindi i Pracepta amoris di Roy Dolce: “è la pennellata” che fa l’amans insieme al rifiuto della banalità. Lui ha “bisogno di tempo” e ama i contesti in cui “il tempo si può allungare”.
“Io sono un uomo a tempo determinato”. E’ un concetto che conosco. L’importante è che si abbia davanti una femina simplex. In questo caso la felicità diventa reale. C’è uno scambio. E’ un affare.
Da 6,45 in poi è la parte del film che ho amato di più: Roy diventa Roberto e fa VEDERE quanto sa amare e come sia possibile amare. E considerare l’amicizia possibile.
Il Niente diventa Magia. Ma Roberto fa un bilancio. E non è positivo. Dalla presa di coscienza di sé, passa al rapporto con l’altro: la macchina da presa lo penetra. Conferma la divinità del regista che tira fuori dal proprio soggetto una poesia infinita.
“Io, Ricky Farina: l’umanità sparisce”, forse perché è concentrata fortemente nel loro connubio. Tanto da disorientare. Tanto da sorridere davanti a questo sguardo languido, che a poco a poco commuove commuovendosi.
Si chiude il cerchio della tenerezza. Ancora una volta l’umanità di Ricky Farina è motivo di gratitudine. All’esistere stesso. Non c’è uomo che meglio esalti l’uomo come chi ama. E il segreto di Ricky Farina è amare. E’ un altro cammeo indimenticabile questo: fotografia stupenda. Alcune sequenze irresistibili. 4.14: questo secondo è bellissimo. Per non parlare poi di 9.48: quella ripresa dal basso fa VEDERE come il creatore si metta sul piano dell’anima della propria creatura. Che parla della propria interiorità, a tratti frustrata, ma che di lì a poco si sentirà il potere vibrare tra le mani. Colonna sonora mai meglio scelta.
Dimentico le brutture del mondo. Perché si ritorna ogni volta all’essenziale. Ricky Farina è verità. Nessuno riuscirà mai ad essere tanto fedele a sé stesso e all’altro come quest’uomo. Sono fiera di te.
“…e che i sogni continuino”! Grazie infinite.