martedì 22 settembre 2020

ARTURO

Ricordo Arturo, un randagio nero che si era affezionato a me, in Versilia.

Arturo non era amato da una coppia in fondo alla via, erano i genitori di

Arlette e Tancredi,  e un giorno catturarono Arturo e lo legarono a una

catena. Arlette e Tancredi vennero a dirmi che i loro genitori mi avevano

invitato a cena. Andai a cena. Mi fecero una bella cenetta, ricordo tutto anche

se avevo 12 anni, prepararono pasta e poi di secondo carne e patate.

La tv era accesa. Ricordo la mamma di Arlette e Tancredi davanti alla tv

che si levava della pelle morta dai piedi, e poi il marito mi prese in disparte

per dirmi che Arturo era un cane randagio pericoloso e che il giorno dopo

Arturo sarebbe stato consegnato all'accalappiacani, e che era meglio così

per tutti, anche per Arturo. Ricordo che provai ribrezzo ma feci finta di

essere d'accordo. Uscendo di casa lanciai un'occhiata ad Arturo e con il

pensiero gli dissi: stanotte vengo a liberarti. A notte fonda andai insieme

alla mia amica Arianna e ad altri amici a liberare Arturo, spezzammo la

catena e uno dei ricordi più belli della mia giovinezza è questo: Arturo che

corre felice e libero insieme a noi nella notte, sotto le stelle, con l'aria di

mare nel sangue. Ecco, chi non odia le catene di Arturo, chi non avrebbe

fatto niente per liberarlo con la scusa del "pacifismo" è un mio nemico,

peggio di quelli che hanno incatenato Arturo. Bau bau. Arturo, dove sei?

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Arturo mi ricorda Freddy. E Attimi, invece di consegnarlo all'accalappiacani, lo ha accolto. La nostra Carola Rackete (attimuccia) non odia, ama. :) Meditate, gente, meditate.

Anonimo ha detto...

Te lo dico io dov'è Arturo (Fosca)... ha trovato riparo da Attimi. Perché non vai a trovarlo? 😁

Anonimo ha detto...

Ci scommetto che se ti venisse chiesto di rompere delle catene ben più pericolose, diventeresti immediatamente un “pacifista” con gran perorazioni a favore del “non reagire assolutamente all’ordine precostituito”.