sabato 3 settembre 2011

MEDEA E IL VIOLINISTA

Medea. Scartavetrami l'utero!
Violinista. Che dici se ci facciamo prima un filetto, delle patate fritte?
Medea. No, ho l'utero impaziente.
Violinista. Senti piccola, io ho fame.
Medea. Il mio psichiatra dice che ho il misticismo uterino.
Violinista. Ma prendi la pillola vero?
Medea. No, non voglio prendere in giro la Vita!
Violinista. Ok, ma io non voglio che una scopata diventi un bebè.
Medea. Quante storie, scopami, inabissami nel coito profondo.
Violinista. Così mi inibisci piccola, sono solo un violinista.
Medea. Ti concedo il saltino all'indietro.
Violinista. Posso venire sul tuo seno?
Medea. Disseta la mia pelle riarsa con la tua essenza, fallo!
Violinista. Fallo?
Medea. Fallo e rifallo!
Violinista. Ora ti "rifallo" tutta, togliti le mutandine, zoccoletta calabrese!
Medea. Sì, adoro quando mi scarnifichi con il turpiloquio!
Violinista. Calmati però, è solo una scopata, Cristo!
Medea. Dici? Solo una scopata? Come osi?
Violinista. Oso?
Medea. Osami tutta, spolpami, sgusciami, impastami con il fango.
Violinista. Quale fango?
Medea. Il fango della creazione, divaricami, devastami!
Violinista. Non sono uno tsunami piccola, sono solo un uomo.
Medea. Avvampo, ardo, brucio, muoio, non respiro!
Violinista. Scusa, mi suona il cellulare...pronto?
Medea. Ti odio, ti amo, impazzisco.
Violinista. Ci sentiamo dopo Rosetta, ora sono impegnato.
Medea. Chi è Rosetta?
Violinista. Una.
Medea. Una che? Una cosa?
Violinista. Una che canta nel coro di Zucchero.
Medea. Arma le mie cosce, ti pregoooo.
Violinista. Ma dopo mi fai le patate fritte?
Medea. Tutto quello che vuoi, anche il filetto.
Violinista. Vabbè, girati.
Medea. Sono la tua zozza, la tua puttana, la tua santa.
Violinista. Maria Vergine, no, santa no, ti prego.
Medea. Gettami nella perdizione, fammi sentire il tuo dio nel corpo!
Violinista. Ma tu guarda che cosa mi doveva capitare...
Medea. Che dici?
Violinista. Nulla, nulla, dove eravamo rimasti?
Medea. Senti Violinì, o ti muovi o chiamo il Mostro!
Violinista. E chi è il Mostro?
Medea. Uno.
Violinista. Uno che? Uno cosa?
Medea. Uno che canta fuori dal coro.
Violinista. Ah, poveretto.
Medea. Che faticaccia essere una mistica del coito.
Violinista. A chi lo dici!

E finalmente Medea e il Violinista scoparono,
scoparono tutta la notte, dimentichi di Mostri, patate fritte
e filetti...AL PEPE VERDE!

1 commento:

Anonimo ha detto...

L'utero di Medea grida pietà e, ricorda, Farina, che i mostri non si dimenticano.