domenica 25 agosto 2019

RITORNO A ROMA di Gianmarco Sardi

Ritorno a Roma Ore 11.50. Quartiere Appio Latino. Tutti i bar del quartiere sono chiusi. Me li faccio tutti girando mezz’ora a piedi ma niente. Oggi c’è il deserto. Non passa una macchina e dalla chiesa escono i cori delle vecchiette coperti dal suono del megafono dell’arrotino. Questo arrotino è strano perché ha un voce differente dai soliti e nel discorso registrato non dice che ripara ombrelli. Entro in un posto frequentato solitamente da mosche da bar. Un bar gestito da un vecchietto con il mobilio anni ‘70 e le foto della a.s Roma sbiadite attaccate con lo scotch trasparente sull’intonaco. Mi siedo e prendo l’unico cornetto che c’è, un fazzoletto all’amarena di pasticceria che avrà avuto qualche giorno. Apro il giornale mentre in sottofondo la radio gracchia un tormentone estivo. Entra dalla porta un signore pelato con la stampella e la canottiera rosa. Guance sfregiate, orecchino e capezza d’oro. Zoppica a fatica fino allo sgabello di fianco a me che sono seduto davanti al bancone. Guarda il vecchietto e gli fa: “ A Cè ho vinto 70 euro ar picchetto, oggi t’offro er pranzo. Cell’hai a machina? “ er vecchietto risponde di si ma che sta senza benzina. Il tipo con la stampella gli dice “nun te preoccupà co 70 euro mettemo vent’euro de benzina e 50 se li magnamo. Dai chiudi che annamo a Ostia”. Il vecchietto saltellante con gli occhi lucidi guarda me che chiudo il Messaggero e gli do 2 euro. Mi sorride e mi fa “pischè oggi è un giorno de festa, a colazione è offerta”.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ecco.
Questo post merita. Essenziale, eppure dipinge un intero modo di essere e di pensare, una latitudine dell'anima.

PS: il Messaggero non si può leggere.