giovedì 1 ottobre 2020

Mai più pecore al macello

 Quando si formò lo stato di Israele la parola d'ordine che si sentiva

in tutte le strade era: mai più pecore al macello.

Primo Levi e la Segre non sono certo contro questo basilare concetto

e non potrebbero esserlo, nessuno potrebbe esserlo, tranne i NAZI.

Primo Levi era anche un chimico, avrebbe voluto essere uno scienziato

ma la guerra glielo impedì, comunque la sua base razionale era molto

forte, razionalità ed etica fuse assieme, ed egli cercò di capire il

proprio carnefice (per questo fu chiamato "perdonatore" da Jean Amery),

e secondo Todorov fu proprio questo sforzo di comprensione a farlo

vacillare, come si può umanamente comprendere le "ragioni" del

carnefice? Pare un compito impossibile. Ed è ovvio che per tentare

di comprendere il boia e il carnefice bisogna farsi razionali e non

lasciarsi acciecare dall'odio. Appunto. Ma l'odio di cui io parlavo

era un odio sui generis: era l'odio calmo e razionale per tutto ciò che

porta a macellare gli esseri umani come pecore, non capirlo apposta è

la vostra vigliaccheria mentale. Quindi non avete proprio le basi per

confrontarvi con me, mi spiace. Con questo chiudo. E ricordatevi: mai

più pecore al macello. Bisogna lottare contro i carnefici e i macellai.

Lottare per fermarli, non per macellarli. Per farlo bisogna odiare la loro

visione del mondo che è una visione di morte. Più semplice di così si

muore. Appunto.


Ultima cosa, per quanto riguarda quelli che mi scrivono che devo

migliorare come essere umano, rispondo che per tutti è così. Attimi

deve migliorare negli addii, Martina nello scrivere in italiano corretto,

Fosca nel bere (beve male e quindi pensa male) e l'anonimo che mi

suggerisce di migliorare chissà in che cosa, non lo conosco. Quindi

ha solo scritto una enorme banalità.

Io, per esempio, devo migliorare nell'essere meno paziente.

Con voi lo sono stato troppo.

Per fortuna ho smesso.

Saluti.





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