venerdì 4 maggio 2012

IL SEDUTTORE

Cadono tutte ai miei piedi. Per questo ho sempre scarpe
impeccabili, lucide e spietate. Sarà il mio fascino torbido,
sarà la mia lingua tagliente, sarà il mio spirito tenue e virile,
la mia allegria seria, saranno i miei passi da acrobata ferito,
non so che cosa sia con precisione, le donne sono animaletti
strani, intuitivi, forse riescono a percepire le mie eleganti
erezioni sotto i pantaloni, forse hanno una prescienza delle
mie spinte pelviche inesorabili, e tremano quando sono al
mio fianco, tremano di desiderio, se solo le sfiorassi con
una carezza distratta cadrebbero in deliquio, sono isteriche,
forse urlerebbero di gioia se le baciassi, mi morderebbero
le labbra facendole sanguinare, sono confuse, e io possiedo
l'arte di confondere, parlo di nuvole, e loro credono che stia
declamando il galateo del coito, tutte invariabilmente vogliono
il mio cazzo, sanno che è un trofeo prestigioso, sanno che
il mio cazzo è bello, ed appartiene solo alla mia solitudine.
Le più ardite mi annusano il collo al primo appuntamento,
vogliono imprimersi l'odore per masturbarsi a occhi chiusi
quando le avrò lasciate, quelle più romantiche mi invitano a
cena quando la luna è piena, e non appena soffio sulle loro
stupide candele si tirano giù le mutandine e le fanno volare
sul lampadario. Io frequento solo donne con terrazzo, amo
sodomizzarle all'aperto, di notte, tra le piante grasse, i fiori,
le finestre illuminate dei palazzi, la vertigine oltre il cornicione.
Porto sempre una bottiglia di champagne e al momento
opportuno la stappo fra le loro cosce, questa è la prima
penetrazione di sughero, poi arriva la mia, sono creature
impressionabili, questi giochetti le emozionano, non vi dico
che succede quando mi spalmo sulla cappella la pappa reale
e sussurro in un brivido di voce: lecca tutto mia regina.
Domani confezionerò un addio per una che sta diventando
invadente, l'illusa pensa di avere l'esclusiva, che cretina.

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