domenica 6 novembre 2011

PRIMA MATTINA

Prima mattina, esterno giorno, rugiada sull'erba
e non solo, anche il mio corpo, corpo cadavere.

Sono morto, il respiro si è fatto un nido sottoterra.
Comete assassine attraversano il mio sangue.

L'amore è una spugna ubriaca, l'amore è tornato
nelle viscere ctonie, affondato, non trema più.

Carrello in avanti su una margherita, particolare
dei petali, panoramica improvvisa, delirio celeste.

Le nuvole seguono una loro sinfonia segreta e
mi lasciano steso a terra a nominare le radici.

Primo piano del mio volto, silenzio, una formica
che sembra un ricordo mi esce dalla bocca aperta.

Così è questa la Morte? Dissolvenza in nero...

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