Sento in me il progressivo avanzare di una leggerezza sconfinata
e devastante, una leggerezza pericolosissima, un tripudio di effimeri
e giocosi salti nell'ignoto, una ghirlanda di cadaveri al collo e la
gazzosa fresca nella gola, a cogliere i fiori dei prati, con le mani
sporche di vita, in una festa della mortalità, e gli occhi folleggianti
e insanguinati d'azzurro, con il cuore imbevuto di acido mistico.
Il limone di Amalfi spremuto sull'orizzonte di un gemito, la carne
putrefatta di una carcassa psichica, e il riso bestiale dell'idiota.
mercoledì 12 luglio 2017
martedì 11 luglio 2017
IERI NOTTE
Ieri notte una donna disperata nel parco, seduta sopra una panchina,
con un'amica vicina, questa donna con le gambe allargate dal dolore,
con il corpo scomposto, ondeggiava il busto e urlava: "Voglio morire,
non ce la faccio più, voglio morire". Nel mio cinismo ho avuto per
un attimo la voglia di filmarla da lontano con il mio zoom indiscreto.
In me erano in lotta due sentimenti: la pietà e la curiosità. Perché era
così disperata? Una storia d'amore andata a male? Uscire e strozzarla
sulla panchina sarebbe stato un atto di pietà nei suoi confronti?
"Voglio morire, voglio morire, basta, basta ", il dolore è ripetitivo,
come le lacrime, e questa è la sua magia, quella frase ripetuta più
volte nella notte stellata perdeva il suo senso radicale e diventava
solo un suono limpido, cristallino, puro come l'innocenza del nulla.
con un'amica vicina, questa donna con le gambe allargate dal dolore,
con il corpo scomposto, ondeggiava il busto e urlava: "Voglio morire,
non ce la faccio più, voglio morire". Nel mio cinismo ho avuto per
un attimo la voglia di filmarla da lontano con il mio zoom indiscreto.
In me erano in lotta due sentimenti: la pietà e la curiosità. Perché era
così disperata? Una storia d'amore andata a male? Uscire e strozzarla
sulla panchina sarebbe stato un atto di pietà nei suoi confronti?
"Voglio morire, voglio morire, basta, basta ", il dolore è ripetitivo,
come le lacrime, e questa è la sua magia, quella frase ripetuta più
volte nella notte stellata perdeva il suo senso radicale e diventava
solo un suono limpido, cristallino, puro come l'innocenza del nulla.
lunedì 10 luglio 2017
A ME
A me piacciono le persone famose e le persone non famose
a me non piacciono molto moltissimo, magari posso anche
rispettarle le persone non famose però non più di quello,
a me piacciono le persone vip che vanno nei posti vip che
sono pieni di champagne e di ostriche e di perle e di tanti
pescatori imbalsamati e ciechi, e di servi che ti servono lo
champagne che brilla di bollicine nella notte eterna della
vita effimera, e poi si va sulla barca a scopare nel raso dei
corpi belli e profumati, sotto cieli di stelle pulsanti si ama
tutto quello che ha valore: la giovinezza dorata. Invece i non
vip mangiano pasta e fagioli in tristi appartamenti e fanno
sesso decrepito, e se crepano non finiscono sui giornali e nessuno
sa che sono crepati, mentre i vip se crepano tutti lo sanno
e magari ci dispiace anche alle persone non famose che un
famoso è morto come tutti gli esseri umani e che i vermi o
la cenere avranno il loro pasto, la loro bella rivincita sui
pomelli di platino e sulle tende di seta, ma questo non conta,
non conta molto, se sei vip muori fico, se non sei vip muori
sfigato, ed è meglio morire fico perché significa che hai
vissuto fico. A me, a me me stesso piacciono i vip, e infatti
io medesimo mi sputo allo specchio perché vip non ci sono
ancora, ed è cosa assai triste tristissima non essere vip.
a me non piacciono molto moltissimo, magari posso anche
rispettarle le persone non famose però non più di quello,
a me piacciono le persone vip che vanno nei posti vip che
sono pieni di champagne e di ostriche e di perle e di tanti
pescatori imbalsamati e ciechi, e di servi che ti servono lo
champagne che brilla di bollicine nella notte eterna della
vita effimera, e poi si va sulla barca a scopare nel raso dei
corpi belli e profumati, sotto cieli di stelle pulsanti si ama
tutto quello che ha valore: la giovinezza dorata. Invece i non
vip mangiano pasta e fagioli in tristi appartamenti e fanno
sesso decrepito, e se crepano non finiscono sui giornali e nessuno
sa che sono crepati, mentre i vip se crepano tutti lo sanno
e magari ci dispiace anche alle persone non famose che un
famoso è morto come tutti gli esseri umani e che i vermi o
la cenere avranno il loro pasto, la loro bella rivincita sui
pomelli di platino e sulle tende di seta, ma questo non conta,
non conta molto, se sei vip muori fico, se non sei vip muori
sfigato, ed è meglio morire fico perché significa che hai
vissuto fico. A me, a me me stesso piacciono i vip, e infatti
io medesimo mi sputo allo specchio perché vip non ci sono
ancora, ed è cosa assai triste tristissima non essere vip.
sabato 8 luglio 2017
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