di Lami, una magnum di Giulio Ferrari, e prima ancora
dodici bottiglie di olio pregiato, come i dodici apostoli
della spremitura, e prima ancora champagne, gin, vini
rossi, e quel MEIN MEISTER pronunciato nei vocali
su Whatsapp, e l'albatros di Baudelaire declamato in un
perfetto francese e le poesie di Heine in un tedesco ancora
più scintillante se è possibile, l'incontro con un'anima,
una storia d'amore con un minatore gallese morto di
leucemia nel fiore purissimo degli anni, un amore nato
sui prati profumati del Galles ai piedi delle rovine del
castello di Dolbadarn, Gareth, che in gallese si pronuncia
Garesssss...amore incondizionato che va oltre la morte,
ricreato in ogni respiro da suo marito Claudio. Tutto questo
e molto altro, enigma nell'enigma, mi è stato donato,
solo perché ho raccontato la mia vita e l'ho donata alla
Rete, mettendomi in gioco, senza paura, con cristallina
indecenza. Non ho mai vinto la palma d'oro di Cannes
o il leone d'oro di Venezia, non calpesto tappeti rossi
con uno stuolo di fotografi che mi urlano "voltati da
questa parte", ma questa è solo vanità, appartiene alla
giostra dei viventi, ben più prezioso è Claudio che ama
nell'ombra, nel sacrificio della memoria, tutto questo è
il dono della Morte. La grazia nella sua radice illesa.
Garessss.
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