martedì 10 settembre 2019
lunedì 2 settembre 2019
RITRATTINO DI ANDREA
Si atteggia a statista ma è già tanto se sa che cosa
gli esce dal buco del culo la mattina.
Si atteggia a replicante di Blade Runner:"ne ho viste cose
che voi umani..." solo perché ha fatto il soldatino
in Somalia, e aveva il punto di vista di un soldatino,
un signorsì insomma, una pedina.
Di buono, e questo glielo riconosco, ha cercato
di andare oltre il suo status di pedina e dopo il suo
contributo alla patria armata, ha almeno cercato di capirci
qualcosa del suo essere stato usato come pedina.
Diamo ad Andrea quel che è di Andrea.
Vive in un perenne stato psicopatologico di spionaggio
ontologico: pensa di essere in pericolo perché lui
SA. Sa che cosa è successo a Ilaria Alpi.
Suscita anche compassione quando una volta mi
ha detto: "Meglio che non ti dica nulla, saresti
in pericolo". E allora ti viene voglia di accarezzarlo.
Ti fa tenerezza.
Avendo probabilmente una buona intelligenza
si inventa una professione con le aziende, non
ho ben capito che cazzo faccia, ma pare che
assuma e licenzi esseri umani.
Vive in provincia, ha una famiglia e gioca a tennis.
Unico suo svago "strategico".
Annoiandosi a morte trova il blog di uno come
me e pensa di continuare ad esercitarsi nell'arte
della guerra.
Le sue teorie politiche si riducono al più becero
qualunquismo: sono tutti ladri.
Ha introiettato un odio viscerale per quelli di sinistra
che cazzeggiano nei salotti, li vede tutti come
fasulli idealisti col culo al caldo, e pensa forse di
accomunarmi in qualche modo a questi personaggi.
Quindi svaluta ogni mio lavoro(non tutti) con espressioni
ridicolizzanti: filmini, cosette, poesiole venute male.
Ripete come un mantra idiotizzante sempre le stesse cose:
sei un fasullo, un ipocrita, un mediocre.
E mi sta sempre attaccato al culo, come l'idrofilosofo
alcolico che si fa chiamare Fosca Freddy.
Ciao Freddy, come va?
Non è cattivo, è solo annoiato. E'passato dal
"servizio" militare al servizio sui campi da tennis,
ma questo non sembra sufficiente per riempire
le sue giornate e la sua fame di vita.
Ecco, direi che non voglio spingermi oltre.
Meglio.
Andrea, concentrati sulla fame di vita, vedrai
che meraviglia è essere vivi e riconoscerlo
anche agli altri.
Ciao ciao.
gli esce dal buco del culo la mattina.
Si atteggia a replicante di Blade Runner:"ne ho viste cose
che voi umani..." solo perché ha fatto il soldatino
in Somalia, e aveva il punto di vista di un soldatino,
un signorsì insomma, una pedina.
Di buono, e questo glielo riconosco, ha cercato
di andare oltre il suo status di pedina e dopo il suo
contributo alla patria armata, ha almeno cercato di capirci
qualcosa del suo essere stato usato come pedina.
Diamo ad Andrea quel che è di Andrea.
Vive in un perenne stato psicopatologico di spionaggio
ontologico: pensa di essere in pericolo perché lui
SA. Sa che cosa è successo a Ilaria Alpi.
Suscita anche compassione quando una volta mi
ha detto: "Meglio che non ti dica nulla, saresti
in pericolo". E allora ti viene voglia di accarezzarlo.
Ti fa tenerezza.
Avendo probabilmente una buona intelligenza
si inventa una professione con le aziende, non
ho ben capito che cazzo faccia, ma pare che
assuma e licenzi esseri umani.
Vive in provincia, ha una famiglia e gioca a tennis.
Unico suo svago "strategico".
Annoiandosi a morte trova il blog di uno come
me e pensa di continuare ad esercitarsi nell'arte
della guerra.
Le sue teorie politiche si riducono al più becero
qualunquismo: sono tutti ladri.
Ha introiettato un odio viscerale per quelli di sinistra
che cazzeggiano nei salotti, li vede tutti come
fasulli idealisti col culo al caldo, e pensa forse di
accomunarmi in qualche modo a questi personaggi.
Quindi svaluta ogni mio lavoro(non tutti) con espressioni
ridicolizzanti: filmini, cosette, poesiole venute male.
Ripete come un mantra idiotizzante sempre le stesse cose:
sei un fasullo, un ipocrita, un mediocre.
E mi sta sempre attaccato al culo, come l'idrofilosofo
alcolico che si fa chiamare Fosca Freddy.
Ciao Freddy, come va?
Non è cattivo, è solo annoiato. E'passato dal
"servizio" militare al servizio sui campi da tennis,
ma questo non sembra sufficiente per riempire
le sue giornate e la sua fame di vita.
Ecco, direi che non voglio spingermi oltre.
Meglio.
Andrea, concentrati sulla fame di vita, vedrai
che meraviglia è essere vivi e riconoscerlo
anche agli altri.
Ciao ciao.
MAI SGOMITATO
Nella vita non ho mai sgomitato, mai.
Senso del pudore? Pigrizia? Arrendevolezza?
Nella vita faccio passare avanti con un "prego,
si accomodi". Scetticismo riguardo all'azione?
Buddismo congenito? Semplice infingardaggine?
Indolenza abissale? Sì, indolenza abissale mi
piace. Direi che mi descrive bene. Preferisco
osservare, contemplare, spiare e sbirciare.
Datemi un buco di una serratura e mi farete
felice. Ci metto gli occhi nelle serrature, non
le chiavi. Gli spazi aperti mi annoiano.
Non si può spiare il cielo, mentre mi basta
una cornice e tutto mi sembra degno di essere
guardato. Il cielo lo amo solo se racchiuso
da una cornice di nuvole, per esempio.
Quindi, che volete che vi dica? Prego, andate
avanti, cimentatevi, buttatevi pure nella
mischia, non mi vedrete mai sgomitare.
Del resto il mio sogno è sempre stato quello
di essere invisibile per spiarvi meglio.
Sono un aristocratico, in fondo. Ma non è
questione di sangue blu, di alterigia, di
albero genealogico o di stemmi araldici.
La mia aristocrazia è compassione, vi
vedo affannarvi sul precipizio e sorrido
e vi ammiro. Non ho bisogno di un trono,
mi basta uno sgabello, fatemi sedere e
vi guarderò vivere, siete uno spettacolo.
Senso del pudore? Pigrizia? Arrendevolezza?
Nella vita faccio passare avanti con un "prego,
si accomodi". Scetticismo riguardo all'azione?
Buddismo congenito? Semplice infingardaggine?
Indolenza abissale? Sì, indolenza abissale mi
piace. Direi che mi descrive bene. Preferisco
osservare, contemplare, spiare e sbirciare.
Datemi un buco di una serratura e mi farete
felice. Ci metto gli occhi nelle serrature, non
le chiavi. Gli spazi aperti mi annoiano.
Non si può spiare il cielo, mentre mi basta
una cornice e tutto mi sembra degno di essere
guardato. Il cielo lo amo solo se racchiuso
da una cornice di nuvole, per esempio.
Quindi, che volete che vi dica? Prego, andate
avanti, cimentatevi, buttatevi pure nella
mischia, non mi vedrete mai sgomitare.
Del resto il mio sogno è sempre stato quello
di essere invisibile per spiarvi meglio.
Sono un aristocratico, in fondo. Ma non è
questione di sangue blu, di alterigia, di
albero genealogico o di stemmi araldici.
La mia aristocrazia è compassione, vi
vedo affannarvi sul precipizio e sorrido
e vi ammiro. Non ho bisogno di un trono,
mi basta uno sgabello, fatemi sedere e
vi guarderò vivere, siete uno spettacolo.
domenica 1 settembre 2019
LA RISPOSTA DI GIUSEPPE
"Come stai Giuseppe?"
"Benissimo, e ti risponderò così anche dalla tomba".
Giuseppe era uno dei migliori amici di papà.
Parlavamo assieme, meglio: lui mi raccontava
e io ascoltavo le sue storie di vita.
Si passeggiava sull'arenile e lui ogni tanto diceva:
"Ma hanno aperto i sarcofaghi?"
C'erano tanti vecchi che cadevano a pezzi.
Mi raccontò di un suo amore giovanile, una
passione sfrenata e si ritrovò con una pistola
in mano per suicidarsi, poi la buttò in un fiume.
E si sposò con Terry, in realtà si chiamava
Anita, ma Terry era il soprannome, da terribile.
Non era la donna della pistola ma fu la donna
della sua vita e gli diede un figlio: Mauro.
Per sfotterlo gli amici gli dicevano: "Anita
la vedo male, mi sa che non arriva a Natale".
E lui rispondeva serio: "Ti sbagli, ma grazie
lo stesso"
Hanno vissuto tanto assieme, ricordo le ultime
parole di Terry in ospedale: "Il pavimento mi
sembra fatto di colla". Al funerale di Terry
Giuseppe disse: "Sento freddo, ma non so
se è il clima o la paura".
Giuseppe era colto ed era un poeta, gli intimi
lo chiamavano Pepè. Ora anche Pepè non c'è
più, si è portato nella tomba la donna della
pistola, l'amicizia con mio padre, l'amore per
il figlio e l'affetto per Anita-Terry, e tanti
altri enigmi, e sicuramente sta benissimo.
Ci manca.
"Benissimo, e ti risponderò così anche dalla tomba".
Giuseppe era uno dei migliori amici di papà.
Parlavamo assieme, meglio: lui mi raccontava
e io ascoltavo le sue storie di vita.
Si passeggiava sull'arenile e lui ogni tanto diceva:
"Ma hanno aperto i sarcofaghi?"
C'erano tanti vecchi che cadevano a pezzi.
Mi raccontò di un suo amore giovanile, una
passione sfrenata e si ritrovò con una pistola
in mano per suicidarsi, poi la buttò in un fiume.
E si sposò con Terry, in realtà si chiamava
Anita, ma Terry era il soprannome, da terribile.
Non era la donna della pistola ma fu la donna
della sua vita e gli diede un figlio: Mauro.
Per sfotterlo gli amici gli dicevano: "Anita
la vedo male, mi sa che non arriva a Natale".
E lui rispondeva serio: "Ti sbagli, ma grazie
lo stesso"
Hanno vissuto tanto assieme, ricordo le ultime
parole di Terry in ospedale: "Il pavimento mi
sembra fatto di colla". Al funerale di Terry
Giuseppe disse: "Sento freddo, ma non so
se è il clima o la paura".
Giuseppe era colto ed era un poeta, gli intimi
lo chiamavano Pepè. Ora anche Pepè non c'è
più, si è portato nella tomba la donna della
pistola, l'amicizia con mio padre, l'amore per
il figlio e l'affetto per Anita-Terry, e tanti
altri enigmi, e sicuramente sta benissimo.
Ci manca.
L'ALLERGIA ALL'ACQUA
Ieri Ethel spippolando su Google mi ha letto una
notizia che mi ha lasciato a bocca aperta.
Al mondo ci sono circa 36 persone che soffrono
di una allergia rarissima: sono allergiche all'acqua.
Ci pensate? La loro pelle è così sensibile che non
possono farsi la doccia, ma non possono nemmeno
sudare e nemmeno piangere, anche le lacrime per loro
sono pericolose, che tragedia: costretti a sorridere
sempre. Per fortuna gli organi interni si salvano e
possono bere, altrimenti morirebbero, immagino.
La medicina ancora non ci ha capito un cazzo riguardo
a questa particolarissima allergia. Ma anche io
soffro di un'allergia pericolosissima: sono allergico
alla volgarità umana. E non mancano occasioni
di soffrire ogni giorno: basta un uomo che non
risponde a un saluto, o la mancanza di gentilezza,
anche vedere il pervertimento del gusto o dell'etica
mi procurano eritemi spirituali violentissimi.
Una vera agonia quotidiana, e per dimenticare la
volgarità del mondo mi faccio una doccia.
notizia che mi ha lasciato a bocca aperta.
Al mondo ci sono circa 36 persone che soffrono
di una allergia rarissima: sono allergiche all'acqua.
Ci pensate? La loro pelle è così sensibile che non
possono farsi la doccia, ma non possono nemmeno
sudare e nemmeno piangere, anche le lacrime per loro
sono pericolose, che tragedia: costretti a sorridere
sempre. Per fortuna gli organi interni si salvano e
possono bere, altrimenti morirebbero, immagino.
La medicina ancora non ci ha capito un cazzo riguardo
a questa particolarissima allergia. Ma anche io
soffro di un'allergia pericolosissima: sono allergico
alla volgarità umana. E non mancano occasioni
di soffrire ogni giorno: basta un uomo che non
risponde a un saluto, o la mancanza di gentilezza,
anche vedere il pervertimento del gusto o dell'etica
mi procurano eritemi spirituali violentissimi.
Una vera agonia quotidiana, e per dimenticare la
volgarità del mondo mi faccio una doccia.
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