rickyfarina
un blog ironico filosofico poetico cinetico
martedì 29 settembre 2026
sabato 12 settembre 2026
DICHIARAZIONE DI NON AMORE
DICHIARAZIONE DI NON AMORE
Non posso amarti,
c'è un dislivello estetico tra di noi
troppo elevato, direi drammatico,
io sono molto più bello,
capisci?
Cerco una donna che sia la mia
metà, anche anagrafica, e tu, cara
mia, hai quasi la mia età, ma come
ti permetti? Come osi anche solo
immaginarmi al tuo fianco?
Non c'è più religione, sono saltati
tutti i parametri, il mondo sta
impazzendo. E poi pretendi una
fedeltà assoluta all'apertura delle
tue cosce, ma sei matta?
Dovrei rinunciare a tutte le passanti,
a tutti gli odori, a tutte le carezze,
solo per il tuo bel visetto egoista?
Quanta presunzione c'è in te!
Non ti vergogni a chiedermi questo?
Ti ho lasciato un biglietto di addio
in bagno, leggilo e poi fatti una
doccia, dimenticami nel bagno
schiuma, la schiuma dei nostri
giorni è finita, non essere triste.
Toccati, toccati e pensami.
lunedì 1 giugno 2026
L'ARCHITETTO
Non so più scrivere una poesia,
mi lascio andare e sogno
statue di fango, albe ottenebrate,
mentre l'architetto del desiderio
sorride e progetta limpidi baratri.
Precipitare è come volare ma senza
alcuna speranza.
Precipitare è come sognare vertigini
incandescenti.
Non so più scrivere una poesia,
le parole brancolano nella luce, si
fanno un nido nel vento, le parole
lasciano il posto ad altre parole,
e il poeta sogna un vocabolario nuovo.
Nuove parole per nuove avventure,
mentre l'architetto del desiderio sorride
e progetta limpidi baratri.
martedì 14 aprile 2026
IL SUO SORRISO
Lei era una persona felice,
per esempio era molto felice
dei suoi denti bianchi,
e sorrideva anche quando
non c'era bisogno di sorridere,
ma ci teneva tanto al suo sorriso
che nutriva con l'olio di cocco
ogni giorno, lo teneva in bocca
per venti minuti pur di avere
un sorriso smagliante.
Solo che il suo sorriso era
diventato un vanto, una sorta
di esibizione costante, sorrideva
anche ai funerali o alle persone che
stavano agonizzando in ospedali
meno bianchi del suo sorriso.
E allora il suo sorriso iniziò a essere
odiato, e se non odiato, era un
sorriso considerato eccessivo e
inopportuno, un sorriso cattivo.
Ma lei continuava a sorridere, a
comprare olio di cocco, e per scusarsi
diceva a tutti: "Sorriderò anche sul
mio letto di morte, sorriderò fino
all'ultimo respiro, all'ultimo sorriso".
Ed effettivamente quando venne il
giorno fatale, durante l'estrema unzione
lei sfoderò il suo sorriso più bello
e più vero. E al suo funerale tutti
piansero e tutti perdonarono i suoi
sorrisi.
giovedì 26 marzo 2026
UN TIPO STRANO
UN TIPO STRANO
Un tipo strano, sono un tipo strano.
Faccio l'amore vestito perché il sesso
da nudi mi sembra macelleria.
Saluto le persone che non conosco
perché sono mortali come me e
riconosco in loro la cenere futura.
I tramonti mi piacciono senza gabbiani
da quando a Venezia uno stronzo di
gabbiano mi ha fottuto un cicchetto.
Sto bene con me stesso ma questo
non significa stare bene con gli altri,
soprattutto quando sbraitano.
Mi piace la musica, senza musica avrei
già una corda al collo e oscillerei,
ombra sul parquet di casa mia.
Amo l'arte ma quando vado al museo
la cosa che guardo di più sono le finestre
perché amo la libertà più di Monet.
Un tipo strano, sono un tipo strano.
E senza tipi strani la vita sarebbe solo
anagrafe in movimento e burocrazia.
Non ho figli, moglie e lavoro.
Amo i biberon però, tantissimo,
e il vento che agita gli alberi.
mercoledì 18 febbraio 2026
Il maggiordomo
Non si scrivono poesie con il cappotto addosso.
Quindi questa non è una poesia, sono solo parole
col cappotto addosso. Non si scrivono poesie se
non sei poeta, quindi sono solo un uomo col
cappotto addosso. Ma non è ingiusto che solo i
poeti possano scrivere poesie? Quindi sono un
uomo ingiusto, non so, non ho mai saputo che
cosa sia il dolore, non conosco l'amore, l'ho letto
nei libri, l'ho immaginato, l'ho visto in un film.
Amore e dolore, so solo che fanno rima, basta.
Quando ero un ragazzo sognavo tappeti rossi
da calpestare nella gloria, la vita mi ha fatto
calpestare solo lo zerbino di casa, eppure sono
felice, tremendamente felice, sono forse sciocco?
Con tanta sofferenza nel mondo, perché sono
felice? Perché vivo solo nel mio mondo fatto di
zerbini di gloria casalinga e amore e dolore per
me non sono niente, solo due intrusi in casa.
Ma due intrusi che voglio trattare bene, con tutti
i riguardi, inchinandomi a ogni loro comando.
Sarò il loro maggiordomo, un maggiordomo felice.
Col cappotto addosso.
venerdì 13 febbraio 2026
4.07
Scrivere al computer una cosa
alla 4.07, sveglio come un essere
umano che mette sotto il cuscino
la pulsione di morte.
Scrivere come uno qualunque
una cosa qualunque, tanto per,
tanto per fare finta di essere,
di essere un poeta.
Scrivere per essere una voce da
mettere nell'enciclopedia degli
sconosciuti, di quelli morti con
la polvere sul viso.
Scrivere per dimenticare, come
un ubriaco, scrivere per fumare
un'altra sigaretta prima di andare
al carnevale, nudo di parole.
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