Che cos'è questa ansia di morte pietrificante?
I miei vent'anni, ossessione del respiro, non
allineamento con le strategie dell'Essere.
Nei sedili posteriori di una macchina la mia
angoscia, mia madre e un signore elegante mai
visto prima, amico di amici, un greco.
Stiamo andando verso un ristorante perso nel
tempo. "Sa, mio figlio soffre tanto in questo periodo,
mi accusa di averlo messo al mondo".
Il signore greco, senza guardarmi, disse a mia
madre: "Deve dire a suo figlio che nasciamo
con i pugni e moriamo con le mani aperte".
Quella frase fu subito una specie di calmante
abissale, da quel momento iniziai a sentirmi meglio,
a interrogarmi sul significato dell'enigma.
E se non fosse un enigma ma evidenza implacabile?
Si nasce con i pugni, la lotta, si muore con le
mani aperte, la resa, la resa incondizionata.
Sacra vertigine dell'abbandono.
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