domenica 6 dicembre 2015

LORCA E LE FERITE

Ho appena finito di leggere la piccola e preziosa biografia di Cano
su Lorca, le ultime pagine che descrivono la fucilazione sono
bellissime, leggendole ho ascoltato Isaac Albeniz, un compositore
spagnolo, tra i preferiti di Lorca, insieme a Manuel De Falla.
Il desiderio ora è di tornare a rileggere tutto Lorca, e di andare
in Spagna, non ho mai visto Granada, e ora questa mancanza
la sento come una ferita, leggere crea ferite meravigliose.

venerdì 4 dicembre 2015

Una verità in tasca

Ho incontrato un paradosso e mi ha detto: " La vita è assurda,
devi fartene una ragione Riccardo ". Farmi una ragione di una
assurdità? Ma questo è un paradosso! Proprio un paradosso.
Come sono ragionevoli i paradossi, e come sono assurdi.
Ho continuato a camminare nella notte, avevo una verità in tasca,
insieme alle mie chiavi, a pochi passi dal portone di casa
ho tirato fuori le chiavi ma la presa era imperfetta e sono
finite in un tombino più nero della notte. Mi restava una verità
in tasca per aprire il portone di casa. Una verità ancora calda.
Presi la verità in mano o lei prese me, ed entrai nell'universo.

UNA FACCIA DI CA....

LIGABUE.

IL VOLTO DELLA MADRE

Mi ricordo il mio insegnante di ginnastica alle medie, un bel 
ragazzo tutto riccioli, un volto onesto, e una malinconia diffusa.
Si chiamava Mazzarella, se non ricordo male. Un giorno volle
leggere un mio tema, non ricordo il motivo, dopo averlo letto
mi disse : " Devi continuare, devi comunicare agli altri il tuo
mondo ". Non fu la professoressa di lettere a dirmelo, fu lui.
A volte mi domando: " Perché continuo a esprimermi? ".
La risposta è semplice: mi sentirei soffocare se non lo facessi.
In questa esigenza si nascondono anche altre motivazioni,
forse meno nobili, non lo so. Egocentrismo? Narcisismo?
Mi riesce difficile aderire a questi termini, tutto quello che
scrivo e filmo è frutto di una ricognizione interiore, di una
immersione nelle profondità del mio essere, e quando filmo
il mio volto è per cercare di afferrare me stesso, per cogliermi
in flagranza d'identità, e puntualmente mi perdo, mi sfugge
il senso del mio volto, la sua vera natura è imprendibile.
La stessa cosa avviene quando faccio i videoritratti, anche
il volto dell'altro mi sfugge, e forse cerco un riflesso del mio
volto in quello dell'altro. Il senso è allora una costante
ricerca, ricerco una verità che per sua natura è sfuggente.
Sento che non voglio tradire la verità, voglio essere leale.
Provate a fare un esperimento, avvicinatevi a un volto
che amate, che conoscete, il volto di una madre, di un
padre, di un amico caro. Potete dire di conoscerlo nella
sua essenza? Lo guardate con purezza o nel vostro modo
di vedere c'è già una struttura, una griglia, un filtro?
Forse il senso ultimo del mio percorso è questo: guardare
il volto di mia madre e vedere una sconosciuta.
Mi sembra il gesto d'amore più bello, continuare a cercare
sorgenti d'ignoto, anche nel volto della propria madre.
Questo non è egocentrismo, non è narcisismo, è purezza.
Oso dire : cerco la purezza. Sempre. Con lealtà.

NON AMO

Non amo. Non mi va più. Non ho voglia di commettere follie
per amore. Ho voglia di essere razionale, quindi non amo.
Non amo più. Ho voglia di fare progetti a breve scadenza,
tipo: respirare. Stanotte guardavo la mia ombra, mi piace.
Potrebbe vincere un concorso di bellezza la mia ombra, sì,
miss ombra 2015 è Ricky Farina. Applausi fuori scena.
Ho voglia di gesticolare, di scardinare casseforti di cartavelina.
Datemi un sentiero, acqua fresca e un lenzuolo celeste
sopra la testa, e mi farete felice. Ma perché aspettare che
qualcuno mi renda felice? Sarò felice da solo, con tutte le
mie forze e tutte le mie debolezze. Voglio coltivare il dubbio,
non il mio cuore, il mio cuore posso lasciarlo ai cani affamati.
Non amo. Non ne ho voglia. Non più. Nelle geometrie esatte
del disincanto voglio muovermi. E voglio assolvere la mia
solitudine dal peccato di esistere. E di insistere. Voglio.
Voglio vedere con chiarezza ogni cosa, se l'amore è cieco
vi lascio le sue tenebre. Amatevi e moltiplicatevi. Io vivrò
nella sottrazione fino a scomparire. Senza affanno, sereno.
Ma chi voglio prendere in giro? Basterà uno sguardo, un
gesto, un sospiro, e il mio cuore tornerà a tremare, dio mio!

giovedì 3 dicembre 2015