Le donne mi raccontano i loro incubi, i sogni forse li dicono
ad altri. Anche se un incubo è un sogno a tutti gli effetti.
Hai mai fatto follie per amore Riccardo? Sì, rispondo di sì.
L'unica vera follia è tradire la propria solitudine. Ricordo
di essere stato vicino al padre di una mia amica, era un
papà malato, e la mia amica aveva chiesto a me e a mio
fratello questo favore. Stare vicino al padre malato quando
lei era al lavoro. Lo abbiamo fatto per amicizia. Ricordo
che sentivo una forma di pudore, sacro pudore, a violare
l'intimità di una persona malata, mi dicevo che ero un
estraneo, che non avevo il diritto di stare accanto a una
persona che stava vivendo i suoi ultimi giorni, ma era
un ragionamento stupido che abbandonai presto, non
esiste l'estraneità in questi casi, la morte ci rende tutti
fratelli. E ricordo il papà di questa mia amica che si
sbucciava una pesca freschissima e la gustava con gioia,
in prossimità delle tenebre ci sono frutti palpitanti di vita.
Anche a un passo dal buio eterno una semplice pesca.
In bocca. Era gusto. Gusto di vita. Ancora. Ancora vita.
Sono pazzo. Non mi masturbo più davanti allo specchio.
martedì 31 maggio 2016
IL GLICINE
Una serata con un amico. Un libro cercato e non trovato,
un piccolo concerto dove gli applausi nascevano per
riflesso condizionato, quattro chiacchiere in un bar con
due Negroni rossi come ciliegie, una notizia triste caduta
dal telefonino in mezzo alle patatine e alle noccioline.
I passanti, l'amicizia, la crisi economica, due pizze, due
grappe per finire. La notte, la città. Altre chiacchiere sul
sesso, sul dolore, sulla famiglia, sul tempo che travolge
tutto. E sulla strada del ritorno il glicine con il suo profumo.
un piccolo concerto dove gli applausi nascevano per
riflesso condizionato, quattro chiacchiere in un bar con
due Negroni rossi come ciliegie, una notizia triste caduta
dal telefonino in mezzo alle patatine e alle noccioline.
I passanti, l'amicizia, la crisi economica, due pizze, due
grappe per finire. La notte, la città. Altre chiacchiere sul
sesso, sul dolore, sulla famiglia, sul tempo che travolge
tutto. E sulla strada del ritorno il glicine con il suo profumo.
DOPPIO
Aveva una doppia personalità, faceva il doppio gioco,
gli anni gli avevano fatto venire anche il doppio mento,
a tennis giocava sempre in doppio, era un contabile
e le partite doppie erano all'ordine del giorno, eppure
era una delle persone più sole di questo mondo.
gli anni gli avevano fatto venire anche il doppio mento,
a tennis giocava sempre in doppio, era un contabile
e le partite doppie erano all'ordine del giorno, eppure
era una delle persone più sole di questo mondo.
DOLCE OBLIO
Continuo a dimenticarmi di comprare lo zucchero.
Perché? Sarà la terza volta in tre giorni, scendo con
l'intenzione di comprare una confezione di zucchero
e torno con biscotti, latte, pane, ma senza zucchero.
Sarà perché ho il cuore nello zucchero?
Perché? Sarà la terza volta in tre giorni, scendo con
l'intenzione di comprare una confezione di zucchero
e torno con biscotti, latte, pane, ma senza zucchero.
Sarà perché ho il cuore nello zucchero?
DIALOGO CON MAMMA
Parto per il mare stasera o domani mattina.
Io e mio fratello sentiamo la mancanza di
questa splendida donna : nostra madre.
Io e mio fratello sentiamo la mancanza di
questa splendida donna : nostra madre.
RICKY PERUGINA
Ama, e fai quello che vuole. ( variazione da Sant'Agostino ).
Tutto scorre. Non si bacia mai due volte la stessa persona. ( variazione filosofica ).
Si baciavano secondo il principio dei visi comunicanti. ( variazione scientifica ).
NUOVO DOLORE
Mai, non ho mai creduto al dolore.
A parte la puntura d'ape su testicolo.
Credo all'intensità di un ricordo che
fa vacillare il sangue, ma non è dolore.
Credo all'abbraccio perduto, al volto
sotto la sabbia, alla mano contorta,
al respiro che gioca con le rondini
spezzate, al fanciullo che incontra
le tenebre improvvise, al padre che
lascia un vuoto incolmabile, alla madre
dal grembo di polvere, credo al figlio
che giace tra le alghe, all'amico che
diventa ombra, credo a tutte le ferite,
tutti i terremoti, tutte le pestilenze, a
ogni tuffo di marmo in gelidi abissi,
credo alle circostanze, alla timidezza,
all'imbarazzo, alla sconfitta, alla nuova
era dei topi carnivori, alle albe che
smuovono eserciti di siringhe in vecchi
ospedali, credo al rantolo, alla vile
bestemmia, al tradimento, e credo
all'innocenza di ogni crimine, alla mia
testa piena di addii, ma non è dolore.
Credo alla nota stonata, credo che sia
musica, e ogni grido è ricerca di un
canto segreto, ogni incubo è il sogno
di un risveglio, credo semplicemente
che l'amore sia più vivo di ogni morte.
E questo forse è un dolore. Bellissimo.
A parte la puntura d'ape su testicolo.
Credo all'intensità di un ricordo che
fa vacillare il sangue, ma non è dolore.
Credo all'abbraccio perduto, al volto
sotto la sabbia, alla mano contorta,
al respiro che gioca con le rondini
spezzate, al fanciullo che incontra
le tenebre improvvise, al padre che
lascia un vuoto incolmabile, alla madre
dal grembo di polvere, credo al figlio
che giace tra le alghe, all'amico che
diventa ombra, credo a tutte le ferite,
tutti i terremoti, tutte le pestilenze, a
ogni tuffo di marmo in gelidi abissi,
credo alle circostanze, alla timidezza,
all'imbarazzo, alla sconfitta, alla nuova
era dei topi carnivori, alle albe che
smuovono eserciti di siringhe in vecchi
ospedali, credo al rantolo, alla vile
bestemmia, al tradimento, e credo
all'innocenza di ogni crimine, alla mia
testa piena di addii, ma non è dolore.
Credo alla nota stonata, credo che sia
musica, e ogni grido è ricerca di un
canto segreto, ogni incubo è il sogno
di un risveglio, credo semplicemente
che l'amore sia più vivo di ogni morte.
E questo forse è un dolore. Bellissimo.
Iscriviti a:
Post (Atom)