mercoledì 13 gennaio 2021
martedì 12 gennaio 2021
IL NIDO (POESIA)
L'alba si è fatta un nido tra i rami
davanti alla mia finestra.
E già non ho più voglia del giorno,
mi sembra così perfetto questo
assaggio, questa ombra, questa
scheggia che mi squarcia di infinite
lontananze, perché cedere alla
voluttà della sazietà? Perché dare
un seguito a questa musica di sfere
appenna accennate? Fermatevi tutti,
fermati alba, non dare respiro al tuo
crimine di spazi e di voglie, lasciati
immaginare racchiusa in quel nido,
con le ali spezzate di ogni segreto,
mistero che alza il sipario solo per
la vanità di un brivido e poi lascia
la scena, e trova rifugio nel sogno.
DON CHISCIOTTE, di Nazim Hikmet.
Il cavaliere dell’eterna gioventù
seguì, verso la cinquantina,
la legge che batteva nel suo cuore.
Partì un bel mattino di luglio
per conquistare, il bello, il vero, il giusto.
Davanti a lui c’era il mondo
con i suoi giganti assurdi e abbietti
sotto di lui Ronzinante
triste ed eroico.
Lo so quando si è presi da questa passione
e il cuore ha un peso rispettabile
non c’è niente da fare, Don Chisciotte,
niente da fare
è necessario battersi
contro i mulini a vento.
Hai ragione tu, Dulcinea
é la donna più bella del mondo
certo
bisognava gridarlo in faccia
ai bottegai
certo
dovevano buttartisi addosso
e coprirti di botte
ma tu sei il cavaliere invincibile degli assetati
tu continuerai a vivere come una fiamma
nel tuo pesante guscio di ferro
e Dulcinea
sarà ogni giorno più bella.
AFORISMI DEL GIORNO
Perché faccio il regista? Mi piace
-dare nell'occhio-.
*
Era un uomo riservato. Amava le riserve, anche indiane.
Aveva sempre un posto riservato a teatro. La vita gli riservò
una sorpresa: s'innamorò di un riservista.
*
Si può vivere senza un polmone, senza un occhio, senza
un testicolo. Si può vivere senza una donna. Senza dubbio.
Senza pietà. Senza fine.
*
Devo farvi una terribile confessione: sono un gay onirico.
In ogni mio sogno c'è sempre qualcuno che vuole il mio culo.
*
"Mamma, rivedremo il sole?". Questo chiesi a mia mamma
più di 40 anni fa, mentre eravamo bloccati in ascensore.
Il sole non ci ha tradito.
*
Gli annunci erotici sono squallidi, c'è gente che cerca altra gente
per "amare il sapone". Che schifo. Ma faranno almeno le bolle?
*
Il mio stupore lo tengo in serbo per le grandi occasioni: ogni mattino.
*
Sto invecchiando bene: se vedo due giovani che si baciano e si
toccano per strada, mi diventa duro.
*
Ammiro profondamente i vermi: nessuno potrà mai costringerli
a strisciare.
*
Ho dei mal di testa rivoluzionari: finiscono tutti con l'assalto
alla pastiglia.
*
Camminare con i pensieri slacciati, può essere l'inizio di una poesia.
*
Che cosa temo della morte? Il non potermi più distrarre, avete
visto come sono concentrati i morti? Nulla li distrae da se stessi.
*
I miei sogni si realizzano nei cassetti.
*
Ethel mi ha fatto notare che sono tanti Ricky diversi durante
l'arco della giornata. Verso sera è come se vivessi tra i vivi e
i morti. Le ombre mi reclamano.
*
Il presente è un urto continuo. La memoria è il nostro
airbag.
*
Se aprite la mia testa ci trovate due o tre pensieri. Il resto del mio essere
è fermentazione dei miei testicoli, ma ho i testicoli visionari.
*
Cose che non farò mai: lo yoga, le gite in barca, i viaggi in comitiva,
le maratone, il bingo, la pupù in casa di amici.
*
Trump esce di scena in modo perfetto, con l'assalto alla democrazia.
Questa è onestà.
UN DANNO PERMANENTE
Sei capitata un giorno nel raggio del mio sguardo.
Geometria perfetta del disastro, danno permanente.
Prima ero un uomo libero, volteggiavo nella mia
libertà, mi bagnavo nel latte bianco della mia libertà,
mi sentivo Cleopatra e Antonio, mi sentivo deserto
annegato in oasi di sete barocca, ogni duna un mistero,
ogni granello di sabbia una melodia d'aridi sgomenti.
L'infanzia ripida dei miei passi, le vetrine puttane
dei negozi, una scosciatura fuggevole di passante,
un profumo divelto alla meccanica del traffico, tutto
era per me giaciglio d'avventura, cilindro magico per
conigli sognanti, e poi, d'un tratto, sei entrata nel
raggio infinito del mio sguardo, e mi hai reso una
cosa pulsante, un cuore di sangue, folle come il battito
della pietra che precipita, una spugna cardiaca che
annaspa tra i fili del cielo, tu, più puttana di tutte le
vetrine di tutti i negozi, più vera di tutti i miei inganni,
più crudele di ogni risveglio denudato, Ethel vertigine.
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