I bambini sono geniali. Ieri mi hanno
raccontato di una bambina di 5 anni
che ha chiesto alla mamma : " Mamma,
ma noi come ci siamo conosciuti? ".
Non c'è stata risposta, come poteva
esserci? Davanti alla genialità si sorride
e basta. La risposta è stata un sorriso.
martedì 6 dicembre 2016
lunedì 5 dicembre 2016
IL SORRISO DELLA BAMBINA
Oggi stavo bevendo una spremuta d'arancia in un bar,
ero solo, tutto solo, solissimo, supersolo, e una bambina
è passata accanto e mi ha sorriso, così, mi ha sorriso
per salutarmi, per dirmi " sei qui con me su questa
terra, e io ti sorrido perché riconosco in te un mio
simile ", aveva forse tre anni, passo leggero e un
sorriso così naturale e spontaneo da squartare l'anima.
ero solo, tutto solo, solissimo, supersolo, e una bambina
è passata accanto e mi ha sorriso, così, mi ha sorriso
per salutarmi, per dirmi " sei qui con me su questa
terra, e io ti sorrido perché riconosco in te un mio
simile ", aveva forse tre anni, passo leggero e un
sorriso così naturale e spontaneo da squartare l'anima.
sabato 3 dicembre 2016
MAURO, RICORDO DI UN AMICO
Mauro è morto. L'ho saputo stamattina leggendo un commento
al mio film su di lui, l'autore del commento mi ringraziava per
il ricordo filmato, un ricordo che resterà per sempre. Non ci
sentivamo da anni, ci eravamo persi di vista, era l'amico intimo
di mio zio Robi, ed era anche amico mio e di mio fratello.
Mauro aveva una vitalità disperata, era un "legionario romano",
uno che lottava, contro tutto, anche contro se stesso.
Ricordo una telefonata che mi fece da un parcheggio nella
periferia romana dove si bucava in diretta telefonica dopo
avere saputo cose orribili sulla sua famiglia, ricordo il suo
dolore che lentamente si placava sotto l'effetto dell'eroina.
Venne a trovarmi a Milano con il suo gatto Milù, la mattina
a colazione io zuppavo i biscotti nel latte, lui scaldava un
cucchiaino e si iniettava nelle vene la roba. Mio zio Robi,
il curatore delle gloriose rassegne cinematografiche di
Massenzio, si innamorò di lui quando Mauro entrò nella
casa dove viveva mio zio, era chiamata " i materassi" perché
al posto del pavimento c'erano dei materassi tutti sporchi
di sugo al pomodoro, e Mauro disse a mio zio e ai suoi
amici spaghettari : " Aò, siete proprio degli zozzoni ".
E mio zio disse " Chi è? Lo adoro, è sublime!". Fu la nascita
di una storia d'amore. Quando andai negli anni Novanta
a Roma passai qualche giorno con mio zio e con il suo
mondo fatto di attori disperati come Victor Cavallo e di
sceneggiatori senza un soldo, Mauro allora viveva a
Trastevere alle "grotte", un altro appartamento di mio
zio che sembrava proprio una grotta. Ricordo che una
mattina Mauro si era tagliato le braccia con dei pezzi di
vetro, forse sotto l'effetto di allucinogeni. Mauro conosceva
a fondo la disperazione, e se vedeva un ubriaco steso
per le strade di Roma si fermava per aiutarlo a rialzarsi,
era l'unico nell'indifferenza generale. Mio fratello oggi
mi ha detto " Ricky, tu stai filmando ricordi, tutti i tuoi
film sono destinati a diventare reliquie ". Stamattina
ho pianto, e ho scoperto che è bellissimo piangere
ricordando un amico: Mauro, un uomo in fuga.
al mio film su di lui, l'autore del commento mi ringraziava per
il ricordo filmato, un ricordo che resterà per sempre. Non ci
sentivamo da anni, ci eravamo persi di vista, era l'amico intimo
di mio zio Robi, ed era anche amico mio e di mio fratello.
Mauro aveva una vitalità disperata, era un "legionario romano",
uno che lottava, contro tutto, anche contro se stesso.
Ricordo una telefonata che mi fece da un parcheggio nella
periferia romana dove si bucava in diretta telefonica dopo
avere saputo cose orribili sulla sua famiglia, ricordo il suo
dolore che lentamente si placava sotto l'effetto dell'eroina.
Venne a trovarmi a Milano con il suo gatto Milù, la mattina
a colazione io zuppavo i biscotti nel latte, lui scaldava un
cucchiaino e si iniettava nelle vene la roba. Mio zio Robi,
il curatore delle gloriose rassegne cinematografiche di
Massenzio, si innamorò di lui quando Mauro entrò nella
casa dove viveva mio zio, era chiamata " i materassi" perché
al posto del pavimento c'erano dei materassi tutti sporchi
di sugo al pomodoro, e Mauro disse a mio zio e ai suoi
amici spaghettari : " Aò, siete proprio degli zozzoni ".
E mio zio disse " Chi è? Lo adoro, è sublime!". Fu la nascita
di una storia d'amore. Quando andai negli anni Novanta
a Roma passai qualche giorno con mio zio e con il suo
mondo fatto di attori disperati come Victor Cavallo e di
sceneggiatori senza un soldo, Mauro allora viveva a
Trastevere alle "grotte", un altro appartamento di mio
zio che sembrava proprio una grotta. Ricordo che una
mattina Mauro si era tagliato le braccia con dei pezzi di
vetro, forse sotto l'effetto di allucinogeni. Mauro conosceva
a fondo la disperazione, e se vedeva un ubriaco steso
per le strade di Roma si fermava per aiutarlo a rialzarsi,
era l'unico nell'indifferenza generale. Mio fratello oggi
mi ha detto " Ricky, tu stai filmando ricordi, tutti i tuoi
film sono destinati a diventare reliquie ". Stamattina
ho pianto, e ho scoperto che è bellissimo piangere
ricordando un amico: Mauro, un uomo in fuga.
venerdì 2 dicembre 2016
OGGI
Oggi è uno di quei giorni in cui vivo il tempo
come una voragine carnivora, sembro una bestia
ferita dal nulla. Sanguino vuoto. Ho due libri
aperti, e li lascio aperti a prendere freddo.
Non ho nemmeno voglia di mettermi una mano
sul cazzo. Questo è grave. Una buona sega
aiuta sempre a fare passare il tempo. Oggi è
uno di quei giorni rivestiti da una pellicola
assassina che mi soffoca, eppure respiro in
questo universo fatto da quattro pareti o da
miliardi di stelle, tanto è sempre la stessa
prigione. Respiro come un automa senza
emozioni. L'organismo vive di vita propria.
Esiste perché deve esistere, ma io sono in
un limbo, in una sfera di insignificanza, in una
bolla di sapone nero. Non mi viene nemmeno
da urlare, un grido anche stanco, niente.
come una voragine carnivora, sembro una bestia
ferita dal nulla. Sanguino vuoto. Ho due libri
aperti, e li lascio aperti a prendere freddo.
Non ho nemmeno voglia di mettermi una mano
sul cazzo. Questo è grave. Una buona sega
aiuta sempre a fare passare il tempo. Oggi è
uno di quei giorni rivestiti da una pellicola
assassina che mi soffoca, eppure respiro in
questo universo fatto da quattro pareti o da
miliardi di stelle, tanto è sempre la stessa
prigione. Respiro come un automa senza
emozioni. L'organismo vive di vita propria.
Esiste perché deve esistere, ma io sono in
un limbo, in una sfera di insignificanza, in una
bolla di sapone nero. Non mi viene nemmeno
da urlare, un grido anche stanco, niente.
VIAGGIO AGLI INFERI
Ho il piacere di comunicarvi che il 15 dicembre inizio a girare
un filmetto, quattro giorni di riprese con Severino Saltarelli, lo
stile sarà a metà tra il documentario e la finzione, molte scene
saranno in metropolitana, una sorta di Sonetti dal sottosuolo
approfondito, il tentativo di portare una idea di umanità ancora
viva e pulsante dentro un contesto inaridito e prosciugato dalla
routine quotidiana, dove le persone fanno sempre gli stessi
gesti e al posto della mente hanno una lastra fredda di pensieri.
Ho in mente un canovaccio "spirituale" ma il film sarà in
gran parte improvvisato in pieno stile Chisciotte, tra interazioni
con i "metropolitani" e improvvisi scarti di senso espressivi.
Il volto di Severino sarà protagonista, un volto che prima si
dovrà cercare e poi inventare. E anche le modulazioni del suo
corpo, un corpo onirico alla ricerca di incubi e sogni che
vagano nell'inconscio dei cittadini del sottosuolo, con la febbrile
speranza di una nuova sorgente di vita sgorgante e inebriante.
Non è " Il vigile armeno ", per quello dovremo attendere
un produttore ( che forse mai arriverà ), questo è ancora un
progetto a basso costo, ma ad alta intensità creativa, con una
scorta di delirio sottopelle, e di inquietudini vivificanti.
un filmetto, quattro giorni di riprese con Severino Saltarelli, lo
stile sarà a metà tra il documentario e la finzione, molte scene
saranno in metropolitana, una sorta di Sonetti dal sottosuolo
approfondito, il tentativo di portare una idea di umanità ancora
viva e pulsante dentro un contesto inaridito e prosciugato dalla
routine quotidiana, dove le persone fanno sempre gli stessi
gesti e al posto della mente hanno una lastra fredda di pensieri.
Ho in mente un canovaccio "spirituale" ma il film sarà in
gran parte improvvisato in pieno stile Chisciotte, tra interazioni
con i "metropolitani" e improvvisi scarti di senso espressivi.
Il volto di Severino sarà protagonista, un volto che prima si
dovrà cercare e poi inventare. E anche le modulazioni del suo
corpo, un corpo onirico alla ricerca di incubi e sogni che
vagano nell'inconscio dei cittadini del sottosuolo, con la febbrile
speranza di una nuova sorgente di vita sgorgante e inebriante.
Non è " Il vigile armeno ", per quello dovremo attendere
un produttore ( che forse mai arriverà ), questo è ancora un
progetto a basso costo, ma ad alta intensità creativa, con una
scorta di delirio sottopelle, e di inquietudini vivificanti.
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