mercoledì 10 agosto 2011

AFORISMA DEL GIORNO



Sto facendo la cura del sonno, poi farò la cura della veglia,
poi quella del dormiveglia, e poi mi sa che mi ucciderò.

Ricky Farina

martedì 9 agosto 2011

NELL'ATTESA

Con i fili del cervello scoperti
annuso il cielo come un cane
fedele all'assoluto, mentre il mondo
vomita le sue iniquità, e si aprono
ferite antiche, lamenti freschi
di giornata, al mercato del dolore.

" La terra è un uomo " diceva
un filosofo, ma ha il volto sfigurato,
humus/homo, affinità elettive
di un suono, precipizio della speranza,
un morso incastonato in un grido,
antipasto di tenebra.

In un cataclisma di leggerezza,
lontano da ogni forma che non sia
anche sostanza, in ritardo su tutti
i miei possibili appuntamenti con la
Verità, oso dire: è tempo di vegliare
sulle ombre, nell'infernale quiete

dell'attesa.

AFORISMA DEL GIORNO


Sono un criminale del desiderio, torno sempre
sul luogo del diletto.

Ricky Farina

domenica 7 agosto 2011

PENSIERI DI UN CERVELLO ASCELLARE

Mia adorata, i tuoi ragionamenti non fanno una piega.
Hai un cervello da stiratrice.

*

La vita è uno scherzo, ed è bella perché lo scherzo
dura poco.

*

Perché desiderare la vita eterna? Si tratta di una sepoltura,
una sepoltura celeste, ma sempre una sepoltura.

*

Era un pescatore, si fece seppellire con la canna, la lenza,
e tutto il resto. Tranne i vermi. Quelli arrivarono presto per
vendicarsi...

*

Non amo i cadaveri, non hanno il senso dell'umorismo,
e nemmeno il senso del tatto, e nemmeno gli altri sensi,
forse hanno solo il senso della vita, ma quello è un controsenso.

*

La mia stima nei confronti dei necrofili è assoluta. Provare
desiderio per un  morto è segno di grande sensibilità.
Di solito i viventi schifano i morti, e questo non è bello.

venerdì 5 agosto 2011

IDENTIKIT TEMPORANEO

Sono psicoinfantile. E ho una sessualità neonatale.
Mi piace spruzzarmi la cappella col borotalco.
E se sodomizzo una donna nella vasca prima
devo giocare con le paperelle, altrimenti mi cala
l'erezione. Che volete farci? Sono vittima di una
nascita protratta nel tempo. Adoro le donne che
mi cantano la ninnananna, e mi accarezzano.
Per me il sesso è una contrazione della maternità.
E succhiare i capezzoli è sempre una delusione
dal punto di vista nutrizionale. Non amo l'angoscia.
Non amo i cocomeri, soprattutto i cocomeri che
esplodono nell'oscurità. Sono ipersensibile, se vedo
un cadavere divento triste. Mi piace la luna.
Tutto ciò che è craterico mi emoziona. Sono un
nostalgico. Conservo il cordone ombelicale
nel congelatore. Una notte di molti anni fa ho
scopato una donna mestruata, dopo ho aperto
un vasetto di miele e l'ho versato fuori dalla
finestra. Faccio cose strane, sono strano.
Non amo le responsabilità. Anzi, mi fanno
schifo. Mi piacerebbe fare l'amore con una
negromante in Svezia. E poi uccidere un salmone.
Sogno di uccidere salmoni. Non so perché.
Si tratta di un sogno ricorrente. Ho l'inconscio
che puzza di pesce. Il mio inconscio è una
pescheria. Chi dorme non piglia pesci?. Bho.
Non è il mio caso. Sono bello. Di una bellezza
imbarazzante. L'argento degli specchi trema.
Ogni volta che mi trovo in un vicolo faccio
finta di essere cieco. Detesto la morte. Mi
sembra una vertigine di nervi recisi.
Non amo i muri, anche se sposerei subito
una miss muretto qualunque. Non riesco
a pregare se prima non ho fatto colazione,
per me Dio è il corollario di un cappuccino.
Sono un uomo allegro. Una volta ho bevuto
una limonata durante un temporale e per
un attimo sono stato felice.

giovedì 4 agosto 2011

D DI REPUBBLICA INTERVISTA RICKY FARINA

Ricky Farina, poeta, filosofo, regista, eiaculatore.

A 13 anni che cosa voleva fare?
Il tredicenne.

Se la sua vita fosse un film chi sarebbe il regista?
Dio

All'inferno la obbligano a leggere sempre un libro: quale?
La Bibbia.

Nel migliore dei mondi possibili dovrebbe essere abolita la parola...?
Vivisezione.

Chi inviterebbe alla cena dei suoi sogni?
Una puttana.

Oggi che cosa è tabù?
I film di Murnau.

Come si immagina il paradiso?
Un inferno.

Ha il potere assoluto per un giorno: la prima cosa che fa?
Metto tutti i potenti in una porcilaia.

Il vero lusso è...?
Camminare in un cimitero.

Che cosa è più importante dell'amore?
Nulla.

Che cosa ha imparato dall'amore?
Nulla.

Che cosa la fa ridere di più?
La morte.

Il suo più grande fallimento?
La vita.

Il suo maggiore successo?
Avere fecondato mia madre.

Una cosa che voleva e non ha avuto?
Una passante.

Tre cose che ama, tre cose che odia.
Amo la musica, la musica e la musica.
Odio il rumore, il rumore e il rumore.

lunedì 1 agosto 2011

IL SOLITO

Tutto mi fa orrore. E mi spaventa.
La paura è come una pellicola che
riveste il Creato. Un filo d'erba mi
gela il sangue nelle vene, e un fiore
mi spappola il cranio. La vita mi è
estranea, ma scorre implacabile
nelle mie vene. E mi trascina nel
vortice dello stupore. Nascere è
solo la complicazione di un coito.
La speranza morirà per ultima,
quindi morirà sola, la speranza
è disperata, e ha ragione. I morti
vomitano orizzonti. Ricerchiamo
la felicità perché il dolore ci trova
subito, appena nati. Non c'è rifugio.
La verità è così pura che schianta
il respiro. La verità genera mostri.
Tutto frana. Eppure c'è una musica
in tutto questo. Una segreta armonia
della riconciliazione. Nel fondo di
ogni cosa si cela un sorriso.
Un sorriso bianco come la morte.
Ma allora, se tutto è orrore e musica
dell'orrore perché continuo a
respirare? L'organismo è sordo.
E la mia oliva nel Martini mi fa
compagnia. Un aperitivo, ancora
un aperitivo. Il solito.