domenica 7 febbraio 2010

AFORISMA DEL GIORNO


Sono un uomo infantile, colleziono capezzoli, e nel buio cerco
sempre la Via Lattea di un seno.

Ricky Farina

sabato 6 febbraio 2010

AFORISMI DEL GIORNO

Tieniti sempre a debita distanza dalle tue indebite vicinanze.

*

Al momento opportuno devi essere inopportuno, così coglierai
tutti di sorpresa.

*

Segui il profumo di una donna, solo così troverai il suo odore.

*

Nel mio caso la disperazione muore per ultima, la speranza
ci lascia le penne un attimo prima.

*

Ti senti un relitto? Lasciati cullare dalle onde. Sarai un
relitto danzante.

*

Le mie storie d'amore non finiscono mai perché alla fine
ci metto sempre un addio a salve.

LEGITTIMO IMPEDIMENTO

Senti che stai per morire, e forse pensi che la morte
sia un legittimo impedimento. Invece no.

Non c'è nulla di legittimo nella morte.
Abituati a odiarla, è il segreto della felicità.

Non credere ai sofismi dei saggi, sono tutte
elucubrazioni consolatorie. Morire è atroce.

Ti sembra bello non potere più affittare un
pied-à-terre per le tue scorribande erotiche?

Ti sembra auspicabile avere un pied-à-terre
nella fossa? Non credo che sia divertente, vero?

Odiare la morte, anche quella che viene a placare
un dolore immenso, è un atto d'amore.

In un colpo solo la morte ci priva di tutte le primavere,
di tutte le combinazioni possibili. Dio, che orrore!

E non tirarmi fuori la panzana della vita eterna!
Senza l'odiosa morte la vita sarebbe vuota.

Non piena, vuota. Capisci? Quindi siamo costretti
a odiare ciò che ci rende umani: la morte.

E tu vuoi restare umano, non è vero?

AFORISMA DEL GIORNO


Un raffreddore è la goccia che fa traboccare il naso.

Ricky Farina

venerdì 5 febbraio 2010

AFORISMA DEL GIORNO


Anche nella follia quieta del tuo mondo prestabilito cerca
un equilibrio intransigente, una vertigine immobile.

Ricky Farina

FILM MUTO

giovedì 4 febbraio 2010

IL TELEFONO


Fisso il mio telefono, piccolo scrigno di voci
in attesa.

Oggi non posso fare finta di nulla: il silenzio mi ascolta.

Con il suo alfabeto indecifrabile cerca di stimolare in
me una reazione, anche di difesa.

M'illudo di trovare rifugio nel rumore, nella musica,
ma niente da fare, il silenzio è sempre presente.

Bizzarra situazione, impossibilità di fuga, il silenzio
esplode nella mia testa, non mi lascia scampo.

Che cosa vuole? Perché mi tormenta? Forse vuole
il mio cuore? La mia morte? Maledetto silenzio.

Maledetto, eppure indicibile.

Lo sento, sento il silenzio che mi scende nel sangue,
come un'eco infinita di un grido infinito.

Questo capita a chi si inabissa nello splendore
del mondo, questa è la condanna.

Sentire il silenzio che ti ascolta, e non sapere
che cosa dire, che cosa fare.

Mi arrendo o continuo a combattere? Che arma
posso usare? Il mio silenzio?

Il mio piccolo silenzio da gettare nel silenzio
dell'universo?

E poi attendere, attendere in silenzio che il telefono
squilli, e mi salvi.

"Pronto, chi parla?"

Nessuna risposta.